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Vittorio Pasteris

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Ikea e Torino: 19 anni dopo




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L’11 giugno Ikea apre a Torino il suo più grande negozio in Italia , mentre Torino è simpaticamente invasa da maxi mobili svedesi.

Vera Schiavazzi su Repubblica

C´è stato un prima, anche per i torinesi. Prima di quel 28 novembre 1990, prima di Billy e di Ivar, di Stuga, Framsta e Bintje, prima delle polpettine con la salsa dolce e delle aringhe, prima dei bambini immersi nelle palline e dei candelabri a renna che non si sa bene a cosa serva ma era così carino.

Prima di Ikea, insomma, quando vivevamo prigionieri di mobilifici di periferia dai ritornelli ossessivi (ricordate: son contento di esserci andato! Ma da chi?…) e tutt´al più gite domenicali nel Biellese con annesso panino «rustichella». Dopo, nulla è rimasto uguale. In coda per cercare un parcheggio, i clienti dello store svedese di Grugliasco si sentivano tuttavia diversi dagli altri, quelli in coda per le Gru, talora perfino migliori.

E, dall´11 giugno – dopo tre giorni di drammatica chiusura totale – ora si rimetteranno in marcia verso il nuovo negozio Ikea di Collegno: il più grande d´Italia, il più verde, il più ecologico. Che i quasi vent´anni a Torino della catena che ha reso democratico il design siano stati un successo lo dicono i numeri: oltre 30 milioni di visitatori, oltre 13 milioni di clienti, e per chi ha meno di cinquant´anni è davvero difficile non aver ceduto neppure una volta a uno scaffale, un portavaso, un tappetino riciclato. Conforta sapere che, partita a Grugliasco con 100 dipendenti poi saliti fino a 250, Ikea ne ha ora per l´operazione-Collegno ben 450, molti dei quali selezionati in questi mesi: il 60 per cento sono donne e soltanto un terzo lavora a tempo pieno, il resto è suddiviso tra diversi tipi di contratto part time.

* 6 giugno, 2009 * Pensieri, Piemonte

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