#openinpgi Emergenza INPGI: bilancio 2017 con 100 milioni di disavanzo

Di   21 aprile 2018
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Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha approvato, con 13 voti favorevoli e 2 contrari, il bilancio 2017 che chiude con un disavanzo di gestione di 100,613 milioni di euro.

Il totale dei contributi accertati nel 2017 ammonta complessivamente a 412,028 milioni di euro (-1,83% rispetto al 2016), di cui 340,18 per IVS corrente (-2,33% rispetto al consuntivo precedente). La massa retributiva imponibile di competenza denunciata dalle aziende e’, invece, passata da 1.028,4 milioni del 2016 a 1.001,0 milioni, con una diminuzione di 27,4 milioni pari al 2,67%.

La contrazione dei ricavi deriva dalla diminuzione dei rapporti di lavoro in essere che passano dai 16.045 del 2016 a 15.156 dell’anno in corso (-5,54%) cui e’ seguita la riduzione della massa retributiva imponibile – con conseguente ricorso agli ammortizzatori sociali (contratti di solidarieta’, CIGS, esodi incentivati, prepensionamenti). I lavoratori attivi sono pari nel 2017 a 15.011 registrando rispetto al 2016 una diminuzione di 865 unita’ (-5,45%).

Per quanto riguarda, invece, i ricavi riferiti agli accertamenti dei contributi degli anni precedenti, questi ammontano a 9 milioni di euro (-24,78% rispetto all’anno predecente), di cui 2,8 derivanti da attivita’ ispettiva e 6,2 milioni di euro da quanto recuperato in via amministrativa dal Servizio Entrate Contributive. L’azione di recupero dell’Ente, peraltro, e’ sempre più orientata a sondare ambiti e settori di informazione anche diversi da quello dell’editoria intesa in senso tradizionale, per conseguire l’obiettivo di far emergere fenomeni sconosciuti all’Istituto e, soprattutto, di monitorare come evolve e si manifesta la professione.

Il dato delle uscite previdenziali evidenzia che la spesa per i trattamenti pensionistici per IVS ammonta nel 2017 a 511 milioni di euro, con un incremento – rispetto al 2016 – del 5,19%, pari a circa 25,2 milioni di euro.

La ripartizione dei trattamenti pensionistici alla data di chiusura di bilancio ha riguardato 7.114 trattamenti di pensioni dirette (6.757 nel 2016) e 2.284 trattamenti erogati ai superstiti (2.253 nel 2016) per un totale di 9.398 trattamenti (9.010 nel 2016).

Il rapporto tra gli iscritti attivi ed i pensionati nel 2017 continua a scendere, passando dal 1,76 del 2016 all’ 1,60 del 2017, mentre il rapporto tra uscite per pensioni Ivs ed entrate per contributi Ivs correnti passa dal 139,48 del 2016 al 150,21 del 2017.

Anche per l’esercizio in esame, il perdurare della crisi editoriale in atto ha determinato il ricorso agli strumenti di ammortizzazione sociale, con un costo complessivo che – nonostante il risparmio derivante dalla diminuzione di tutti i trattamenti – e’ stato comunque pari a 24,2 milioni di euro nel 2017 (rispetto ai 36,9 dell’esercizio precedente).

Questa, nel dettaglio, la spesa sostenuta dall’Ente per gli ammortizzatori sociali:
– per la disoccupazione – pari a 12,1 milioni di euro – una diminuzione del 12,28%;
– per la solidarieta’ – pari a 8,5 milioni di euro – una diminuzione del 51,42%;
– per la cassa integrazione – pari a 3,5 milioni – una diminuzione del 36,76%;
– per la mobilita’ – pari a 0,1 milioni – una diminuzione del 12,5%.

La gestione previdenziale e assistenziale nel suo complesso continua a registrare, quindi, anche nel 2017 un risultato negativo pari a 134 milioni di euro, rispetto a 114,3 milioni del 2016.

Per quanto riguarda la gestione patrimoniale nel suo complesso, l’avanzo del 2017 e’ pari a 64,7 milioni di euro, in riduzione di 106,9 milioni (pari al -62,30%) rispetto all’esercizio precedente, per effetto delle flessioni del risultato economico della gestione immobiliare, a seguito della riduzione dei canoni di locazione conseguente agli apporti degli immobili al Fondo Inpgi – Giovanni Amendola, e per il conseguimento di minori utili da negoziazioni del portafoglio titoli.

Analizzando nel dettaglio i risultati della gestione del patrimonio 2017 dell’Ente troviamo: 2,2 milioni di utili derivanti da canoni di locazione (in flessione del 53,73% per le considerazioni sopra esposte); 1,5 milioni di interessi su mutui (che, giova ricordare, non vengono erogati dal 2015) e 1,7 milioni di interessi sui prestiti; 40,3 milioni da utili del portafoglio mobiliare e derivanti da operazioni di realizzo e da differenze attive sui cambi di valuta.