La carta dei diritti doveri del blogger

Francesco Magnocavallo di Blogo.it ha regalato una vera primizia all’incontro in FNSI presentando la Carta dei diritti e dei doveri dei blogger di Blogo.it un utile tentativo dal basso di darsi e descrivere delle comuni regole di buon senso per tutelare il lettori e i blogger che scrivono per la leader del settore nanopubblishing italiano.

Dalle premesse della Carta:

Noi di Blogo.it pensiamo di fare un passo avanti, partendo proprio da queste considerazioni. Per noi e per la nostra rete di blog non c’è al primo posto la reputazione del blogger, quanto il rispetto per il lettore che solo un autorevole blogger e un autorevole editore nanopublishing può portare.
L’etica, e il codice che proponiamo, è lo strumento per dialogare con il lettore attraverso un
linguaggio comune: una corretta informazione.
Un codice di autoregolamentazione non è solo utile, dunque, ma si rivela necessario in questa fase dell’informazione almeno in Italia, in cui i media stanno velocemente ridefinendo il loro assetto. Se i media mainstream (giornali, televisioni, radio) possono poggiare su solide basi di autodisciplina (che poi essa sia o meno applicata è una valutazione che non rientra nel nostro ambito di discussione) attraverso il controllo effettuato dagli ordini dei giornalisti delle varie regioni, dalla FNSI e dalle Associazioni sindacali, è chiaro che per i blogger non valgono esattamente le stesse regole.
I media, dalla nascita dei blog, hanno preso una nuova strada: è inutile negarlo. Vi è un tratto che differenzia i media mainstream dai blog: la partecipazione attiva del lettore che diviene l’asse principale su cui ruota l’informazione. Il lettore non introietta più passivamente la mole di notizie, ma decide con un click di volta in volta cosa leggere e cosa non leggere e dove dire la sua.
E’ nell’autodeterminazione del lettore che si esprime la sua centralità attraverso la partecipazione attiva alla lettura della notizia: nei commenti può esprimere la sua opinione e condividerla con altri lettori, arrivando a smentire il blogger che non sia stato onesto o preparato nella stesura del proprio post.
Questo genere di circostanza ci deve far riflettere sulla necessità di un codice che regolamenti
l’attività del blogger, e non per porre paletti, ma per segnare una strada che altrimenti risulterebbe priva di ogni punto di riferimento. La necessità è dovuta al fatto che i blogger in molti casi abbandonano lo status di “artigiani” dell’informazione per diventare dei semi professionisti o professionisti pagati da testate regolarmente iscritte ai Tribunali di competenza, ma che conservano l’identità del blog: ossia che sono sul mercato grazie al flusso di lettori che gestiscono l’approvazione dei contenuti con i loro click.
Ciò vuol dire, che in quanto testate, rientrano nell’ambito del codice dell’informazione e che
assumono completamente la responsabilità di quanto scrivono sia nell’esercizio delle fonti, sia nel trattamento dei dati personali, ecc.
Una riflessione, infine, va fatta nell’ambito del diritto di cronaca: sancito dall’art. 21 della nostra
Costituzione esso regolamenta il diritto di ogni cittadino della Repubblica Italiana a raccontare un avvenimento o un evento di pubblico interesse, anche se non iscritto agli albi degli Ordini dei Giornalisti.
Però, il diritto di informare non deve ledere il diritto alla privacy proprio di ognuno di noi. Ecco i
punti principali da rispettare:
· Tutela della personalità altrui
· Obbligo inderogabile del rispetto della verità sostanziale dei fatti
· Rispetto degli ideali della lealtà e della buona fede
· Obbligo di rettificare notizie inesatte e a riparare eventuali errori
· Rispetto del segreto professionale sulle fonti delle notizie

8 commenti su “La carta dei diritti doveri del blogger”

  1. Ciao Vittorio,

    beh, fino a che sono regole interne a blogo, ben venga, anche se per quanto mi riguarda banalità rimangono e avrebbero anche potuto tenerle all’interno.

    Il fatto, poi, che questacosa sia statapresentata in FNSI francamente mi inquieta non poco…

  2. Ma deve diventare una “carta dei diritti e dei doveri” effettivamente riconosciuti ?

    No perchè in caso manca davvero molto…

    Spero solo che cada nel nulla e si ricominci seriamente.

  3. Pingback: andrea andreutti

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