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Vittorio Pasteris

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Primi segni di rinascita del Grinzane


Via Lastampa.it

A nove mesi dal ciclone giudiziario, la vicenda del Grinzane Cavour è giunta a una svolta. Il Premio che rischiava di scomparire, travolto dallo scandalo che tra marzo e giugno aveva anche portato in carcere il suo inventore e padrone assoluto per 27 anni, Giuliano Soria, risorgerà dalle sue ceneri. Da ieri è entrato in possesso della Fondazione Bottari Lattes, attraverso una gara pubblica – indetta dal Tribunale di Torino – che doveva svolgersi con un’asta. Alla fine così non è stato: le offerte erano due, ma il liquidatore Enrico Stasi, una volta aperte le buste, ha ritenuto valida solo un’offerta, quella della Fondazione di Monforte d’Alba. «Irricevibile» l’altra, quella del presidente del Premio Capalbio (Fondazione Epoké), l’avvocato Gianni Aringoli. «Un esito che non sorprende – dice amaramente lo sconfitto, rifacendosi forse alle dichiarazioni rilasciate tempo fa, quando alludeva a una sponsorizzazione da parte della Bresso per i suoi avversari – visto che dietro la Lattes sta la Fondazione per il Libro di Picchioni».

In sintesi, i 300 mila euro della base d’asta sono stati sufficienti a renderla valida a tutti gli effetti. A breve il liquidatore consegnerà al tribunale una relazione conclusiva, ultimo atto prima del via libera ufficiale. Sempre che Aringoli non riesca, con un ricorso, a bloccare la procedura, per la quale il suo pagamento dilazionato non è stato ritenuto affidabile.

* 19 novembre, 2009 * Pensieri, Torino

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Commenti

Pingback from Grinzane: l’asta vinta dalla Lattes | Homo sapiens
Data e ora : 19 novembre 2009, 13:19

[...] Venduti i beni immateriali del Grinzane A nove mesi dal ciclone giudiziario, la vicenda del Grinzane Cavour è giunta a una svolta. Il Premio che rischiava di scomparire, travolto dallo scandalo che tra marzo e giugno aveva anche portato in carcere il suo inventore e padrone assoluto per 27 anni, Giuliano Soria, risorgerà dalle sue ceneri. Da ieri è entrato in possesso della Fondazione Bottari Lattes, attraverso una gara pubblica – indetta dal Tribunale di Torino – che doveva svolgersi con un’asta. Alla fine così non è stato: le offerte erano due, ma il liquidatore Enrico Stasi, una volta aperte le buste, ha ritenuto valida solo un’offerta, quella della Fondazione di Monforte d’Alba. «Irricevibile» l’altra, quella del presidente del Premio Capalbio (Fondazione Epoké), l’avvocato Gianni Aringoli. «Un esito che non sorprende – dice amaramente lo sconfitto, rifacendosi forse alle dichiarazioni rilasciate tempo fa, quando alludeva a una sponsorizzazione da parte della Bresso per i suoi avversari – visto che dietro la Lattes sta la Fondazione per il Libro di Picchioni». [...]

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