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	<title>Commenti a: Solite bufere sul CSI Piemonte</title>
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		<title>Di: laura dalia</title>
		<link>http://www.pasteris.it/blog/2009/10/29/solite-bufere-sul-csi-piemonte/comment-page-1/#comment-20680</link>
		<dc:creator>laura dalia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 11:20:56 +0000</pubDate>
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		<description>Il CSI Piemonte &#232; un vero mostro che va se non smantellato per lo meno disattivato e sezionato. Ha ucciso qualsiasi informatica locale prima dell&#039;arrivo di internet diffusa. Il CSI aveva tutti i lavori pubblici e poi li ripartiva secondo principi clientelari e poco trasparenti ad aziende in subappalto.. E&#236; risaputo da quasi tutti che molto in CSI non fanno quasi nulla. Sono protetti dai politici e perseverano  in questo stato. Anche molti dirigenti. Poi indubbiamente ci sono seri professionisti spesso sottovalutati che pero tengono su la baracca. Poi e&#039; vero che il CSI ha vinto premi ... ma non vuol dire nulla. I premi li vincono un po&#039; tutti. Poi e&#039; logico che qualcosa di buono ne venga fuori insuflando nel sistema milioni di euro come noccioline 
Capisco che i dipendentio cerchino di salvare il posto. Ma stiano tranquilli non verranno licenziati (come molti meriterebbero) verrano scorporati in aziende pubbliche pi&#249; piccole. E finir&#224; questa brutta storia.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il CSI Piemonte &egrave; un vero mostro che va se non smantellato per lo meno disattivato e sezionato. Ha ucciso qualsiasi informatica locale prima dell&#039;arrivo di internet diffusa. Il CSI aveva tutti i lavori pubblici e poi li ripartiva secondo principi clientelari e poco trasparenti ad aziende in subappalto.. E&igrave; risaputo da quasi tutti che molto in CSI non fanno quasi nulla. Sono protetti dai politici e perseverano  in questo stato. Anche molti dirigenti. Poi indubbiamente ci sono seri professionisti spesso sottovalutati che pero tengono su la baracca. Poi e&#039; vero che il CSI ha vinto premi &#8230; ma non vuol dire nulla. I premi li vincono un po&#039; tutti. Poi e&#039; logico che qualcosa di buono ne venga fuori insuflando nel sistema milioni di euro come noccioline<br />
Capisco che i dipendentio cerchino di salvare il posto. Ma stiano tranquilli non verranno licenziati (come molti meriterebbero) verrano scorporati in aziende pubbliche pi&ugrave; piccole. E finir&agrave; questa brutta storia.</p>
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		<title>Di: katt</title>
		<link>http://www.pasteris.it/blog/2009/10/29/solite-bufere-sul-csi-piemonte/comment-page-1/#comment-20661</link>
		<dc:creator>katt</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 23:07:51 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo si citano sempre i 1200 dipendenti.. 
..e gli interinali e co.co.co.? 
..e i 400 consulenti? 
.e le aziendine interne di servizio..? (pulizie, guardiola..) 
 
Il CSI potrebbe anche crescere a 1400 dipendenti! 
Si! Crescere! 
 
Come?  
Ad esempio si assumono tutte quelle figure che fanno arricchire le aziende in sub-appalto di servizi e si assumono quei consulenti veramente efficienti e indispensabili che alla fine costerebbero molto meno al consorzio. 
 --- 
Disfare il CSI &#232; un&#039;idea distruttiva!.. significa perdere centinaia di posti di lavoro all&#039;insegna di chi..? del Burzi di turno.. di Coppola.. di  Pinco Pallo rivoluzionario?.. E&#039; semplicemente assurdo! 
E se veramente c&#039;&#232; un esubero (che dai pi&#249; autorevoli stimato del 10/20%) &#232; possibile benissimo risolverlo con ammortizzatori sociali che nell&#039;arco di pochi anni (senza lasciare una sola persona a casa) potrebbero accompagnare anche col prepensionamento le persone. 
 
Ma nel consorzio ci sono tante attivit&#224;, tante realt&#224;, che lavorano, ed esprimono una qualit&#224; che &#232; la base di tutti quei premi che ci riconoscono come il miglior ente di informatizzazione della pubblica amministrazione. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo si citano sempre i 1200 dipendenti..<br />
..e gli interinali e co.co.co.?<br />
..e i 400 consulenti?<br />
.e le aziendine interne di servizio..? (pulizie, guardiola..) </p>
<p>Il CSI potrebbe anche crescere a 1400 dipendenti!<br />
Si! Crescere! </p>
<p>Come?<br />
Ad esempio si assumono tutte quelle figure che fanno arricchire le aziende in sub-appalto di servizi e si assumono quei consulenti veramente efficienti e indispensabili che alla fine costerebbero molto meno al consorzio.<br />
 &#8212;<br />
Disfare il CSI &egrave; un&#039;idea distruttiva!.. significa perdere centinaia di posti di lavoro all&#039;insegna di chi..? del Burzi di turno.. di Coppola.. di  Pinco Pallo rivoluzionario?.. E&#039; semplicemente assurdo!<br />
E se veramente c&#039;&egrave; un esubero (che dai pi&ugrave; autorevoli stimato del 10/20%) &egrave; possibile benissimo risolverlo con ammortizzatori sociali che nell&#039;arco di pochi anni (senza lasciare una sola persona a casa) potrebbero accompagnare anche col prepensionamento le persone. </p>
<p>Ma nel consorzio ci sono tante attivit&agrave;, tante realt&agrave;, che lavorano, ed esprimono una qualit&agrave; che &egrave; la base di tutti quei premi che ci riconoscono come il miglior ente di informatizzazione della pubblica amministrazione.</p>
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		<title>Di: Torino Valley Blog &#187; Il CSI Piemonte al centro delle discussioni</title>
		<link>http://www.pasteris.it/blog/2009/10/29/solite-bufere-sul-csi-piemonte/comment-page-1/#comment-20586</link>
		<dc:creator>Torino Valley Blog &#187; Il CSI Piemonte al centro delle discussioni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 22:49:51 +0000</pubDate>
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		<description>[...]  [...]</description>
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		<title>Di: CSI Piemonte: sempre nel tifone &#124; Homo sapiens</title>
		<link>http://www.pasteris.it/blog/2009/10/29/solite-bufere-sul-csi-piemonte/comment-page-1/#comment-20571</link>
		<dc:creator>CSI Piemonte: sempre nel tifone &#124; Homo sapiens</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 20:58:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pasteris.it/blog/?p=14025#comment-20571</guid>
		<description>[...] Il futuro del CSI PIemonte sempre più critico Prima Beppe Minello su Lastampa Chi, per i motivi più diversi, confida nel fatto che al Csi l’era-Rovaris stia volgendo al termine è meglio che rifaccia i suoi conti. Tra i 570 aspiranti all’incarico di direttore generale c’è anche Rovaris che su quella poltrona siede ininterrottamente da oltre 30 anni, da quando il Consorzio informatico lanciava i primi vagiti. «Invece di fare una selezione ad evidenza pubblica come ha deciso il cda forse sarebbe stato sufficiente ipotizzare un paio d’anni durante i quali affiancare ed accompagnare il successore…» ha commentato Rovaris a margine di una conferenza stampa durante la quale lui e il presidente Francesco Brizio hanno ribattuto punto su punto a tutte le accuse piovute addosso al Csi in questi mesi, in particolare dal vicepresidente della Sala Rossa, Michele Coppola (Fi-Pdl) e dal capogruppo in Regione dello stesso partito, Burzi. Poi Rapahel Zanotti sempre su La Stampa Ci sono tre motivi per cui il Csi Piemonte è diventato, negli ultimi tempi, zona di guerra. Uno: siamo a fine legislatura e il consorzio regionale, che offre sistemi informatici e servizi alle amministrazioni pubbliche, è un ottimo bacino di voti visti i suoi 1200 addetti. Due: Renzo Rovaris, il direttore generale che guida il consorzio dalla sua nascita, oltre trent’anni, è in parabola discendente. L’assessore regionale all’Innovazione Andrea Bairati ha deciso che era ora di cambiare. Tre: è in scadenza la convenzione con la Regione. Questo significa nuovi equilibri del consorzio con il suo maggior cliente che rappresenta, da solo, il 65% dei ricavi. Non stupisce, dunque, che attorno a questo centro di potere si muovano gli appetiti di molti. C’è però un dato incontrovertibile che fa da sfondo e su cui tutti, indistintamente, dovranno fare i conti: il Csi Piemonte è diventato un pachiderma che fagocita milioni di euro, nonostante il suo bilancio risulti comunque in attivo. A dirlo è Booz&amp;Company, una delle prime società di consulenza strategica e direzionale al mondo che ha effettuato un’analisi organizzativa dell’intera struttura su mandato dello stesso Csi. Il risultato è che, a seconda della metodologia di analisi adottata (bottom-up, ovvero dalle singole persone e uffici risalendo alle funzioni di vertice, o top-down, ovvero dal vertice alle unità più dettagliate) il Csi ha sprechi che vanno dal 16% al 22%. In parole povere il Csi Piemonte, per essere concorrenziale, dovrà in futuro ridurre i propri costi di una somma compresa tra i 25,2 e i 34,9 milioni altrimenti il mercato, in breve tempo, avrà ragione di lui. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il futuro del CSI PIemonte sempre più critico Prima Beppe Minello su Lastampa Chi, per i motivi più diversi, confida nel fatto che al Csi l’era-Rovaris stia volgendo al termine è meglio che rifaccia i suoi conti. Tra i 570 aspiranti all’incarico di direttore generale c’è anche Rovaris che su quella poltrona siede ininterrottamente da oltre 30 anni, da quando il Consorzio informatico lanciava i primi vagiti. «Invece di fare una selezione ad evidenza pubblica come ha deciso il cda forse sarebbe stato sufficiente ipotizzare un paio d’anni durante i quali affiancare ed accompagnare il successore…» ha commentato Rovaris a margine di una conferenza stampa durante la quale lui e il presidente Francesco Brizio hanno ribattuto punto su punto a tutte le accuse piovute addosso al Csi in questi mesi, in particolare dal vicepresidente della Sala Rossa, Michele Coppola (Fi-Pdl) e dal capogruppo in Regione dello stesso partito, Burzi. Poi Rapahel Zanotti sempre su La Stampa Ci sono tre motivi per cui il Csi Piemonte è diventato, negli ultimi tempi, zona di guerra. Uno: siamo a fine legislatura e il consorzio regionale, che offre sistemi informatici e servizi alle amministrazioni pubbliche, è un ottimo bacino di voti visti i suoi 1200 addetti. Due: Renzo Rovaris, il direttore generale che guida il consorzio dalla sua nascita, oltre trent’anni, è in parabola discendente. L’assessore regionale all’Innovazione Andrea Bairati ha deciso che era ora di cambiare. Tre: è in scadenza la convenzione con la Regione. Questo significa nuovi equilibri del consorzio con il suo maggior cliente che rappresenta, da solo, il 65% dei ricavi. Non stupisce, dunque, che attorno a questo centro di potere si muovano gli appetiti di molti. C’è però un dato incontrovertibile che fa da sfondo e su cui tutti, indistintamente, dovranno fare i conti: il Csi Piemonte è diventato un pachiderma che fagocita milioni di euro, nonostante il suo bilancio risulti comunque in attivo. A dirlo è Booz&amp;Company, una delle prime società di consulenza strategica e direzionale al mondo che ha effettuato un’analisi organizzativa dell’intera struttura su mandato dello stesso Csi. Il risultato è che, a seconda della metodologia di analisi adottata (bottom-up, ovvero dalle singole persone e uffici risalendo alle funzioni di vertice, o top-down, ovvero dal vertice alle unità più dettagliate) il Csi ha sprechi che vanno dal 16% al 22%. In parole povere il Csi Piemonte, per essere concorrenziale, dovrà in futuro ridurre i propri costi di una somma compresa tra i 25,2 e i 34,9 milioni altrimenti il mercato, in breve tempo, avrà ragione di lui. [...]</p>
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