E’ nata una stella
Molti si chiedevano fra i molti che lo lo hanno visto crescere dove fosse finito il talento micidiale della pulce atomica. Stava aspettando il suo tempo che puntulamente è arrivato.
Molti si chiedevano fra i molti che lo lo hanno visto crescere dove fosse finito il talento micidiale della pulce atomica. Stava aspettando il suo tempo che puntulamente è arrivato.
L’Italia del rugby ha riscattato uno dei peggiori sei nazioni di sempre con una partita d’orgoglio e di buon senso contro il Galles, facendo addirittura paura ai vincitori del precedente Six Nations e perdendo solo alla fine con grande dignità. Parisse ha giocato una partita fantastica, nel suo ruolo è oggi probabilmente il più forte per lo meno in Europa.
Via BBC
Italy seemed to have been stoked by rumours of splits within their camp in the build-up, and their powerful forwards – led superbly by man-of-the-match Sergio Parisse – ripped into Wales from the outset. When the visitors’ new front row of John Yapp, Huw Bennett and Rhys Thomas was blasted off a scrum Azzurri full-back Marcato slotted the resultant penalty.
The confidence of the home side was shown as they booted another kickable penalty to touch, but a fumble from the line-out drive eased the pressure on a Wales side that was looking disjointed with nine changes in personnel.
Don Ilario Rolle, il presidente di Davide.it, aprirà un social network per i più piccoli. Si chiamerà www.ciaonet.it e, dopo un periodo di sperimentazione, verrà lanciato nell’universo telematico entro giugno. Sarà una specie di Facebook o Netlog, ma, rivolto ad un’utenza al di sotto dei 14 anni che potrà dialogare con quelli che, il sacerdote della parrocchia «Beata Gianna Beretta Molla» del quartiere Gallo Praile, chiama personaggi positivi.
Ci saranno il giornalista Carlo Nesti, il Mago Sales e poi anche alcuni giocatori di serie A. «Con questi ultimi stiamo ancora trattando», ammette don Ilario. Ma come mai arriva Ciaonet.it? «L’idea è maturata dopo aver raccolto le preoccupazioni di molti genitori e anche di insegnanti di diverse scuole che usano già il nostro filtro – racconta il prete che, con Davide.it, ha inventato un sistema unico al mondo per proteggere i bambini da siti pericolosi che offrono pornografia e pedofilia -.Erano preoccupati di non poter controllare i loro figli mentre navigano in quel mondo che si nasconde dietro lo schermo di un computer e che, a volte, nasconde delle vere e proprie insidie».
La carissima Antonella Beccaria ha pubblicato un nuovo libro disponibile anche in rete
Dopo la pubblicazione della prefazione di Oscar Marchisio al libro Il programma di Licio Gelli – Una profezia avverata (da oggi in download la versione elettronica del volume), di qui alle prossime settimane verranno pubblicati i capitoli di questo breve libro sul mondo a cavallo tra il prima e il dopo P2.
Questo libro è stato concepito in tempi non sospetti: era nell’estate 2008, si tentava di rompere l’afa estiva con una cedrata e si parlava a tono sostenuto per superare il frastuono dei martelli pneumatici che bucavano l’asfalto e realizzavano i grandi progetti della viabilità cittadina. Oscar Marchisio, l’editore, lo dice e lo ripete che la loggia massonica Propaganda 2 un segno l’ha lasciato. Ed entrambi conveniamo che sarebbe interessante andare a rileggere alcuni fatti degli ultimi trent’anni per capire se effettivamente il piano di rinascita democratica, quello sequestrato a Maria Grazia Gelli nel luglio del 1982, qua e là si sia avverato, malgrado la fine dell’esperienza gelliana. Ma che sarebbe deleterio trasformare Licio Gelli nel Nostradamus dei tempi nostri. La mia insegnante di filosofia delle scuole superiori, a proposito del celebre indovino del XVI secolo, era perentoria: chi formula profezie distribuendole nei secoli a venire è un baciato dalla dea dei numeri e dalla statistica. Dunque, distribuendo le proprie previsioni su un arco di tempo molto vasto, c’è caso che prima o poi qualcosa si avveri. Così come, se si fanno vaticini su un range molto ampio di argomenti, si finirà per trovare qualche coincidenza curiosa.
Dai commenti nel post sulla Torino da bere
Credo che Soria fosse considerato un male necessario, uno scotto da pagare per portare certi giri culturali in Piemonte. Ha sempre avuto buon fiuto, ma certamente gli uomini di cultura di Torino sono altri. Pensare al potere goduto da Soria nella cultura torinese e, al contempo, alle ristrettezze in cui vive uno dei massimi scrittori italiani viventi, Guido Ceronetti e’ raccapricciante.
Per comprendere meglio i funzionamenti del Premio Grinzane Cavour e l’ego del suo gestore bastava leggere sul relativo sito la biografia del Presidente, la storia del Grinzane e la stucchevole in quanto completamente vuota, pagina dedicata agli organismi.
Si moltiplicano in Italia i siti d’informazione locale, spesso veri e propri giornali online senza un riferimento ad altre testate tradizionali. Sono decine in ogni parte d’Italia e una quarantina si sono raccolti nell’Associazione nazionale stampa online (Anso), il primo organismo associativo nato in Italia.
Il fenomeno è molto ampio: solo nella regione Marche ce ne sono almeno 24, solo sette dei quali risultano iscritti all’associazione.
Marco Di Maio, membro del consiglio direttivo dell’Anso, immagina che il numero di iscrizioni aumenterà, via via che si procede con il rinnovo delle quote: “probabilmente – dice – ci saranno delle integrazioni”. Per il momento Di Maio fornisce i dati relativi alle testate aderenti all’Anso: sei milioni di utenti unici e 25 milioni di pagine visualizzate ogni mese. Sui siti Anso vengono pubblicate più di 500 notizie al giorno. L’associazione annuncia Benedetto Liberati, editore marchigiano e anch’egli membro del consiglio direttivo, avvierà nei prossimi mesi una sua indagine, per capire un settore in forte sviluppo negli ultimi due anni. Read more »
La BBC ha deciso di spingere la TV verità verso nuovi confini per dimostrare la pericolosità potenziale della rete. Qualche giorno fa gli autori del programma di punta della rete inglese Tv Click Technology hanno comprato una vera e propria botnet contenente 22mila PC infetti, per costruire la sceneggiatura di una puntata dedicata al crimine in rete.
Una botnet è una rete di computer collegati ad internet che vengono infettati da virus informatici o trojan che consentono ai loro creatori di controllare il sistema da lontano.
Comprare un botnet non è così complesso. Ci vuole qualche migliaio di euro e sapere mimetizzarsi per bene per entrare nelle chat dove le gang informatiche smerciano, meglio dire ricettano, i risultati delle loro scorribande in rete. In pratica prima le gang infettano i computer, poi ne prendono il possesso e poi rivendono a terzi gli ostaggi.
…
Dopo la messa in onda del programma televisivo è scoppiata la polemica: alcuni esperti di sicurezza hanno affermato che l’esperimento era pericoloso e illegale. C’è stata una modifica non autorizzata dei dati del computer che comporta una violazione del Computer Misuse Act, ha dichiarato Graham Cluley il senior security consultant di Sophos. Non ha importanza il fatto che le e-mail siano state inviate ad account di proprietà della Bbc stessa e l’intento criminale non è necessario per ravvisare il reato di accesso non autorizzato a un computer”dice Struan Robertson, di Outlaw.com.
Fin dai tempi del disegno di legge che voleva obbligare i blogger e i webmaster in generale a registrarsi al Roc (il Registro degli Operatori della Comunicazione), la Rete italiana si è sempre opposta a questi tentativi di inutile regolamentazione burocratica (e sospettata di censura): in tutta coscienza, come può un diario personale online essere equiparato a un organo di informazione?
Non sono pochi i blogger che, per evitare questo abominio, tuttora espongono sulle proprie pagine la scritta: “Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001″. Eppure l’idea di regolamentare Internet come fosse un’enorme edicola non muore.
Ecco perché la sentenza della Cassazione è sembrata a molti tanto importante: sembrerebbe rappresentare un pronunciamento ufficiale che dovrebbe porre fine alla disputa sull’equiparabilità dei forum e dei blog alle testate giornalistiche.
Eppure in questo ragionamento c’è una non piccola falla: la Cassazione ha parlato di forum, non di blog. Che la stampa generalista non sia attenta a queste sottigliezze è perfino comprensibile, ma la differenza è sostanziale.
D’ora innanzi è chiaro che chi gestisce un forum non è tenuto a registrare la testata, a indicare un direttore responsabile, a sottostare a tutte quelle limitazioni previste dalla legge sulla stampa. Certo non potrà avere nemmeno le tutele elencate nello stesso testo, ma non è questo il punto. Il punto è che, invece, sui blog non c’è ancora chiarezza.
E’ una matassa intricata, quella che avvolge il gruppo Eutelia. Al ministero, i vertici dell’azienda hanno presentato un piano industriale di 110 pagine, ricco di dettagli e chiarimenti, che conferma un eccesso di 1950 unità lavorative utilizzate nel settore It e la volontà di cedere i contratti informatici sottoscritti per l’80 per cento, affermano i sindacati, da enti pubblici. E’ rimasto sospeso in aria invece il possibile utilizzo degli ammortizzatori sociali: durante l’incontro si è parlato di cassa integrazione speciale e di mobilità senza tuttavia affrontare direttamente l’argomento, indissolubilmente collegato all’intera vertenza.
Le scelte strategiche del gruppo fanno leva su quattro punti, che prevedono la cessione del settore informatico del gruppo e un maggiore impegno in quello delle comunicazioni, le dismissioni di una parte dei dipendenti e il ricorso a provvedimenti previsti per aziende in difficoltà. Ma la vendita, hanno dichiarato i vertici di Eutelia, può risultare difficile se prima non si sono definiti i problemi occupazionali. Su questi temi, è attesa una precisazione ufficiale di via Calamandrei, che si è impegnata a fornire un chiarimento sull’intera vicenda, una vertenza che coinvolge il territorio aretino, ma anche le varie sedi distribuite nella Penisola, da Torino alla Sicilia.
Ecco una piccola storia di Giuliano Soria, del Grinzane Cavour e delle loro molte disgrazie. Un alfabeto, insomma, per riassumere il crollo di un colosso dai piedi d´argilla.
A come Angelo Soria. Alto funzionario regionale, per anni ha dato denaro pubblico a un suo socio in affari, Bruno Libralon, e a suo fratello Giuliano. Possibile che nessuno abbia ravvisato il lampante conflitto di interessi?
B come Barolo. Qualcuno gli ha dato in uso la vigna storica del conte Cavour. I produttori di vino gli vendevano le bottiglie a quattro euro l´una, poco o niente. Lui le rivendeva, chissà a quanto…
C come castelli. Don Giuliano ne aveva in gestione – interamente, in certi casi, e solo per qualche parte in altri – ben quattro: quelli di Cortanze, Costigliole d´Asti, Grinzane e Magliano Alfieri. Le spese infinite di ristrutturazione, soprattutto per Costigliole, erano ovviamente a carico della Regione e del ministero dei Beni culturali.
…
U come Unione Latina. Misteriosa organizzazione culturale dei paesi di lingua latina, appunto, che ha lanciato Soria sulla scena di Parigi.
V come Verdone Carlo. Anche l´attore romano ha goduto dei gettoni di presenza di monsù Giuliano.
Z come Zoppoli e Pulcher. L´impresa di costruzioni che compare molte volte nelle avventure edilizie di Soria, come in quelle di Sito – che Repubblica ha descritto nei giorni scorsi – in cui ha un ruolo tra i soci privati.