30 aprile, 2010
Eventi, Media
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Via Ona 2010 conference and online journalist award
ONA10 is the premier gathering of highly engaged digital journalists who are shaping the future of journalism and technology – the perfect venue for your product and company.
Record-breaking numbers of journalists travel to ONA’s conference each year to learn about new tools, techniques and technologies, to discuss advancements and challenges in the industry, take advantage of the rare opportunity to network face-to-face, and share best practices with peers from all over the map. They also come to soak up the vibrant entrepreneurial spirit that distinguishes ONA conferences.
30 aprile, 2010
Diritti, Media
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Via OnLyon
Ci rifletto da giorni. Uno sta a studiare per diventare giornalista e poi si vede scavalcato da quello col cognome figo. Deve averlo pensato il ragazzo – un po’ provocatore – che domenica ha assistito alla tavola rotonda sui giovani e sul precariato al Festival del Giornalismo. C’era Claudio Cerasa, firma nota perché leggo il suo blog su il Foglio. Cerasa è caporedattore del giornale di Giuliano Ferrara. Cerasa è del 1982 e ha 28 anni. Claudio Cerasa – s’è scoperto grazie a questo ragazzo un po’ provocatore – dà buoni consigli su come entrare in una redazione, ma è figlio del caporedattore delle pagine romane di la Repubblica.
Nulla contro i figli di papà. Penso che anche loro abbiano bisogno della loro chance. E nulla contro Cerasa. Però non vorrei diventare anche io un provocatore perché – a un certo punto -mi ritroverò scavalcato, o perché mi ritroverò come collega un incompetente dal cognome che “mi suona già qualcosa”. I segnali ci sono tutti. L’ambiente è malato, lo si dice, sembra un cliché, ma è vero e nessuno fa niente. (Anzi, piuttosto si cercano maniere di limitare l’accesso alla professione di chi studia e fa il praticantato, vero caro sindacato nazionale dei giornalisti? Vero Franco Siddi?)
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30 aprile, 2010
Diritti, Media
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Via LoSpiffero
La vertenza nata a La Stampa circa la nuova iniziativa sul web dedicata ai quartieri non fa passi in avanti e pare risvegliare solo un tiepido interesse di pochi. Ieri vi è stato un nuovo incontro fra direzione e cdr, ma senza esiti. Le trattative sul contratto integrativo restano congelate.
Ma il progetto, subito bloccato, di mandare nei quartieri una mini-troupe con telecamera e regista per produrre piccoli servizi registrati sui problemi locali, progetto non concordato con il cdr, ha messo in luce il sistema di produzione delle nuove pagine dedicate ai quartieri, coordinate – è vero – da una cronista da pochi anni a La Stampa, ma affidate a una decina di giovani volenterosi non contrattualizzati, non iscritti né all’albo dei pubblicisti, né tanto meno a quello dei giornalisti.
La cosa – che in un non lontano passato avrebbe provocato duri interventi del sindacato e minacce di scioperi – ha fatto comunque storcere il naso a più di un redattore, senza peraltro andare al di la di un silenziato mugugno a testa bassa. Una reazione discreta giustificabile dalla difficile situazione del giornale e dalle decine di prepensionamenti previsti.
Ma quello che ha stupito maggiormente, a parte l’evidente abusivismo tollerato, è il compenso che sarebbe versato – e che ufficialmente è negato – per ogni pezzo pubblicato, ai dieci collaboratori di “Quartieri”: si parla di 8 euro lordi, cioè di poco più di 6 euro netti. «A fare bene i conti – si lascia scappare un redattore che preferisce l’anonimato – è poco più della paga dei clandestini raccoglitori di frutta che si sono rivoltati a Rosarno e che proprio noi abbiamo stigmatizzato con numerosi servizi sul giornale: dopo lo sfruttamento in agricoltura abbiamo inventato anche quello nel giornalismo».
30 aprile, 2010
Media, Pensieri
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Con poche parole, ma quelle giuste, Marco Pratellesi saluta il Corriere.it
Mediablog si ferma qui, almeno per il momento. Lascio un giornale straordinario, il Corriere della Sera, dopo otto anni entusiasmanti per una nuova avventura editoriale in Condé Nast.
Che dire: desidero ringraziarvi uno per uno per l’intelligenza con cui avete seguito e commentato questo blog, per tutte le volte che mi avete corretto o suggerito prospettive alle quali non avevo pensato.
In questi ultimi tre anni Mediablog è stato per me uno stimolo continuo al dialogo e alla riflessione insieme a voi. Spero di rincontrarvi presto da qualche parte nella immensa, straordinaria rete.
30 aprile, 2010
Media
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Siamo tutti più tranquilli (via Affari Italiani)
“L’iPad non distruggera’ i libri”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta, all’Aquila per la cerimonia di consegna finale dei libri distribuiti dalla fondazione Marilena Ferrari in 700 scuole italiane. “Viva l’iPad – ha commentato – che certamente e’ il nostro futuro, ma viva tutti i libri che sono il nostro passato, il nostro presente e continueranno ad essere il nostro futuro. Le tecniche di comunicazione non si cannibalizzano, si sommano – ha detto Brunetta – e l’iPad aumentera’ le potenzialita’ di fruizione dei libri, senza distruggere la modalita’ precedente, come la televisione non ha distrutto la radio, o come Internet non ha distrutto ne’ la televisione, ne’ la radio. L’iPad non distruggera’ i libri – ha concluso Brunetta – e, comunque, io nel mio piccolo mi opporro’”.
30 aprile, 2010
Ambiente
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30 aprile, 2010
Economia, Piemonte
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Via Corriere.it
L’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco ritira la sua disponibilità per il consiglio di gestione di Intesa-Sanpaolo «in polemica» con la Compagnia di San Paolo e il suo presidente, Angelo Benessia. Lo afferma l’ex ministro all’Ansa. «Ho ritirato la mia disponibilità per il consiglio di gestione in polemica con la Compagnia di Sanpaolo e il suo presidente che in 15 giorni non sono nemmeno riusciti a formulare una candidatura unica per la presidenza del consiglio di gestione», spiega Siniscalco. In una nota che ricalca quanto detto a voce a proposito del passo indietro nella corsa per la presidenza di Intesa Sanpaolo «Domenico Siniscalco ringrazia il sindaco di Torino e tutti gli azionisti che hanno manifestato il loro apprezzamento, sostenendo la sua candidatura» con riferimento in particolare a Sergio Chiamparino. «Non si fanno giochi di pollaio sulla più grande banca italiana» ha aggiunto successivamente Siniscalco.
29 aprile, 2010
Diritti
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Via Corriere.it
Francesco Tadini, noto gallerista milanese 50 enne figlio del pittore Emilio Tadini, è stato arrestato con l’accusa di avere avuto rapporti sessuali con una minorenne in cambio di denaro e di detenere un ingente quantità di materiale pedopornografico, foto e video, tra cui anche immagini di bambini seviziati, torturati, legati con funi e costretti ad atti sadici. Il 17 febbraio scorso Tadini era stato interrogato per oltre due ore in Procura, a Milano, perché indagato con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile nell’ambito di un’inchiesta del pubblico ministero Antonio Sangermano sullo sfruttamento di giovani ragazze straniere. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il gallerista avrebbe avuto rapporti con prostitute minorenni e, a suo carico, ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche che dimostrerebbero la sua volontà di avere incontri con bambine.
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29 aprile, 2010
Computer
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Steve Jobs ha scritto sul sito di Apple una lunga lettera sulla querelle fra Apple e Adobe per Flash
Flash was designed for PCs using mice, not for touch screens using fingers. For example, many Flash websites rely on “rollovers”, which pop up menus or other elements when the mouse arrow hovers over a specific spot. Apple’s revolutionary multi-touch interface doesn’t use a mouse, and there is no concept of a rollover. Most Flash websites will need to be rewritten to support touch-based devices. If developers need to rewrite their Flash websites, why not use modern technologies like HTML5, CSS and JavaScript?
Even if iPhones, iPods and iPads ran Flash, it would not solve the problem that most Flash websites need to be rewritten to support touch-based devices.
Besides the fact that Flash is closed and proprietary, has major technical drawbacks, and doesn’t support touch based devices, there is an even more important reason we do not allow Flash on iPhones, iPods and iPads. We have discussed the downsides of using Flash to play video and interactive content from websites, but Adobe also wants developers to adopt Flash to create apps that run on our mobile devices.
…
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29 aprile, 2010
Ambiente, Pensieri, Piemonte
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Dal sito FIAB
A sorpresa, con il solito pressapochismo ed improvvisazione (alla FIAB i parlamentari avevano preannunciato tutt’altri provvedimenti, comunque i rappresentanti dei ciclisti urbani sono stati totalmente inascoltati), la Commissione al Senato – Lavori Pubblici, che sta discutendo il Decreto Sicurezza Stradale, introduce il casco obbligatorio per i ciclisti (vedi sito Senato). La notizia è rimbalzata quindi su alcuni quotidiani: Sole 24 ore, Corriere della Sera.
La questione dell’ obbligatorietà é stata dibattuta moltissimo a livello mondiale, europeo e italiano. Tra utenti e produttori (forse esclusi quelli che fanno caschi) si é sempre più rafforzato il principio: CASCO SI, MA MAI OBBLIGATORIO. Anche la nostra Federazione Europea dei Ciclisti (ECF) ha più volte espresso preoccupazioni ai Commissari denunciando come un obbligo del genere rischia di allontanare molti ciclisti di tutti i giorni da una pratica preziosa per l’ambiente e il traffico (ricordiamo soprattutto i report australiani che dall’ introduzione dell’ obbligo, a fronte di una scarsa influenza sugli incidenti, avevano riscontrato un generale abbandono all’uso della bici).
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29 aprile, 2010
Economia, Mondo
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Via IlSole24Ore
Dopo Portogallo e Grecia, Standard & Poor’s ha tagliato il merito di credito della Spagna portandolo ad «AA» dal precedente «AA+». Le prospettive sul rating spagnolo sono «negative», cioè non è escluso un ulteriore «downgrade». La decisione si basa sulle previsioni macroeconomiche nel medio e lungo termine. «Crediamo che la stagnazione in cui si trova l’economia spagnola – si legge nel documento pubblicato da Standard S Poor’s – durerà più di quanto avevamo previsto in precedenza».
Le stime di crescita del Pil spagnolo passano dall’1% annuo tra il 2010 al 2016 allo 0,7%. Meno crescita significa entrate ridotte e maggiori difficoltà future per Madrid a rimborsare il proprio debito. Immediata la ripercussione sul mercato dei cambi, con l’euro sceso a 1,3122 dollari, ai minimi di un anno nei confronti della moneta americana e nel mercato dei credit default swap. Lo spread delle polizze che assicurano contro il fallimento della Spagna è salito a 187 punti base. In giornata si era raffreddato a 180. Alla vigilia, segnata dal downgrade di Portogallo e Grecia, era schizzato a quota 209. Ai prezzi attuali costerebbe 187mila euro all’anno assicurarsi su 100 milioni di titoli di stato di Madrid.
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29 aprile, 2010
Media, Mobile
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Raffaele Mastrolonardo prova a informarsi solo con il cellulare
Se il quotidiano di carta è la preghiera mattutina dell’uomo moderno cosa succede quando va sul telefonino? Per trovare una risposta abbiamo escluso tutte le altre fonti e per una settimana ci siamo informati solo sul piccolissimo schermo. Tra stupore e claustrofobia, diario di una cavia delle news mobili
Niente tv, niente giornali, radio manco a parlarne. Quanto al web, non è così facile, ma alla fine anche quello, con alcune eccezioni, è stato escluso. Nessun dubbio invece per le riviste (assolutamente no), mentre sul fronte locandine un po’ di tolleranza si è rivelata necessaria: tapparsi gli occhi nelle vicinanze di ogni edicola è difficile se si è distratti e pericoloso se si cammina sul marciapiede stretto di una strada trafficata. Discorso analogo per le radio nei supermercati: talvolta trasmettono giornali radio e che si fa, ci si tappa le orecchie? Improbabile, soprattutto se è il tuo turno alla cassa. Via libera infine a qualche segnalazione arrivata da email (come si fa ad ignorarle?). Per il resto, solo telefonino.
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