14 ricette per il giornalismo e per la cucina

Di   27 febbraio 2012
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Beppe Severgnini via Corriere.it

Con notevole stupore, e altrettanto piacere, noto che molti giovani italiani sognano di diventare giornalisti. I master di giornalismo – oggi la strada maestra verso il mestiere – sono pieni di ragazze e ragazzi determinati e preparati (più di noi trent’anni fa), che si dimostrano lungimiranti. Non guardano infatti al momento difficile dell’industria, ma alle opportunità e ai nuovi strumenti del mestiere, cui internet ha regalato una terza giovinezza (la prima arrivò col giornale a stampa, la seconda con la televisione).

I futuri colleghi, spesso, chiedono suggerimenti. Ho già offerto, in passato, incoscienti decaloghi; oggi ci riprovo, e allungo. Non stupitevi: chi invecchia ama dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi esempi (de la Rochefoucauld, ripreso da De Andrè). Alcuni di noi, bisogna dire, riescono ad abbinare le cose: forniscono, insieme, consigli inutili ed esempi discutibili.

Impegnatevi a fondo. Non perdetevi in chiacchiere e non mostrate indecisione. Se un giorno volete diventare giornalisti dovete esserne certi.
Imparate l’inglese! Non lo ripeterò mai abbastanza. Nell’industria in cui state per entrare buona parte della forza-lavoro parla inglese.
Non rubate. Anzi, non fate nulla che vi farebbe fare brutta figura alla macchina della verità.
Siate sempre puntuali.
Non accampate scuse, non incolpate gli altri.
Non datevi mai per malati. A meno che non vi amputino un arto, abbiate un’emorragia arteriosa, ferite al petto invalidanti o muoia un parente prossimo.
Pigrizia, sciatteria e lentezza sono cattive qualità. Intraprendenza, ingegnosità e iperattività sono buone qualità.
Siate preparati ad assistere a ingiustizie e follie umane di ogni sorta. Senza che vi mandino in tilt o vi avvelenino l’umore. Dovrete semplicemente sopportare le contraddizioni e le iniquità di questa vita.
Aspettatevi sempre il peggio. Da tutti. Ciononostante, non permettete che questa prospettiva negativa influenzi il vostro rendimento. Buttatevi tutte alle spalle. Ridete di ciò che vedete e sospettate.
Cercate di non mentire.
Evitate i giornali e i programmi che portano il nome del proprietario scritto sopra la testata. Quelli che mandano cattivo odore. E quelli dal nome buffo o patetico; stonerà sul vostro curriculum.
Pensate al curriculum! Che effetto farà su chi sta vagliando una pila di email il fatto che non abbiate mai lavorato nello stesso posto per più di sei mesi?
Leggete! Leggete giornali, libri sul giornalismo e riviste. Sono utili per tenersi aggiornati sulle tendenze dell’industria e per rubare idee.
Prendete le cose con umorismo. Ne avrete bisogno.

P.S. Questi consigli vengono da “Kitchen Confidential” di Anthony Bourdain (Feltrinelli). Ho semplicemente sostituito “chef” con giornalista, “cucina” con giornalismo, “ristoranti” con giornali e “lingua spagnola” con lingua inglese. Le ricette del successo professionale sono le stesse dovunque, ragazzi.