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Vittorio Pasteris

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Category: Cibo

La Fiera Agricola con l’USB

* 4 febbraio, 2010 * Ambiente, Cibo, Economia * 0 commenti

Oggi apre a Verona la famosa e internazionale Fiera Agricola. Il manifesto con il germoglio e l’USB testimonia che l’agricoltura italiana è ancora un territorio di grande e forte innovazione.
fieragricola

Agricult: il chilometro zero della comunicazione e del cibo

* 1 febbraio, 2010 * Cibo, Economia, Internet * 1 commenti

Oggi parte Agricult

Mozzarelle annacquate

* 20 gennaio, 2010 * Cibo, Diritti, Pensieri * 0 commenti

Il presidente del consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop è stato sorpreso durante i controlli ad annacquare il latte. Con questa motivazione il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia ha annunciato, oggi, la decisione di aver commissariato il Consorzio della bufala Dop che vede insieme 128 produttori.
Ma non può farlo, fanno capire in una nota dal consorzio, perché siamo un ente privato non pubblicò. E il presidente annacquatore, Luigi Chianese, titolare di un noto caseificio, annuncia anche di aver presentato una denuncia alla procura della Repubblica perché i campioni prelevati” nella sua azienda sono di prima istanza e in quanto tali non validi a livello legale, almeno finché non si confermano i risultati con ulteriori analisi.

FoodCamp 4: ad Amsterdam il 3 marzo

* 18 gennaio, 2010 * Cibo * 2 commenti

Via Antonio Tombolini

Il mio bravo e coraggioso amico Francesco Travaglini, non pago del suo Parco dei Buoi, sta mettendo in piedi un sito di ecommerce agroalimentare Italia-Olanda, Agrycult.com. Perché proprio Olanda? Perché ha degli amici là che gli danno una mano, e così si comincia.

Tanto per fare le cose come si deve, sta organizzando proprio coi suoi amici olandesi FoodCamp4: si terrà presso l’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam il 3 marzo prossimo.

UPDATE: Il Foodcamp4 è stato rinviato e spostato ad Utrecht il in una data da definire dal 4 al 6 giugno 2009

Mucche, virtuali, da appartamento

* 24 ottobre, 2009 * Cibo * 0 commenti

Vera Schiavazzi su Repubblica.it


C’è chi li chiama per nome e appende le foto sul frigorifero e c’è chi li guarda brucare l’erbetta pensando al latte prodotto, e ai formaggi sani e convenienti che arriveranno sulla loro tavola. Più di 10mila italiani (un dato empirico fornito dalle associazioni di allevatori e coltivatori che sostengono l’esperimento) posseggono una mucca, una capra, un asino, un maiale e perfino una o più galline senza avere neppure un metro di terreno né un pollaio o una stalle nel cortile. È l’adozione a distanza degli animali da fattoria, che in alcuni casi sta aiutando interi settori – come l’allevamento allo stato semi-libero di pecore e capre – a sopravvivere a forme più redditizie e razionali. Per tutti rappresenta un modo di tornare alla natura, la sensazione, magari illusoria, di aiutare da lontano un altro essere vivente che in cambio fornisce latte, uova e perfino lana ancora da cardare.

Mario Patteri è un agricoltore di Marreri, vicino a Nuoro. A lui si deve l’idea della gallina in affido, che mette insieme la nostalgia per le aie di una volta con l’esigenza di risparmiare: “La crisi ci sta facendo chiudere, neppure le produzioni biologiche bastano più a guadagnare quel tanto che basta per andare avanti. Io ho già 50 galline e le allevo come si deve. Ho pensato che potevo tenere a pensione anche quelle degli altri: chi vuole ne compra una o più, pagando 5,5 euro, e per otto mesi riceve da me sei uova alla settimana. Lui risparmia, io guadagno qualcosa e le uova sono molto più buone di quelle dei negozi”. Tra i consumatori sardi l’idea ha avuto successo e in questo weekend nell’azienda di Patteri troveranno un posto i primi polli in affido.

A Torino è tempo di Wine Show

* 23 ottobre, 2009 * Ambiente, Cibo, Torino * 1 commenti

wine-show-logoA Torino dal 24 al 26 ottobre il Wine Show o se amate le tradizioni il Salone del Vino.

E se avete del tempo fate un giro piacevole anche ad Alpi365 – Montagna dal 23 al 25 ottobre

Mac Bün vs McDonald’s

* 16 ottobre, 2009 * Cibo, Torino * 2 commenti

Via Lastampa.it

Non ditelo a Bossi che succede un casino. McDonald’s, il colosso mondiale della polpetta, ha dichiarato guerra a un piccolo, ma in gamba, allevatore di Rivoli che ha aperto un’«agrihamburgheria» chiamandola «Mac Bün» che in vernacolo – anche se la grafia è discutibile – vuol dire: «Solo buono». Una bella e simpatica idea in un momento di grande riscoperta del dialetto sponsorizzata, va da sè, soprattutto dal Carroccio. Il problema è che quel «Mac» ricorda, e suona troppo simile, al «Mc» che precede Donald’s.

Quando Graziano Scaglia, trentanovenne allevatore di Bruere, amena frazione di Rivoli, insieme con il socio Francesco Bianco, pure lui di 39 anni, venditore di imballaggi ma gourmand nel cuore, hanno depositato in Camera di Commercio il marchio della nuova intrapresa, non sono passati nemmeno 20 giorni e si sono visti recapitare una raccomandata a/r dallo studio legale romano «Sib Legal».

Documento con il quale l’avvocato Giovanni Antonio Grippiotti, in qualità «di rappresentante in Italia nel settore della proprietà intellettuale ed industriale della assai nota società statunitense McDonald’s International Property Company, Ltd.» e l’ultimo chiuda la porta, intimava loro di «ritirare immediatamente» la domanda di marchio «Mac Bün Slow Fast Food». «È innegabile – scriveva il legale rappresentante della nota società etc. etc. – che la famiglia di marchi contenenti il prefisso “Mac/Mc” abbia un’ampia ed assoluta notorietà e rinomanza presso il pubblico come sinonimo di McDonald’s».

La guerra della pinta

* 25 agosto, 2009 * Cibo, Mondo * 1 commenti

Via Repubblica

Londra, addio bicchiere di vetro scoppia la guerra della pinta

Non bisogna essere degli affezionati del tipico pub inglese per fare una smorfia di disgusto all’idea di una birra alla spina messa in un bicchiere di plastica. Eppure a questo dovranno abituarsi i fanatici della pinta, perché il ministero dell’Interno britannico ha deciso che il classico “nonick”, il bicchiere largo con il bordo sporgente tipico dei pub inglesi, è pericoloso. Fatto di vetro, diventa troppo spesso un’arma nelle risse, le cifre lo dicono chiaro: ogni anno nel Regno Unito ci sono 87mila incidenti in cui il vetro spezzato causa feriti o vittime, il tutto con un costo troppo alto in ospedali, interventi della polizia e processi, addirittura per un totale di 100milioni di sterline all’anno.

Le autorità stanno cercando di addolcire la pillola ai fan della pinta e ai gestori dei pub, promettendo che nel cambio non ci perderanno, visto che per ideare il nuovo bicchiere è all’opera l’Home Office Design and Technological Council. Si punta insomma a qualcosa di altamente tecnologico, perché, ha detto al “Times” il portavoce del pool di designer, “la sfida non è solo creare un bicchiere da una pinta sicuro, ma far in modo che piaccia all’industria, ai produttori e ai consumatori”.

Rinascimento verde

* 19 agosto, 2009 * Cibo, Italia * 0 commenti

Via Affari Italiani

Creare 5mila nuovi posti di lavoro in 3 anni dando in affitto le terre demaniali a giovani agricoltori. E’ il progetto del ministro dell’Agricoltura, Lucai Zaia, inserito nel decreto anticrisi. Ad Affaritaliani.it l’esponente leghista spiega: “Censiremo i terreni coltivabili, ci sarà un bando e offriremo canoni bassi solo a chi ci presenterà un business plan serio”. Ecco il progetto rivoluzionario che privilegerà la produzione di prodotti tipici e l’agricoltura innovativa.

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Formaggini e delikatessen nei social network

* 12 agosto, 2009 * Cibo, Economia, Internet * 2 commenti

Vittorio Zambardino commenta l’acquisizione di Friendfeed da parte di Facebook. Blogger disperati tenteranno suicidi di massa ?

C’è in giro una grande agitazione e curiosità per l’acquisizione di Friendfeed da parte di Facebook, mentre io la considero una mossa quasi “naturale”. Finalmente qualcosa che chiunque, non solo gli specializzati e gli impallinati di tecnologia, possono capire. Purtroppo sono lontano dai miei attrezzi di scrittura consueti, quindi sarò schematico, ma possiamo schematizzare così:

Delikatessen e supermercati. Facebook è ormai al di là di ogni punto di non ritorno. Ha più di 200 milioni (c’è chi dice 300) di utenti. E’ un “ambiente” che in certi momenti si sovrappone al web, come se sostituisse un mondo di libera navigazione solitaria e fortemente conoscitiva con una “città telematica”, molto caotica e affollata, ma sicuramente più facile da usare (ma sregolata da un autoritarismo privo di diritti). Abusato il paragone della 500 del web, forse una 126 direi, che però mette a disposizione di tutti, senza chieder loro una competenza aggiuntiva,  forme di comunicazione interattiva.

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I realize and I Eat: idee per cambiare e migliorare

* 6 giugno, 2009 * Cibo, Eventi, Pensieri, Torino * 0 commenti

Mercoledì 10 giugno verso le 11.15 il bloggante farà da chairman del secondo panel di Irealize insieme a Maurizio Cilli (Architetto e Urban Designer), Antonio Pascale(Scrittore) e Davide Scabin (Chef ), Nicola FerreroNicola Perullo (Slowfood)

I Eat cerca di ibridare i temi del cibo e della tecnologia e dell’innovazione esplorando argomenti quali OGM, stagionalità del prodotto, impatto ambientale, kilometri zero, filiera corta, sparizioni dei guru gastronomici, ugc di palato e gusto 2.0. Cosa si può fare nel campo alimentare?

Se avete domande o proposte di argomenti commentate e sarete esauditi

Un mondo di Nutella affidabile

* 8 maggio, 2009 * Cibo, Economia, Torino * 0 commenti

Via Lastampa.it

Ferrero è il marchio più affidabile e con la miglior reputazione del mondo. Più di Ikea, Johnson & Johnson e molto di più di Kraft, Walt Disney o Google. Il riconoscimento al gruppo piemontese, famoso in tutto il mondo per la Nutella e i cioccolatini Rocher, arriva dall’inchiesta annuale del Reputation Institute, che ha stilato una classifica sulle società con la migliore reputazione del mondo, dalla quale emerge che, se in tempi di crisi i produttori di beni di lusso pagano dazio, le persone continuano ancora ad amare il cioccolato.

La società italiana è infatti salita dal quarto posto al gradino più alto del podio, relegando dietro di sè colossi come Ikea e Johnson & Johnson. La società ha ottenuto un indice di 85,17 su un totale di 100, oltre un punto sopra ad Ikea. E, sottolinea l’edizione online di Forbes, «una differenza superiore a mezzo punto è considerata notevole». L’indice del Reputation Institute è costruito su criteri quali la fiducia, l’ammirazione, il rispetto e la stima, oltre che su valori ’secondarì, come l’innovazione, la governance e la qualità della performance. Ferrero ha costruito il primato sulla forza dei propri prodotti, più che sull’innovazione, dove è preceduta da Nintendo, o della leadership di mercato, dove cede il passo all’Ikea.