Obituary: Manute Bol
E’ morto a soli 47 anni Manute Bol passato dalla pastorizia nel Sudan al basket Nba per poi occuparsi dei diritti dei suoi compatrioti
E’ morto a soli 47 anni Manute Bol passato dalla pastorizia nel Sudan al basket Nba per poi occuparsi dei diritti dei suoi compatrioti
Serve un piano industriale per la valorizzazione delle partecipazioni anche tramite dismissioni, fusione o liquidazione di alcune di esse». La richiesta di Mariella Enoc, presidente di Confindustria Piemonte, è contenuta in un dossier consegnato alla giunta Cota che analizza cinque anni di conti di 26 società oggi controllate da Finpiemonte partecipazioni. I risultati? Ci sono 11 società che dal 2004 al 2009 hanno accumulato deficit su deficit (alcune con brevi intervalli di pareggio o di utile) e di queste ce ne sono sette che secondo Confindustria richiedono «una maggiore attenzione». La stessa attenzione che deve essere posta su Sito, la società che gestisce l’Interporto di Orbassano, che registra utili ma che necessita di una profonda revisione delle sua mission anche in seguito alla realizzazione della Torino-Lione.
Nel dossier di Confindustria si sottolinea come una delle criticità maggiori di questo sistema sia legata alla «modesta redditività del portafoglio partecipazioni». Il motivo? «Le scarse efficienze nella struttura organizzativa delle partecipate e un’inefficiente razionalizzazione dei servizi», spiega Paolo Ballistreri, segretario generale di Confindustria. Per cercare di capire che cosa è successo è necessario analizzare i risultati di bilancio di quelle sette società che potrebbero rientrare in un’ipotetica «black list».
Beatrice Borromeo suIl Fatto Quotidiano via discutere
“Ammetto che la pesantezza delle ultime vicende, nonostante il ricordo ancora vivo dell’editto bulgaro, è senza precedenti”. L’avvocato Domenico D’Amati, legale di alcuni degli “epurati” dal direttore Augusto Minzolini, da anni segue casi di mobbing, specialmente in Rai, subiti da giornalisti non accondiscendenti. E racconta al Fatto le tecniche più comuni per punire chi non si allinea…
Epurare …
“Nel mondo dell’informazione, spiega D’Amati, quello che conta non è la professionalità nè le idee del giornalista, ma solo l’appoggio del segretario di partito. Il tesseramento: sia a sinistra che a destra. Puro potere. Era così in passato e non è molto diverso oggi. Il caso più noto è quello di Michele Santoro, cacciato dalla Rai nel 2002 in seguito all’editto bulgaro, anche perchè non godeva di appoggi politici. Il tribunale però ha annullato tutte le sanzioni disciplinari che gli erano state comminate.In questi giorni è emersa la vicenda dei conduttori del Tg1 che non andranno più in onda: sono gli stessi che non avevano firmato la lettera di sostegno al direttore Minzolini. Il conduttore di un tg così importante ha una professionalità molto specifica che richiede determinate qualità ed esperienza: bisogna saper interagire col pubblico, guadagnarsi la loro stima e fiducia. Se il volto di un tg viene rimosso, bisogna dargli un altro incarico che consenta di mettere a frutto l’esperienza accumulata. La lottizzazione dell’informazione è stata anche oggetto di una pronuncia della Cassazione secondo la quale è illecito gestire il personale con la politica, perchè ne lede i diritti”.
Peter Gomez fa il punto sulla situazione a due giorni dal lancio del sito
Meno due. Vabbè, lo confessiamo. Anche noi per un paio d’ore questo pomeriggio ci siamo mezzo bloccati. Durante la partita dell’Italia solo Simone e Fabio (a Roma) e i nostri due bravi stagisti, Luigi e Chiara, sono stati con gli occhi fissi sul computer. Io con la scusa di dover mettere ancora a posto l’archivio mi sono preso una del tutto inutile (visto il gioco e il risultato) pausa. Fabio e Simone sono però una garanzia: hanno esperienza di giornali online e soprattutto procedono con metodo. Che poi è quello che più spesso ci manca. In ogni modo le cose sembrano andare come devono. Il sito, che fino a pochi giorni fa pareva solo una massa informe fatta di titoli, pezzi, blog e filmati, sta prendendo corpo. Davide, un vero giornalista da strada abituato a trovare le notizie consumando la suola delle scarpe, sta scrivendo uno scoop che farà qualche rumore. E soprattutto “quello che gli altri non dicono” (di che cosa si tratta esattamente lo scoprirete in settimana) funziona: se alla Rete piace, diventerà una specie di arma letale puntata contro il conformismo dei giornali.
Uno stopper, un signore
Rue89 – il sito francese di informazione online – è approdato nelle edicole. Il primo numero (datato 1 luglio) viene diffuso in questi giorni con la testata Rue89 Le Mensuel e raccoglie il meglio della produzione del sito online. Formato tascabile e prezzo di 3,90 euro per un centinaio di pagine (“meno caro del mensile di le Monde”, dice Pierre Haski, uno dei fondatori, a Gilles Bruno, un suo ex collega a Libération).
Perché andare su carta? Perché – rispondono in redazione –quando si realizzano dei contenuti originali e pertinenti, può essere una buona idea presentarli anche in un altro modo, facendione quindi una selezione. La versione cartacea di Rue89 – che cade nel terzo anniversario della fondazione del sito – è frutto di una collaborazione tra la redazione e Frédéric Allary, ex Direttore generale di Inrockuptibles.
Lanciato nel maggio del 2007, Rue89 – racconta Gilles Bruno – si è fatto un nome ed è per questo che il progetto oggi vede la luce. Per il sito, che sta per raggiungere l’ equilibrio economico, il mensile è “complementare sul piano del ritmo di consumo dell’ informazione”. Col suo milione e mezzo di pagine viste al mese, il sito si sente pronto per la scommessa sulla carta, con una tiratura del primo numero pari a 87.000 copie, con un obbiettivo di vendita fissato in 30.000 copie e il punto di equilibrio finanziario fissato intorno alle 20.000, spiega Allary.
E’ buffo pensare che si dice che lo switchoff al digitale è stato posticipato per evitate che gli italiani rischiassero di non vedere i mondiali. Poi verso la metà del primo tempo di Italia – Nuova Zelanda è sparito il segnale digitale da mezzo Piemonte. Non che calcisticamente sia stata una grande perdita. (via Repubblica)
Quando stava per iniziare su Rai1 il secondo tempo della partita dei Mondiali di calcio Italia-Nuova Zelanda è saltato il collegamento del digitale terrestre della Rai in diverse zone di Torino. Sono così arrivare immediatamente centinaia di telefonate di cittadini arrabbiati ai giornali, ai vigili urbani e alle emittenti private per cercare di conoscerne il motivo. “Non pagherò mai più il canone”, hanno detto alcuni abbonati. “Da quando c’è il digitale terrestre non si vede più nulla”, hanno protestato altri.
L’Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici, lancia l’edizione 2010 della sua Conference & Award che si terrà nella mattinata del 24 giugno nella Sala Convegni di Confindustria a Bari dove una giuria di imprenditori farà pesare il proprio giudizio nell’assegnazione dei Premi Miglior Inventrice e Miglior Innovatrice d’Italia.
ITWIIN nasce per aiutare le donne italiane a capitalizzare le proprie idee, creare nuove attività imprenditoriali e business innovativi, attraverso una rete internazionale in grado di favorire lo scambio di informazioni e promuovere contatti e iniziative.
L’associazione si propone di supportare le donne nel lavoro e in particolare nella creazione di imprese ad alto contenuto tecnologico; valorizzare economicamente i loro risultati di ricerca; esplorare campi di interazione e iniziative di rete. Tra le sue socie, sono presenti profili scientifici, imprenditoriali (settori high-tech) e della libera professione. www.itwiin.it
Meno pessimisti, ma ancora molto preoccupati. I piemontesi hanno pagato duramente la crisi scoppiata a fine 2008 e a febbraio di quest’anno – quando l’Ires Piemonte, ha effettuato l’abituale ricerca su clima di opinione per preparare l’annuale rapporto – la percezione della morsa si era un po’ allentata. Oggi, forse, dicono i ricercatori potrebbe essere di nuovo un po’ peggiorata.
A pensare che la situazione economica della propria famiglia migliorerà nei prossimi 12 mesi era a febbraio il 15%, meno del 25% che ritiene sicuro un peggioramento. La forbice, però, si è ridotta rispetto allo scorso anno passando da un meno 29,8% a un meno 9,9. Per gli altri, ovviamente, tutto rimarrà com’è. Ma è una situazione non esaltante: il 40% delle famiglie piemontesi dichiara di «quadrare appena il bilancio». Il 22% deve fare debiti per andare avanti o prelevare dalle riserve famigliari. Naturalmente, e come sempre, c’è il 34,5 che ancora riesce a risparmiare; una vocazione al risparmio quella piemontese che si mantiene e si rafforza persino in periodi di crisi grazie anche al fatto che qui, comunque, la media di famiglie povere è sotto la media nazionale, anche se superiore a quella del Nord-Ovest.
Stati Uniti e Regno Unito sono i due paesi in cui è stato registrato fra il 2007 e il 2009 il calo più preoccupante nel campo del mercato dei quotidiani. Negli Usa il declino è stato del 30%, mentre nel Regno Unito è stato pari al 21%. I dati emergono dall’ ultimo Rapporto dell’ Ocse (l’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviliuppo economico – Ocde), dal titolo “the Evolution of News and the Internet”.
Grecia, Italia e Canada – come mostra la tabella qui sopra – vengono subito dopo con una diminuzione, rispettivamente, del 20%, 18% e 17%. Secondo il Rapporto, 20 dei 30 paesi dell’ Ocse hanno sofferto per il declino del mercato dei giornali. Il settore, che dal 2004 al 2007 era rimasto pressoché stagnante, è poi calato del 5% l’ anno in media, contrariamente a quanto è accaduto nei paesi in via di sviluppo.
L’ Ocse rileva poi che la perdita di posti di lavoro è aumentata a partire dal 2008, specialmente in Uk, Usa, Olanda e Spagna.
Martedì 22 giugno nella Sala stampa di Palazzo Chigi sarà presentato il progetto dell’associazione ItaliaCamp. L’associazione è composta da giovani laureati, ricercatori, imprenditori e liberi professionisti che promuoveranno il concorso “La tua Idea per il Paese”. L’iniziativa si basa sulla metodologia del BarCamp e ha l’obiettivo di stimolare e raccogliere, in quattro città diverse come Roma, Milano, Lecce e Bruxelles, idee e progetti per lo sviluppo e l’innovazione del nostro Paese.