Secondo appuntamento per la nuova edizione 3.0 di Blogbar : blog, internet e altro.
Mercoledì 24 novembre 2010 alle ore 18.30 alla Fnac di Torino si parla di marketing virale.
Dal cinema alla scienza, dai detersivi alle automobili il marketing virale sta diventando un fenomeno: come funziona, che cosa permette di fare, come difendersi, se il caso.
I blogger americani stanno lanciando in scommesse su come si travestiranno i geeks – e non solo – per Halloween: da Bills Gates o da Steve Jobs?
La domanda mi pare oziosa: ci si traveste per fingere di essere diversi e concedersi qualcosa di più o di diverso, qualcosa di trasgressivo rispetto alla propria identità o alla vita usuale.
Che cosa si può fare di speciale fingendosi per un giorno padrone di Apple o di Microsoft? Bill e Steve vestono in modo normalissimo, se pure con stili diversi. L’unica cosa che hanno di diverso dalla maggioranza degli altri è l’impero che hanno saputo creare.
Il papello? Trovato cinque anni fa e rimesso a posto in cassaforte. Tutto “per ordini superiori”. Ma l’ufficiale dei carabinieri che se lo ritrovò tra le mani, nella peggiore tradizione dell’Arma, lo fotocopiò trattenendone la copia. Sono le clamorose rivelazioni di due militari, uno dei quali partecipò alla perquisizione a casa Ciancimino, acquisite agli atti del processo Mori e da ieri depositate e a disposizione delle parti. Protagonista è il capitano dei carabinieri Antonello Angeli che il 17 febbraio del 2005 diresse la perquisizione nella villa di Massimo Ciancimino, sul lungomare dell’Addaura, lasciandosi sfuggire il “papello” di Totò Riina.
L’ufficiale si sarebbe reso perfettamente conto che stava trascurando carte scottanti sulla trattativa tra Stato e mafia, ma avrebbe agito per “ordini superiori”. A rivelarlo ai pm di Palermo è un maresciallo, Saverio Masi, che dice di aver raccolto le confidenze dello stesso capitano poco dopo l’“anomala” perquisizione. Presentatosi spontaneamente ai pm di Palermo Nino Di Matteo e Paolo Guido, che indagano sulla “trattativa” tra Stato e mafia, il sottufficiale ha raccontato che fu lo stesso Angeli a rivelargli come avesse rinvenuto in un soppalco di quella villa dell’Addaura, “la documentazione relativa ai rapporti tra le istituzioni e Cosa Nostra” e in particolare il “papello redatto da Totò Riina”.
Google, attraverso il proprio presidente global sales Nikesh Arora, ha annunciato la donazione di cinque milioni di dollari per il finanziamento di progetti di sviluppo del giornalismo digitale. I fondi saranno affidati a organizzazioni non profit che avranno il compito di scegliere le iniziative in cui investirli. Due milioni andranno alla Knight Foundation negli Usa, gli altri tre sono destinati al resto del mondo, e di questi una parte significativa – fanno sapere informalmente dalla società - dovrebbe arrivare in Europa all’inizio del 2011.
Da una parte, scrive Arora, Google vuol fornire al giornalismo nuovi strumenti tecnologici di visualizzazione e presentazione delle notizie, come avviene con YouTube direct e Google maps; dall’altra “riteniamo sia cruciale finanziare l’innovazione dal basso”.
Molti diranno ora che con quel che fattura Google – oltre 20 miliardi di dollari l’anno – cinque milioni non sono che una goccia nel mare, e che viste le accuse di far soldi sfruttando i contenuti dei giornali, l’annuncio somiglia un po’ al lupo che fonda un’associazione per sostenere l’alimentazione vegetariana. Sia come sia, il segnale comunque c’è, e merita di essere sottolineato.
La Stampa, attraverso un’opera finanziata con 3 milioni di euro da Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, mette a disposizione del pubblico tutto il suo archivio cartaceo da La Gazzetta Piemontese, La Stampa Sera fino a La Stampa.
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Negli Stati Uniti, tra mille polemiche, è allo studio un disegno di legge che, se sarà approvato dal Congresso, permetterà alle agenzie investigative federali di irrompere senza mandato nelle piattaforme tecnologiche tipo Facebook e acquisire tutti i loro dati riservati. In Italia, senza clamore, lo hanno già fatto. I dirigenti della Polizia postale due settimane fa si sono recati a Palo Alto, in California, e hanno strappato, primi in Europa, un patto di collaborazione che prevede la possibilità di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network senza dover presentare una richiesta della magistratura e attendere i tempi necessari per una rogatoria internazionale. Questo perché, spiegano alla Polizia Postale, la tempestività di intervento è fondamentale per reprimere certi reati che proprio per la velocità di diffusione su Internet evolvono in tempo reale.
Una corsia preferenziale, insomma, che potranno percorrere i detective digitali italiani impegnati soprattutto nella lotta alla pedopornografia, al phishing e alle truffe telematiche, ma anche per evitare inconvenienti ai personaggi pubblici i cui profili vengono creati a loro insaputa. Intenti forse condivisibili, ma che di fatto consegnano alle forze dell’ordine il passepartout per aprire le porte delle nostre case virtuali senza che sia necessaria l’autorizzazione di un pubblico ministero. In concreto, i 400 agenti della Direzione investigativa della Polizia postale e delle comunicazioni potranno sbirciare e registrare i quasi 17 milioni di profili italiani di Facebook.
Questo reportage, realizzato dall’Associazione Cittadini Giornalisti e da Valigia Blu, è stato finanziato dai cittadini,
soprattutto di Terzigno, Boscoreale, Napoli e Caserta, attraverso la piattaforma internet per il finanziamento solidale delle inchieste giornalistiche, YouCapital
Cari lettori, quello del 27 ottobre 2010 sarà l’ultimo numero del “manifesto” quotidiano leggibile gratuitamente online su questo sito. Da venerdì 29, infatti, il difficile momento finanziario della nostra impresa ci obbligherà a cambiare l’offerta web per i lettori non abbonati.
Non sarà più disponibile la consultazione gratuita in formato html, con 24 ore di ritardo, del giornale in edicola. Tale opzione – che era ormai offerta da ben pochi quotidiani italiani – comporta purtroppo una minor vendita che non siamo più in grado di sopportare.
Sarà invece disponibile una nuova opzione, l’acquisto online con carta di credito, al prezzo di un euro, di un singolo numero del giornale in formato pdf.
Aumenterà giornalmente l’offerta di articoli sulla homepage del sito: i lettori non abbonati troveranno alcuni articoli scritti appositamente per l’edizione web e una selezione di articoli ripresi dal giornale in edicola.
A Genova dal 29 ottobre al 7 novembre il solito straordinario Festival della Scienza. Da quest’anno il Festival ha una piattaforma multicanale in affiancamento al sito web ufficiale: Festival Scienza Live realizzata dal Festival della Scienza e da Telecom Italia che seguirà in diretta alcune conferenze della manifestazione da Palazzo Ducale, tramite un’equipe di cameramen, redattori e blogger.