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Vittorio Pasteris

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Mese: luglio, 2011

Il vero Spider Truman o forse no

* 18 luglio, 2011 * Diritti, Internet, Media * 0 commenti

Dai segreti della casta

Malgrado dubbi e insinuazioni di illustri opinionisti, politici e commentatori, continuano ad arrivare migliaia di adesioni sul profilo di Spider Truman. Vogliono a tutti i costi sapere chi c’è dietro Spider Truman, intervistarlo, proporre progetti editoriali: tutti ad osannare il suo coraggio, poi con le buone o le cattive sapranno come metterlo a tacere. Dicono che ha manie di protagonismo, ma al tempo stesso pretendono che sveli la sua vera identità.
Editori, giornalisti, televisioni: centinaia di avvoltoi cercano di stanarlo.
Allora dico a questi signori, ai politici che siedono sulle poltrone, alle schiere di sgherri sguinzagliati nei corridoi di Montecitorio come nel mondo virtuale del Web: state attenti.
Spider Truman è lì vicino a voi.
Spider Truman è ovunque.
Spider Truman è ogni disoccupato che non trova lavoro perchè non ha santi in paradiso.
Spider Truman è ogni precario che viene struttato per 900 euro al mese e poi dopo anni e anni buttato in mezzo a una strada.
Spider Truman è ogni cassintegrato che deve sudare per arrivare a fine mese.
Spider Truman è ogni operaio sfruttato e malpagato per 40 anni alla catena di montaggio per un salario e una pensione da fame.

Una reinterpretazione della Legge di Pareto

* 18 luglio, 2011 * Economia, Italia, Mondo * 0 commenti

La cosiddetta legge di Pareto, nelle sue interpretazioni, recita che l’80% delle ricchezze è in mano al 20% della popolazione (e che l’80% della povertà è concentrato nel 20% delle persone), ma anche che l’80% delle attività pregiate viene realizzato dal 20% della popolazione lavorativa.

Ci sarebbe potuto anche stare, se almeno il primo 20% avesse un qualche rapporto con il secondo: invece il 20% che innova, che produce, che cambia, che dice la verità, che crede nelle persone… per l’80% della popolazione fa parte dell’80% che viene derubato dal 20% dei disonesti che hanno l’80% della ricchezza.

Non è demagogia; è matematico, perché nessun onesto che si possa veramente ritenere tale può permanere con la coscienza pulita in quel primo privilegiato 20%.

Politicaleaks: i segreti della casta di Montecitorio

* 17 luglio, 2011 * Italia * 0 commenti

Una pagina Facebook e un blog stanno diventando una specie di Wikileaks all’italiana della nostra politica

Un esempio

I poliziotti di servizio presso l’ufficio di polizia all’interno di Palazzo Montecitorio ci sono ormai abituati.Ogni giorno c’è sempre un deputato che denuncia il furto del suo costosissimo computer portatile , così come non disdegnano alcune giovani deputate dal denunciare il furto della propria pelliccia di valore.
Ma come mai, malgrado i rigidi controlli all’ingresso di montecitorio, continuano ad agire indisturbati questo manipolo di ladri nel transatlantico e delle aule di Montecitorio?
Forse perchè probabilmente i ladri sono coloro i quali entrano ed escono dall’ingresso principale quando vogliono: i deputati infatti sono gli unici esentati dai controlli. Ma perchè i deputati dovrebbero denunciare furti a montecitorio?????
Semplicemente perchè c’è una polizza assicurativa che copre qualsiasi furto di qualsiasi entità che avviene all’interno di Palazzo Montecitorio.
Poi si offendono se uno parla di quel palazzo come un covo di ladri!

Ora sarebbe interessante crearne altre su tutte le infimità italiane: io preparo le mie …

Poveri d’Italia

* 15 luglio, 2011 * Economia, Italia * 0 commenti

Via nuova Società

I dati Istat sulla povertà in Italia sono impressionanti, ma non del tutto sorprendenti. Infatti che la crisi continuasse a mietere vittime era risaputo, come ormai non fa più notizia il fatto che le famiglie italiane fatichino ad arrivare alla fine del mese. Secondo l’Istat nel 2010 risulta povera circa un nucleo familiare su cinque, anche se dai dati emerge che la povertà risulta stabile nel nostro Paese, rispetto al 2009 (l’11,0% delle famiglie è relativamente povero e il 4,6% lo è in termini assoluti), ma il fenomeno tocca comunque 8,27 milioni di persone.
La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 992,46 euro, circa 9 euro in più rispetto alla soglia del 2009 (+1%). La povertà relativa aumenta tra le famiglie di cinque o più componenti (dal 24,9% al 29,9%), tra quelle con membri aggregati (dal 18,2% al 23%) e di monogenitori (dall’11,8% al 14,1%). La condizione delle famiglie con membri aggregati peggiora anche rispetto alla povertà assoluta (dal 6,6% al 10,4%). Nel Sud Italia l’incidenza di povertà relativa cresce dal 36,7% del 2009 al 47,3% del 2010 tra le famiglie con tre o più figli minori. Poi aumenta tra le famiglie con persona di riferimento lavoratore autonomo (dal 6,2% al 7,8%) o con un titolo di studio medio-alto (dal 4,8% al 5,6%), a seguito del peggioramento osservato nel Mezzogiorno (dal 14,3% al 19,2% e dal 10,7% al 13,9% rispettivamente), dove l’aumento più marcato si rileva per i lavoratori in proprio (dal 18,8% al 23,6%). Tra le famiglie con persona di riferimento diplomata o laureata aumenta anche la povertà assoluta (dall’1,7% al 2,1%).

Sorseggiando champagne sul ponte del Titanic

* 14 luglio, 2011 * Economia, Italia * 0 commenti

La situazione dei conti pubblici italiani non è disastrosa, ma neppure allegra. La prossima manovra finanziaria saraà moolto amara. Nel frattempo gli italiani pensano alle vacanze anche se molti non possono più permettersele.

Il Trota e i nuovi media

* 13 luglio, 2011 * Internet, Media * 0 commenti

Dal Digital divide al Press divide

* 13 luglio, 2011 * Internet, Media * 0 commenti

Via il Fatto Quotidiano

Sfonda la soglia del 50 per cento l’utenza di Internet percepito come un mezzo “più libero e disinteressato”, mentre la carta stampata perde il 7 per cento di lettori in due anni ed è fuori dalla dieta mediatica di oltre il 50 per cento dei giovani. E sono proprio i giovani che fanno volare gli smartphone e per informarsi usano i tg (69,2%) tanto quanto Google (65,7%), Facebook (61,5%) e guardano i programmi su YouTube. E’ questa la fotografia scattata dal Censis-Ucsi nel nono rapporto sulla comunicazione dal titolo ‘I media personali nell’era digitale’, presentato oggi a Roma dal presidente dell’Istituto di ricerca Giuseppe De Rita e dal direttore generale, Giuseppe Roma e discusso da Andrea Melodia, presidente dell’Unione cattolica stampa italiana.

Dalla ricerca emerge, dunque, un dato chiave: l’utenza di Internet è cresciuta di oltre il 6% in due anni attestandosi al 53,1%. E mentre il digital divide cala, aumenta invece il press divide: se nel 2009 era del 60,7% la percentuale degli italiani che si accostava a mezzi a stampa accompagnati da altri media, ora è scesa al 54,4%. In particolare, i quotidiani a pagamento (47,8% utenza) perdono il 7% di lettori tra il 2009 e il 2011, ed è stabile la lettura delle testate giornalistiche on line (+0,5%, con un’utenza del 18,2%).

Blog con moderazione

* 11 luglio, 2011 * Personale * 0 commenti

Weekend riposante e un po’ meno di caldo …

il blog riapre … con moderazione …

In attesa di “botti” successivi

Due infografiche su giornali e social network

* 11 luglio, 2011 * Internet, Media * 0 commenti

Via Economist

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Turin Startups

* 10 luglio, 2011 * Piemonte, Tecnologia * 0 commenti

Premere il tasto pausa ci vuole

* 8 luglio, 2011 * Personale * 2 commenti

Dopo mesi di aggiornamenti, citazioni, pensieri, invettive, video, audio e altro ancora.

Questo blog pensa di prendersi un po’ di giorni di silenzio per fare in modo che il suo titolare legga dentro al suo intimo più che scrivere al mondo.

L’edicola digitale degli editori francesi

* 8 luglio, 2011 * Internet, Media * 0 commenti

Via LSDI

A Natale scorso avevamo dato notizia del futuro lancio di ePresse, una edicola digitale progettata dagli editori di otto giornali francesi. Ora l’ iniziativa è partita e l’ applicazione è già disponibile per i dispositivi mobili Apple e, a luglio, si estenderà a tablet e smartphone Android e WebOS.

Come osserva Pino Bruno sul suo blog, rivolgendosi agli editori italiani della Fieg, oltralpe ‘’le grandi firme dell’ editoria fanno meno convegni e più fatti’’. ‘’Invece di lamentarvi perché si vendono sempre meno copie in edicola e ancora troppo poche in versione digitale, prendete esempio dai vostri colleghi francesi’’, spiega.

Le testate impegnate sono Les Echos, L’Equipe, Le Figaro, Libération, Le Parisien/Aujourd’hui en France, L’Express, Le Nouvel Observateur e Le Point.