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Vittorio Pasteris

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Mese: maggio, 2010

Un nuovo anti Ipad: EeePad di Asus

* 31 maggio, 2010 * Computer, Mobile * 0 commenti

Via Engadget

Computex is really starting to ramp up now, as ASUS has taken the covers off its brand new Eee Pads. Of most interest will be the 12-inch EP121, which sports Intel’s Core 2 Duo CULV processors, Windows 7, and a reputed 10-hour battery life. Sort of like a laptop sans the keyboard, you might say, which is probably why ASUS is also touting a “hybrid” dock/keyboard solution for those times when you want some more tactile feedback to your typing. The Eee Pad will also include an integrated webcam and at least one USB port. A 10-inch EP101TC is being announced today as well, though its specs are less detailed and it’s set to run Windows Embedded Compact 7 — you can see it after the break, along with the full PR. We’ll be doing our best to bring you hands-on pics and video shortly.

Update: ASUS has given us a $399 to $499 price range for the Eee Pads, but don’t start salivating just yet. We were also told that the Eee Pad won’t be out until the first quarter of 2011.

Lancia Berlusconi fuori dal G8

* 31 maggio, 2010 * Italia, Pensieri * 0 commenti

Via Repubblica

A chiederlo non è un esponente dell’opposizione, ma la “One international”, l’associazione guidata dal cantante degli U2, Bono, che si batte per la cancellazione del debito dei paesi poveri. Sul sito One.org è stata pubblicata un’animazione flash che è un attacco in piena regola al premier italiano e alle sue false promesse. “Da quando ha detto che avrebbe aumentato gli aiuti all’Africa, nel 2005, il primo ministro italiano li ha in realtà tagliati”, si legge sotto la testata “Hurl Berl” (lanciamo Berlusconi). “Questa promessa non mantenuta è costata delle vite”, continua l’appello, “perciò dovremmo buttarlo fuori dal G8″.

Il 18 alle 18 alla Subalpina

* 31 maggio, 2010 * Media, Piemonte * 1 commenti

Nel sindacato dei giornalisti piemontese è nato un gruppo free lance. Per conoscere e  difendere questi sconosciuti, sempre più numerosi il 18 giugno alle 18  nella sede della Stampa Subalpina, si terranno una serie di  iniziative

Nella prima parte, si presentano due avvenimenti a tema ambientale.
Il primo avvenimento dal 23 al 25 settembre si svolgerà al Lingotto Fiere:  Protec, 1° Salone per la protezione civile e ambientale. Tre giorni su clima, territorio e società. Un seminario sarà dedicato proprio al linguaggio giornalistico-scientifico, alle parole per dirlo, e dirlo esattamente. Lo illustrerà  Andrea Vico.
Secondo avvenimento: dal 13 al 17 ottobre è in programma a Cuneo il forum internazionale dell’associazione Greenaccord. Il tema di quest’anno è «Confini e valori per un vivere sostenibile». Lo illustrerà  Davide Demichelis.

Dopo il rinfresco, il seminario Pagati a pezzo organizzato dal gruppo dei giornalisti freelance della Subalpina. La  figura professionale del giornalista sta cambiando, è difficile imbrigliarla e catalogarla. I freelance, i giornalisti liberi professionisti, sono sempre più numerosi, talvolta per scelta, talvolta per mancanza di alternative, perché non assume più nessuno. Spesso non sono nemmeno pagati, e nemmeno a pezzo. L’avvocato Nino Raffone, giuslavorista, e il direttore della Subalpina, Roberta Pellegrini, risponderanno alle  domande, tecniche, sindacali, di metodo e di sostanza.

Ipotesi per uscire dalla panna montata

* 31 maggio, 2010 * Media, Piemonte * 0 commenti

Via LoSpiffero

Urne amare per le penne subalpine. L’esito delle urne per il rinnovo dell’Ordine piemontese dei giornalisti è inequivocabile: esce sonoramente sconfitta la presidenza uscente di Sergio Miravalle e, per la prima volta dagli anni Settanta, la componente progressista perde la maggioranza. La partita si è chiusa al ballottaggio, necessario perché tra i professionisti nessun candidato ha superato il quorum al primo turno: 4 eletti per la corrente “Insieme per l’Ordine” (oltre a Miravalle Silvia Rosa-Brusin della Rai, Alberto Sinigaglia della Stampa e Marina Verna), 2 ai ribelli di matrice cattolica “Uniti per l’Ordine” (Paolo Girola della Rai ed Emmanuela Banfo dell’Ansa), 3 all’area dei “Giornalisti indipendenti” tutti pubblicisti (Ezio Ercole, Marisa Bianco e Renzo Ozzano).

Un risultato che, almeno sulla carta, consegna l’Ordine all’ingovernabilità. Al punto che più d’un collega stamattina evocava la celebre definizione scalfariana sui poteri “forti” per descrivere lo stallo: giornalisti di panna montata. Il riferimento è alla perdita della leadership nella categoria da parte del fronte progressista: «Hanno pagato l’arroganza e il settarismo con i quali hanno governato sindacato e Ordine», sostiene un autorevole dirigente «nonché l’opacità con la quale hanno gestito i processi di ristrutturazione alla Stampa e a Tuttosport».

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Da Torino alla vicepresidenza Nike

* 31 maggio, 2010 * Economia, Piemonte, Sport * 1 commenti

Marco Accossato su Lastampa.it

Dal gruppo Gft alla Nike, passando per l’Armando Testa: la moda, la pubblicità, lo sport. Una laurea in Economia e Commercio, il master alla Bocconi, fino all’Olimpo del calcio. Torino, Milano, l’Olanda, e ora Portland, nell’Oregon.
Davide Grasso, 47 anni, torinese doc, ha un motto: «Just do it», fallo e basta. E su quel motto ha costruito una carriera straordinaria che lo ha portato a diventare – da domani – vice president Global Brand Marketing, vicepresidente mondiale marketing Nike.

«Spingersi continuamente oltre i confini, restare in sintonia con il mercato e avere velocità d’azione»: Grasso incarna ciò che lui stesso dice essere l’essenza del manager. Sposato e padre di tre bimbi, non ha dimenticato il legame con Torino, dove vivono i genitori, la sorella e i nipoti. Ma dal ‘93, dopo il master in Business Administration alla Bocconi, ha spostato continuamente i propri confini e i propri obiettivi.

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L’attacco alla Freedom Flotilla

* 31 maggio, 2010 * Mondo * 0 commenti

Quello che succedeva nellle navi prima dell’assalto

L’attacco

La diretta della situazione
Gli aggiornamenti di Infopal

SmartRM

* 31 maggio, 2010 * Internet, Media * 0 commenti

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I risultati del ballottaggio per le elezioni dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte

* 31 maggio, 2010 * Media, Piemonte * 1 commenti

Il sito dell’ODG del Piemonte rende disponibili i risultati del ballottaggio delle votazioni per le Elezioni dell’Ordine dei giornalisti.

Domenica 30 maggio, nelle sedi di Torino(corso Stati Uniti 27), Novara (Largo Costituente 5) e Cuneo (via Avogadro 32), si è svolto il turno di ballottaggio che ha coinvolto i giornalisti professionisti per l’elezione di sei consiglieri regionali, due revisori dei conti e tre consiglieri nazionali. Ecco i risultati della tornata elettorale.

Consiglieri regionali eletti: Sergio Miravalle 187, Silvia Rosa-Brusin 178, Alberto Sinigaglia 176 , Emmanuela Banfo 165, Paolo Girola 164 . Marina Verna 163. Hanno ottenuto voti anche: Carola Vai (155), Marco Trabucco (147), Mauro Giubellini (139), Alberto Fumi (78),Francesco Iannuzzi (54).

Revisori dei conti eletti: Giorgio Levi 188, Andrea Carli 146. Hanno ottenuto voti anche: Angelo Conti (122), Paolo Polastri (103).

Consiglieri nazionali eletti: Remo Guerra 181 , Giamapaolo Boetti 179, Lorenzo Del Boca 172. Hanno ottenuto voti anche: Girolamo Mangano 150, Andrea Monticone 89, Claudio Cerasuolo 77.

Il Consiglio dell’Ordine del Piemonte è quindi composto da Ezio Ercole, Marisa Bianco, Renzo Ozzano (eletti direttamente al primo turno) e da Sergio Miravalle , Silvia Rosa-Brusin, Alberto Sinigaglia, Emmanuela Banfo , Paolo Girola  e Marina Verna (eletti al ballottaggio).

Il rischio Grecia dietro l’angolo

* 30 maggio, 2010 * Economia, Italia * 0 commenti

Via Wall Street Italia

Sono i tedeschi (tessera n.1 del club europeo anti “Club-Med”) tramite il settimanale “Der Spiegel” a ricordare ai mercati perche’ la manovra Tremonti e’ stata disperatamente approvata in fretta e furia, e solo dopo la minaccia di dimissioni da parte del ministro dell’Economia. E anche per quale motivo – purtroppo – la politica fiscale italiana si conferma inadeguata a rimettere in rotta il nostro paese, come invece promette l’amato premier (in ogni caso il prossimo governo d’emergenza nazionale sara’ a guida Tremonti). “L’Italia sta per essere schiacciata da un’ondata di debiti in maturazione peggiore di quella della Grecia pari in totale a 1/3 del Pil” e’ l’avvertimento, da ignorare a nostro rischio e pericolo.

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I fallimenti crescono del 30% in Italia

* 30 maggio, 2010 * Economia, Italia * 0 commenti

Via Ansa

Nel primo trimestre dell’anno, l’ottavo consecutivo, i fallimenti delle società in Italia sono stati 2.800, con un aumento del 27% rispetto allo stesso periodo del 2009.

Lo afferma il Cerved, gruppo specializzato nell’analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito, secondo cui il settore più in difficoltà è l’industria, che accusa un incremento del 41% e un ‘insolvency ratio’, cioé il tasso di fallimenti ogni 10mila imprese operative, del doppio rispetto alla media azionale. Malissimo il comparto dell’auto, che nel primo trimestre 2010 registra un incremento del 118%.

La Regione con il maggior numero di chiusure è la Lombardia, che l’insolvency ratio più alto in Italia. In termini percentuali, forte l’incremento accusato dal Piemonte (+61%), mentre nel Nord Est l’aumento più consistente si registra in Veneto (+62%). Il Mezzogiorno continua invece a evidenziare una corsa dei fallimenti meno veloce rispetto al resto del Paese.

Ipad: si poteva fare meglio

* 30 maggio, 2010 * Computer, Economia, Mobile * 0 commenti

Via Pino Bruno

Questo blog va controcorrente, come un salmone esausto, e non partecipa alla fregola collettiva in favore di iPad. Non di questa versione, almeno, evirata di componenti fondamentali: webcam e porta USB, innanzitutto. Apple poteva aspettare qualche mese e proporre un oggetto più compiuto e accessoriato. Se non lo ha fatto è perché la mela si sta sempre più microsoftizzando. Prima pensava soprattutto al prodotto e poi al mercato. Adesso ragiona in senso inverso.

Per carità, questo meraviglioso giocattolo avrà grande successo di vendite. I media lo stanno trainando da quando era ancora nella pancia (e nella testa) di Steve Jobs. Adesso che il neonato ha visto la luce – come conviene alla straordinaria campagna di marketing – chi non ce l’ha, chi non lo acquista, sarà consegnato al pubblico ludibrio.
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E allora, questo blog si autoconsegna alla gogna, alla colonna infame. iPad sarà nostro quando raggiungerà la maturità di prodotto davvero alternativo al netbook. Ovvero un oggetto che permetta di usare Skype, spedire SMS (perché no, visto che c’è dentro una SIM), collegare una stampante alla porta USB, scrivere con una tastiera – sia pur virtuale – più ergonomica. Insomma, iPad 2, così come dopo iPhone è arrivato iPhone 3G S. Scommettiamo che ci vorranno al massimo dodici mesi?

Il giornalismo senza scrivere, ma con i dati

* 30 maggio, 2010 * Media, Pensieri * 0 commenti

Mario Tedeschini racconta dove deve andare il giornalismo

In giro, anche tra i giovani, continua a girare l’idea che la “scrittura” (intesa nel senso tradizionale della parola sulla pagina) sia la caratteristica essenziale del giornalismo. “Mi piace scrivere [variante: 'Scrivo bene..'] vorrei fare il giornalista”, è una frase che continuo a sentire ripetere in maniera tanto automatica quanto priva di senso. Lo scrivere è certo parte importante del giornalismo – e tanto più se intendiamo in senso ampio il verbo “scrivere” – ma non è la parte distintiva di questo mestiere. In ogni dato momento, fatto cento i giornalisti che effettivamente stanno lavorando, quelli che in quel momento stanno scrivendo un articolo sono una piccola minoranza. Chi ama scrivere, chi “scrive bene” e solo per quello pensa di  voler fare il giornalista è meglio che guardi da un’altra parte: l’autore di fiction, il copy in un’agenzia pubblicitaria ecc. ecc. Quello che il giornalista “fa” è selezionare e organizzare l’informazione.

Nel mondo analogico la funzione di selezione e organizzazione dell’informazione non veniva e non viene alla luce tranne che al suo stadio finale: il testo degli articoli, l’impaginato del giornale o il sommario del tg. Nel mondo digitale è possibile fare di più: portare “in vista” una gran parte di questo processo, sia per aumentare la quantita e la rilevanza delle informazioni per il singolo utente/lettore, sia per aumentare la credibilità del proprio prodotto.

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