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Nel digitale il marketing avanza e rompe la separazione fra stato/pubblicità e chiesa/informazione




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Via LSDI

Il paradosso è che ora anche i promotori del marketing sono in possesso di strumenti per produrre e distribuire testi in maniera indipendente. L’ampliamento del numero di lettori una volta era affidato agli esperti di tiratura, ora è assegnato a impiegati commerciali ed editoriali che sviluppano “strategie di crescita del pubblico” individuando le forme migliori di copertura giornalistica. Quando decidono quali argomenti possano attrarre più lettori, o lettori di fasce differenti, questo influisce sulla scelta dei blogger e sugli sforzi dello staff e dei collaboratori per trovare followers e fans.

Forbes incoraggia inoltre i suoi inserzionisti più grandi a produrre direttamente contenuti per il giornale e per il sito, come parte del loro acquisto di servizi pubblicitari. Alle aziende vengono forniti gli strumenti per pubblicare direttamente i contenuti (testi, video e immagini) sulla loro pagina nel sito.

Avanza il marketing: Etichettare il materiale come proveniente dagli inserzionisti aiuta a proteggere la testata dall’ accusa di violare la divisione “stato-chiesa”, spiega DVorkin, aggiungendo che l’ approccio di Forbes permette agli uomini del marketing di non essere confinati nel “ghetto” dei redazionali scritti dai freelance.

* 19 settembre, 2011 * Media, Pensieri

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