Mese: ottobre, 2010
Google, le tasse, i paradisi fiscali, le quotazioni azionarie
Non è evasione fiscale, ma a sentire la agenzia di notizie finanziarie ed economiche Bloomberg, quella fondata dal sindaco di New York Mike Bloomberg, il risultato è lo stesso. Google pagherebbe quest’anno al fisco americano solo il 2,4 per cento del reddito, anziché il previsto 35 per cento, e sarebbe perfettamente legale. L’anno scorso, aggiunge la Bloomberg, la Google pagò il 22 per cento, e nel 2008 poco più. In un triennio, avrebbe risparmiato oltre 3 miliardi di dollari. Il suo successo avrebbe indotto Facebook, uno dei siti più popolari, a intraprendere la stessa strada. Non sarebbe un’anomalia. Secondo la Bloomberg, anche la Microsoft di Bill Gates e altre protagoniste dell’informatica pagano molto meno tasse di quanto dovrebbero teoricamente, sebbene nel loro caso quel «meno» non sia di pubblico dominio.
Riferisce l’agenzia di notizie che Google negoziò con il fisco americano prima di rischiarne le ire. Ottenne di stabilire il centro delle sue operazioni globali in una filiale in Irlanda, dove le tasse sulle compagnie sono solo il 12,5 per cento del reddito. E, sfruttandone le leggi, ottenne anche di evitare in parte anche quelle tramite un’altra filiale in Olanda, cui avrebbe potuto e potrebbe tuttora trasferire i suoi guadagni. Dall’Olanda, i guadagni sarebbero finiti e finirebbero sempre legalmente alle Bermuda, uno dei tanti paradisi fiscali internazionali. Questa complessa manovra, battezzata «il sandwich olandese», sarebbe però adesso di nuovo all’esame del fisco.
Nuovo settembre nero per i quotidiani italiani
Via Italia Oggi via Wall Strett Italia
Il riassunto, in sintesi, è questo: lo scorso mese tutti i maggiori quotidiani italiani del panel Fieg hanno visto calare le loro diffusioni rispetto al settembre 2009, e sette su nove testate anche rispetto ad agosto di quest’anno. Un settembre nero? Sì, con un attenuante: i numeri dello scorso mese non sono granché diversi da quelli degli altri mesi dell’anno, agosto escluso, anzi, in molti casi la crescita c’è.
Il riferimento a Boffo e Fini era ovviamente per il Giornale, che si è dovuto confrontare con un ottimo settembre 2009: Vittorio Feltri era tornato da poco alla guida del quotidiano e la vicenda dell’ex direttore di Avvenire aveva tenuto banco come non è riuscita quest’anno quella del presidente della camera. Sarà anche per il diverso livello di pruriginosità che caratterizza le due storie il risultato è un -6,8% per via Negri. E Fini non è bastato nemmeno a Libero che cala del 13%, pur facendo, con le sue 105.424 copie uno dei risultati migliori dell’anno.
In testa al gruppo si trova il Corriere della Sera, 496.250 copie e -3,4%, anche qui un buon risultato se confrontato con il resto dell’anno. In termini assoluti, la perdita è di 17.612 copie, se però è vero, e non c’è motivo di dubitarne, che via Solferino ha ormai 7 mila abbonamenti su iPad come ha detto il direttore Ferruccio de Bortoli nella contestata lettera ai suoi redattori, questa perdita si può ridimensionare in proporzione.
E qui sta la verifica della terza regola citata in apertura: vedremo presto, probabilmente già a gennaio, l’impatto che le copie elettroniche stanno avendo sull’editoria italiana, dal momento che Accertamenti diffusione stampa sta lavorando per censire le vendite digitali (si veda ItaliaOggi del 4 settembre 2010).
Dopo il Corsera arriva Repubblica, sempre vicina al primo ma meno dei mesi precedenti (465.176, -5,6%). Per Ezio Mauro il confronto è con il traino dei casi D’Addario e Boffo l’anno scorso, mentre nel risultato, fanno sapere dal gruppo, pesa anche un’ulteriore pulizia delle copie promozionali.
Ci fosse ancora il Concorde lo prenderemmo per Roma
Il sempre eccellente PazzoPerRepubblica segnala l’imperdibile convegno
Roma, martedì 26 ottobre. Presso la sala “Santa Marta” del Ministero della Cultura si terrà un imperdibile convegno sulla “Libertà di Stampa”: ad organizzare l’evento Sandro Bondi, Ignazio La Russa, Denis Verdini e Daniela Santanché. Vi parteciperanno Vittorio Feltri, Marcello Veneziani, Maurizio Belpietro, Giorgio Mulè e Giuliano Ferrara.
Stiamo già prenotando un Concorde per volare a Roma per l’evento imperdibile
Un gran mal d’orecchi per un dente da latte
Trentatre anni con infezioni e dolori lancinanti a un orecchio, il destro, fino a una diagnosi che ha dell’incredibile: un dente da latte incastrato nel canale uditivo, che lo ha in parte danneggiato. «Sono stato afflitto dal mal d’orecchio da quando avevo 14 anni – ha detto Stephen Hirst, ex minatore inglese di 47 anni -. Il dolore non se ne andava e non riuscivo a concentrarmi. Nessuno riusciva a capire le cause del mio dolore, finché un giorno ho deciso di fare un ultimo tentativo e ho prenotato un appuntamento presso l’ospedale Royal Hallamshire a Sheffield». Dopo tanti anni i medici hanno trovato un dentino da latte incastrato nell’orecchio, ma non sono riusciti a capire come ci sia finito. Hirst, che ha due figli, ha lasciato il lavoro di minatore 15 anni fa per le sue condizioni di salute: «Faccio fatica a sentire dall’orecchio destro – ha spiegato l’uomo al Daily Mail -, il timpano si è distrutto».
Obituary: Bob Guccione
E’ morto Bob Guccione, creatore di Penthouse, che con Playboy contribuì a cambiare il costume americano, e non solo.

In Italia la libertà di stampa sempre peggio
Nella tradizionale classifica di Reporters sans Frontieres dedicata alla libertà di stampa l’italia si posiziona al posto numero 49 in gentile compagnia del Burkina Faso e dietro a Namibia, Suriname, Ghana, Mali e Jamaica. Forse sono colpevoli, forse sono colpevoli gli editori, ma di certo sono anche colpevoli i giornalisti, certi giornalisti, che o hanno comodo o paura di farsi rispettare.
Twitta l’identità
E’ Partito il concorso on line legato al IX convegno scientifico del Comitato Tecnico Scientifico del CSI-Piemonte. Si chiama Twitta l’identità e si svolgerà nel mese che precede il suo IX convegno scientifico annuale, incentrato proprio sul tema dell’identità e sull’influenza che le tecnologie ICT e i social network hanno sul modo di rappresentarsi, di informarsi e di comunicare di persone, gruppi sociali, territori e perfino oggetti.
Il concorso si è aperto il 18 ottobre e si chiuderà domenica 14 novembre. Partecipare è semplice: basta iscriversi sul sito del convegno, seguire i due indizi pubblicati ogni settimana su Twitter, leggere le risposte degli altri concorrenti e proporre la soluzione, svelando il nome e il cognome del personaggio misterioso
23 ottobre, 2010
























