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Vittorio Pasteris

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Mese: dicembre, 2011

In Piemonte gli Open Data sono per legge

* 21 dicembre, 2011 * Piemonte * 0 commenti

Via QP

Buone notizie dal Consiglio Regionale del Piemonte che oggi ha approvato all’unanimità l’attesa legge sugli Open Data. In pratica da oggi i dati della Regione Piemonte saranno accessibili a tutti i cittadini e utilizzabili. La novità è una vera e propria rivoluzione nella gestione dei dati della nostra amministrazione locale.

I relatori della proposta di legge Roberto Placido (PD) e Roberto DeMagistris (Lega Nord) hanno spiegato che

“La legge dà concreta attuazione al principio secondo il quale i dati prodotti dalle istituzioni pubbliche appartengono alla collettività e, quindi, devono essere resi disponibili e riutilizzabili attraverso internet in formati definiti. In questo modo viene incrementata la trasparenza degli organismi pubblici nonché la partecipazione e la collaborazione tra pubblico e privato”

ITALIC n. 8: fede, speranza, contemporaneità

* 20 dicembre, 2011 * Media, Pensieri * 0 commenti

Nel nuovo numero di dicembre/gennaio: alla faccia di chi lo dava per morto, fra chi crede per tradizione, nuovi italiani che adottano vecchi culti e altre religioni, Dio è più popolare che mai. Più dell’80% degli italiani si dichiara credente, e il bisogno di sacro rimane fortissimo.

Disperazione di massa per morte di tiranno

* 20 dicembre, 2011 * Mondo, Multimedia * 0 commenti

Da apprezzare l’allineamento perfetto dei coreani infranti per la morte del loro tiranno

La crisi economica for dummies in radio

* 20 dicembre, 2011 * Italia, Media * 0 commenti

Un ottima idea di Radio 24 per spiegare la situazione economica agli italiani

Martedì 20 e mercoledì 21 Dicembre Radio 24 vi da una mano a capire la crisi. Due giornate di programmazione speciale per spiegarvi cosa sta accadendo: le informazioni, gli approfondimenti, i consigli degli esperti, il quadro internazionale, le Borse. Due giornate dedicate ai consigli per i vostri risparmi, comprese le novità della manovra presentata dal governo Monti. Ma anche per saperne di più sulla crisi dei mercati finanziari internazionali e sull’andamento dell’economia reale.

Programmi, rubriche, speciali a partire dal mattino, con un appuntamento speciale di Salvadanaio alle 12 e alle 15. Nel progetto verranno coinvolti i giornalisti del quotidiano Sole 24 Ore e dell’agenzia di stampa Radiocor.
Gli ascoltatori possono intervenire come sempre nelle trasmissioni chiamando il numero verde 800.24.00.24. Inoltre dalle 13 alle 15 gli ascoltatori possono parlare direttamente con gli esperti di Radio 24 chiamando il numero 02 46.52.24.44.

La fine del TG1 in un ebook

* 20 dicembre, 2011 * Italia, Media, Pensieri * 0 commenti

Via Europa Quotidiano

immagine documento A novembre 2011 il Tg1 diretto da Augusto Minzolini, con il 22,07 per cento di share, tocca il punto più basso degli ascolti nella storia della testata. Francesco Siliato analizza per Europa le ragioni del tracollo e racconta, direttore per direttore, gli alti e bassi del primo telegiornale. Scarica gratuitamente l’ebook La fine del Tg1. Da Veltroni a Minzolini.

Cinque domande sull’epurazione dei pubblicisti

* 19 dicembre, 2011 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

L’Ordine dei Giornalisti per anni ha avuto la stranezza abissale di avere due tipologie di figure professionali: i giornalisti di serie A e di serie B: i professionisti e i pubblicisti. Per anni i pubblicisti sono proliferati perchè al sistema servivano voti, carne da macello e numeri. Il sistema andava rivisto e ristrutturato da tempo facendo uscire di fretta “i mercanti dal tempio”, ma non si è fatto nulla per una redenzione morale. Ora arriva la mazzata, non inattesa, delle liberalizzazioni a venire e inizia “la grande rivoluzione” in cui terrorizzati i portatori di privilegi cercheranno di salvare il privilegio. Ma ora i topi stanno per uscire dalle tane e i gatti li mangeranno.

Qualche quesito sull’evoluzione delle cose di Stefano Tesi

Che fine, professionalmente parlando, faranno gli 80mila colleghi, non è dato sapere. Qualcuno propone di relegarli in un albo “ad esaurimento”, come i Cavalieri di Vittorio Veneto, ma senza medaglie al merito.
I diretti interessati (o meglio, chi all’OdG formalmente li rappresenta) ovviamente alzano le barricate e difendono anche le poltrone, i privilegi, le diarie e le indennità di un fortino in un tutta onestà non sempre difendibile. Tanto da indurre un commentatore (qui) a parlare di “Ordine prigioniero dei pubblicisti”.
Beh, contrariamente ad altri colleghi ho preferito pensarci bene prima di affrontare l’argomento, che mi pare assai più complesso e spinoso di quanto sembri.
E non mi sono unito al coro di chi per istinto, e forse un po’ superficialmente, ha gioito per questa paventata abolizione dicendo che finalmente non si ritroverà più accanto, nel mestiere, a dopolavoristi e signore bene.
Mi pare una posizione, sebbene comprensibile, miope e ingenerosa, ma soprattutto un po’ avventata, priva degli scrupoli che ci si dovrebbero fare quando si prendono decisioni destinate a incidere pesantemente sulla vita e sul futuro lavorativo delle persone.
Preferisco invece farmi e porre ai lettori alcune domande.

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Edicole e relazioni di potere

* 18 dicembre, 2011 * Economia, Internet * 1 commenti

Un post sullo sciopero degli edicolanti dopo Natale ha aperto un interessante dibattito sul blog. Ora arriva anche l’intervento del guru di settore: Il Giornalaio.

E’ difficile stabilire cosa effettivamente accadrà ma ho deciso di parlarne comunque, sia per rendere giustizia al nome di cui si fregia questo spazio che per fare chiarezza su un tema che gli organi di informazione stanno trattando in maniera, a dir poco, approssimativa e superficiale, limitandosi a pubblicare una sintesi del precitato  comunicato sindacale.

Se dal primo gennaio 2012 alcuni giornali potrebbero chiudere, la situazione delle edicole è di gran lunga peggiore già da tempo.  Negli ultimi anni hanno chiuso circa 8mila punti vendita passando da 38mila a 30mila, riducendosi per oltre un quinto.

Iniziamo subito col dire che questo sciopero, se si farà, è tanto tardivo quanto inutile. A prescindere dalla minaccia di liberizzazione delle licenze almeno 10mila giornalai, quelli esclusivi, quelli cioè che non trattano altre categorie merceologiche [tabacchi, giochi ed altro], hanno ormai il destino segnato, stritolati finanziariamente dai distributori locali che riversano su di loro la necessità di fare cassa inondandoli di pseudo pubblicazioni editoriali in virtù della vetusta ed anacronistica idea che si ha della parità di trattamento.

La convocazione di uno sciopero in questo contesto rischia di essere più strumento di contrattazione nelle mani della FIEG, che forse non a caso in questa circostanza non si è espressa sulla protesta come era avvenuto nelle rarissime occasioni precedenti, per salvare i finanziamenti milionari che lo stato gli elargisce, che non elemento efficace di rivendicazione dei diritti dei peones dell’editoria nostrana.

Il terreno su cui le relazioni di potere operano è principalmente costruito attorno a globale e locale ed è organizzato attorno a reti, non a singole unità. Le reti sono molteplici e le relazioni di potere sono specifiche di ciascuna. Una norma fondamentale di esercizio del potere, comune a tutte le reti, è l’esclusione dalla rete, spiega Manuell Castells. Possibile sintesi dell’abbandono, della colpevole trascuratezza nei confronti della rete di edicole nel nostro Paese.

Obituary: Cesaria Evora

* 18 dicembre, 2011 * Mondo, Multimedia * 0 commenti

E’ morta Cesaria Evora, un pezzo di storia della musica

Canon vs. Nikon versione teste di cuoio

* 18 dicembre, 2011 * Multimedia * 0 commenti

Futuri probabili dell Ordine dei giornalisti

* 17 dicembre, 2011 * Internet, Media * 1 commenti

Il maestro Franco Abruzzo disegna il futuro dell’ODG a partire da vari fenomeni in corso d’opera.

Poniamo il caso che il Dpr di riforma della normativa avvenga entro il 13 agosto. Il Dpr dovrà recepire i principi di cui abbiamo appena parlato. In questo caso l’Ordine dei Giornalisti perderà il potere disciplinare (che passerò ai Consigli di disciplina) e non potrà più iscrivere i pubblicisti nell’apposito elenco dell’Albo, in quanto gli stessi non fanno il praticantato e non sono sottoposti all’esame di Stato come condizione vincolante per l’accesso all’Albo. Rimane da verificare il destino degli attuali pubblicisti che potrebbero confluire in un elenco ad esaurimento sul presupposto che il titolo, benché non sia abilitante all’esercizio della professione di giornalista, non si possa togliere a chi lo ha conseguito.

L’Ordine si occuperà dell’esame di Stato, della formazione continua permanente, dovrà disciplinare le società tra professionisti (Stp) e la pubblicità informativa nonché le polizze assicurative per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale.

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Diciotto milioni per 1800 morti di mesotelioma, 5 mila euro a polmone

* 17 dicembre, 2011 * Diritti, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

La vergogna non basta

Ci sono momenti in cui ci si adira con i politici, ci sono dei momenti in cui ci si vergogna degli enti preposti, ci sono altri momenti in cui si prova più schifo che rabbia per l’indegnità dei politici ma soprattutto degli uomini che prendono decisioni indegne. Oggi è uno di questi. Ma tutti pagheranno, non nell’aldilà, nella vita.Questa notte

Come più volte anticipato da Quotidiano Piemontese il consiglio comunale di Casale Monferrato ha approvato l’atto di indirizzo con cui mette la giunta di centrodestra in grado di accettare il risarcimento di 18,3 milioni offerto dalla Eternit nel processo per i morti da amianto. La seduta che si è chiusa alle 3 e mezzo del mattino di sabato è durata sei ore e mezzo ed è stata sospesa quattro volte dalla presidente per le proteste dei cittadini, che a centinaia si sono presentati in municipio per seguire i lavori. Il provvedimento  è stato approvato con diciannove voti favorevoli e undici contrari. L’accettazione dell’offerta economica da parte  di uno dei due imputati, lo  svizzero Stephan Schmidheiny, comporta il ritiro della costituzione a parte civile  della città di Casale Monferrato e la rinuncia a intraprendere, in futuro, qualsiasi azione legale

Fortunatamente qualcuno si era già indignato nei giorni scorsi

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Aspiranti giornalisti in cerca di Editore

* 17 dicembre, 2011 * Italia, Media * 0 commenti

Giuseppe Sicari Via Dazebaonews

Giovani, giornalisti e disoccupati, che per trovare sbocchi dove liberare il proprio sogno, trovano maggiore spazio sul web, scrivendo sì su testate giornalistiche ma on-line. E così sulla rete internet, si affollano migliaia di giornali. Pensando a ciò, è possibile ipotizzare una diversa e più accurata redistribuzione del finanziamento pubblico alle testate giornalistiche?

“Penso che in linea di principio sia giusto ma credo che per far ciò si dovrà arrivare con una decisione politica, una trattativa a cui dovranno partecipare tutte gli interessati. Però, immagino che le parti interessate all’interno della FIEG – televisioni, quotidiani, periodici ecc. – saranno riluttanti a perdere una fetta dei proventi che, allo stato attuale, ottengono. Per cui ci sarebbe bisogno sicuramente di una trattativa. Lo stesso discorso si è verificato con la pubblicità. Esiste una grande polemica tra carta stampata e televisione perché quest’ultima, negli ultimi anni, l’ha fatta da padrona, rastrellando forse l’80% della torta pubblicitaria, mentre prima avveniva il contrario”.

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