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Vittorio Pasteris

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Mese: agosto, 2010

Il mostruoso ingorgo cinese

* 26 agosto, 2010 * Personale * 0 commenti

Strumenti di difesa contro l’informazione preconfezionata

* 26 agosto, 2010 * Internet, Media, Mobile * 0 commenti

Via Ennio Martignago

Se vuoi leggere il quotidiano sul tablet hai infinite soluzioni più o meno buone: dalle trasposizioni del cartaceo alle ricomposizioni dedicate, dal gratuito al pagamento (abbonamento, consumo per numero, consumo per pezzo…).
Non credo che sia una vera innovazione e credo che i giornali debbano rimanere su carta e che il nuovo debba essere tale e non pura finzione di facciata alla moda. L’informatica si è riprodotta nella maggior parte dei casi come dei rifacimenti ancora più vecchi del modello originale. La vera innovazione è lontano dalla massa, specie se giornalisti come l’onesto per quanto simpatico Ras Letterman.
Per l’opinione comune i Social Network fanno tutti la stessa cosa, mentre, se mai dovessero esservi ancora dubbi, Twitter si è consolidato come il canale privilegiato dell’informazione, della controinformazione, ma anche della disinformazione.

Il limite è insito nei programmi per accedervi: quelli per desktop sono ancora grossolani e il web decisamente farraginoso. 140 caratteri sono pochi e leggere il link immediatamente è frequentemente impossibile o diventa spesso scomodo e lungo. La soluzione sta proprio negli iPhone, negli iPad e poi magari gli Android e i WebOS devices.

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I posti più sicuri e pericolosi per navigare in rete

* 25 agosto, 2010 * Computer * 0 commenti

Via AVG Blogs

During the last week of July, AVG researchers compiled a list of virus and malware attacks by country picked up by AVG security software. This means we have compiled data from over 127 million computers in 144 countries to determine the incidence rates of virus attacks by country.

Make no mistake analyzing virus data by country doesn’t tell us in which region users are completely safe on the internet. This is because viruses and malware knows no boundaries and doesn’t  stop at borders for Visa authorization, but it is a useful snapshot into user behaviour. Internet users in Turkey, Russia, the Caucasus and South-east Asia for example show disproportionately higher rates of being attacked than the global average of 1 in 73.

Il ticket Chiamparino – Vendola e altre storie

* 25 agosto, 2010 * Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Sui giornali si è parlato di un possibile ticket Chiamparino – Vendola, una cosa che solo giornalisti politici e politici travestiti da giornalisti potrebbero pensare nelle elecubrazioni auto erotiche notturne. Che si direbbero a pranzo il bugianen camaleontico sabaudo e il creativo carismatico pugliese ? Come amministrerebbero lo stato ? in camere separate ?

Nel frattempo dopo la fantomatica candidatura di Evelina Cristillin sindaco a Torino, si parla di una ancor più fantomatica candidatura a sindaco per il pdl di Patrizia Sandretto. Per dirla alla Moretti: facciamoci del male !

La Festa nazionale del Pd di Torino, già colpita, ancor prima di cominciare, dalle polemiche per il mancato invito al governatore del Piemonte Cota, potrebbe far da madrina a una novità di cui si sta vociferando parecchio, nell’estate infuocata del duello Berlusconi-Fini e della latente crisi di governo. Si tratta dell’inedito ticket Chiamparino-Vendola che nell’ipotesi, ormai concreta, di elezioni anticipate entro l’anno, sarebbe pronto alla doppia sfida, all’interno del partito per imporsi nel vuoto di candidature condivise per la premiership del centrosinistra, e fuori, contro l’ennesimo ritorno di Berlusconi.

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FNSI da Buonaiuti

* 25 agosto, 2010 * Economia, Media * 2 commenti

Via FNSI

Ma il tempo non è più una variabile indipendente. L’urgenza si fa drammatica. Editoria e giornalismo sono una priorità nazionale, come lo è stata l’Alitalia e, oggi, l’industria automobilistica.
Questo è quanto, in sintesi, hanno rappresentato, oggi a Palazzo Chigi, il Segretario e il Presidente della Fnsi, Franco Siddi e Roberto Natale al Sottosegretario dell’Editoria, Paolo Bonaiuti, che, assieme al Capo Dipartimento del settore della Presidenza del Consiglio, Elisa Grande, hanno avviato una nuova ricognizione sui problemi e la condizione del comparto con l’obiettivo di rimettere in moto i progetti di riforma.
Per la Fnsi l’iniziativa è certamente lodevole, ma un giudizio di merito è giocoforza sospeso, perché dopo due anni di attesa e diverse ipotesi di lavoro sono urgenti atti sui quali fondare reali ipotesi di prospettiva.
La delegazione del Sindacato dei giornalisti ha manifestato grande preoccupazione per la criticità determinata dalla fase di trasformazione industriale ancora incompiuta e dall’impoverimento delle risorse del mercato e di quelle pubbliche a sostegno di un sistema che deve fondarsi sulla qualità professionale e il lavoro correttamente definito, per assicurare pluralismo e completezza dell’informazione.

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L’intolleranza alla costituzione di Mister B.

* 24 agosto, 2010 * Pensieri * 0 commenti

I comunistacci di Famiglia Cristiana colpiscono ancora

berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei “cinque punti” non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento – non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai “formalismi costituzionali”. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla “sovranità popolare” che finora lo ha votato.

La Costituzione in realtà dice: «La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Berlusconi si ferma a metà della frase, il resto non gli interessa, è puro “formalismo”. Quanti italiani avranno saputo di queste parole? Fra quelli che le hanno apprese, quanti le avranno approvate, quanti le avranno criticate, a quanti non sono importate nulla, alle prese come sono con ben altri problemi? Forse una risposta verrà dalle prossime elezioni, se si faranno presto e comunque, come sostiene Umberto Bossi (con la Lega che spera di conseguire il primato nel Nord e, di conseguenza, il solo potere concreto che conta oggi in Italia). Ma più probabilmente non lo sapremo mai. La situazione politica italiana è assolutamente unica in tutte le attuali democrazie, in Paesi dove – almeno da Machiavelli in poi – la questione del potere, attraverso cento passaggi teorici e pratici, è stata trattata in modo che si arrivasse a sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione.


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Rinviato lo switch off al digitale del Nord Italia

* 24 agosto, 2010 * Media * 1 commenti

Via Onetv

Si allungano i tempi di attesa per le regioni del Nord Italia. Secondo il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto, infatti, lo switch off sarà rimandato di alcune settimane. La fase di transizione definitiva dalla televisione analogica a quella digitale avrebbe dovuto coinvolgere, in ordine cronologico a partire dalla metà di settembre, Piemonte orientale, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Sembra, tuttavia, che la causa scatenante il rinvio sia da attribuirsi a problematiche di natura tecnica.

Il Comitato Nazionale Italia Digitale non ha potuto ignorare le richieste delle emittenti locali che si erano dichiarate non del tutto pronte ad abbandonare definitivamente la trasmissione analogica in favore di quella digitale. Ecco qui di seguito, dunque, le date ufficiali del rinvio degli switch off nel Nord Italia:

  • Piemonte orientale e Lombardia (incluse province di Parma e Piacenza): 15 ottobre – 26 novembre;
  • Emilia Romagna: 27 novembre – 2 dicembre;
  • Veneto (incluse province di Mantova e Pordenone): 30 novembre – 10 dicembre;
  • Friuli Venezia Giulia: 3 dicembre – 15 dicembre;
  • Liguria: posticipata al 2011.

Da Samsung l’atteso tablet “galattico”

* 24 agosto, 2010 * Mobile * 0 commenti

La presentazione il 2 settembre a Berlino
Qualche caratteristica tecnica: Android 2.2, tastiera Swype, display da 7 pollici, augmented reality, full web browsing

I terroristi del Pakistan in aiuto del paese distrutto

* 24 agosto, 2010 * Mondo, Pensieri * 0 commenti

Via Enrica

Governi e organizzazioni si stanno producendo in una gara di umanità per il Pakistan: la World Bank, per esempio, presterà 900 milioni di dollari, il Giappone 10. Anche gli appartenenti di Jamaat-ud-Dawa (JuD), Sipah-e-Sahaba, Jaish-e-Muhammad, Lashkar-e-Taiba, Harkatul Jihad al-Islami, Harkatul Mujahideen, Hizbut Tahrir e Lashkar-e-Jhangvi hanno montato diverse decine di campi di aiuti in diverse parti del paese, hanno raccolto milioni di rupie per i sopravvissuti e sono attivamente impegnati nelle operazioni di salvataggio. Sono utilissimi e, grazie alla struttura paramilitare di molti di loro, immagino siano anche molto ben organizzati.

Queste organizzazioni infatti sono tutte dichiarate terroriste e messe fuorilegge. La Lashkar-e-Taiba (LeT) poi, cioè l’Esercito dei Giusti, ha stretti legami con Al Qaeda e cellule sparse in tutto il mondo ed è probabilmente responsabile degli attacchi di Mumbai del novembre 2008. La questione in Pakistan è quindi molto dibattuta: questi campi di fondamentalisti islamici impegnati in servizi umanitari, di cui c’è assoluto bisogno, possono continuare a lavorare e prestare soccorso, oppure per il semplice fatto di appartenere a delle organizzazioni terroristiche devono essere smantellati?

Lo abbiamo imparato con il caso Moro: con i terroristi non si tratta. E’ così da noi, era così nel 2002 con Colin Powell in Nepal. E’ così in tutto il mondo. Oppure si tratta solo quando fa comodo? Il caso del Pakistan è drammatico, ma non si rischia di sostenere indirettamente le organizzazioni, avvallandone la presenza? E cosa succederà quando l’emergenza sarà finita? Perché la gente sarà anche grata a chi l’ha aiutata, avrà familiarizzato con i terroristi, avrà stretto legami con loro. E’ un affare pericoloso. Accettare l’aiuto sì, o no?

I finanziamenti di Wikileaks

* 24 agosto, 2010 * Diritti, Internet, Media * 2 commenti

Via ilPost

In un lungo articolo pubblicato oggi sul sito del Wall Street Journal, Jeanne Whalen e David Crawford cercano di ricostruire l’intricato percorso che segue il denaro utilizzato dai responsabili di Wikileaks.

La principale fonte di finanziamento dell’organizzazione è una fondazione creata in Germania, la Wau Holland Foundation. La fondazione raccoglie le donazioni e grazie alle leggi tedesche può mantenere il segreto sui nomi dei donatori. Ma non c’è solamente la Germania, spiegano sul Wall Street Journal citando le parole di Assange:

«Siamo registrati come una biblioteca in Australia, come una fondazione in Francia, come un quotidiano in Svezia» dice Assange. Wikileaks ha due organizzazioni non profit negli Stati Uniti, che lavorano come «testa di ponte» per il sito web. Assange non ha però detto i nomi delle due organizzazioni, sostenendo che avrebbero potuto «perdere parte dei loro finanziamenti a causa degli interessi politici»

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I piccoli grandi problemi di Android

* 24 agosto, 2010 * Mobile * 0 commenti

Via Techrepubblic

By some reports, the Open Handset Alliance is in now shambles. Members such as HTC have gone off and added lots of their own software and customizations to their Android devices without contributing any code back to the Alliance. Motorola and Samsung have begun taking the same approach. The collaborative spirit is gone — if it ever existed at all. And, Google is proving to be a poor shepherd for the wolves-in-sheep’s-clothing that make up the telecoms and the handset makers in the Alliance.

As a result, we now have a situation where the U.S. telecoms are reconsolidating their power and putting customers at a disadvantage. And, their empowering factor is Android. The carriers and handset makers can do anything they want with it. Unfortunately, that now includes loading lots of their own crapware onto these Android devices, using marketing schemes that confuse buyers (see the Samsung Galaxy S), and nickle-and-diming customers with added fees to run certain apps such as tethering, GPS navigation, and mobile video.

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Contadini di città: un modesto manifesto

* 24 agosto, 2010 * Ambiente, Cibo * 0 commenti

Via Agricult

Sono nato in città, ma sono cresciuto affettivamente e umanamente per la maggior parte in campagna. Della campagna amo l’operosità, la frugalità, l’ essenzialità, la sincerità, il vivere di cose vere, l’imprenditorialità fatta di concretezza e non di immagine. La campagna, il “contadinismo” non sono solo uno stile di vita, sono un modo di pensare e di esser filosoficamente che mi ha dato il coraggio e l’anticonformismo che mi ha permesso di vivere una vita da uomo libero e ragionevolmente appagato.

Il pensare in fondo da contadino anche se inurbato e digitalmente tecnologizzato mi ha dato la capacità di rispettare sempre e comunque gli altri, di cercare di vivere le cose in modo conservativo. La  campagna mi fa pensare ai tempi ragionevolmente lunghi del coltivare e dell’allevare, diversi dal consumo ossesivo e compulsivo della città dalla rivoluzione industriale ad oggi.

La radice contadina ha poi con il tempo portato dei mutamenti comportamentali importanti per un cittadino importato. Da un lato una ricerca, antesignana rispetto ai successivi ecologismi di massa, di un rispetto amoroso dell’ambiente nei modi di essere e di muoversi. Una non comune passione per lo spostamento cittadino con il classico mezzo ciclistico e una lenta, ma decisiva, passione per gli animali e le cose vegetali.

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