Compro oro

Di   4 gennaio 2011
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Via Lastampa.it

Difficile, ormai, girare per la città senza imbattersi nei loro sgargianti inviti: «compro oro», «pago in contanti». Complice la crisi e le performances borsistiche da star del metallo bene rifugio per eccellenza, questi negozi con le insegne gialle e cubitali, le vetrine rigurgitanti di luci e di promesse, sembrano moltiplicarsi un po’ ovunque. Dalla Questura spiegano che a Torino e provincia, solo nel corso del 2010, sono state richieste più di cento licenze. Cifre di tutto rispetto se pensiamo che nel capoluogo piemontese (dati Camera di Commercio) ci sono oggi 340 gioiellerie. O meglio, 340 «commercianti al dettaglio di orologi e gioielli». Il guaio è che i mister «compro oro» sono inquadrati nella medesima categoria dei gioiellieri «normali». E il monitoraggio puntuale delle licenze da parte della Questura è stato avviato solo dal 2010. Impossibile, dunque, misurare l’incremento di queste attività rispetto al passato. Ma le oltre cento licenze richieste e una semplice occhiata fra le vie della città, autorizzano comunque a parlare di un vero e proprio «boom» del fenomeno.

Come funzionano, dunque, questi esercizi? Il cliente porta il proprio oro usato che, una volta pesato e valutato, viene immediatamente pagato. Quanto? Dipende. Il fatto è che alcuni pagano (in media 18 € al grammo) in base al peso dell’oggetto sulla bilancia, altri versano un prezzo calcolato sulla quantità di oro puro (si dice a 24 carati) presente nel gioiello. Capita, però, che sui volantini e sulle insegne la distinzione non sia sempre così chiara. Così qualcuno legge 23 € al grammo, entra nel negozio e scopre che si tratta di una cifra versata per l’oro puro e non per il peso complessivo. I commercianti hanno degli obblighi di legge: oltre alla normale iscrizione alla camera di Commercio devono avere una licenza rilasciata dal Questore e tenere un registro nel quale annotare i dati del venditore, il tipo di merce comprata e il prezzo pattuito. Trascorsi almeno dieci giorni dall’operazione di compravendita, rivenderanno a loro volta ai cosiddetti «banchi metalli», fonderie (in Piemonte sono soprattutto a Valenza) che acquistano grosse quantità.

  • ilprimissimo

    e poi c'è il modello tesco: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/

  • Le attività compro oro come qualsiasi altro genere di attività commerciali possano essere condotte in modo onesto o meno, questo non dipende dal genere di attività ma dalle persone che le conducano. I compro oro che svolgano la propria attività in modo onesto calcolano il prezzo dell'oro prendendo come riferimento la quotazione attuale dell'oro in borsa, chiaramente il prezzo pagato per l'oro usato è minore dell'oro nuovo in quanto l'oro usato dovra essere rilavorato per mezzo della fusione per poter essere successivamente rivenduto come oro nuovo e tutto ciò unitamente al costo dei vari passaggi ha un costo che deve essere calcolato al momento che il compro oro acquista gioielli e oggetti d'oro.

  • Chi acquista oro paga la percentuale di oro puro che si trova in gioielli e oggetti, per fare ciò viene calcolata la purezza dell'oro che solitamente si trova composto in lega con altri metalli, se si escludono i lingotti che hanno una purezza superiore al 99% quai tutti i gioielli e gli oggetti in oro sono composti da leghe auriferee dove sono presenti in percentuale altri metalli. L'oro puro si dice a 24 carati, oro 750 si dice a 18 carati, oro 500 si dice oro a 12 carati, per comodita si usa questa misurazione per classificare la presenza di oro puro nella lega e di conseguenza si stabilisce il prezzo al grammo in riferimento al costo attuale dell'oro meno i costi che dovranno coprire le spese e la parte di guadagno che si decide di applicare.

  • Chi svolge questa attività in modo continuativo deve comunque basarsi sulla quantità per guadagnare per questo chi applica ricarichi eccessivi è destinato a essere superato dalla concorrenza che pagando meglio l'oro finirà con il riuscire ad acquistare quantità maggiori del prezioso metallo. Passato il boom iniziale che ha visto nascere moltissime di queste attività, soltanto i compro oro che svolgano questa attività in modo serio e professionale può continuare a lavorare in modo continuativo conquistando la fiducia dei clienti che vorranno vendere il proprio oro non più utilizzato, con l'apertura di molti compro oro è sufficiente per chi intende vendere rivolgersi a più di un operatore per stabilire quale sia l'acquirente che paga la somma maggiore che dovrà essere pagata subito ed in contanti.

  • Oggi che il prezzo dell'oro è tornato su valori più normali i compro oro non fanno più i fatturati di prima questa normalizzazione ha portato nel settore maggiore chiarezza e solo i veri professionisti del settore continuano ad operare acquistando i vecchi gioielli da privati che più che mai oggi possano informarsi sui prezzi che vengano pagati per il vostro oro usato.

  • La diffusione dei compro oro è stata favorita anche dalla nascita di veri e propri franchising che grazie alle condizioni di mercato opportune crisi economica + rialzo del prezzo dell'oro hanno avuto la possibilità di aprire negozi in tutta Italia con investimenti più contenuti rispetto ad altro genere di attività