Sul Corriere della Sera di oggi, Giovanni Bianconi racconta la storia di Antonio Pelle, il nipote del boss della ‘ndrangheta Giuseppe Pelle, e della sua rapida carriera universitaria al corso di laurea specialistica in Architettura a Reggio Calabria. Il ragazzo ha 24 anni, è stato arrestato lo scorso aprile per i suoi presunti legami con una delle cosche più importanti della zona e dal carcere invia lettere sgrammaticate, nonostante abbia già sostenuto 22 esami universitari. Stando al racconto di Bianconi, Antonio avrebbe ricevuto qualche aiuto di troppo, tale da mettere in dubbio l’integrità di alcuni dipendenti dell’Ateneo.
Quindici minuti durante i quali il 15% del traffico Internet statunitense sarebbe stato dirottato verso la Cina, che lo avrebbe decriptato e immagazzinato, mettendo a rischio sicurezza e privacy degli USA. E’ quanto sarebbe accaduto alcuni mesi fa, per la precisione l’8 Aprile scorso, secondo quanto ha pubblicato la rivista americana specializzata National Defense Magazine.
Se così fosse, dati estremamente sensibili quali le comunicazioni in entrata e in uscita sui siti delle forze armate e delle autorità governative degli Stati Uniti potrebbero essere finite nelle mani della Cina. Un danno incalcolabile per la sicurezza nazionale statunitense di cui non sono prevedibili le conseguenze.
Il ritardo con il quale la notizia del dirottamento IP è uscita dall’ambito degli esperti della cybersicurezza per arrivare ai media internazionali, getta un’ulteriore ombra sull’accaduto. La cyberguerra tra USA e Cina non è certo una novità ed è testimoniata da numerosi episodi, ma se fosse confermata un’operazione di IP hijacking di tale entità da parte della Cina, si tratterebbe di un’azione che alza decisamente il livello dello scontro.
Il senatore Marcello Dell’Utri avrebbe svolto una attivita’ di ”mediazione” e si sarebbe posto quindi come ”specifico canale di collegamento” tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi. Lo scrivono i giudici della Corte d’Appello di Palermo nelle motivazioni, depositate oggi e in possesso dell’ANSA, della sentenza con la quale Dell’Utri e’ stato condannato il 29 giugno scorso a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Non c’e’ una prova certa ”ne’ concretamente apprezzabile” che tra il senatore Marcello dell’Utri e Cosa nostra sia stato stipulato un ”patto” politico-mafioso. Lo scrivono, nelle motivazioni, i giudici che hanno condannato in appello il senatore del Pdl. Il mafioso Vittorio Mangano fu assunto, su intervento di Marcello Dell’Utri, come ”stalliere” nella villa di Arcore non tanto per accudire i cavalli ma per garantire l’incolumita’ di Silvio Berlusconi. Lo scrivono nelle motivazioni della sentenza di condanna del senatore del Pdl, i giudici della corte d’appello di Palermo presieduta da Claudio Dall’Acqua.
Mercoledì 24 novembre, alle 21, allo Sporting (corso Agnelli 45) sarà a Torino il segretario nazionale Fnsi Franco Siddi, per incontrare i colleghi in occasione delle elezioni per il prossimo congresso. L’incontro è aperto a tutti. Il XXVI Congresso della Federazione Nazionale della Stampa Italiana si svolgerà dall’11 al 14 gennaio 2011 a Bergamo. Al Piemonte spettano 12 delegati professionali e 7 delegati collaboratori, che saranno eletti domenica 28 e lunedì 29 novembre.
I seggi saranno allestiti in tutte le province e saranno aperti:
- domenica 28 novembre dalle 10 alle 20;
- lunedì 29 novembre dalle 10 alle 13.
Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna è sul punto di dimettersi dal governo e dal Pdl. Lo riporta l’agenzia Ansa. La Carfagna starebbe valutando l’ipotesi di lasciare l’esecutivo e il partito, all’indomani della votazione di fiducia al governo prevista per il 14 dicembre, a causa di insanabili contrasti con il Pdl campano 1 rappresentato dal coordinatore Nicola Cosentino, e per “l’incapacità” dei coordinatori nazionali di affrontare i problemi interni al partito in Campania. A quanto si apprende, alla base della scelta anche “gli attacchi volgari e maligni” di esponenti del partito come Giancarlo Lehner, Alessandra Mussolini e Mario Pepe.
Tutto sarebbe nato dalla vicenda dei termovalorizzatori. Carfagna voleva che i presidenti di provincia fossero esautorati dalla gestione di questi impianti in Campania, e aveva proposto che fosse nominato un commissario, a scelta del governo. Il presidente della Regione Stefano Caldoro, avrebbe riferito il ministro, sul tema la pensa come lei. Per questa sua posizione, avrebbe spiegato il ministro delle pari opportunità, Cirielli e Cesaro la attaccano ogni giorno sul piano personale. E lei non ce la fa più.
Per risolvere ‘il caso’, Silvio Berlusconi è rimasto per quasi un’ora all’aeroporto di Lisbona. Il premier avrebbe sentito al telefono anche il ministro delle Pari opportunità per rassicurarla del suo sostegno e di quello di tutto il partito. Per la lunga telefonata Berlusconi è arrivato quindi in ritardo al vertice Nato,
The Web as we know it, however, is being threatened in different ways. Some of its most successful inhabitants have begun to chip away at its principles. Large social-networking sites are walling off information posted by their users from the rest of the Web. Wireless Internet providers are being tempted to slow traffic to sites with which they have not made deals. Governments—totalitarian and democratic alike—are monitoring people’s online habits, endangering important human rights.
If we, the Web’s users, allow these and other trends to proceed unchecked, the Web could be broken into fragmented islands. We could lose the freedom to connect with whichever Web sites we want. The ill effects could extend to smartphones and pads, which are also portals to the extensive information that the Web provides.
Apple co-founder, Steve Wozniak, has never been one to mince words. Today’s no different as demonstrated in an interview with the Dutch-language De Telegraaf newspaper in The Netherlands. The first revelation is an admission that Apple had collaborated with a well-known Japanese consumer electronics company in 2004 to develop a phone that was ahead of its time. Woz is quoted as saying that while Apple was content with the quality, it “wanted something that could amaze the world.” Obviously, the phone was shelved followed by Apple’s announcement of the iPhone in January 2007.
Woz then moved on to the topic of Android saying that Android smartphones, not the iPhone, would become dominant, noting that the Google OS is likely to win the race similarly to the way that Windows ultimately dominated the PC world. Woz stressed that the iPhone, “Has very few weak points. There aren’t any real complaints and problems. In terms of quality, the iPhone is leading.” However, he then conceded that, “Android phones have more features,” and offer more choice for more people. Eventually, he thinks that Android quality, consistency, and user satisfaction will match iOS.
Steve closed the interview with a jab at Nokia calling it, “the brand from a previous generation” suggesting that the boys from Finland should introduce a new brand for a young consumer.
Goodpurpose Study 2010, lo studio sul web marketing e l’evoluzione del concetto di brand social responsibility svolto da Edelman su 7.000 consumatori in 13 paesi.