Il referendum fra i lavoratori del Lingotto per la ratifica dell’accordo con Fiat ha visto vincere il Si di poche centinaia di voti. Quando manca ancora lo scrutinio di un seggio, sospeso per il malore di uno scrutatore, il Si sta vincendo con il 54% contro il 46% del No. Le operazioni di scrutinio iniziate nella serata di ieri avevano visto il successo del 55% contro il 45% del No nei primi seggi scrutinati. quelli dei reparti di montaggio. Il risultato complessivo del voto è stato ribaltato dal seggio degli impiegati dove i Si sono stati 421 e i No solo 20.
Piero Fassino non è stato fortunato nella scelta della data della presentazione della sua candidatura al Lingotto.
Domenica 16 gennaio al mattino sarano passate solo 24 ore dall’esito del referendum per Mirafiori.Se vinceranno i No, sarà un grossa sconfitta politica per la linea di pensiero da lui appoggiata. Se vinceranno i Sì, sarà tacciato aver avallato le proposte di Marchionne.
Franco Siddi è stato confermato segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Lo ha eletto, al primo scrutinio, il ventiseiesimo Congresso Nazionale della Stampa Italiana, con 221 voti su 306 votanti. Hanno riportato un voto Franco Abruzzo, Mariagrazia Molinari, Roberto Natale e Luigi Ronsisvalle. 42 le schede bianche, 39 le nulle.
Il gruppo editoriale E-polis e’ fallito. La sentenza del Tribunale fallimentare di Cagliari e’ stata affissa questa mattina. A pronunciarla il giudice delegato Maria Teresa Spanu che ha nominato come curatori Giancarlo Dessi’, Efisio Mereu e Sergio Vacca. E’ stata fissata per il 30 maggio l’udienza per l’esame dello stato passivo. “I colleghi di Epolis – ha commentato il segretario della Fnsi, Franco Siddi – sono vittime di un disastro sociale costruito da editori pirata”. Il Gruppo editava quotidiani semigratuiti che hanno sospeso le pubblicazioni dal 27 luglio scorso.
Il prossimo 16 febbraio esce in sedici paesi Inside Wikileaks di Daniel Domscheit-Berg. In Italia lo pubblicherà Marsilio.
Daniel Domscheit-Berg è la persona più adatta per condurci dietro le quinte di WikiLeaks e svelarci per la prima volta i molti segreti del suo fondatore. L’informatico tedesco infatti è stato per tre anni il numero due dell’organizzazione, che ha lasciato nel 2010 per via di contrasti insanabili con Assange, di cui era il braccio destro e che poi ha accusato di una gestione dittatoriale e poco limpida del sito che ne ha tradito la vocazione e lo spirito originari.
L’intervento di Susanna Camusso ieri al Congresso FNSI di Bergamo
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Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è indagato a Milano per la vicenda Ruby. Lo riferisce il Corriere.it secondo cui il Premier è indagato per i reati di concussione e prostituzione minorile.
Perquisizioni sono in corso questa mattina, nell’ambito dell’indagine sul caso Ruby, nell’ abitazione e negli uffici del consigliere regionale Nicole Minetti, indagata, insieme con il premier Berlusconi, a Lele Mora ed Emilio Fede, nell’inchiesta della procura di Milano.
Il presidente della regione Puglia e di Sinistra Ecologia e Libertà chiama alla Fiat e si fa passare l’amministratore delegato appena rientrato da Detroit. Parlano qualche secondo con una certa cortesia, poi Vendola intona anche un rap pro-operai che riprende un pezzo di Caparezza: “Sergio, spero di farti cambiare idea rappandoti la lettera di un dipendente Fiat”. Dopo l’ad risponde: “In Italia non si capisce il rischio che stiamo correndo in campo internazionale, se non abbiamo il coraggio di affrontare questo atteggiamento sclerotico nelle relazioni industriali per portare il discorso avanti per il bene della Fiat e il bene del paese”. Alla fine si svela lo scherzo, è Bartolomeo Colucci di Rds che si è finto Vendola. Ma Marchionne non capisce bene e saluta: “Come dice lei, buona giornata presidente”
L’uso di Internet e Google rendo più succosa questa storia. Dal Fatto Quotidiano
Il fenomeno si ripete con una frequenza ormai quasi settimanale: il ministro dell’Economia Giulio Tremonti si profonde in meditazioni sulla globalizzazione, riciclando sempre le stesse metafore (“la crisi è un videogame”) e i giornali, con la memoria dei pesci rossi, ci fanno i titoloni. Ma ieri c’è stato il salto di qualità.
Sul Corriere c’è in prima pagina un intervento di Tremonti. Titolo: “Liberalizzare: le troppe leggi sono la tirannia da abbattere”. Gli appassionati del genere provano un immediato senso di déjà vu. E il sito Dagospia è il primo ad accorgersi che si tratta proprio dello stesso articolo uscito sul Sole 24 Ore il 26 giugno 2010, all’epoca intitolato “Usciamo dal Medioevo per liberare le imprese”. Cambiano le virgole, ma la sostanza è la stessa. Anche perché, da giugno a oggi, il governo è rimasto immobile e quindi il ministro può analizzare gli stessi problemi e fare le stesse promesse…