Freccia grigia

Di   15 dicembre 2008
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Giovanni Cerutti su Lastampa.it

Ed eccoli tutti qui, in testa al binario 7 da un quarto d’ora, tutti fermi nell’attesa, chi con la macchinetta fotografica già pronta, chi con il biglietto elettronico in mano. Chi per caso, chi per scelta, chi per voglia, sono i pionieri della Freccia Rossa, i debuttanti dell’Alta Velocità, i primi viaggiatori pronti al brivido di un Roma Termini-Milano Centrale in 3 ore e mezzo senza fermate.

Sono pronti, ma il supertreno dov’è? «E’ qui che vi aspetta», dice l’addetta con il foulard rosso. Quello? Questo qui con la scritta Milano-Napoli sulla prima carrozza? Non è possibile. E’ un treno vecchio. Tutti fermi al binario 7. Non ci sono autorità, questo è il primo viaggio normale di gente normale. E allora succede che il signor Paolo, 71 anni, impermeabile bianco come il codino di capelli che sbuca dal basco blu, si avvicini alla signorina con il foulard con un fare piuttosto seccato: «Io so’ venuto qui per il treno rosso, cos’è questa ferraglia?», e va a strapazzare con il pugno la carrozza ferma. E invece è proprio così, spente le luminarie dell’inaugurazione la Freccia Rossa parte grigia. Via le macchinette fotografiche, adesso tutti sul treno 9510. Tranne il signor Paolo: «Che mi frega del viaggio, io lo volevo solo vedè».

Però è vero che il debutto in grigio ha un poco deluso. Sulla carrozza 2, posto 41, una nonna sta parlando al telefono con il nipotino: «No, non è il treno che hai visto al tg, è il solito treno che va a Milano. E non c’è nemmeno la tv». Pure questo manca, il monitor, quello che sembra il navigatore satellitare di una macchina e segnala la posizione e le supervelocità del treno che va a 300 km/ora. «Pazienza, a me basta che parta e arrivi in orario», dice il magistrato milanese Armando Spataro, seduto al posto 84, il computer pronto «perchè ho da lavorare». Quattro carrozze di prima, sette di seconda, il vagone ristoro a divedere le classi. Partenza alle 14,17 con due minuti di ritardo, se ne accorge nessuno, magari sarà una vecchia abitudine. Un peccato veniale come la disposizione dei posti: la carrozza 1 è piena, la 2 mezza vuota, la 3 e la 4 vuote. Così appena il treno si muove è un tana libera tutti, Spataro è il primo a cambiare carrozza, gli altri a seguire.

E rieccoli tutti qui, ora che la Stazione Centrale si avvicina, a guardare l’orologio. Dìn-dòn, ecco l’altoparlante: «Avvisiamo i signori passeggeri che il treno arriva a Milano con tre minuti di anticipo». Dalla seconda classe c’è chi applaude: l’Alta Velocità deve far concorrenza all’aereo anche in questo, o no? Chi non ha fotografato il supertreno alla partenza lo fa ora, all’arrivo. Ma c’è chi non s’arrende e vuole sapere la verità. Perchè un debutto in grigio? E il capotreno con la cravatta rossa infine rispose: «Vernice, è solo questione di tempo e vernice. Una mano di pittura e anche questo diventerà Freccia Rossa…».