Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Vittorio Pasteris

ParoleFattiPensieri

header


Mese: gennaio, 2009

Il giorno che Google e altri impazzirono

* 31 gennaio, 2009 * Computer, Internet * 1 commenti

A Google hanno fatto un po’ di pasticci

If you did a Google search between 6:30 a.m. PST and 7:25 a.m. PST this morning, you likely saw that the message “This site may harm your computer” accompanied each and every search result. This was clearly an error, and we are very sorry for the inconvenience caused to our users.

What happened? Very simply, human error. Google flags search results with the message “This site may harm your computer” if the site is known to install malicious software in the background or otherwise surreptitiously. We do this to protect our users against visiting sites that could harm their computers. We work with a non-profit called StopBadware.org to get our list of URLs. StopBadware carefully researches each consumer complaint to decide fairly whether that URL belongs on the list. Since each case needs to be individually researched, this list is maintained by humans, not algorithms.

We periodically receive updates to that list and received one such update to release on the site this morning. Unfortunately (and here’s the human error), the URL of ‘/’ was mistakenly checked in as a value to the file and ‘/’ expands to all URLs. Fortunately, our on-call site reliability team found the problem quickly and reverted the file. Since we push these updates in a staggered and rolling fashion, the errors began appearing between 6:27 a.m. and 6:40 a.m. and began disappearing between 7:10 and 7:25 a.m., so the duration of the problem for any particular user was approximately 40 minutes.

E per creare panico ulteriore un po’ di giornali on-line hanno deciso di interpretare creativamente la notizia a partire da una agenzia “geniale”

Il blog di Link. Idee per la televisione

* 31 gennaio, 2009 * Media * 0 commenti

Link. Idee per la televisione è un magazine che studia la tv e la comunicazione da un punto di vista inedito. Link è analisi, riflessione sul mezzo, disvelamento della macchina e dei processi produttivi. Fatto con uno spirito lontano dalle troppo frequenti tentazioni “apocalittiche”, senza per questo essere necessariamente “integrato”. Il blog e il giornale vogliono sfruttare la porosità dei confini tra produzione e consumo, tra sapere pratico e riflessione accademica, e tra i mezzi stessi. Con l’obiettivo di creare dibattito, alimentarlo, ospitare punti di vista diversi ed eccentrici per spingere più in là il modo di guardare (al)la televisione.

L’insostenibile pesantezza della carta

* 31 gennaio, 2009 * Computer, Economia, Internet * 0 commenti

Via Silicon Alley Insider

Not that it’s anything we think the New York Times Company should do, but we thought it was worth pointing out that it costs the Times about twice as much money to print and deliver the newspaper over a year as it would cost to send each of its subscribers a brand new Amazon Kindle instead.

Here’s how we did the math: According to the Times’s Q308 10-Q, the company spends $63 million per quarter on raw materials and $148 million on wages and benefits. We’ve heard the wages and benefits for just the newsroom are about $200 million per year. After multiplying the quarterly costs by four and subtracting that $200 million out, a rough estimate for the Times’s delivery costs would be $644 million per year.

The Kindle retails for $359. In a recent open letter, Times spokesperson Catherine Mathis wrote: “We have 830,000 loyal readers who have subscribed to The New York Times for more than two years.” Multiply those numbers together and you get $297 million — a little less than half as much as $644 million.

And here’s the thing: a source with knowledge of the real numbers tells us we’re so low in our estimate of the Times’s printing costs that we’re not even in the ballpark. Are we trying to say the the New York Times should force all its print subscribers onto the Kindle or else? No. That would kill ad revenues and also, not everyone loves the Kindle. What we’re trying to say is that as a technology for delivering the news, newsprint isn’t just expensive and inefficient; it’s laughably so.

Sinergie economiche per madri

* 31 gennaio, 2009 * Economia, Ironia * 0 commenti

Il bimbo gattona e pulisce casa

Obituary: Mike Francis alias Francesco Puccioni,

* 31 gennaio, 2009 * Multimedia * 0 commenti

Arriva il computer da 10 dollari

* 31 gennaio, 2009 * Computer, Economia, Mobile * 1 commenti

Via SlashGear

paper_laptopA collaborative team between the Indian governments ministry of science and ministry of technology will unveil a super-low-cost computer on February 3rd, as part of the country’s $10 laptop project.  Specifications of the notebook – which is intended for education use – are unconfirmed, but unofficial sources suggest it will have 2GB of memory, both ethernet and WiFi connectivity, the ability to expand the storage and low power requirements of just 2W, all in a small, portable package.

What still isn’t entirely clear is how costs can be brought down to such an extent.  Currently the price is working out to around double the budget per machine – still an impressive feat by itself – but a secretary for education in the Indian government believes that will change once it enters production: “At this stage, the price is working out to be $20 but with mass production it is bound to come down.”

Bollettino dello disastro finanziario del 30 gennaio

* 30 gennaio, 2009 * Economia * 0 commenti

Obama riferendosi alla discesa del Pil nel quarto trimestre ha dichiarato che “l’America si trova di fronte a un disastro che continua per le famiglie di lavoratori americani”. Il prodotto interno lordo americano ha segnato un calo del 3,8% nel quarto trimestre, la peggiore performance dal primo trimestre 1982, quando la crescita segnò un calo del 6,4%.

Per il presidente USA “non si tratta soltanto di un concetto economico, è un disastro continuo per le famiglie di lavoratori americani. E’ il significato reale di queste cifre a contare davvero per il popolo americano ed è proprio inquietante: si fanno meno acquisti, le imprese fanno meno investimenti, i datori di lavoro assumono meno. La recessione sta diventando sempre più profonda e l’emergenza per la nostra economia si sta ampliando. Ieri abbiamo raggiunto un nuovo livello: quello del maggior numero di americani che ricevono i sussidi di disoccupazione”.

Sentirsi un po’ Dagospia

* 30 gennaio, 2009 * Media * 4 commenti

Febbrile gossip nelle redazioni dei giornali per capire come andrà a finire il periodico walzer delle nomination alle direzioni dei quotidiani.

Con l’importanza strategica di questo periodo per il futuro dei giornali stessi si tratta di scelte non banali. Anche se a leggerle così brutalmente sembra di leggere Dagospia o il mercato dei calciatori o il gioco delle tre carte

Repubblica: Le ultime voci, prima delle “comunicazioni” di De Benedetti parlano di un vero Dream Tram con bi direttori Federico Rampini (filosofo) e Mario Calabresi (facitore). Le voci insistenti precedenti parlavano invece di un trasferimenti di Giulio Anselmi da La Stampa oppure di De Bortoli dal Sole.

Corriere: Giulio Anselmi anche in questo caso è il candidato alla poltrona più alta, anche se pare che a Milano pare non abbiano tanta fretta di risolvere la situazione.

La  Stampa: Giulio Anselmi gioco forza non è uno e trino per cui si dovrebbe rimpiazzarlo in qualche modo: soluzione interna oppure Mauro o Riotta ammesso che si sgancino dalle rispettive direzioni. Sia Mauro che Riotta sembrano interessati a andare negli Usa piuttosto che tornare a Torino.

Il momento del Dell Phone

* 30 gennaio, 2009 * Computer, Mobile * 0 commenti

Via Gizmodo

Today the WSJ reports Dell’s closer than ever, with prototypes built in two different styles and two competing platforms.

The two styles may seem familiar to you, as demonstrated by my totally fake images above. One, we’ll call “iPhone,” is described by the Wall Street Journal as “a touchscreen but no physical keyboard.” The other, which we’ll call “Pre,” is a “slider-style phone with a keypad and that slides from beneath the screen.” Dell is reportedly exploring both Windows Mobile and Android, and has both operating systems running on its prototypes. The WSJ cites those always helpful “people familiar with the matter,” and says the formal move into the phone market could happen as early as February, perhaps just in time for the 3GSM global phone biz show in Barcelona on the 15th.

Esplorazioni compulsive di modelli di business

* 30 gennaio, 2009 * Economia, Internet, Media * 0 commenti

Luca De Biase sui costi del giornalismo

Strano destino quello del giornalismo all’epoca di internet. Liberato da mille vincoli tecnologici, sembra condannato a fare i conti con i vincoli economici. E di fronte a questo apparente paradosso, esplora compulsivamente ogni possibile alternativa: nei modelli di business, nei linguaggi, nelle organizzazioni produttive e distributive. Senza trovare, per ora, un nuovo equilibrio. È questa l’impressione emersa anche dal panel dedicato all’argomento al recente Digital Life Design, il mega convegno realizzato da Burda a Monaco.

«La carta costa troppo e finirà», spara Mike Arrington, fondatore di TechCrunch. «La qualità è ancora un valore», testimonia Tyler Brûlé, fondatore di Monocle. «Dobbiamo continuare a servire le persone che comprano il giornale in edicola come i nuovi lettori online», osserva Carlolyn McCall, chief executive del Guardian Media Group. Jeff Jarvis, blogger a Buzzmachine e docente alla City University of New York Graduate School of Journalism, teorizza: «Cominceremo a riconsiderare il giornalismo per le sue componenti funzionali, dalla scoperta di notizie alla selezione, dalla gestione dei contenitori alla distribuzione, dalla vendita di contenuti alla connessione con i messaggi pubblicitari… Non è detto che tutte queste funzioni verranno sempre svolte da organizzazioni integrate verticalmente».

Read more »

Nuove tracce di Gdrive

* 30 gennaio, 2009 * Internet * 0 commenti

Si parla di una vita di Gdrive un sedicente sistema di storage on-line marchiato Google.
Ora le tracce in rete diventano interessanti

Almost everyday now brings a new hint into what Google is planning for its “GDrive” online storage service. Today, a piece of code found in the Google Pack software bundle includes both a product category and description for GDrive.

The code, found by blogger Brian Ussery and further detailed by Google Operating System, clearly states that GDrive is an “Online file backup and storage” utility. But the two descriptions are even more interesting.

Veltroni riparte da Torino

* 30 gennaio, 2009 * Italia, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Veltroni riparte da Torino si presenta con belle parole

Attendiamo un po’ di fatti in un partito che pare a rischio decomposizione o implosione …

Partire da Torino non è un caso. L’ho fatto, al Lingotto, quando ho lanciato la mia corsa alla nascita del Partito democratico. Ci torno oggi come prima tappa di un viaggio in Italia che ha proprio lo scopo di riprendere quei fili e di tornare ad ascoltare e parlare col Paese. Ma oggi ci torno in un clima economico del tutto diverso. La crisi colpisce duro qui come nel resto del Paese.

E colpisce direttamente le persone e le imprese, i redditi e il lavoro. L’impressione è che davanti all’arrivo di questo terremoto il governo abbia a lungo atteso, abbia poi tirato fuori misure del tutto inadeguate e anche sull’auto – tema centrale in questa città, ma anche cardine di un serio contrasto alla crisi, come ci dicono le mosse di Obama, di Angela Merkel o di Sarkozy – arriviamo per ultimi senza avere da parte del governo ancora le idee chiare.

Quando dico queste cose, quando polemizzo con le drammatiche sottovalutazioni del governo e del premier in prima persona, mi sento accusare di pessimismo. No, credo sia vero il contrario. Credo che la crisi vada affrontata con tutti gli strumenti e con tutte le idee nuove: a queste condizioni può essere persino una opportunità di cambiamento. E io so che l’Italia in questa temperie può dare il meglio di sé. Prendete Torino. Dentro una grande crisi che poteva portare la città al declino nel corso degli ultimi due decenni è stata capace di diversificare la sua struttura produttiva. Oggi, una miriade di piccolissime, piccole e medie imprese innovative della manifattura e dei servizi è parte di filiere produttive lunghe ed internazionalizzate.

Read more »