E’ stato lo stesso destinatario delle minacce, un giornalista collaboratore della sede genovese del Giornale, a scrivere il presunto volantino delle Brigate Rosse recapitato in redazione. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l’uomo per simulazione di reato e procurato allarme, come spiega l’Ansa.
La lettera minatoria, scritta a mano e con una stella a cinque punte, era stata rinvenuta la settimana scorsa sotto la porta d’ingresso della redazione genovese del quotidiano. Conteneva minacce nei confronti della redazione, del capo della sede Massimiliano Lussana e del giornalista collaboratore Francesco Guzzardi, “colpevoli” di aver compiuto inchieste giornalistiche sulla Valbisagno.
Immediatamente è stata presentata una denuncia in questura e sono state avviate le indagini che questa mattina hanno portato alla clamorosa soluzione. Francesco Guzzardi avrebbe confessato agli agenti di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce gravi da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane.
Sta proseguendo ormai da qualche giorno un dibattito – un nodo venuto al pettine, diciamo – sulla scarsa qualità della produzione intellettuale e di contenuti nella parte italiana della rete: io almeno ci leggo questo, ma ci sono molte sfumature. Benché in molti ci avessimo girato intorno, Giuseppe Granieri ha coniato il termine “blogosfera molle”, e altri hanno detto la loro, più o meno condividendo. Forse la sintesi più facile è quella per cui la mollezza di un paese non può che generare mollezze, anche in rete: ma è una sintesi molto preoccupante, perché fino a poco fa ci eravamo raccontati che a risollevare il paese dalle sue mollezze potesse essere solo un luogo nuovo come la rete. E che riporta all’ipotesi che la retroguardia si mangi le avanguardie, piuttosto che venirne trascinato avanti.
Eutelia comunica di aver deliberato la cessione, mediante conferimento, del ramo di azienda relativo alle proprie attività commerciali e al proprio portafoglio clienti TLC alla neocostituita Noitel Srl, con sede legale in Roma, partecipata al 100% da Eutelia. A tal fine sono state avviate le consultazioni sindacali previste dalla legislazione vigente.
Il conferimento ha lo scopo di circoscrivere e di dare una nuova veste societaria al ramo aziendale più operativo, in particolare nel settore commerciale. L’operazione permetterà di focalizzare con maggior efficacia il business, rendendo più competitive e produttive le attività ad esso direttamente afferenti, con benefici anche in termini di chiarezza ed evidenza nella rappresentazione al mercato. Eutelia manterrà gli assets principali, ed in particolare l’infrastruttura di rete.
Dicembre sarà il mese della tv digitale in Campania che avvicina lo switch off che spegnerà il segnale analogico per passare al digitale. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha diramato il calendario relativo alle varie zone campane che passeranno al digitale dal primo al 16 dicembre.
1 e 2 dicembre: Napoli e Caserta con relative province;
3 e 4 dicembre: Salerno e una parte della provincia;
9 e 10 dicembre: Avellino, provincia e i Comuni della Valle dell’Irno;
Passo indietro delle Ferrovie sullo stop dei Frecciarossa a Porta Susa e sui treni per i pendolari. L´amministratore delegato Mauro Moretti, dopo un´accesa telefonata con il sindaco Sergio Chiamparino, ha messo mano, nel giro di 24 ore, all´orario che debutterà il 13 dicembre. E con una lettera inviata al primo cittadino e alla presidente della Regione, Mercedes Bresso, annuncia i cambiamenti. Due convogli ad alta velocità diretti a Milano ed in arrivo dal capoluogo lombardo fermeranno a Porta Susa. Si tratta dei Frecciarossa in partenza da Porta Nuova alle 6,40 e alle 7,40 e in arrivo a Porta Nuova alle 13,50 e alle 18,15.
Che succeda un guasto al lampione sotto casa o ci sia una pianta sporgente sulla strada, lui è sempre accanto ai suoi concittadini, e cerca di risolvere i “piccoli” problemi di ogni giorno. È questa la “mission” istituzionale di Nicola Moscato, assessore comunale di Chiaverano, 2.250 anime in provincia di Torino, con una delega particolare: alle “Piccole Cose”, proprio a tutti quei piccoli problemi che possono succedere a due passi da casa e per i quali però di solito non si sa mai a chi rivolgersi. Così è nato, primo in Italia, un assessore con questa “inedita” delega, all’interno di una giunta di giovani in carica dal giugno di quest’anno.
«Abbiamo creato l’assessorato alle Piccole Cose – spiega Moscato – perchè, in un piccolo paese come il nostro, l’esigenza più sentita tra i cittadini, e allo stesso tempo meno ascoltata, era quella di venire incontro alle piccole urgenze di tutti i giorni». Che vanno dalla buca sulla strada sotto casa all’illuminazione comunale malfunzionante, passando per tanti altri piccoli problemi che, sommati, si fanno sentire sulla cittadinanza di un piccolo centro.
Ha un titolo allusivo e felliniano il libro di memorie di Patrizia D’Addario, “Gradisca, presidente”, che da oggi arriva in libreria e che ieri è stato rilanciato anche dal Times on line.
Il titolo ha una doppia lettura, quella più realistica e quella che rimanda a una famosa scena dell’Amarcord di Federico Fellini, in cui una prorompente Magali Noel si offre al potente dell’epoca dicendo: “Signor principe, gradisca”.
Dopo quattordici mesi spesi in riparazioni e migliorie, in realtà oggi la notizia delle prime collisioni ha riempito di entusiasmo gli scienziati del Cern, inclusi i 600 italiani (15 per cento del totale) che lavorano all’esperimento. “Proprio cinque minuti fa abbiamo visto le prime collisioni nel rivelatore di Alice”, racconta Paolo Giubellino, alla guida di uno dei quattro esperimenti di Lhc. “Non ce le aspettavamo così presto. I protoni sono estremamente piccoli e far collidere due fasci che viaggiano in direzione opposta è come mettere due cacciatori a distanza di un chilometro e chiedergli di far scontrare i loro pallini in aria a metà strada. Bisogna avere un’ottima mira”.
In primo luogo ci sono delle ragioni di ordine pratico: chi ritira il premio? Si estrae a sorte tra i blogger del mondo? Si fa un concorso tra candidati e vince il più “rated” o quello con più amici? Certo sarà solo una rappresentanza simbolica in quanto “internet” è, per definizione, di tutti coloro che la abitano. E se vincono Laura Scimone, Chris Crocker, Dagospia o Susan Boyle (l’elenco può essere vastissimo da Arianna Huffington a Mario Adinolfi) li possiamo considerare rappresentativi? Oppure si premia, sempre simbolicamente, l’azienda che ha posato più cavi per la diffusione della rete o quella che applica tariffe più convenienti per la connessione?
E poi c’è una questione dei soldi e si sa, quando nel condominio,anche il più minuscolo, saltano fuori le questioni di soldi sono cavoli amari. Figuriamoci nel condominione che chiamiamo internet. Che cosa ce ne facciamo di questi soldi? Li lasciamo alla fondazione? O li destiniamo a un progetto per la diffusione ulteriore della rete, magari nel terzo mondo. Bello, ma quale? Ce n’è uno che è più meritevole degli altri? E poi, diciamocelo, con 10 milioni di corone svedesi (meno di un milione di euro) non è che si combina un granché a livello di umanità. Siamo sinceri: la rete ha ancora diversi conti in sospeso, qualche lato oscuro, qualche nodo irrisolto. Secondo il Webby Award prestigioso premio internazionale tra i dieci eventi più importanti della rete si annoverano grandi passi per l’umanità quali Wikipedia e la protesta iraniana monitorata da Twitter ma anche la chiusura di Napster, che rappresenta l’irrisolto contenzioso tra diritti d’autore e file sharing.