Si dice che una volta rischiò una multa dalla polizia di New York, il fondatore della Sony Akio Morita, per aver attraversato la strada distrattamente, preso com’era dall’ascolto del suo walkman. Lanciato sul mercato nell’estate di trent’anni fa, il walkman era stato fortemente voluto da Morita contro il parere di gran parte dei suoi collaboratori. Il mercato della registrazione audio era andato sino ad allora verso una crescente fedeltà e qualità sonora, gli obiettavano; perché il consumatore avrebbe dovuto interessarsi a un registratore portatile, e che per di più si poteva ascoltare solo in cuffia? Morita rispose che si sarebbe dimesso dalla presidenza se non ne fossero stati venduti almeno centomila esemplari, e vinse di gran lunga la scommessa: le vendite superarono rapidamente il milione nonostante il prezzo non irrisorio (30.000 yen, 90 dollari negli USA, molto più di un iPod oggi per il costo della vita di allora).
Durante le giornate calde delle scorse elezioni iraniane era stata l’unica voce capace di oltrepassare le barriere della censura e arrivare, proprio come il cinguettio di un uccellino, fino alle orecchie dei media occidentali. Così Twitter, dopo essersi lentamente accaparrato l’interesse degli utenti nonostante lo strapotere del fratellone Facebook, era diventato anche il mezzo ideale per una nuova forma di giornalismo partecipativo. Ora però a sminuire il potere del microblogging, una finestrella vuota da riempire con centoquaranta caratteri di testo per raccontare in presa diretta quello che succede nelle vite degli utenti, arriva uno studio americano condotto dalla società di ricerche Pear Analytics.
Nel 2000 hanno lasciato l’Italia per gli Stati Uniti, in polemica con il sistema nepotista dell’università, che non permetteva loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Developmental Cell.
“Adesso – spiega Iavarone – abbiamo trovato una proteina capace di distruggere alcune delle proteine-chiave utilizzate per ottenere le Ips e di far ripartire quindi la trasformazione delle cellule staminali in cellule adulte”. La proteina si chiama Huwe1 e la sua scoperta potrebbe in futuro portare anche a nuove terapie contro i tumori cerebrali.
In strada contro «Bocca di rosa». Sabato 12 settembre, in occasione della festa dei vicini, gli abitanti di via Nizza scenderanno in strada «armati» ciascuno di una sedia. Si piazzeranno sotto i portici e daranno vita a una sorta di salotto diffuso. L´obiettivo è scacciare con la sola presenza le prostitute e gli spacciatori che ancora stazionano nel quartiere, contribuendo a rendere la zona poco appetibile e raccomandabile.
«Sono contrario alle ronde – spiega Diego Castagno, vicepresidente della circoscrizione otto – perché creano più problemi che benefici. Questa iniziativa però è diversa perché permette agli stessi abitanti di riappropriarsi del territorio. Lancio quindi un appello a tutte le associazioni della zona: per quella data chi ha un´idea per animare “il salotto” è benvenuto».
E chi sarà in grado di portarsi la sedia da casa bene: gli altri potranno dividersi quelle che metterà a disposizione la circoscrizione.
La macchina da corsa perfetta di Usain Bolt ha stravinto il mondiale sui 100 piani con un incredibile nuovo record del mondo con 9″58; 11 centesimi in meno del suo precedente record
Rockmelt, il post-browser annunciato dall’inventore di Mosaic e Netscape, che promette entro fine anno di rappresentare una novità importante. Stavo cercando notizie e non ho potuto fare a meno di notare che il pezzo di Repubblica a firma di tal Giovanni Gagliardi, è una copia conforme ma più povera del pezzo del New York Times pubblicato il 13.
Sembra abbastanza evidente che Gagliardi si sia limitato a riportare quanto scritto dal quotidiano statunitense senza citare, verificare, indicare la fonte, insomma senza nulla di quanto obbligatorio fare per un buon giornalismo.
Una sessantina di guardie giurate hanno manifestato chiudendosi nel Colosseo per opporsi agli annunciati licenziamenti. Tutti appartengono all’istituto di vigilanza dell’Urbe. Tre guardie giurate sono salite su una delle arcate del monumento per esporre uno striscione.
La protesta ricorda quella messa in atto dagli operai della Innse di Milano.
Some very exciting news for authors, publishers, and readers: Today, Google launched a program to enable rightsholders to make their Creative Commons-licensed books available for the public to download, use, remix, and share via Google Books.