16 dicembre, 2011
Internet, Italia, Media
0 commenti
Una intervista al sottosegretario Malinconico sul Fatto Quotidiano
Altro che acqua gelida. C’è bisogno di milioni freschi per evitare che la carta bruci. Decine di quotidiani, consumati anni di sprechi pubblici, chi per colpe proprie chi per errori altrui, rischiano di scomparire. Carlo Malinconico, sottosegretario per l’Editoria, annuncia una riforma del sistema per il 2014 e consola i parlamentari in Commissione: “Il fondo reale è di 53,5 milioni di euro”. Al Fatto Quotidiano racconta di strade imboccate senza possibilità di ritorno. Non si torna indietro.
Sottosegretario, come spiegare l’editoria assistita?
Non va spiegato perché non esiste. Le testate che ricevono i contribuiti pubblici sono una parte consistente, non l’unica.
Perché sostenere i giornali di partito?
Noi dobbiamo difendere il pluralismo, assicurare la diversità al massimo.
Non basta la legge del mercato?
Il mercato va oltre le regole perfette. E noi interveniamo per difendere le voci che si esauriscono. Spesso il mercato è falso e spietato.
Read more »
16 dicembre, 2011
Media, Piemonte
0 commenti
Un curioso giornale-sito torinese che sta operando pratiche dicutibili su internet si distingue pero (senza accento) per una vivace descrizione dei criteri di notiziabilità nei media subalpini
Una ragazza dice di essere stata violentata da due stranieri, forse Rom. Il quotidiano della Fiat fiuta la storia, nota che la Compagnia di Sanpaolo, il Lingotto, la Fondazione Crt, il Partito Democratico, Mario Monti, la cugina abruzzese di Marchionne, neppure la Merkel possono essere colpiti dalla notizia e che nessun potente ufficio stampa farà “il culo” al caporedattore di turno, quindi la spara: ”Mette in fuga i due rom che violentano la sorella”, questo il titolo di ieri.
La Rai fa lo stesso, con uno degli imperdibili e romanzatissimi pezzi che riesce a confezionare la sede piemontese. ”Quando le ombre della notte calano su Torino, la ragazzina viene avvicinata (…)”. Un bel servizio, sostanzialmente falso. Poi la gente del quartiere Vallette, presa da ovvia arrabbiatura, viste le notizie che stavano uscendo, esagera nella reazione. E addirittura alcuni gruppi cercano di “farsi giustizia da soli”, andando al vicino campo rom a incendiare ciò che trovano.
16 dicembre, 2011
Blog, Italia, Media
0 commenti
Via Valigia blu
Valigia Blu e Giovanna Cosenza, docente di Semiotica all’Università di Bologna, hanno deciso di avviare OsservatorioTivvù. Un gruppo di giovani giornalisti e blogger, da un lato, e di studenti e neolaureati dell’Università di Bologna, dall’altro, seguiranno sotto il nostro coordinamento alcuni programmi della televisione generalista italiana, diversi per contenuto, canale, fascia oraria e target, da oggi alla fine di febbraio 2012.
Vogliamo registrare e annotare sistematicamente:
1) quanti e quali politici italiani vengono ospitati nei vari programmi televisivi;
2) quanti e quali personaggi pubblici vengono invitati perché notoriamente connessi a leader o partiti politici, perché parenti (figli, mogli, ecc.) di politici, o perché legati ai vari leader e partiti per amicizia o ragioni professionali;
3) cosa i leader politici e i personaggi pubblici dicono e fanno di preciso in trasmissione, anche se non parlano esplicitamente di politica, ma si limitano a giocare, scherzare e interagire con altri ospiti in studio o con il pubblico su temi di intrattenimento e spettacolo;
4) quante e quali volte, anche in assenza di leader politici o personaggi pubblici a loro connessi, uomini e donne di spettacolo (cantanti, attori, attrici, presentatori, ecc.) parlano di o alludono a personaggi, eventi e contenuti della politica italiana, anche in contesti di intrattenimento che non avrebbero nulla a che fare con la politica;
5) cosa dicono di preciso uomini e donne dello spettacolo quando parlano di politica o anche soltanto vi alludono.
Read more »
15 dicembre, 2011
Economia, Italia, Media
31 commenti
Per combattere le corrette proposte di liberalizzazione di mercato del governo Monti che ha però ha piegato la testa, speriamo per ora, di fronte a farmacisti e tassisti, le organizzazioni sindacali degli edicolanti italiani hanno previsto una serrata per i giorni il 27, 28 e 29 dicembre con la chiusura totale dei punti vendita. Lo sciopero avrà degli effetti devastanti per i giornali cartacei italiani in particolare per i quotidiani che perderanno in un colpo almeno l’un per cento dei loro ricavi. Sic transit gloria mundi …
Il comunicato del sindacato degli edicolanti: “Il provvedimento legislativo in via di approvazione liberalizzerà la rete di vendita dei giornali. Portiamo a questo punto all’attenzione diretta dell’opinione pubblica le nostre preoccupazioni, rimaste inascoltate, che riguardano il diritto di tutti i cittadini a una informazione libera e pluralista, La liberalizzazione evidenzia, di base, una limitata conoscenza delle dinamiche e dei problemi reali del comparto editoriale e mette in risalto la scarsa considerazione che è stata data all’informazione a mezzo stampa, trattata come un comune prodotto commerciale. Si rischia di concentrare la diffusione dell’informazione e dello sviluppo della rete in capo a soggetti privati con le conseguenze di dare un colpo mortale alla democrazia nel nostro paese”.
Mescolare la liberalizzazione delle edicole con la libertà di stampa è un ragionamento aberrante. Forse valeva la pena prima fare dei ragionamenti seri sulle reti distributive dei giornali italiani che fanno acqua da tutte le parti. Ma voleva dire professionalità e competenza. Parole ignote al settore …
15 dicembre, 2011
Computer, Economia, Internet, Mobile
0 commenti
Il vero nerd vuole provare subito il nuovo gioiellino tecnologico di Samsung e Google
Verizon rende disponibile il simulatore del nuovo Samsung Galaxy Nexus
15 dicembre, 2011
Italia, Media, Personale
0 commenti
Arianna (Ciccone) sta raccontando con Storify tutta la vicenda delle dimissioni o meno di Mentana dalla direzione de La7 …
Se ne va perché denunciato dal sindacato e dal comitato di redazione per comportamento antisindacale. Ma il sindacato smentisce e anche l’azienda smentisce di aver ricevuto le dimissioni. E intanto il titolo crolla in borsa…

14 dicembre, 2011
Diritti, Internet
0 commenti
Via TorrentFreak
Most people know that BitTorrent is far from anonymous, but seeing all your recent downloads listed on a public website is still quite a revelation. This is exactly what Youhavedownloaded.com does. The developers of the site want to make people aware of the public nature of BitTorrent, and are currently working on a more anonymous version of the leading file-sharing technology.
So what have you downloaded lately? If you’re not using BitTorrent through a proxy or VPN, there’s a good chance that the rest of the world can see without asking.
YouHaveDownloaded is a new Russian-based service that claims to track about 20 percent of all public BitTorrent downloads. However, they go a step further than just collecting IP-addresses and file-names by exposing all the harvested information to the public on their website.
People who visit the site immediately see their download history, as far as it’s available in the site’s database. In addition, they can also search for files or IP-addresses to find out who’s downloading what. At the time of writing the database has information on 51,274,000 users who together shared 103,200 torrents.
13 dicembre, 2011
Italia, Media, Pensieri, Piemonte
0 commenti
Via QP
“Inconsapevolmente” è parola da usare con cautela, soprattutto se a farlo sono dei professionisti della comunicazione come i giornalisti. Perchè ci hanno insegnato a non giocare con le parole, a pensarci su centinaia di volte prima di titolare un pezzo, scegliere un aggettivo, virgolettare le frasi sentite per strada, interpretare i pensieri delle persone. Non è la prima volta – verrebbe da dire – che sui quotidiani generalisti (cartacei, online, ovunque) leggiamo titoli costruiti ad arte per incendiare “inconsapevolmente” le menti della gente, del tanto coccolato uomo della strada che diventa subito un mostro non appena si scatena in lui quella “bestialità” insita in ognuno di noi, nessuno escluso. Per questo suonano un po’ ipocrite le scuse che La Stampa fa dopo aver titolato (testualmente) “Mette in fuga i due rom che violentano la sorella”: ipocrite perchè chi conosce i quotidiani italiani e il loro funzionamento conosce benissimo il meccanismo che entra in gioco in quello che è uno dei passaggi fondamentali del prodotto giornalistico, il titolo.
Nel caso del finto stupro e dell’incendio alla Continassa la vicenda assume contorni pericolosi, che dovrebbero (ma non succederà: un’editoriale di scuse e amici come prima) portare a una riflessione profonda sulla distanza che separa la classe dei giornalisti dal ruolo del giornalista. Fatto ancor più vero quando si parla di rom, un popolo che alla totalità dei quotidiani italiani appare realmente sconosciuto (o almeno così sembra): il definirli “nomadi” è già di per sè una fesseria, mentre la scioltezza con la quale vengono sistematicamente ignorate le continue violazioni dei diritti fondamentali dei rom (a differenza di quanto accade per categorie come i pappagalli della Papuasia o gli elefantini nani della Cambogia) è imbarazzante.
12 dicembre, 2011
Italia, Media, Pensieri
0 commenti
Ricevo e pubblico. Per quelli che non sapessero chi è Wolfgang Achtner – un breve CV di Wolfgang
Caro Vittorio, Ti scrivo per informarti che ho deciso di avvisare il CdA della Rai che sono disponibile ad accettare l’incarico di direttore del TG1.
Credo di avere le carte in regola per questo incarico: sono indipendente politicamente, la mia carriera di giornalista televisivo include oltre vent’anni di esperienza con alcune delle principali testate giornalistiche televisive mondiali tra cui l’ABC News, la CNN e la Press TV, sono uno dei pionieri del videogiornalismo – il giornalismo televisivo praticato da un giornalista che effettua da solo le riprese per i suoi servizi sul campo – e autore di numerosi documentari d’attualità. Inoltre, ho una notevole esperienza nel campo della formazione: sono l’autore dell’unico testo accademico sul giornalismo televisivo in italiano e, oltre ad essere stato titolare di corsi universitari, ho gestito corsi di formazione per videogiornalisti e sulla comunicazione televisiva per il Gruppo Espresso e altri importanti aziende italiane.
Nel momento in cui un nuovo governo è al lavoro per salvare il Paese, sono convinto che un buon esito dipenda da una consapevole partecipazione dei cittadini italiani e questo richiede una buona informazione, in particolar modo televisiva, che attualmente non c’è. Per cui, ritengo che sarebbe indispensabile offrire agli italiani quello che in questo Paese è sinora sempre mancato: un telegiornale pubblico comparabile per qualità giornalistica e tecnica ai migliori telegiornali internazionali, come la BBC, la CNN, o Al Jazeera International, tanto per fare alcuni esempi.
Read more »
12 dicembre, 2011
Blog, Italia
1 commenti
Una bella idea, basata sulla sottoscrizione di una serie di principi
Via Luca De biase
Se una persona scrive qualcosa su un blog può anche voler concedere agli altri la possibilità di riutilizzare la sua opera. Per questo mette uno dei possibili bollini di creative commons. È un gesto di generosità nei confronti dei suoi lettori.
Se una persona vuole fare informazione in rete può voler dichiarare che intende anche verificare le fonti, tentare di dare notizie accurate e complete per quanto possibile, dichiarare in modo trasparente i suoi eventuali conflitti d’interesse, rispettare la legge. Per questo mette il bollino di Timu. È un altro gesto di generosità nei confronti dei suoi lettori.
Via Il Fatto Quotidiano
Un “bollino blu” per i blog, per Facebook, per Twitter. Perché in rete circola tanta informazione, ma spesso è inquinata da bufale, distorsioni ideologiche, inesattezze nei dati, mancata citazione delle fonti, circoli viziosi di notizie non verficate che di link in link si gonfiano nei risultati di Google, fino ad assomigliare pericolosamente a verità rivelate. Da qui l’idea di un codice di condotta basato su accuratezza dell’informazione, imparzialità nella lettura dei fatti, indipendenza da interessi nascosti, legalità. L’idea è di Timu (“squadra” in lingua Swahili), la piattaforma di informazione aperta che fa capo alla fondazione Ahref, lanciata dal provincia di Trento attraverso la Fondazione Bruno Kessler, impegnata nella ricerca scientifica e tecnologica.
Read more »
12 dicembre, 2011
Internet, Italia
0 commenti
Marco Renzi via LSDI
Lsdi ha interpellato alcuni liberi pensatori della blogosfera italiana per capire che peso può avere dal punto di vista digitale la situazione di regressione culturale che ha investito il nostro paese denunciata qualche giorno fa a Firenze dal linguista Tullio De Mauro – Ecco che cosa hanno risposto Vittorio Pasteris, Giuseppe Smorto, Marco Pratellesi, Gianluca Nicoletti, Massimo Mantellini, Sergio Maistrello, Luca De Biase, Pierluda Santoro, Angelo Cimarosti – Il dibattito è aperto
Alcuni giorni fa, esattamente il 27 novembre scorso, il professor Tullio De Mauro illustre linguista ed ex ministro della pubblica istruzione nel governo Amato anno 2000, intervenendo a Firenze all’incontro “Leggere e sapere: la scuola degli italiani” ha lanciato un accorato grido d’allarme su uno stato di regressione culturale in corso nel nostro Paese: << Soltanto il 29% degli italiani è in possesso degli strumenti linguistici per padroneggiare l’uso della lingua italiana >>.
I dati illustrati dal professore fanno parte di due diversi studi internazionali realizzati a cavallo fra la fine degli anni ‘90 e l’inizio del nuovo millennio, e successivamente attorno alla metà degli anni 2000, i cui risultati potrete trovare allegati al pezzo in due diversi documenti. De Mauro aveva già spiegato molto dettagliatamente le sue teorie in un articolo scritto di suo pugno per l’Internazionale nel 2008. Il problema era già stato affrontato fra gli altri, anche dalla semiologa Giovanna Cosenza nel 2008 sul suo blog Disambiguando .