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Vittorio Pasteris

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Twitter e la situazione iraniana




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Via Apogeonline

Continuano in Iran gli scontri. Sia reali, in piazze purtroppo insanguinate, sia dentro il social web (Twitter sopra tutto, in special modo per la sua integrazione con la telefonia mobile) – di fatto l’unico canale, più o meno aperto o aperto a intermittenza, attraverso cui fuoriescono notizie e informazioni di quello che sta accadendo nella repubblica islamica dopo le contestate elezioni presidenziali iraniane che hanno visto la vittoria di Ahmadinejad. È in corso sui social media una sorta di battaglia per la definizione del “frame informativo” e del contesto: e gli attori in gioco sono molti, dai testimoni/citizen journalists ai media tradizionali (ormai pochi rimasti), da chi fuori dall’Iran aiuta tecnicamente o rilanciando i contenuti, alla controinformazione dei governi. Ne abbiamo parlato una settimana fa con Giuseppe Tempestini, ne continuiamo a parlare con Luca Alagna, conosciuto come Ezekiel, consulente per i media digitali dal lontano ‘95, che da qualche settimana cura un canale di copertura sulle social news in entrata e in uscita dall’Iran: green revolution.

* 26 giugno, 2009 * Internet, Media

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