La mappa della febbre suina nel mondo
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La conclusione è che oggi non è immaginabile che la diffusione su internet, da sola, possa sostenere finanziariamente la produzione di informazione giornalistica di grandi redazioni con centinaia di giornalisti, come le Monde o il Figaro.
Una strategia di sopravvivenza si delinea forse nella diversificazione delle aziende giornalistiche su internet, analoga a quella che ha disegnato il Figaro, che raccoglie ad esempio dei siti di piccoli annunci o di commercio online. C’ è il rischio però di una diluizione, e di una perdita di valore, del marchio e dell’ identità della testata quando abbandona il suo « mestiere di base ». E poi pone, fra l’ altro, anche delle questioni serie rispetto al posto dei giornalisti in questo dispositivo e alla deontologia.
Scrivere che i negozi che vendono kebab sono: “Centri di spaccio e di riciclaggio di denaro sporco…“, oltre che ad una gravissima affermazione diffamante, non ha nulla a che vedere con una critica sulla qualità delle materie prime e sul rispetto delle norme haccp dei kebabbari.” E’ razzismo e basta!
Devo purtroppo anche comunicarti che, con mia grande sorpresa, sono state molto più numerose le email che ho ricevuto che ricalcavano le posizioni di Giordano, piuttosto che quelle che prendevano le distanze dalle sue affermazioni.
Credo che su questo fenomeno “dell’intolleranza alimentare”, evidentemente tutt’altro che isolato all’interno del variegato universo dei “fiduciari”, sia opportuno avviare una riflessione, poiché questo genere di posizioni “estremiste” rischiano d’invalidare nei fatti, sul terreno, le buone intenzioni di Carlin Petrini ed i “Manifesti” ideali di eventi come Terra Madre.
Gli enti destinatari della lettera aperta scritta dal Sindaco di Villareggia a proposito della scandalosa condizione di divario digitale del paese hanno inviato le rispettive risposte.
Iniziamo con la risposta di Telecom Italia
L’Italia però non è stata a guardare. La nostra blogger finalista era Caterina Policaro, che con il suo catepol.net si è classificata quarta. «Alle eliminatorie ho fatto leva su i miei 1200 contatti Twitter, ma non pensavo di ottenere così tanti consensi dalla giuria», confessa. Il blog di Caterina, insegnante e grande esperta del social network di micro-blogging, si occupa principalmente di didattica. «Mi piace spiegare il web 2.0 con parole semplici, credo molto in questo tipo di strumenti per l’insegnamento. All’inizio mi occupavo solo di e-learning, ora però il web ci permette di fare molto di più». Caterina sta sviluppando anche dei progetti ad hoc su Twitter: «E’ un nuovo strumento – spiega – molto veloce e interattivo. Le comunicazioni tra alunni e insegnanti diventano molto rapide e possono essere studiate sia nell’immediato, sia successivamente».

Vista la crescente richiesta di informazioni sulla televisione digitale terrestre legata anche aigli imminenti switchoff e switchover di alcune regioni italiane tra cui il Piemonte, Agora Torino Valley si arricchisce di un nuovo blog dal titolo Digitale Terrestre istruzioni per l’uso
Sta per arrivare il momento della presentazione di Wolfram Alfa
Google preoccupato ?
We are very busy preparing for the upcoming launch of Wolfram|Alpha. Plans were announced this week for Stephen Wolfram’s first public presentation of Wolfram|Alpha. He’ll be giving a sneak preview of his computational knowledge engine at Harvard Law School on Tuesday, April 28 at 3.00 pm. If you cannot attend the presentation in person, we invite you to participate in the live webcast. For more details, please visit:
http://cyber.law.harvard.edu/events/2009/04/wolframUPDATE: un primo test di Readwriteweb
Per approfondimenti
UPDATE: Il video della presentazione
Il processo per le violazioni industriali della security Telecom dei tempi di Tronchetti Provera rischia di non potersi celebrare per la necessità di realizzare 5000 udienze per esaminare gli sterminati verbali delle intercettazioni. Ora per farla franca in Italia basta fare un reato troppo complesso o troppo diffuso. Paolo Colonnello su Lastampa
Non so come si farà a celebrare questo processo…». Dice così il gip dell`inchiesta Telecom, Giuseppe Gennari, mentre si rigira tra le mani lo scarno comunicato della Corte Costituzionale che lo obbligherà, prima di distruggerli, a esaminare insieme con difese, parti civili e accusa, le migliaia di dossier illegali trovati durante l`inchiesta sullo spionaggio Telecom.
Scuote la testa anche il giudice dell`udienza preliminare, Mariolina Panasiti, appena riemersa dal l`aula magna nella quale sono sfilate oltre trecento parti civili: «Per ora vado avanti ma è una strada in salita…». Dietro i giri di parole il messaggio è chiarissimo: il processo Telecom, così come lo abbiamo conosciuto in tre anni d`inchiesta, con i suoi misteri, le sue spie, i suoi giochi di potere e le sue guerre internazionali, non esisterà più.