Mese: agosto, 2010
Le diverse aspirazioni dei giovani cinesi e dei giovani italiani
Dopo un mese all’estero in una delle situazioni più dinamiche del pianeta, non è facile reinserirsi nei ritmi paciosi e nei discorsi provinciali della nostra Italia. Accendere la televisione o leggere i giornali è deprimente; anzi, lo era già sentire i discorsi dei tamarri di ritorno da Sharm sul pullman che ci riportava a casa da Malpensa. Immagino che i discorsi dei tamarri cinesi, se li avessi potuti capire, non mi sarebbero sembrati più intelligenti; anche se in Cina l’aspirazione dei giovani resta comunque quella di andare in una buona università per trovare un lavoro ben pagato, e non quella di diventare calciatore, velina o evasore fiscale.
Primarie fai date con il Fatto Quotidiano
Ci risiamo. Quando le elezioni si avvicinano davvero, a destra come a sinistra, i proclami delle segreterie di partito si rivelano per quello che sono: dei bluff. Tutti parlano di democrazia e di volontà degli elettori, ma alla fine nei comuni, come in Parlamento, ci finiscono quasi esclusivamente uomini e donne scelti dalla Casta. E anche quando scattano le primarie, le consultazioni dei cittadini diventano spesso una corsa pilotata per “dare la forza del mandato popolare” a candidati di fatto selezionati dai soliti noti.
Da oggi però vogliamo tornare noi a scegliere chi ci amministra. Grazie alla Rete. Per questo il Fatto Quotidiano lancia le primarie sul web. Per trovare nuovi candidati e nuovi programmi. Per spingere i cittadini a rimettersi in gioco suggerendo nomi o, magari, proponendosi essi stessi.
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Antivirus embedded
Intel ha comprato McAfeee per 7.68 miliardi di dollari per inserire i sistemi antivirus direttamente nei suoi chip
Intel Corporation has entered into a definitive agreement to acquire McAfee, Inc., through the purchase of all of the company’s common stock at $48 per share in cash, for approximately $7.68 billion. Both boards of directors have unanimously approved the deal, which is expected to close after McAfee shareholder approval, regulatory clearances and other customary conditions specified in the agreement.
“With the rapid expansion of growth across a vast array of Internet-connected devices, more and more of the elements of our lives have moved online” The acquisition reflects that security is now a fundamental component of online computing. Today’s security approach does not fully address the billions of new Internet-ready devices connecting, including mobile and wireless devices, TVs, cars, medical devices and ATM machines as well as the accompanying surge in cyber threats. Providing protection to a diverse online world requires a fundamentally new approach involving software, hardware and services.
Inside Intel, the company has elevated the priority of security to be on par with its strategic focus areas in energy-efficient performance and Internet connectivity. McAfee, which has enjoyed double-digit, year-over-year growth and nearly 80 percent gross margins last year, will become a wholly-owned subsidiary of Intel, reporting into Intel’s Software and Services Group. The group is managed by Renée James, Intel senior vice president, and general manager of the group.
Alla ricerca di una Arianna Huffington italiana
Una analisi delle dinamiche che hanno portato a questo risultato, non potrebbe prescindere da un’analisi della figura che lo ha propiziato. Arianna Huffington, nata Arianna Stassinopoulos, non era infatti una novizia quando ha cominciato ad interessarsi di giornalismo online, quanto piuttosto una figura giornalistica di successo, che aveva già tentato finanche una sua personale discesa nell’arena politica. Come non bastasse, le “necessità” informative della politica la signora in questione le conosceva bene anche indirettamente, in quanto moglie del miliardario repubblicano Michael Huffington.
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Queste brevi note biografiche non sono state scelte a caso. Di fatto, le stesse dimostrano che la Huffington, poteva contare, per una felice riuscita della sua esperienza di direttore-online, su tre elementi fondamentali: il nome, i mezzi e le circostanze, ovvero il perfetto universo di riferimento dentro cui fare vivere e fare crescere la sua creatura. Anche un lettore non troppo addentro alle dinamiche tecniche che governano l’esistenza di un qualsiasi blog, dopo pochi giorni di frequentazione del The Huffington Post, si troverebbe costretto ad ammettere che la strabiliante capacità di quell’angolo virtuale di ramificarsi, di assimilare e riconvertire la notizia non potrebbe prescindere dal notevole “sforzo” finanziario necessario a farlo vivere. Così come non potrebbe prescindere dal compiuto universo di riferimento di cui si è detto, laddove migliaia di users, che incidentalmente sono anche la crema dell’establishment culturale, politico, tecnico americano (ma non solo) di oggidì, concorrono, tutti-insieme-appassionatamente, a fare del The Huffington Post il giornale del futuro per eccellenza.Questa fantomatica combinazione di fattori vincenti non è invece mai esistita in Italia. Tra le tante ragioni il fatto che i format digitali impiegati (dal giornaletto online, al magazine più impegnato e memore delle severe impostazioni editoriali del giornalismo tradizionale, ai bulimici siti di aggregazione della notizia, etc) sono stati, rispetto alle necessità giornalistiche che andiamo considerando, una specie di fallimento. Oltre all’elemento “nome” è infatti venuto a mancare l’elemento “mezzi”, e dunque il fattore risorsa-economica (non mi risulta di alcun editore che abbia deciso di finanziare una avventura giornalistica digitale che mirasse a fare diretta concorrenza ai quotidiani tradizionali), ma finanche l’elemento compiuto-universo-digitale-dentro-cui-vivere. Ovvero, è venuto a mancare quell’establishment culturale, politico, tecnico di supporto che abbiamo già verificato essere una condizione obbligata per una riuscita dell’impresa.
Del resto, è difficile immaginare nel Bel Paese un filo virtuale che aiuti ad uscire dall’intricato labirinto di problemi reali. Sarà che sono troppi questi ultimi, o più semplicemente che non fa parte della nostra cultura. Per dirla altrimenti, i Minotauri metà e metà non fanno per noi e nel dubbio che intendano mirare alle parti basse, meglio prenderli subito per le corna!
In autunno forse arriva il tablet di Google
We’ve been waiting on pins and needles for Google to announce some official Android tablet plans for so long we’d almost forgotten about Mountain View’s other operating system — but from what we’re hearing, Chrome OS is about to jump to center stage with a tablet debut on Verizon just before the holidays. Our friends at Download Squad are told by a reliable tipster that HTC is building a Tegra 2-based Chrome OS tablet for Google with a 1280 x 720 multitouch display, 2GB of RAM, at least 32GB of storage with the possibility of expansion, GPS, a webcam, and the usual wireless connectivity, including a 3G radio. Launch is pegged for Black Friday on November 26, and apparently the plan is to offer the device for extremely cheap or free on subsidy, which makes sense — it is just a browser, after all, and “free” sounds mighty nice compared to the iPad’s $499 entry point. (Of course, you’ll undoubtedly be tied to a Verizon contract, but we’ll just let that slide for now.) We’ll see how much of this comes true in the next few months — we’re certainly intrigued.
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I misteri sull’asse San Marino-Londra
A volte seguire il filo di una giovane vita che si spezza in carcere, una delle tante morti che la cronaca è costretta a registrare, archiviata forse troppo facilmente come “suicidio”, può svelare, come nelle migliori spy story, uno dei più complicati e oscuri intrighi internazionali degli ultimi tempi. Una storia di ‘ndrine calabresi che parlano in perfetto londinese e riciclano soldi sporchi a San Marino grazie a colletti bianchi che lavorano nel settore della telefonia. Niki Aprile Gatti aveva 26 anni, era nato ad Avezzano, in provincia dell’Aquila, e per sua sfortuna aveva trovato lavoro come programmatore in un’azienda finita nel mirino degli inquirenti (la Oscorp SpA). Arrestato il 19 giugno 2008 in circostanze molto particolari, venne ritrovato quattro giorni dopo morto impiccato nei bagni del carcere fiorentino di massima sicurezza di Sollicciano. «Suicidio», per il Gip di Firenze che nel maggio scorso ha archiviato il caso. «Omicidio» per la madre Ornella Gemini che da allora non si è mai stancata di gridare la sua personale verità.
Millecinquecento lettori
Quasi cinquant’anni fa, il giornalista Enzo Forcella ha scritto un bel saggio chiamato “Millecinquecento lettori”, che inizia cosi’: “Un giornalista politico, nel nostro paese, puo’ contare su circa millecinquecento lettori: i ministri e i suoi sottosegretari (tutti), i parliamentari (parte), i dirigenti di partito, sindacalisti, altri prelati e qualche industriale che vuole mostrarsi informato. Il resto non conta, anche se il giornale vende 300 copie. Prima di tutto non e’ accertato che i lettori comuni leggano le prima pagine dei giornali, e in ogni caso la loro influenza e’ minima. Tutto il sistema e’ organizzato sul rapporto tra il giornalista politico e quel gruppo di lettori privilegiati.”
Quasi tutto il giornalismo italiano e’ contagiato da questo vizio, l’eccessiva vicinanza al mondo politico (quello di sinistra come quello di destra) e La Repubblica certamente non ne e’ esente. Certamente, le mie idee politiche e i miei pregiudizi hanno colorato le cose che ho scritto, facendomi sicuramente sbagliare in qualche giudizio o interpretazione. Ma se io ho sbagliato, ho sbagliato cercando di scrivere la verita’, con una certa documentazione e per sostenere il mio punto di vista.
Il geek Francesco Cossiga
Dagli smartphone agli auricolari bluetooth. Dai laptop alle connessioni a internet a banda larga. C’è una cosa di cui Francesco Cossiga, l’uomo a conoscenza di molti misteri, non faceva mistero: la sua passione per le nuove tecnologie. Un amore che lo spingeva a contattare le aziende per farsi mandare i prototipi di tutte le novità o a tirare giù dal letto i colleghi politici per vantarsi delle ultime conquiste digitali.
“A volte mi telefonava a casa alle 5 del mattino per raccontarmi di avere un cellulare che ancora non era in vendita in Italia”, ricorda Franco Grillini, ex deputato che con il presidente emerito della Repubblica condivideva la stessa passione per l’hi-tech. “Ci confrontavamo spesso sui nostri ultimi acquisti”, racconta Grillini. “Qualche anno fa, quando l’iPhone non era ancora in vendita in Italia, ero riuscito ad avere il telefonino della Apple. Appena Cossiga lo vide mi disse sorridendo: ‘Potresti regalarmelo, maledetto”.
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21 agosto, 2010






















