Dubai bonds
Ricomincia la spirale della finanza “gorgo” dal paradiso di Dubai Via Finanza Online
Lo spettro del crac per Dubai fa tremare i mercati. La richiesta di moratoria di 6 mesi su debiti da oltre 59 mld di dollari da parte di Dubai World, la holding controllata dal governo di Abu Dhabi che ha sviluppato alcune delle strutture capaci di rendere un pezzo di deserto tra le più famose località mondiali, ha scosso i mercati. La holding dello sceicco Mohammed Bin Rashid Ai Markum ha un rosso totale da 80 mld. Ieri le Borse europee hanno bruciato 152 miliardi di euro di capitalizzazione (Wall Street è rimasta chiusa per il Thanksgiving day). Londra ha ceduto il 3,18%, -3,41% per Parigi, -3,25% per Francoforte e -3,60% per Milano. Italia che risulta secondo partner europeo e settimo a livello mondiale del paese arabo. Nel complesso risultano 70 i creditori europei del Dubai World con ad esempio Hsbc che sarebbe esposta per 17 mld. Secondo quanto stimato dal credit Suisse, se la metà dell´esposizione stimata per le banche europee venisse persa, gli accantonamenti per crediti inesigibili nel 2010 crescerebbero del 5%.
Lo spettro del crac per Dubai fa tremare i mercati. La richiesta di moratoria di 6 mesi su debiti da oltre 59 mld di dollari da parte di Dubai World, la holding controllata dal governo di Abu Dhabi che ha sviluppato alcune delle strutture capaci di rendere un pezzo di deserto tra le più famose località mondiali, ha scosso i mercati. La holding dello sceicco Mohammed Bin Rashid Ai Markum ha un rosso totale da 80 mld. Ieri le Borse europee hanno bruciato 152 miliardi di euro di capitalizzazione (Wall Street è rimasta chiusa per il Thanksgiving day). Londra ha ceduto il 3,18%, -3,41% per Parigi, -3,25% per Francoforte e -3,60% per Milano. Italia che risulta secondo partner europeo e settimo a livello mondiale del paese arabo. Nel complesso risultano 70 i creditori europei del Dubai World con ad esempio Hsbc che sarebbe esposta per 17 mld. Secondo quanto stimato dal credit Suisse, se la metà dell´esposizione stimata per le banche europee venisse persa, gli accantonamenti per crediti inesigibili nel 2010 crescerebbero del 5%.
27 novembre, 2009
























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Data e ora : 27 novembre 2009, 10:39
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