Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Vittorio Pasteris

ParoleFattiPensieri

header


Mese: settembre, 2009

Fiat tratta per la cessione del palazzo de La Stampa

* 30 settembre, 2009 * Economia, Media, Piemonte * 1 commenti

Via il Giornale

Torino L’idea è di vendere, anzi: di buttare giù il palazzo per farne tanti appartamenti. Costa troppo al gruppo Fiat il palazzo di via Marenco dove hanno sede La Stampa e la concessionaria di pubblicità Publikompass, un gigantesco cubo di vetro con vista collinare che succhia 3,5 milioni all’anno solo di manutenzione. In un periodo di vacche magre è decisamente troppo. Troppo soprattutto per le tasche di chi ha imparato, da Sergio Marchionne in poi, a non buttare il denaro della finestra. E mai definizione fu più azzeccata.

Di piani con finestre in via Marenco ce ne sono tre, ma molte fanno soltanto da separé tra il cielo e il nulla. Dentro non c’è niente. E mezzo palazzo vuoto, è troppo. Dunque la parola d’ordine è vendere. Vendere per monetizzare il valore dell’immobile che fu costruito negli anni ’60 dal pioniere dell’architettura industriale Vittorio Bonadé Bottino. Ma vendere in questo caso significa anche ridimensionare i costi del quotidiano la cui sede verrebbe trasferita in via Giordano Bruno. Dove costa meno. Ma prima di catapultarsi in operazioni senza rete, l’azienda ha mandato in avanscoperta, a palazzo civico, alcuni emissari per sondare il terreno.

Read more »

Le aziende italiane non amano il digitale

* 30 settembre, 2009 * Economia, Internet, Italia * 0 commenti

Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, nel corso del convegno tenutosi a Milano il 28 settembre 2009, ha presentato l’”Osservatorio Italia Digitale 2.0”, realizzato da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici in collaborazione con il Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica.
I risultati non sono entusiasmanti …
Osservatorio Italia Digitale 2.0 Executive Summary

Dal Circle du Soleil allo spazio

* 30 settembre, 2009 * Mondo * 0 commenti

Guy Lalibertè, fondatore nel 1984 del Cirque du Soleil, è stato lanciato come turista a bordo della navicella russa Soyuz. Secondo Lalibertè: La sua è una missione sociale e poetica.

Abbiamo pagato il canone per Libero e Feltri

* 30 settembre, 2009 * Diritti, Economia, Media * 5 commenti

Lorenzo Campani scopre che Libero e Feltri non sono troppo “cultori del libero mercato”

pagare per feltri

Indovinello: lo scorso anno (2008 per il 2007) qual’è stata la testata (compresi periodici, tv, radio ) che ha incassato la cifra più alta dei contributi pubblici stanziati dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria del Governo Italiano ?

Risposta : Libero, quotidiano allora diretto da Vittorio Feltri (7.794.367,53 euro).

Lo stesso Vittorio Feltri che chiedendosi “perchè dobbiamo pagare per Santoro ?” ha lanciato domenica scorsa la sua campagna anti-canone Rai così:

“Basta. Ho deciso di non pagare più il canone Rai. Mi ribello alla tassa inflitta a chiunque possegga un apparecchio televisivo. C’è chi va in piazza per difendere la libertà di stampa, che nessuno minaccia (semmai qualcuno ne abusa), e io sto a casa mia fermamente intenzionato a difendere la mia – la nostra – libertà di non finanziare le bischerate di Santoro e Floris . Per quale arcano motivo devo passare del denaro agli imbonitori della sinistra che insultano coloro i quali non la pensano come loro, li diffamano e li descrivono quali nemici della democrazia? Non ci sto perché ci sono programmi (quotidiani) che non voglio vedere né giustificarne la messa in onda contribuendo a finanziarli”.

Sostituire “Canone Rai” con “Libero” e “Santoro-Floris” con “Feltri-Betulla” e spedire in busta chiusa al neo direttore del Giornale.

Crisi sì, crisi no, ripresa sì, ripresa no

* 30 settembre, 2009 * Economia, Piemonte * 0 commenti

Marina Cassi su Lastampa.it

Sono meno pessimisti, ma la realtà non da loro ragione. Siamo al paradosso: gli imprenditori hanno aspettative da ora a fine anno meno negative di prima rispetto a ordini, export e produzione, ma poi quando devono prevedere il proprio futuro immaginano un ulteriore calo dell’utilizzo degli impianti precipitato al 55% – mai così in basso – e in 46 su cento hanno ordini per un solo, miserevole mese.
Secondo la trimestrale dell’Unione industriale ormai da nove mesi si è attenuato il pessimismo, ma la ripresa è ben lontana dall’essere arrivata. E il presidente, Gianfranco Carbonato, sintetizza: «C’è una grande attesa di ripresa, ma non la ripresa reale. Altro che exit strategy, siamo ancora al fondo del baratro». E centra il nodo dei prossimi mesi: gli incentivi alla rottamazione ecologica che scadono a fine anno.

Dice con un certo vigore: «Il nostro governo è restio a prendere provvedimenti di quel tipo se non lo hanno fatto altri Paesi europei. Mi auguro che la Germania, che ha notevoli problemi con la sua industria dell’auto, reiteri i suoi che sono appena scaduti».

Questo è uno degli elementi di una ripresa che Carbonato vede già altrove: «L’Asia è ripartita alla grande, in Cina sono al boom trainato dai consumi, un milione di auto viene venduto ogni mese. Il problema è che l’Asia è lontana». Nell’industria torinese il vento di ripresa resta, per ora, un desiderio. E per i prossimi tre mesi le aziende che pensano di usare la cassa integrazione sono ancora il 57,6%.
Carbonato però riconosce che il sistema degli ammortizzatori sociali ha funzionato e che continuerà a funzionare anche nei prossimi mesi «quando arriveranno le conseguenze della crisi; l’importante è riuscire a tenere in piedi le aziende e a non lasciare nessuno indietro fino al 2011».

Stefano Parola su Repubblica

La ripresa non c´è. O meglio, come nei mesi scorsi c´è qualche pallido segnale che nel Torinese la crisi economica stia per arrivare al capolinea. Però ci sono anche segnali inquietanti nell´indagine congiunturale dell´Unione industriale di Torino. Per esempio, un´impresa su due naviga a vista: sa quello che farà nelle prossime settimane, ma non ha certezza di quante commesse arriveranno tra un mese. E poi c´è la cassa integrazione, che non molla: prevede di continuare a farne uso il 57,6 per cento degli imprenditori. Per una situazione che il numero uno di via Fanti, Gianfranco Carbonato, descrive come di «massima incertezza da tutti i punti di vista».

Certo, qualche motivo per vedere il bicchiere mezzo pieno c´è. I pessimisti sono un po´ meno, gli ottimisti un po´ di più, soprattutto per quel che riguarda gli ordini, in particolare quelli provenienti dall´estero. E Carbonato prova a essere fiducioso: «È il terzo trimestre in cui l´indagine ci dà spunti positivi e, come ci insegnano gli economisti, la si può già considerare una tendenza». Eppure c´è una serie di “ma” costituiti dal carnet ordini (inferiore a un mese per il 46,8% delle imprese), il tasso di utilizzo degli impianti (pari al 55,5%) e dai ritardi negli incassi (li segnala quasi l´80% degli imprenditori). «Tutti dati estremamente preoccupanti», evidenzia il presidente dell´Unione industriale. Che aggiunge: «Altro che exit strategy. Siamo ancora in fondo al baratro e dobbiamo capire come uscirne. Di certo non lo faremo velocemente».

Almeno qualche mercato estero sta reagendo. Il leader degli industriali torinesi prova a tracciare una rotta: «Non è ancora chiaro quando ripartiranno gli Usa e l´Europa, di sicuro l´Asia lo ha fatto alla grande. Soprattutto l´economia cinese che, per la prima volta, cresce grazie al mercato interno». Ma a Torino, continua Carbonato, «parlare di ripresa non si può ancora. Semmai si può parlare di aspettative non confermate».

La speranza è che da Roma arrivi la conferma degli incentivi auto, che sarebbero un toccasana per l´industria torinese. Ma il presidente dell´Unione industriale è quasi scettico: «Bisognerà vedere se Germania e Francia li rinnoveranno, perché è difficile pensare che il nostro Governo si muova da solo». Con o senza aiuti per l´automotive, per molti lavoratori si tratterà di mandar giù altre ore di cassa integrazione. Però, dice Gianfranco Carbonato, «sarebbe gravissimo se le relazioni industriali si surriscaldassero. Abbiamo di fronte qualche ostacolo, come il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, ma mi appello al buon senso di tutti. Finora abbiamo mantenuto la pace sociale a buoni livelli. Il quadro economico non peggiorerà più, ma ora il problema sono le aziende che sono arrivate stremate fino a questo punto. E non è aumentando il livello di contestazione che si risolveranno le situazioni».

La Spoon River delle aziende piemontesi

* 30 settembre, 2009 * Economia, Piemonte * 1 commenti

Stefano Parola su Repubblica.it

Ecco l´elenco dei “caduti”, le aziende che non ce l´hanno fatta a superare la crisi. C´è chi era debole e ha ricevuto il colpo di grazia dal momento congiunturale deleterio. C´è chi forse, crisi o non crisi, sarebbe fallito lo stesso. Dietro a ciascun nome ci sono un imprenditore che ha fallito e un gruppo di dipendenti che è in cassa integrazione o in mobilità. Solo una mappa, creata con i dati di Camera di commercio, Cgil e Cisl.

Perché, come spiega la segretaria della Cisl Piemonte Giovanna Ventura, «la chiusura coinvolge in modo particolare la miriade di piccole e medie aziende, soprattutto metalmeccaniche, tessili e orafe, che sfuggono anche al nostro monitoraggio. Purtroppo non siamo che all´inizio di un´escalation negativa sull´occupazione della regione».

Read more »

La Polizza della Gabanelli

* 30 settembre, 2009 * Diritti, Media, Pensieri * 0 commenti

Milena Gabanelli scrive al Corriere

Premesso che chiunque si senta diffamato ha il diritto di querelare, che chi non fa bene il proprio mestiere deve pagare, parliamo ora di chi lavora con coscienza. Alla sottoscritta era stata manifestata l’intenzione di togliere la tutela legale.

La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità. Nell’incertezza sul come sarebbe andata a finire ho cercato un’assicurazione che coprisse le spese legali e l’eventuale danno in caso di soccombenza dovuta a fatti non dolosi. Intanto sul mercato italiano, di fatto, nessun operatore stipula polizze del genere, mentre su quello internazionale questa prassi è più diffusa. Bene, dopo aver compilato un questionario con l’elenco del numero di cause, l’ammontare dei danni richiesti e l’esito delle sentenze, una compagnia americana e una inglese, tenendo conto del comportamento giudicato fino a questo momento virtuoso, si sono dichiarate disponibili ad assicurare l’eventuale danno, ma non le spese legali. Sembra assurdo, ma il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio.

Read more »

Terremoto e Tsunami nelle American Samoa

* 29 settembre, 2009 * Mondo, Scienza * 0 commenti

L’informazione corre su Twitter. I media tradizionali nella notte hanno dormito.

Il sito del Governo con le prime fotografie

Read more »

Cgil-Phone

* 29 settembre, 2009 * Italia, Mobile * 0 commenti

Via Federico Cella
Anche il principale sindacato italiano sbarca sull’iPhone. La Cgil, difensore dei diritti degli ultimi, ha deciso di far sentire la propria voce sullo strumento che, soprattutto in Italia, passa per essere uno status symbol dei primi. Senz’altro una semplificazione eccessiva, ma anche un’apparente contraddizione che non è certo sfuggita al sindacato. “La nostra è una scelta per guardare al futuro”, ci spiega Stefano Landini, segretario organizzativo della Cgil Lombardia. “Ovviamente manteniamo, e anzi ogni giorno intensifichiamo, i nostri canali tradizionali di comunicazione con i lavoratori, ma l’idea è proprio quella di aprirci anche ai canali del futuro prossimo. La scelta di esordire con l’iPhone non è certo modaiola, ma è legata unicamente a questioni tecnologiche. Presto la nostra applicazione, con tutti i suoi servizi, sarà disponibile anche per gli altri telefoni”.

Working Capital Tour arriva a Firenze

* 29 settembre, 2009 * Economia, Eventi, Internet * 0 commenti

Domani 30 settembre Working Capital Barcamp Tour arriva a Firenze
(Qui il live dell’evento in streaming)

Il Programma :
Mattino tavola rotonda Dialogo sull’innovazione con:

  • Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia
  • Matteo Renzi, sindaco di Firenze
  • Giuliano Da Empoli, assessore alla cultura e alla contemporaneità di Firenze
  • Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa
  • Paolo Barberis, fondatore di Dada.net
  • Gianluca Dettori, fondatore di dPixel
    Modera Luca De Biase, Nova 24 – Il Sole 24 Ore
  • Presentazione del progetto Working Capital, Salvo Mizzi, Telecom Italia
    Formazione del programma del pomeriggio.
    Pomeriggio: Elevator pitch

    Il ritorno dei creatori del Newton

    * 29 settembre, 2009 * Computer, Mobile, Personale * 0 commenti

    Via Bits NYT

    If you were gearing up to launch a tablet computer — and these days, who isn’t? — who would you hire to market it? One obvious candidate would be Michael Tchao, one of the original developers of Apple’s groundbreaking but failed Newton personal digital assistant.

    Mr. Tchao joined Apple on Monday as vice president of product marketing, Steve Dowling, an Apple spokesman, confirmed. He will report to Phil Schiller, a senior vice president. Mr. Tchao is returning to his old Cupertino stomping grounds after an absence of 15 years.

    During that time, he has had a high-profile career, most recently as the general manager of Nike Techlab, the company’s technology arm, which designed armbands and sneakers that integrate with the iPod.

    Dal Manuale delle Giovani Marmotte alle Nave di CLO

    * 29 settembre, 2009 * Internet, Multimedia * 0 commenti

    Un tempo esisteva il Manuale delle Giovani Marmotte un’edizione gelosamente collezionata e conservata dai bambini, nel quale attività, storie e filastrocche venivano diffuse nero su bianco, attraverso le pagine dei piccoli volumi. La fine degli anni ‘70 però, attraverso la televisione, segnò la fine di un’epoca producendo una vera rivoluzione e facendo sì che rimanessero i contenuti e cambiassero i contenitori, che dalle copertine dei libri si tradussero nel tubo catodico capace di trasmettere le informazioni attraverso suoni e immagini in movimento. Naturalmente il passaggio non si realizzò solo in questo senso: vennero ridisegnati e inventati nuovi contesti e soprattutto ampliati i target, per i quali non era più necessario saper leggere, ma sufficiente ascoltare e guardare. Alla televisione però mancava ancora un aspetto che aveva potuto sviluppare in modo solo marginale e che la rete andò definitivamente a realizzare: l’interattività.

    Da queste premesse è nato il progetto per La nave di CLO, un portale sviluppato nel tentativo di trasferire sul web, attività che da sempre hanno accompagnato lo sviluppo e l’educazione dei bambini, proposte in una chiave attuale e capace di sfruttare le potenzialità sia tecniche che comunicative offerte, permettendo dunque lo sviluppo di spontaneità, attitudini e interessi secondo desideri e necessità individuali.