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Vittorio Pasteris

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Mese: ottobre, 2010

La corruzione evidente o subdola delle redazioni dei giornali

* 18 ottobre, 2010 * Media, Pensieri * 2 commenti

Via LSDI

Un Rapporto realizzato per il Center for International Media Assistance (CIMA) denuncia la sottovalutazione del problema della corruzione nel giornalismo – ‘’ Siamo stati tanto impegnati a difendere i giornalisti da diventare troppo timidi nell’ analisi e nella denuncia di questo aspetto del nostro mestiere”, denuncia la Ricerca e indica una serie di misure per combattere ‘’il lato oscuro della professione’’ – Un ampio paragrafo viene dedicato alla situazione in Europa e Nord-America che risulta altrettanto – se non più -  preoccupante rispetto al resto del pianeta.

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Il 25 ottobre parte lo switch-off al digitale terrestre di Lombardia e Piemonte orientale

* 18 ottobre, 2010 * Media, Piemonte, Tecnologia * 2 commenti

Dal 25 ottobre al 26 novembre ci compirà il percorso che porterà allo switch-off al digitale terrestre della Lombardia, esclusa la provincia di Mantova, delle province del Piemonte orientale e di quelle di Parma e Piacenza. In tutto saranno coinvolti 600 comuni piemontesi, 1500 comuni lombardi e 90 comuni emiliani.

Ecco tutte le date dello switch-off in Lombardia, Piemonte orientale e Emilia

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Skype arriva alla sua quinta versione per gli amici vicini e lontani

* 18 ottobre, 2010 * Economia, Internet * 0 commenti

Via Pino Bruno

Solo chi ha figli, mariti, mogli, parenti e amici lontani, semmai dall’altra parte del mondo, può dire come e quanto Skype ha cambiato la loro vita. Skype ha ormai più di sette anni. Dalla prima versione a quella rilasciata pochi giorni fa – la numero 5 – sono stati fatti passi da gigante. All’inizio le video conversazioni erano precarie, con l’audio gracchiante. Sembrava di telefonare dalla luna. Le immagini, poi, andavano a scatti o si frizzavano su pose innaturali. Oggi è tutta un’altra cosa e, se c’è banda a sufficienza, Skype funziona meglio del telefono tradizionale. Quasi tutto gratis. Si può acquistare un po’ di credito per chiamare cellulari e telefoni fissi in tutto il pianeta, con tariffe concorrenziali rispetto a quelle praticate dai gestori (anche se usano il VoIP pure loro). Tutto merito di Niklas Zennström e Janus Friis, i due geniacci scandinavi che hanno creato l’applicazione e che non finiremo mai di ringraziare, e del magico VoIP.

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Non siete abbastanza Apple: andate a casa

* 18 ottobre, 2010 * Computer, Diritti, Pensieri, Piemonte * 4 commenti

Maurizio Ternavasio via Lastampa.it

«Sono stato assunto dalla Apple il 2 settembre per occuparmi della vendita al pubblico e dell’assistenza nel nuovo store a Le Gru. Il 12 ottobre, prima che finisse il periodo di prova, mi hanno licenziato senza motivazione scritta». È disperato, lo “specialista” Marco Savi, 42 anni. «Ho lasciato un’attività in proprio perché per me, che sono nel settore da vent’anni, Apple era il punto di arrivo della carriera. Invece è stata una grandissima delusione. Ci hanno fatto fare un corso incentrato non sulla parte tecnica, ma sulla filosofia dell’azienda. Nello store eravamo tutti un po’ allo sbaraglio, senza nozioni sulle procedure di cassa e dei finanziamenti». Eppure l’entusiasmo era a mille.

«Il primo giorno ho lavorato più di 12 ore, e a settembre ho fatto 48 ore di straordinari. Poi sono cominciati i problemi: un giorno ho perso la voce e stavo male, ma i manager non mi hanno lasciato andare a casa, spostandomi in magazzino. Un collega è stato ripreso perché ha fatto una pausa di cinque minuti per prendere una pastiglia per il mal di testa. Lo scorso martedì, appena arrivato al lavoro – continua Savi – uno dei manager mi ha comunicato che non avevo superato il periodo di prova. Ci sono rimasto di sasso. Quando ho chiesto le motivazioni, prima mi è stato detto che non ero stato abbastanza “caloroso” nel salutare i clienti, e poi da un suo collega che non avevo sposato in pieno il “pensiero Apple”».

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Stirare è una cosa seria e rischiosa: extreme ironing

* 18 ottobre, 2010 * Ironia, Multimedia * 0 commenti

Le ville di Berlusconi ad Antigua

* 18 ottobre, 2010 * Italia * 1 commenti

La puntata di Report ha raccontato le storie delle ville di Berlusconi ad Antigua che partono da una società torinese che gestisce il resort caraibico

Il resort è qui


Visualizzazione ingrandita della mappa

Ma si vede molto meglio nelle mappe di Bing

Berlusconi: da gogol a ipad

* 17 ottobre, 2010 * Internet, Ironia, Italia * 3 commenti

Via Iphonia

iPad è lo strumento scelto da Silvio Berlusconi per entrare nei meccanismi di Internet e superare un certo rifiuto al mondo informatico. A rivelare l’uso quasi quotidiano del dispositivo Apple da parte del Primo Ministro in sostituzione di un PC è Antonio Palmieri, deputato del Popolo della Libertà, responsabile nazionale della comunicazione elettorale e Internet all’interno del partito ma anche un sorta di “uomo IT” del premier. La storia dell’iPad di Berlusconi è stata al centro di un simpatico siparietto a tre tra lo stesso Palmieri, e i giornalisti Giuseppe Cruciani e Luca Telese, nel corso del talk show radiofonico “La Zanzara” condotta proprio da Cruciani, andata in onda su Radio24 qualche giorno fa.

La scorsa settimana, Cruciani è tornato sull’argomento e ha chiesto a Palimieri: «Com’è messo Berlusconi ora? È migliorato da quando l’abbiamo chiamata l’ultima volta?», «Ha cominciato a navigare – è stata la risposta dell’onorevole del Pdl – usando un iPad». La risposta ha immediatamente incuriosito sia Cruciani che Telese, ambedue, per loro ammissione, possessori di un iPad (Telese ha anche un iPhone) che hanno subito incalzato l’ospite: «ah ecco, usa l’iPad. Uno scoop». Palmieri, forse temendo di essere accusato di pubblicità occulta a favore del prodotto Apple, si affrettava ad aggiungere: «l’iPad e tutti i prodotti concorrenti che arriveranno». Poi Palmieri in realtà si lanciava in un specie di mini-spot sul tablet della Mela: «è uno strumento interessante perché funziona solo con il tocco. Toglie di mezzo la tastiera ed è un modo per avvicinare coloro che sono distanti dalla tecnologia ai nuovi mezzi e in definitiva permette di sviluppare il paese». «Ma è un uso quotidiano?», ha chiesto il conduttore: «no, lo usa quando gli serve, quando ha tempo, modo e voglia», è stata la risposta di Palmieri.

Silvio Berlusconi al tavolo sindacale

* 17 ottobre, 2010 * Diritti, Media, Pensieri * 0 commenti

Via Primapagina

Noi apparteniamo alla Mondadori storica di Arnoldo e poi a quella del libertario Mario Formenton. Uomini a cui non era certo necessario chiedere garanzie, loro stessi erano il nostro passaporto nei confronti del potere economico e politico. Ma su Berlusconi gravano sospetti di natura politica, di aver fatto parte della P2 di Licio Gelli, di essere un uomo spregiudicato e con un senso della libertà molto stretto. Da lui vogliamo quel giorno i suoi progetti editoriali, di cancellare i dubbi, di darci certezze sul piano dell’assoluta libertà di espressione e indipendenza.

Ci guardiamo per un po’, una battuta sui baffi, in una manciata di minuti capiamo che Berlusconi non sa nulla di piani, è lontano mille miglia dalla faccenda della concentrazione editoriale, lui pensava che noi fossimo lì per parlare di soldi. Accenna ad un aumento di stipendio per tutti i giornalisti, fuori dal contratto integrativo aziendale, una somma consistente a quei tempi. Così corposa che Letta ha un sobbalzo, guarda Berlusconi, gli tocca un braccio e poi ci dice: “Beh, naturalmente questa cifra va ancora valutata bene”. Berlusconi è fastidiato, la partita va chiusa, niente scioperi. Se parliamo di quattrini ci mettiamo d’accordo. Ci fissa mentre aspetta una risposta da noi, mette una mano dalla parte del portafoglio all’interno della sua elegante giacca doppiopetto di Caraceni, e con l’altra strofina il pollice e l’indice il segno del denaro. Noi ci guardiamo rapidamente e poi dico: “Dottor Berlusconi non è per il denaro che siamo qui”. Lui è sorpreso, quella è una riunione aziendale. Noto però che è uno stupore quasi genuino. Gli dico che la preoccupazione di tutti è la forte concentrazione editoriale che si è creata con questa acquisizione. L’indipendenza, la libertà di stampa, la tradizione democratica della Mondadori. Quello che leggiamo nei suoi occhi è: “E allora cosa ci stiamo a fare qui?”. Lo vede anche Letta che a questo punto si alza: “Forse non abbiamo altro da dirci”. Berlusconi lo segue, si aggiusta ancora la giacca ed esce . La riunione è finita senza saluti. Scopriremo nei giorni che verranno che quello è stato il primo incontro sindacale nella storia di Berlusconi. Ci saranno giorni di sciopero, di proteste, di altre assemblee. Berlusconi continuerà portare mazzi di rose alle donne della mensa, ad invitare in villa i suoi nuovi giornalisti, a regalare penne placcate finto oro.

Basta il 20% della redazione

* 17 ottobre, 2010 * Economia, Media * 0 commenti

Via LSDI

Il futuro dei giornali non si basa sulle dimensioni delle redazioni ma è nella riorganizzazione del processo di produzione. Lo rileva Benoit Raphaël su Owni.fr, osservando come la produzione dei contenuti di base non sia più l’ elemento distintivo e preponderante del lavoro giornalistico, come quando l’ ambiente dell’ informazione giornalistica era un mondo chiuso. Nella situazione attuale, in cui tutto e tutti sono connessi, non c’ è bisogno di produrre tutti i contenuti generali della propria testata. Nel momento in cui una notizia diventa pubblica, essa viene condivisa in pochi secondi da migliaia di utenti. Anche se bloccate l’ accesso al contenuto originale, niente impedisce a un  internauta, o a un altro media, di riportare o riassumere quella informazione, associandovi del valore aggiunto: un commento, una notizia collegata, una intervista, un video o delle foto…

Quella che potrebbe sembrare una cattiva notizia – osserva Raphael – però è una buona notizia. In un mondo chiuso, i redattori di una testata devono trattare tutte le informazioni ritenute rilevanti per i propri lettori. Per cui la grande maggioranza dei contenuti pubblicati in un giornale è di fatto costituita di contenuti che vengono trattati dagli altri media o dai blog nello stesso momento in cui lo fate voi, quando non si tratta di notizie di agenzia o di riprese di notizie della concorrenza a cui i redattori devono aggiungere il loro ‘’tocco’’, con una immagine o una analisi. Perché? Perché i lettori ‘’devono averle…’’

Delle speranze dei giornalisti digitali

* 17 ottobre, 2010 * Diritti, Media, Pensieri * 0 commenti

Il finale di uno splendido post di Vittorio Zambardino

Oggi il giornalismo è più debole, si può entrare con più “armi” – E non avrai mai la certezza di avercela fatta, fino a quando non ti volgerai indietro e vedrai la strada fatta. Il giornalismo non è l’avvocatura o la medicina. E’ merce deperibile, instabile e soggetta a furto. Ma se ce l’hai dentro questo è il gioco da giocare. Voi non siete sfortunati e noi privilegiati. La merda nel menù è sempre stata questa. Solo che adesso siete in molti di più a volerla mangiare. Ma con più carte in mano. Perché la rete apre alla professione libera molto più di quanto fu per noi. Perché il giornalismo in questo momento è più in crisi di prima e “sa” meno cose di prima. Si sa debole. Scavate fra le opportunità dell’approfondimento o del giornalismo dei dati o di quello d’inchiesta. Troverete molto, a patto di non voler essere come loro, i giornalisti affermati, e di essere voi e cazzuti, preparati, orgogliosi e forti della vostra cultura digitale. La “porta” è sempre aperta per te, da qualche parte.

Le metriche del mobile nel mondo

* 16 ottobre, 2010 * Mobile * 0 commenti

Una nuova candidatura realistica per un Nobel per i creatori di internet

* 15 ottobre, 2010 * Internet, Pensieri * 0 commenti

Dopo le polemiche per la candidatura al Nobel per la pace ad internet, cominciamo con una proposta più concreta e più adatta al format del premio Nobel.

Il Nobel per la pace viene assegnato a persone o enti: per questo può avere un senso proporre per il premio o Robert Kahn e Vinton Cerf , ideatori di TCP-IP e a Tim Berners-Lee e Robert Cailliau, ideatori del WWW. A dire il vero tutti e quattro potrebbero ambire anche a un Nobel per la fisica !

Possiamo provarci ?