29 settembre, 2009
Internet, Media
0 commenti
Luca Sofri riassume la situazione nella guerra dichiarata dai vecchi media nei confronti dei nuovi
Per fare un riassunto che valga come risposta nei mesi a venire a ogni capriccioso attacco dei media tradizionali all’informazione in rete:
- “su internet si usano i contenuti, gli articoli e il lavoro altrui senza ricompensarlo”: ovvero quello che fanno quotidiani, riviste e telegiornali quando ripetono ai loro lettori cose che hanno ripreso da altri giornali
- “su internet si scrivono un sacco di cose senza verificarle e spesso si rivelano false”: si veda la categoria “notizie che non lo erano” qui a destra per una parzialissima lista di come questo avvenga con frequenza assai maggiore nell’informazione tradizionale
- “su internet prosperano un’aggressività e una violenza verbale che rovinano il mondo e i rapporti civili, e tutti si urlano addosso”: si valutino i toni del confronto tra quotidiani e i giornalisti italiani in questi mesi e si rifletta su chi sia senza peccato (o si guardino programmi televisivi a scelta n.d.b.)
- “detto questo, su internet c’è anche una parte minore ma apprezzabile di contenuti e opinioni interessante e valida, che non sarebbe giusto buttare con l’acqua sporca”: anche nei giornali e nell’informazione televisiva.
E qui forse sta l’unica differenza: che in rete le cose buone dei giornali le si leggono, usano e promuovono.
29 settembre, 2009
Computer, Internet, Media
1 commenti
Mario Tedeschini propone di ridare visibilità “storica e fisica” al progetto CNN Italia di cui fu protagonista. Una ottima idea !
Dieci anni orsono cominciò ad essere progettato uno degli esperimenti più interessanti di giornalismo digitale in Italia che tuttavia, per uno dei più interessanti e inquietanti paradossi della Rete, è oggi irraggiungibile. Parlo di CNNitalia.it, un sito d’informazioni in lingua italiana (primo e finora unico veramente H24) pubblicato da una joint venture tra Turner e il Gruppo Espresso (trasparenza: il soprascritto tenutario di questo blog ne era il capo redattore; chiarezza: avanza questa proposta a titolo assolutamente personale).
L’esperimento durò quattro anni: dal novembre 1999 al novembre 2002 con il Gruppo Espresso e fino al 2003 con Radiocor. Da allora chiunque voglia avere un’idea di come si cercò di trasferire in un ambiente giornalistico italiano la cultura professionale americana può solo affidarsi alle pagine raccolte un po’ a caso dalla WayBack Machine degli Internet Archive, all’indirizzo originale – infatti – c’è solo un avviso in italiano che ne perpetua la morte in eterno (tant’è che i bots di Internet Archive continuano a indicizzarla come un sito “vivo”). Ma perché CNN e Turner non la “rimettono in piedi” in occasione del decennale?
…
Insomma Turner (che è sempre stato l’unico proprietario dei contenuti) farebbe una cosa logica, utile, probabilmente poco costosa e – per di più – potrebbe raccogliere nuovo traffico, poco ogni giorno, ma abbastanza alla lunga.
28 settembre, 2009
Media, Pensieri
0 commenti
Giulia Innocenzi è la nuova collaboratrice di Anno Zero.
E’ stata intervistata da un giornalista del Corriere che ha scritto “creativamente” l’intervista.
Giulia ha inviato una lettera al direttore del Corriere
L’episodio mi suggerisce due riflessioni. La prima è che questo tipo di giornalismo sembra finalizzato soltanto a mettere in cattiva luce i personaggi di cui si occupa: Roncone, durante l’intervista, ha insistito nel pormi domande su altre persone, cercando evidentemente di strapparmi giudizi negativi nei loro confronti; non essendoci riuscito ha manipolato quello che ho detto allo scopo di mettere in cattiva luce almeno me.
In secondo luogo, Roncone ha disposto le domande e le risposte (sia quelle inventate, sia le poche vere) in un ordine tale da farmi apparire politicamente opportunista e umanamente frivola, secondo uno stereotipo fondato su pregiudizi sessisti che ritenevo non potessero
avere cittadinanza sul Corriere.
28 settembre, 2009
Economia, Mobile
0 commenti
Via MediaMemo
Another milestone Apple is happy to brag about: It says it has served up 2 billion apps for the iPhone and iPod touch from its iTunes store. How do we put that in context? A couple different ways.
For starters, let’s note that the velocity of apps Apple (AAPL) is delivering is increasing: It took Steve Jobs and co a little more than a year to serve up the first 1.5 billion apps, which averages out at 4.1 million downloads per day. But it moved the next 500 million apps within 76 days. That’s a 6.6 milllion per day average.
Next, let’s acknowledge that while the money Apple makes from the app store is secondary to its core hardware business, it’s still a sizeable amount.
Even if you assume that the majority of apps are downloaded for free, the remainder may still be generating sales of $200 million a month, mobile ad network AdMob guesstimates. Apple keeps 30% of that, which works out to be $720 million a year. Not bad for a side business.
28 settembre, 2009
Diritti, Italia
3 commenti
In Italia succede anche questo
Il Cavaliere invita gli italiani a consumare di più? Detto fatto, al Senato consumano. Per le stanze della presidenza a Palazzo Giustiniani, ad esempio, hanno appena comprato 50 asciugamani deluxe. A 88 euro l’uno. Pari a tre giorni di cassa integrazione di un operaio metalmeccanico. Totale: 4.400 euro. Giorgio Napolitano, che giovedì aveva spronato tutti dicendo che «le istituzioni devono dare l’esempio» ha avuto la sua risposta.
Vi chiederete: ma di che materiale sono mai fatte, queste salviette per le mani, per costare una cifra che all’italiano medio appare spropositata? Sono di lino. E ricamate. Direte allora che sul sito e-bay.it si possono comprare asciugamani di lino e ricamati al prezzo di 29,99 per una confezione da sei e cioè a cinque euro l’uno, venti volte di meno. Per non parlare di quelle di spugna. Conosciamo l’obiezione: il decoro delle toilette di palazzo Giustiniani esige ben altro. Esattamente come le cucine presidenziali: non meritano forse una qualità adeguata al livello dell’istituzione per essere all’altezza delle raffinate papille gustative di Renato Schifani e dei suoi ospiti? Ecco allora una spesa assolutamente in-dis-pen-sa-bi-le: un costoso corso di perfezionamento fatto seguire presso la scuola culinaria del Gambero Rosso ai 9 (nove) cuochi interni. Così che possano poi scodellare sui prestigiosi deschi quei piatti griffati che, con innata modestia, vengono definiti «divine creazioni»: bauletti con ricotta e pistacchi con bottarga di tonno e sedano, intrighi con stracotto d’oca e burro al ginepro, quadrelli di cacao con scorzette d’arancia ai due ori…
28 settembre, 2009
Diritti, Media
0 commenti
Il Washington Post ha recapitato ai suoi giornalisti una policy per scrivere sui social media, (via Techrunch e via Paidcontent)
“All Washington Post journalists relinquish some of the personal privileges of private citizens. Post journalists must recognize that any content associated with them in an online social network is, for practical purposes, the equivalent of what appears beneath their bylines in the newspaper or on our website.”
That’s an excerpt from The Washington Post’s new social media guidelines. PaidContent has the entire thing. You really should read it, because it’s a hoot.
These guidelines came about because Raju Narisetti, a WaPo editor, had some tweets recently that revealed *gasp* that he had opinions about issues. When word leaked out that he had his own opinions and was sharing them on Twitter, apparently the WaPo top brass scrambled quickly to get this under control. That included Narisetti deleting his Twitter account. Pathetic.
So pathetic, that I’m kind of shocked that The Washington Post’s Omblog was allowed to publish all the details.
Read more »
28 settembre, 2009
Economia, Italia
0 commenti
Repubblica ha fatto raccontare la crisi dai suoi attori, altri l’avevano fatta raccontare dai guru
L’altra faccia della crisi – come raccontano le oltre 5mila testimonianze raccolte su www.repubblica.it – è il dramma delle oltre 580mila persone che hanno perso il lavoro in Italia nel primo semestre dell’anno. O che rischiano di perderlo nei prossimi mesi. Una marea che (purtroppo) continua a montare, come si può intuire da questa pioggia di e-mail, un muro del pianto online che disegna il ritratto trasversale di una società tricolore sempre più “liquida”, dove la congiuntura negativa non ha risparmiato davvero nessuno.
I licenziamenti di massa di una volta, dicono le lettere arrivate sul sito, sono una categoria da archeologia industriale. La via crucis dei lavoratori del Belpaese oggi è uno stillicidio di piccole grandi tragedie dove i vecchi steccati sociali sono saltati. Scrivono i dipendenti rimasti senza stipendio ma anche i datori di lavoro (“i ricavi della mia azienda di intimo sono crollati del 60% – si sfoga il titolare della mantovana Project Five – dieci impiegati su 16 sono in cassa e se non arrivano ordini a fine anno deve chiudere”).
Read more »
28 settembre, 2009
Piemonte
0 commenti
28 settembre, 2009
Economia, Scienza, Tecnologia
0 commenti
Via Agora Torino Valley
Agora Torino Valley presenta Rifiuti Energia Acqua, il futuro Verde del pianeta, un nuovo blog dedicato al Un blog sull’economia dell’ambiente, sul business che diventa verde, sulle energie pulite e rinnovabili, sul riuso dei rifiuti, sulla difesa e sull’utilizzo dell’acqu e delle altre risorse ambientali.
28 settembre, 2009
Computer, Internet
0 commenti
Via Webnews

Nel bene e nel male.
Come rivoluzione o come monopolio.
In quanto azienda o in quanto simbolo.
Perchè lo si adora, o perchè lo si teme.
Come essenza, o come placebo.
In quanto guida, o in quanto ostacolo.
Perché traino, o perché parassita.
Comunque lo si guardi, comunque lo si interpreti, comunque lo si intenda: buon 11esimo compleanno, Google