Irex ha portato i libri in tribunale

Di   10 giugno 2010
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Via Antonio Tombolini

Ha cominciato a circolare in rete la notizia che iRex Technologies ha, come si dice in Italia, portato i libri in tribunale, avviando così la procedura fallimentare per l’azienda. Hans Brons, il fondatore e CEO di iRex, va dicendo in giro che è stata, in definitiva, la malasorte, o la cattiveria degli americani: tutta colpa della FCC, insomma, che bocciando il DR800 – modello che avrebbe dovuto debellare Kindle e Nook dal mercato americano – ha provocato la situazione finanziaria insostenibile che ha condotto iRex al fallimento. Ma le cose stanno davvero così? Sì e no.

Si arriva al 2009 col DR1000 in attesa della sua versione wifi, che avrebbe consentito l’avvio di molti progetti. La nuova versione non arriva. Viene annunciata e rinviata di continuo, ma di fatto cominciamo a capire che lo sviluppo è fermo. I manager iRex cincischiano e non sanno darci risposte chiare. Alcuni di loro se ne vanno (o vengono licenziati). A settembre 2009 ci viene formalmente comunicato il cambio di rotta: basta con iLiad, basta con DR1000, basta col B2B, iRex cambia rotta, toglie un po’ di features al suo iLiad, lo ridisegna più fighetto, e decide di lanciarsi sul mercato consumer. E siccome il modello è piaciuto agli americani, decide di concentrarsi esclusivamente sul mercato USA.

Tre anni di strategia orientata al B2B e al massimo della tecnologia buttati nel cesso. Tre anni di rapporto e di lavoro con i loro clienti europei buttati nel cesso: “Spiacenti, Antonio – ci disse Hans Brons – abbiamo deciso di bloccare la produzione di iLiad e DR1000, e ovviamente anche lo sviluppo del loro software, perché abbiamo un ordine aperto da parte di Best Buy negli USA, che ci comprerà tutti i DR800 che riusciamo a produrre, e andremo in vendita a fine ottobre“.

A nulla sono serviti i miei richiami da vecchio mercante: “Voi siete pazzi: vi avventurate sul mercato del largo consumo, nel mercato più competitivo in assoluto, con un leader, Kindle, già consolidato e altri ben piazzati, tra i quali Nook e Sony. E lo fate mandando a quel paese il mercato e i clienti – quelli europei, che hanno operato per iRex per posizionarla sul mercato B2B e hanno progetti importantissimi in cantiere – che vi hanno fatto nascere. E’ un errore che non farebbe neanche il mio fornaio (ricordo che gli feci proprio questo esempio): il mio fornaio fa un pane a legna eccezionale. Ma quando arriva il ristorante che gli chiede di farlo solo per lui, lo caccia: per lui vengono prima i suoi clienti, quelli che non fanno sparate ma che comprano il pane tutti i giorni da lui, che gli sono fedeli e che lui ripaga facendo il suo pane sempre più buono“. Ricordo ancora lo sguardo di Brons a questi miei accenni: era uno sguardo di compatimento nei miei confronti.

Poi è successo il patatrak. Arriva fine ottobre, e del DR800 sul mercato americano non c’è traccia. Arriva novembre, arriva dicembre: niente da fare, la FCC ha bloccato il DR800, Best Buy non ha comprato un bel niente, i modelli che venivano venduti in Europa erano esauriti da settembre 2009, il DR800 che era stato prodotto a pieno regime aveva riempito i magazzini, ed è ancora lì, poco più che ferraglia inutilizzabile, ormai. E iRex è rimasta senza fondi.

Ora io so che iRex ha dentro un patrimonio di competenze, e immagino anche di brevetti (sul colore credo che siano molto avanti) che probabilmente, come spero, motiverà qualche investitore a dare continuità a tale patrimonio, in qualche forma.

Ma il fallimento di iRex come azienda non è stato un frutto del caso, né della cattiveria degli americano: è stata la conseguenza inevitabile di un colossale e (sorry Hans, nothing personal) stupidissimo errore di strategia.