Mozzarelle che una volta aperta la confezione si coloravano di blu. Un fenomeno filmato con un telefonino da una donna e denunciato ai carabinieri del Nas di Torino, che ne hanno sequestrate 70 mila presso una importante piattaforma della grande distribuzione. Erano destinate a numerosi discount di tutto il Nord Italia.
Le mozzarelle incriminate provenivano da uno stabilimento industriale tedesco, presso il quale era stato commissionato dalla società italiana che lo commercializza. Al momento i militari dell’Arma non conoscono i motivi della strana pigmentazione che l’alimento assume a contatto con l’aria.
I campioni del prodotto sono stati inviati ai laboratori dell’istituto Zooprofilattico di Torino e a centro antidoping dell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino). Ci vorrà qualche giorno per stabilire se contengono sostanze tossiche e solo in questo caso potranno essere formulate ipotesi di reato.
Fiat is playing games with the workers. First, it moves production to Poland and tells its employees that they must work hard, be flexible and exceed all production norms to keep their jobs. All is done very well in Tychy – there can be no complaint of the management (… except when unions ask for raises or bonuses for their very productive workers or question work on the weekend.) Tychy plant is Fiat’s biggest and most efficient in Europe.
At the end of last year, we began to hear rumors that now Fiat wants to move jobs to Italy again and since that time there is some fear in Tychy plant. Fiat Polska thinks now it can do as it likes with us. They gave bonuses only 40% of last year, despite the fact that we broke all records in production.
They think people won’t fight because they are afraid they will be the ones to lose jobs. But we are angry. Third “Day of Protest’ of workers in Tychy scheduled for June 17 will not be as polite as the last. What do we have to lose now?
Che cosa fa l’Ordine dei giornalisti nei confronti dei colleghi che votano in Parlamento per una legge che impedisce di svolgere la professione giornalistica? Mi rivolgo al consiglio dell’Ordine del Piemonte, in primis, che faccia un passo rispetto al nazionale perchè siano presi provvedimenti (sospensione o un ordine del gionro di biasimo), si dica qualcosa ai colleghi, anche loro iscritti, che siedono in Parlamento e permettono che passi la legge bavaglio.
Sono norme che ci impediscono di lavorare, di svolgere la nostra professione. Come si può restare iscritti ad un Ordine che dovrebbe tutelare i giornalisti, garantire, difendere la libertà d’informazione? Sono iscritto all’Ordine da quando è stato istituito, ma in realtà già facevo questo mestiere da prima. E ora mi chiedo come posso stare in un Ordine dove sta anche chi vota delle norme che sono contro di noi, contro la nostra professione, violando non solo e non tanto un nostro diritto, ma anche quello dei cittadini.
“Il settore dei contenuti digitali, ovvero la produzione e fruizione on line di news, cultura, video, film, musica, intrattenimento, pubblicità, nel 2009 ha continuato a crescere in modo vivace, nonostante la crisi, il calo dei consumi delle famiglie, i tagli ai budget aziendali, la scarsità degli investimenti pubblici. A fronte di un Pil sceso di – 5% e dell’entrata in recessione di tutti i principali settori dell’economia italiana, l’e-Content ha ampliato il mercato dell’ 8,8%, raggiungendo un fatturato di 5.823 milioni di euro.” è quanto affermato da Stefano Pileri, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici illustrando i risultati del Rapporto e-Content 2010, nel corso di un convegno tenutosi oggi a Roma.
Entro la fine dell’anno Google lancerà un sistema di pagamento integrato con la ricerca che consentirà agli utenti di acquistare con un solo click e agli editori di utilizzare un’infrastruttura unica per web, mobile e tablet per monetizzare i propri contenuti. Newspass, questo il nome della piattaforma, è già in fase di test, e Google sta contattando le imprese editoriali per vagliare la loro disponibilità a partecipare alla sperimentazione.
E’ un nuovo passo nella strategia di attenzione da parte della società nei confronti dei produttori di contenuti, dopo le tensioni dei mesi scorsi, sfociate in Italia anche in un ricorso all’autorità Antitrust da parte della Fieg, l’organismo che riunisce gli editori di giornali, che aveva accusato il motore di ricerca di abuso di posizione dominante. “Da parte nostra”, conferma ora Henrique De Castro, vicepresidente di Google per i global media, “c’è la volontà di diventare partner”, e non avversari.
Arm your vuvuzelas: WordPress 3.0, the thirteenth major release of WordPress and the culmination of half a year of work by 218 contributors, is now available for download (or upgrade within your dashboard). Major new features in this release include a sexy new default theme called Twenty Ten. Theme developers have new APIs that allow them to easily implement custom backgrounds, headers, shortlinks, menus (no more file editing), post types, and taxonomies. (Twenty Ten theme shows all of that off.) Developers and network admins will appreciate the long-awaited merge of MU and WordPress, creating the new multi-site functionality which makes it possible to run one blog or ten million from the same installation. As a user, you will love the new lighter interface, the contextual help on every screen, the 1,217 bug fixes and feature enhancements, bulk updates so you can upgrade 15 plugins at once with a single click, and blah blah blah just watch the video.
Da pochi giorni in Senato la maggioranza con la trentesima fiducia ha approvato il ddl intercettazioni: un testo che tutela meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere informati. Tra i commi del testo ci sono attacchi e censure anche alla Rete. Una pagina davvero brutta per la democrazia italiana, il ddl intercettazioni dopo 2 anni di gestazione si dimostra un grande esproprio della democrazia e dell’informazione, dove le notizie cattive si sommano, e ora toccano anche il controllo e la censura della Rete. Come hanno indicato i senatori del Pd Vincenzo Vita e Felice Casson tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxiemendamento sulle intercettazioni ce n’è anche uno devastante per la rete. Infatti, per ciò che attiene alla ‘rettifica’, si equiparano i siti informatici ai giornali, dando ai blogger l’obbligo di rettifica in 48 ore.
Il comma 29 dell’art. 1 prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista nella vecchia legge sulla stampa del 1948 si applichi anche ai “i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”! I blogger all’entrata in vigore della nuova legge anti-intercettazioni, dovranno provvedere a dar corso ad ogni richiesta di rettifica ricevuta, entro 48 ore, a pena, in caso contrario, di vedersi irrogare una sanzione fino a 12.500 euro.. Ma un blog non è un giornale, il blogger non è un redattore, spesso gli aggiornamenti sono saltuari. Si può rischiare una maximulta perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche.
La delocalizzazione continua ad infliggere colpi durissimi ai lavoratori che siano insegnanti di liceo o operai metalmeccanici poco importa. Per i primi di è de facto istituzionalizzato il precariato, 1200 euro al mese e nessuna garanzia, chi rimane incinta la maternità se la deve pagare da sola. Adesso parte l’attacco ai secondi, ai quali si chiede di firmare un contratto che abroghi lo statuto dei lavoratori: niente più diritto di sciopero, nè assistenza malattia e turni massacranti ad una catena di montaggio che oggi è molto più veloce di vent’anni fa.
Chi vuole salvare l’impiego deve accettare, se non mangia questa minestra salta dalla finestra. Domandiamoci perchè un’azienda occidentale per sopravvivere prende in prestito dai cinesi regole ingiuste che anche in Cina stanno ormai scomparendo. Le domande della Fiat e le proposte del governo, infatti, nascono dalla debolezza dell’impresa e di chi ci governa: in vent’anni in cui il costo del capitale e quello del lavoro hanno conosciuto solo una direzione, verso il basso, sono entrambi stati incapaci di avviare una riconversione industriale. Perchè la Fiat ha perso il treno della macchina ibrida ? Perchè era più facile rimpinguare i profitti delocalizzando il lavoro ad est o attingendo ai forzieri dello Stato. Adesso questa pacchia è finita. Invece di abrogare lo statuto dei lavoratori si faccia la tanto attesa riconversione industriale
L’ex capo della Polizia e attuale capo del Dis Gianni De Gennaro è stato condannato in appello a 1 anni e 4 mesi di reclusione per induzione alla falsa testimonianza nei confronti dell’ex questore di Genova Francesco Colucci nel processo per l’irruzione alla Diaz del G8 nel 2001
Ribaltata quidi la sentenza di assoluzione in primo grado sia a carico di De Gennaro che di Spartaco Mortola, ex capo della Digos di Genova e attuale vice questore vicario di Torino. Mortola è stato condannato a 1 anno e 2 mesi. I due imputati dovranno inoltre risarcire le tre parti civili costituite nel processo. A entrambi sono stati concessi i benefici di legge.