« Journaliste, qui t’a fait roi? », si chiedeva perplesso Bernard Béguin, direttore del “Journal de Genève”, in un fortunato libretto pubblicato negli anni Ottanta nella Svizzera di lingua francese. Molti se lo chiedono anche oggi: chi vi ha dato tanto potere? E rimandano i giornalisti al problema della loro legittimità. Ora, tale legittimità non è rivendicabile se non è densamente connotata da una prospettiva etico-politica. E il compito dell’etica consiste precisamente in questo: nel tenere viva la tensione tra l’essere e il dover essere, tra la realtà e il modello (l’idealtipo, come lo chiamano i sociologi). È troppo chiedere? Illusorio? So che le opinioni divergono. Ma continuo a pensare che, dentro uno spazio pubblico adeguatamente protetto da istituzioni democratiche, un giornalismo stimolato a riflettere sulla propria legittimità possa ancora essere praticato da professionisti consapevoli e riconosciuto dal pubblico come la cultura trasparente e credibile di una categoria meritevole di fiducia.
Javier Bauluz, premio Pulitzer nel 1995, lancia un nuovo progetto in ambito giornalistico che dalle informazioni disponibili pare davvero di grande interesse.
Il nuovo mezzo di comunicazione digitale, Periodismo Humano, sarà visibile in rete a partire da martedì 23 marzo prossimo.
Il nuovo giornale on line oltre alla redazione avrà una folta rete di corrispondenti [fissi e saltuari] che da ogni angolo del pianeta invieranno notizie e reportage.
Il quotidiano si focalizzerà su temi ed aspetti che normalmente vengono tralasciati dai mezzi di comunicazione tradizionali quali: cooperativismo, immigrazione, cultura, società civile, dando voce alle organizzazioni sociali che attualmente non trovano spazio nei mass media.
Il modello di finanziamento dell’iniziativa si basa sulle sottoscrizioni e le donazioni dei lettori, su quello che comunemente viene definito crowdfunding, e non ha obiettivo di lucro.
La lettera di Verdini per motivare i dirigeti del PdL a portare il massimo numeri di abruzzesi alla manifestazione di Piazza San Giovanni a Roma è uno dei peggiori esempi di mercificazione della politica e di diseducazione civica mai visti negli ultimi anni. In alcuni tratti ricorda molto scritti del ventennio di reverenze nei confronti non di un rappresentante istituzionale, ma di un ente quasi superiore.
Sto facendo le telefonate per la manifestazione del 20 marzo a piazza San giovanni a Roma e trovo che avete difficoltà a raggiungere l’obiettivo fissato di 50 pullman per l’Abruzzo. Io credo che il Governo Berlusconi abbia fatto per l’Abruzzo qualcosa che non è mai stato fatto nella storia del paese.
Mi pare impossibile che un gruppo così folto di Deputati Senatori e Consiglieri Regionali non possa andare nei quartieri ricostruiti, dove sono state consegnate case a 40.00 persone, con un semplice megafono, reclamizzando la manifestazione e sollecitando quelle persone a ringraziare Silvio Berlusconi venendo in Piazza San Giovanni a Roma. Non posso credere che quella popolazione beneficiata dalla straordinaria azione di Berlusconi, non riempia 100 pulmann (5000 persone) oltre a quelli già orgainzzati.
La casa è un bene primario di tutta una vita e soprattutto per tutte quante persone una casa ricstruita dopo un evento così disastroso vale almeno il doppio. Dovete provarci, una classe dirigente di un grande partito si misura anche su questo. Se non risponde l’Abruzzo non vale niente goveranre !
E tanto per prepararsi il lavoro Sivio B annuncia una sfilza di provvedimenti ad personam : riforma della giustizia, delle intercettazioni, riduzione del numero dei parlamentari e elezione diretta del presidente della Repubblica.
Un bel documento presentato da Repubblica. il video della consegna della tangente da 5000 euro in pacchetto di sigarette all’ex presidente della commissione Urbanistica di Milano, Milko Pennisi. l video è stato girato da Marco Bassi imprendtore concusso nella vicenda
The free articles for free-registered readers has also been reduced to 10 a month. But unregistered readers who come via Google, will still get five free articles, under its adoption of Google’s modified First-Click-Free scheme.
FT.com wants readers to register for free because it gives the paper valuable demographic data with which to target advertisers’ ads and special offers for its own subscription package. It now has 1.9 million users with free accounts, which has helped it grow to 121,000 paying subscribers.
In 2007, the site introduced this access model to give five free articles a month to casual readers, and 25 to free-registered users, as incentives to subscribe. But, watching its paying customers grow since then, it reduced the five free articles to one a month, and now to none. Now the Financial Times is getting really bullish about its web access model. In another tweak, it’s now ensuring that no free articles are on offer to non-registered users.
Una valanga di sms d’invito alla manifestazione di sabato 20 firmati dal premier Silvio Berlusconi inviati a cellulari privati e aziendali, tutti utenti che non avevano dato alcun consenso. Messaggi ed estratti dalle interviste del premier finite nella posta aziendale. “E’ mai possibile ricevere sul posto di lavoro questo tipo di messaggi?”, si chiede un nostro lettore. In effetti no, non è possibile: per inviare sms e email di propaganda elettorale occorre il consenso degli interessati, come ha ribadito meno di un mese fa il Garante della Privacy in un provvedimento pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale.
Ma il ‘decalogo’ del Garante non ha fermato il dilagare di email e sms. “Oggi pomeriggio mi è arrivato sul telefono cellulare aziendale un messaggio di invito alla manifestazione di sabato prossimo a Roma. – scrive un lettore, Domenico Milesi – Aggiungo che si tratta di un numero riservato. Ho provato a rispondere che il messaggio violava la mia privacy ma mi è apparsa la crocetta che indica che la risposta non può essere inoltrata al mittente. Si può fare qualcosa? Se siamo in molti sì”.
Rcs Quotidiani fa sapere con una nota che nel consiglio di amministrazione entrano Giovanni Bazoli, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Cesare Geronzi, Antonello Perricone, Giampiero Pesenti e Marco Tronchetti Provera. Li ha indicati il Cda della capogruppo Rcs MediaGroup.
Questo ingresso a piedi giunti in Rcs Quotidiani da parte del gotha non è privo di significato e non si giustifica soltanto con la perdita di 129 milioni del Gruppo che avrebbe dovuto mettere alla porta l’amministratore delegato, Antonello Perricone. Resta il fatto che se il notaio Marchetti oggi cammina sulle punte, il direttore del “Corriere della Sera”, Flebuccio De Bortoli, da ieri sente un peso sullo stomaco grande come un macigno.
Dietro la sua scrivania si sono disposti a corona i pesi massimi della finanza e dell’industria. La sensazione è quella di essere “cinturato” da uomini che non hanno più voglia di scherzare e che di fronte all’instabilità politica ed economica stringeranno lacci e lacciuoli intorno alla sua penna.
“Febbraio nero” per i quotidiani: precipita ancora la diffusione rispetto ai dati del febbraio 2009: Sole 24 Ore - 19,6 (258.405 copie rispetto alle 321.428 di un anno prima); Corriere della Sera -18,5 (470.941 contro 578.047); la Repubblica -10,5 /(452.424 contro 505.259); Gazzetta dello Sport -9,2 (305.099 contro 336.180); Qn (-8,6%,331.181 contro 362.353), Il Secolo XIX – 7,9 (87.593 contro 95.071); Libero – 3,4% (100.253 contro 103.781);.La Stampa – 1,9 (299.400 contro 305.300; Il Messaggero – 1,7 (189.150 contro 192.500). Crescono il Giornale +6% (176.714 contro 166.771) e Avvenire + 0,3 ( 111.621 contro 111.311)).
Google cambia faccia: da oggi anche in Italia sarà possibile usare il motore di ricerca più famoso del mondo per rovistare tra le conversazioni in tempo reale che avvengono sulle pagine pubbliche di Facebook, Twitter e gli altri social network.
La funzione di “Real Time Search”, lanciata a dicembre negli Stati Uniti e disponibile da oggi in tutto il mondo, costituisce una svolta significativa nell’approccio di Google alle ricerche online, settore nel quale la società domina incontrastata da un decennio. Gli utenti internet più navigati ricordano ancora l’epoca (era solo pochi anni fa) in cui l’indice nel quale Google cataloga ogni pagina di internet veniva aggiornato meno di una volta al giorno. Col passare del tempo gli “spider”, cioè i sofware che setacciano il web per conto della “grande G”, hanno preso a lavorare a ritmi frenetici, per garantire risultati sempre più freschi, tanto che i siti più popolari sono ormai indicizzati più volte ogni ora.
Con l’ingresso dei social network nelle ricerche di Google, questo percorso viene portato alle estreme conseguenze: se l’utente cerca un termine che in quel momento è oggetto di una conversazione su Twitter, quel thread apparirà tra i primi risultati della sua ricerca e si aggiornerà in tempo reale con i nuovi interventi mano a mano che questi vengono inviati.