Vittorio Pasteris

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Fenomeni a catena: le liberalizzazioni delle edicole, lo sciopero degli edicolanti e la crisi della carta stampata




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Per combattere le corrette proposte di liberalizzazione di mercato del governo Monti che ha però ha piegato la testa, speriamo per ora, di fronte a farmacisti e tassisti, le organizzazioni sindacali degli edicolanti italiani hanno previsto una serrata per i giorni il 27, 28 e 29 dicembre con la chiusura totale dei punti vendita. Lo sciopero avrà degli effetti devastanti per i giornali cartacei italiani in particolare per i quotidiani che perderanno in un colpo almeno l’un per cento dei loro ricavi. Sic transit gloria mundi …

Il comunicato del sindacato degli edicolanti: “Il provvedimento legislativo in via di approvazione  liberalizzerà la rete di vendita dei giornali. Portiamo a questo punto all’attenzione diretta dell’opinione pubblica le nostre preoccupazioni, rimaste inascoltate, che riguardano il diritto di tutti i cittadini a una informazione libera e pluralista, La liberalizzazione evidenzia, di base, una limitata conoscenza delle dinamiche e dei problemi reali del comparto editoriale e mette in risalto la scarsa considerazione che è stata data all’informazione a mezzo stampa, trattata come un comune prodotto commerciale. Si rischia di concentrare la diffusione dell’informazione e dello sviluppo della rete in capo a soggetti privati con le conseguenze di dare un colpo mortale alla democrazia nel nostro paese”.

Mescolare la liberalizzazione delle edicole con la libertà di stampa è un ragionamento aberrante. Forse valeva la pena prima fare dei ragionamenti seri sulle reti distributive dei giornali italiani che fanno acqua da tutte le parti. Ma voleva dire professionalità e competenza. Parole ignote al settore …

* 15 dicembre, 2011 * Economia, Italia, Media

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Commenti

Comment from sandro Adriani
Data e ora : 16 dicembre 2011, 12:51

Professionalità e competenza, sarebbero parole ignote al settore? E lei egregio signore quali competenze ha per affermare questo?

Comment from Domenico
Data e ora : 17 dicembre 2011, 06:34

Caro signore, da addetto ai lavori, le chiedo : a Lei farebbe piacere che da un giorno all'altro la licenza pagata mediamente 100.000 euro diventasse carta straccia? A me personalmente fa inc… da matti.
P.S. Prima di scrivere su cose che si ignorano occorre informarsi e nel caso specifico chieda ad un qualunque edicolante, sara' molto esaustivo su tutti i doveri che la filiera editoriale gli richiede e sull'assenza pressoche' totale di diritti.

Comment from massimo buda
Data e ora : 17 dicembre 2011, 08:24

da quanto scrive lei non conosce nemmeno un po' le edicole. si alzi alle 4, 30 come noi e poi parli. se ha lavorato nei giornali dovrebbe sapere che gli edicolanti sono dei servi di editori e distributori e che la pretesa liberalizzazione a tutto può portare tranne che a vantaggi per i cittadini, visto che il prezzo di quotidiani e periodici non può essere variato dagli edicolanti.
dovrebbe sapere che l'apparentemente fuori luogo riferimento alla democrazia e alla libertà d'informazione, è inserito nel comunicato sindacale perché c'è nella legge sull'editoria che disciplina, malamente, il settore. demagogia forse, ma noi edicolanti ne siamo le vittime.

Comment from Sandro Adriani
Data e ora : 17 dicembre 2011, 11:43

Liberalizzare ancora il settore che tra l'altro è già ampiamente libero, si vendono e spesso si regalano giornali ormai ovunque, decreterebbe la nostra fine. Io non sono come lei un esperto di temi gestionali ma so cosa servirebbe per farmi lavorare meglio. Niente più montagne di pubblicazioni ridicole ed invendibili, rendere possibile al trasportatore che consegna i giornali di modificare i quantitativi da distribuire perche nessuno meglio di lui conosce il venduto delle edicole, questo si faceva, un tempo. Inviare più copie di quello che si vende e non farle mai mancare in edicola, eliminare inutili inserti che nessuno vuole e che fanno sprecare tonnellate di carta e ci rendono difficile il lavoro. Questi piccoli accorgimenti sarebbero di grande aiuto per tutti noi. Di tutto il resto, del rendere piu moderna la rete di vendita se ne parla da anni noi aspettiamo fiduciosi che si faccia veramente ma, non sulla nostra pelle. Grazie per l'attenzione
Saluti, Sandro Adriani

Comment from Vittorio Pasteris
Data e ora : 17 dicembre 2011, 12:47

Il dibattito che si sta creando mi permette di esprimere meglio il mio pensiero.
Nessuna volontà di prendermela con gli edicolanti, anzi. Da anni parlo con gli edicolanti e ne traggo i loro problemi e soprattuto una marea di infornazioni utili per il mio lavoro. Poi ho avuto la fortuna di conoscere Pierluca Santoro autore del Giornalaio http://giornalaio.wordpress.com/. L'anno scorso abbiamo anche parlato degli edicolanti al festival del giornalismo di Perugia vedi http://www.stampacadabra.it/2011/04/14/dal-festiv….
Ho raccolto Informazioni e senzazioni che buona parte degli editori italiani, soprattutto certi grandi che si sono sentiti monopolistici per molto tempo non hanno considerato spremendo quello che era il loro canale distributivo ovvero le vostre edicole.
Gli editori utilizzano gli edicolanti come dei loro schiavi "cinesi" nello stesso modo con cui per molti anni certe casa automobilistiche hanno trattato i loro concessionari: spremendoli.
Ciò detto … penso che
1) E' verissimo che oramai il mercato delle edicole è libero …
2) Fare l'edicolante oggi è difficilissimo per ragioni di complessità e margini e …
3) Il vostro avversario principale sono molti editori, non la liberalizzazione, che cercano di usarvi e spremervi. Infatti l'idea della serrata è ottima a prescindere dalle motivazioni forse discutibili. Gli editori hanno un totale bisogno di voi. Dovete farvi rispettare. Chiedere supporti, informatizzazione, maggiori ricavi … Se voi vi fermate, gli editori vanno in panico totale …
4) I giornalisti cioe quelli che bene o male creano l'informazioni vi hanno trattati per anni come non esisteste, come se per miracolo il giornale passase dalle rotative al lettore. I giornalisti si sentono talmente "fighi" che queste cose "venali" non sono per loro. Io ho imparato molto di piu a capire l'editoria dal mio edicolante (che e' e' cambiato negli anni) che da molte altre esperienze. L'edicolante sa cosa pensa la "ggente" ci parla tutti i giorni … ci vive insieme …
5) La ribellione civile agli editori è la vostra salvezza … fatela ! prendeteli per i testicoli. Fatevi valere
6) Il discorso sulla libetà di espressione correlato alla liberalizzaiozne delle edicole non c'entra nulla …
A totale dispoizione per discuterne …

Comment from carmela
Data e ora : 17 dicembre 2011, 14:04

Sono titolare di una cartolibreria in provincia di napoli al cui interno ho una ricevitoria e rivendita di gratta e vinci, sono felice di questa liberalizzazione ma mi chiedo: perche' i tabaccai possono vendere di tutto e le sigarette sono limitate solo alla loro competenza?
Invece di lasciare ai signori tabaccai redditi annuali tanto alti non sarebbe piu' utile per il sistema paese che tali redditi si suddividessero tra tanti, in maniera da avere piu' "contribuzione" al paese in tutti i sensi?
Sarei felice se potessimo far arrivare alle alte sfere anche questa voce visto che nel mondo le cose non funzionano come in italia ed a proposito di equita'.

Comment from Massimo Ciarulli
Data e ora : 17 dicembre 2011, 16:30

Egregio dottor Pasteris, apprezzo il suo commento di risposta. Aggiungo solo una nota. Le rivendite di giornali devono, per legge, art.4 dlgs n.170/2001, garantire parità di trattamento a tutte le testate che vogliono entrare in edicola, anche a quelle che non ne hanno i requisiti, anche quelle che con la stampa non hanno niente a che vedere. La liberalizzazione permetterà, a chi ne farà richiesta, di poter vendere liberamente giornali nel proprio esercizio senza l'obbligo di rispettare la parità di trattamento. Se liberalizzazione vogliamo apportare, se libertà vogliamo allargare, allora che sia per tutti. Io voglio essere libero di vendere nella mia edicola i giornali che ritengo più opportuno vendere. Non voglio essere affogato da una marea di merce(circa l'80% del "prodotto editoriale") che rimane invenduta e deve tornare in resa con tutti i costi aggiuntivi che ne conseguono. Ormai esistono due piattaforme distributive, cartacea e web che rendono superato il concetto di parità di trattamento. D'altronde anche Malinconico, in qualità di sottosegretario, ha affermato in un'intervista al Fatto di ieri che i giornali che vendono poco devono trasferirsi su internet. Di fatto ha sancito la fine della parità di trattamento, ritenendo non necessaria la presenza in edicola. Si tratta di una liberalizzazione all'italiana, di cui nemmeno i suoi colleghi della carta stampata hanno ben capito la sostanza. Ci scambiano per una lobby( vedi Repubblica). Di morti di fame, aggiungo io. Di gente che guadagna, netti, 3 euro l'ora. . Un sentito ringraziamento. Massimo Ciarulli- Terni

Comment from Enrico di Torino
Data e ora : 17 dicembre 2011, 20:35

Dopo tante belle parole, due cifre. L'edicolante che vende il quotidiano ad 1 euro, ha come margine, cioè ricavo e con quello deve pagarsi tutte le spese e le tasse, 18,8 centesimi ! Inoltre i quantitativi dei quotidiani non sono liberi, ma imposti dai distributori.Un qualsiasi altro commerciante se vende la propria merce ad 1 euro, l'ha pagata dai 10 ai 30 centesimi al massimo, con margini ben superiori.
A Torino, dove io faccio l'edicolante, con questi margini, molti chioschi ogni anno chiudono. Sopravvivono solo le edicole negozio che vendono di tutto un po'. L'idea di liberalizzare l'apertura di altre edicole, per poter dire ai giovani disoccupati adesso anche voi avete la possibilità di lavorare e guadagnare, è assolutamente controproducente ed illusoria. Ogni cittadino italiano è disposto ad acquistare un certo numero di riviste e quotidiani e non è aprendo nuovi negozi che gli si farà cambiare abitudini. Sempre quelli compera. Quindi dopo pochi mesi che i giovani si saranno lanciati sul mercato, chiuderanno tutti e anche i distributori si accorgeranno che il fatturato sarà aumentato pochissimo, ma i costi di distribuzione esplosi !

Comment from Domenico
Data e ora : 17 dicembre 2011, 21:52

Questa liberalizzazione non affida la rete di vendita al mercato, ma ai Distributori Locali con il rischio di abusi da parte di questi ultimi. I rivenditori rimarranno soggetti agli obblighi attuali(parità di trattamento a tutte le testate,pagamenti settimanali,orari,aperture domenicali,festivi,ferie).
Questa liberalizzazione determinerà un peggioramento del servizio , porterà un danno alle nostre attività con un concreto rischio di chiusura. Dal Lunedì al Sabato tutti a vendere giornali, Gentilissimo sig. Vittorio saprebbe dirmi, la Domenica e i giorni festivi chi aprirà. Il macellaio,la cartoleria,il benzinaio,le GDO.
Quindi si alla “Liberalizzazione”ma libere le 30/25 mila rivendite di gestire il proprio lavoro.
Consigliere Nazionale SNAG Confcommercio
Domenico Carbone

Comment from MONDO
Data e ora : 18 dicembre 2011, 12:44

IL NOSTRO "CARO" MONTI E LA SUA SQUADRA DI FICHI SECCHI PRIMA DI AGIRE SULLE LIBERALIZZAZIONI DOVREBBE INFORMARSI BENE SULLA SITUAZIONE DELLE EDICOLE ITALIANE, AGENDO ALLA CIECA CREEREBBE SOLO DANNI IRREVERSIBILI A FAMIGLIE DI LAVORATORI CHE HANNO SEMPRE DOVUTO PAGARE LE TASSE FINO ALL'ULTIMA GOCCIA! SECONDO MONTI IL PREMIO DA DARE ALLE CATEGORIE CHE NON FANNO UN BRICIOLO DI SOMMERSO DA SEMPRE è TOGLIERGLI IL LAVORO?… COMPLIMENTI SUPERMARIO!….. E TANTI,TANTI SINCERI AUGURI!………

Comment from romano
Data e ora : 19 dicembre 2011, 11:04

salve, io sono un edicolante di Trieste, che farà lo sciopero anche se ci rimetterò parecchi soldi.
Sono d'accordo con le idee di Domenico e sarebbe bello far scioperare le edicole per tutte le domeniche di un mese, così vediamo quanti quotidiani vendono!!!!

Comment from enrico
Data e ora : 19 dicembre 2011, 17:53

Caro Sig. Vittorio,
la sua mi sembra una mentalità molto SNOB e nonostante abbia tentato di chiarire cosa voleva dire anziché di quello che invece ha esposto nel suo post,è Lei dovrebbe fare molte riflessioni prima di "aprire bocca".
Lei è uno dei tanti che con "il sedere al calduccio" ha la presunzione di emettere giudizi e "altezzosi" pareri che puntualmente trovano una selva di repliche "colorite",ma che soddisfano la propria voglia voglia di provocare e di sentirsi al centro dell'attenzione. Oltre a controllare morbosamente il contatore delle visite del suo blog…
Dica ciò che vuole,ma lo sciopero e le motivazioni che ne sono all'origine,compresa la riflessione sulla "libertà d'espressione" c'entrano eccome!
A prescindere dalla sua spicciola filosofia!!!

Comment from Marco
Data e ora : 19 dicembre 2011, 21:09

Evviva la liberalizzazione delle edicole!!!! Cosi potrò acquistare i giornali e le riviste presso le Coop e i Centri Commerciali. Che bello, che bello. E chi se ne frega se per acquistare la licenza dell'edicola un povero disgraziato si è ridotto in povertà assoluta.

Comment from Andrea
Data e ora : 20 dicembre 2011, 09:13

Caro Marco .Ti Auguro per il nuovo anno di perdere il lavoro.(Se ce l'hai, mammone) E se per caso hai anche una compagna o moglie (molto improbabile) che lei guadagni molto piu' di te e che ti cornifichi. Cosi' ti sentirai una merda e non potrai nemmeno chiedere il divorzio perche' troppo costoso. Andrea

Comment from enrico
Data e ora : 22 dicembre 2011, 10:36

Va beh…chi gode delle "disgrazie" altrui,è a sua volta un "disgraziato". Nel caso di "MARCO" l'essere cornuto credo rientri nel patrimonio genetico. Quindi… ha poco da gioire!!!

Comment from gerardo
Data e ora : 26 dicembre 2011, 22:04

salve, mi chiamo Gerardo; premetto che non sono un edicolante e nutro un profondo rispetto per tutti voi che fate un lavoro massacrante. Io sono titolare di una vecchia ricevitoria lotto ereditata da mio padre, il vecchio botteghino lotto che esisteva una volta, chi ha più di 60 anni sicuramente ricorderà. Diversi anni fa qualcuno del governo di sinistra decise di liberalizzare il lotto concedendo la concessione a tutti i tabaccai che ne facessero richiesta. In un piccolo paesino dove c'ero solo io in pochi mesi diventammo 32. A nulla valsero tutti gli scioperi indetti dal mio sindacato. Mi sono rimboccato le maniche e ho dovuto dare una riguardata alla mia attività che nel giro di pochi mesi perse più del'80% dell'incasso. Oggi è un centro giochi ancora esistente, non proprio fiorente come tanti anni fa, ma riesco a vivere dignitosamente lavorando 14 ore al giorno; vado via di casa quando i miei figli dormono e mi ritiro a casa quando i miei figli sono già a letto, non è certo una bella cosa da sentire ma ho dato continuità ad un'attività che parecchi davano per spacciata. Perciò dico a voi edicolanti: DATE UN VOLTO NUOVO ALLE VOSTRE EDICOLE perché io sarò il primo a chiedere la licenza per ottenere l'edicola e credo dopo di me tanti altri; e voi che farete? chiuderete? Non credo proprio. Tanti auguri e in bocca al lupo

Comment from Massimo Ciarulli
Data e ora : 27 dicembre 2011, 17:13

A proposito di categorie privilegiate, di caste e di lobby. Ma i tabaccai non vengono minimamente toccati da queste liberalizzazioni? Addirittura più potenti dei farmacisti? A loro privilegi, concessioni, giochi, lotterie, giornali. E il diritto di reciprocità? Perché tabacchi, lotterie e giochi non possono venir concesse agli edicolanti? Quale volto nuovo potrò mai dare alla mia rivendita, come dice Gerardo, se ostacoli di natura protezionistica mi impediscono di crescere?

Comment from peppe
Data e ora : 7 gennaio 2012, 18:38

O si liberalizza tutto o niente. La via di mezzo semplicemente non esiste, non funzionerebbe. Chi ha pagato, ha guadagnato abbastanza o ha fatto una cattiva valutazione. Io gestisco un'attività che non ho pagato perchè quarant'anni fa nessuno voleva gestirla, nel corso degli anni è stata valutata fino a 500mila euro, adesso ne vale la metà, ma qualcuno , vi assicuro, l'ha comprata nel 2007 pagandola cifre esorbitanti ed ora ha in mano molto meno della metà , e sicuramente i guadagni di 4 anni non hanno compensato tale perdita. Purtroppo l'impresa è definita tale perchè difficile e non sempre proficua……

Comment from nando
Data e ora : 10 gennaio 2012, 17:13

tutti i business hanno un inizio e una fine, chi vi parl anel lontano 1982 acquisto 6 negozi a Firenze che strapagai in quanto le licenze allora si pagavano tutte! quando furono liberalizzate alla fine degli anni 2000 molti si incazz… ma poi come avete visto tutto è stato liberalizzato, questo però però non è stato completato a causa delle lobby, ma ora è arrivato il momento anche per loro, passeranno forse altri due anno poi l'anima del commercio sarà TUTTA libera come lo è in tutto il resto del mondo!
Ritornando a noi le liberalizzazioni non creano danni a nessuno, ma anzi cè più commercio e chi non sa lavorare va a casa mi sembra giusto! Io tuttavia da 30 ho sempre i miei negozi e lavoro sempre e di più, nel frattempo mi hanno aperto vicino altre attività, cinesi etc.ma la qualità e il saper fare oggi premia, e mi sembra giusto che se uno ha talento debba emergere senza andare a pagare quel pezzo di carta chiamata licenza, io non tengo rancore per chi mi ha venduto quelle licenze che oggi sono carta straccia, ma continuare a seminare male mi sembra ingiusto!

Comment from Robeto
Data e ora : 12 gennaio 2012, 12:14

Mi sta venedo il mal di pancia,purtroppo noi non possiamo farci nulla è il governo che prendedecisioni.
L’unica arma che abbiamo è farci sentire sciperando fino a quando non otteniamo cio che vogliamo è cioè….lavorare in santa pace.

Comment from stefano
Data e ora : 20 gennaio 2012, 02:39

salve, da 3 anni ho rilevato un attività in una località balneare in calabria,che comprende tabacchi ed edicola….non vi nascondo che mi sono indebitato molto per prenderla…praticamente lavoro 3 mesi l'anno….purtroppo a 37 anni ho dovuto fare questa scelta per poter avere un reddito…praticamente con queste liberalizzazioni ho comprato acqua fresca…..altro che lobby….è dura…altro che la gente parla…per poter vedere la luce devo stare 25 anni nel tunnel (mutuo) ….62 anni!!!!!

Comment from Vincenzo
Data e ora : 21 gennaio 2012, 11:06

SCusate l'intromissione… Ma I tabacchi non sono stati liberalizzati???

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