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	<title>Vittorio Pasteris &#187; Cibo</title>
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		<title>Wanteat: il formaggio  social</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 18:39:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via cose digitali e mobili Al tradizionale Cheese a Bra, la fiera agroalimentare dedicata ai formaggi di tutto il mondo organizzata da SlowFood sarà possibile partecipare ad una sperimentazione di “Wanteat”, l’applicazione per Iphone sviluppata dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino. WantEat è un prototipo di applicazione che consente una interazione ludica con gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2011/09/16/wanteat-il-formaggio-social/' addthis:title='Wanteat: il formaggio  social '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://vittoriopasteris.nova100.ilsole24ore.com/2011/09/wanteat-il-formaggio-diventa-social.html" target="_blank">Via cose digitali e mobili </a></p>
<blockquote><p>Al tradizionale Cheese a Bra, la fiera agroalimentare dedicata ai formaggi di tutto il mondo organizzata da SlowFood sarà possibile partecipare ad una sperimentazione di “<a href="http://www.wanteat.it/" target="_blank">Wanteat</a>”, l’applicazione per Iphone sviluppata dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino.</p>
<p>WantEat è un prototipo di applicazione che consente una interazione ludica con gli oggetti attraverso un modello di interazione ed una interfaccia semplice ed amichevole. Basta inquadrare l’etichetta di un formaggio con il proprio telefono di nuova generazione ed essa viene riconosciuta; l’applicazione permette di “interagire” con il prodotto, ottenendo informazioni sul territorio, sulla cultura e sulle tradizioni dei luoghi dai quali esso proviene.WantEat permette agli utenti di entrare in contatto fra loro, per condividere opinioni ed esperienze, e soprattutto di interagire direttamente con gli operatori del settore come ristoratori, produttori, che decidono di partecipare alla rete sociale.</p></blockquote>

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		<title>Un tocco di zenzero con il vestito nuovo</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 15:14:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Un tocco  di Zenzero Da un paio di mesi stazionava nell’armadio, in attesa di essere indossato :) E da oggi è ufficialmente pronto il nuovo abito collezione autunno/inverno 2011/2012 di Un tocco di zenzero… ça va sans dire che anche questa volta la maga degli effetti speciali è la bravissima Ilaria Falorsi! Alla regia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2011/09/03/un-tocco-di-zenzero-con-il-vestito-nuovo/' addthis:title='Un tocco di zenzero con il vestito nuovo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.untoccodizenzero.it/index.php/zenzero/news/anno-nuovo-abito-nuovo/" target="_blank">Via Un tocco  di Zenzero</a></p>
<blockquote><p><a title="nuovo vestitino per un tocco di zenzero di Un tocco di zenzero, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/untoccodizenzero/6103121875/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6077/6103121875_cc132c7b1a.jpg" alt="nuovo vestitino per un tocco di zenzero" width="339" height="212" /></a></p>
<p>Da un paio di mesi stazionava <del datetime="2011-09-01T16:52:37+00:00"></del> nell’armadio, in attesa di essere indossato :)</p>
<p>E da oggi è ufficialmente pronto il nuovo abito collezione autunno/inverno 2011/2012 di Un tocco di zenzero… ça va sans dire che anche questa volta la maga degli effetti speciali è la bravissima Ilaria Falorsi!<br />
Alla regia tecnica il team dei blulab boys. Cosa ne pensate? Vi piace? ;-)</p>
<p>Oltre al vestitino sono previsti altri interessanti progetti che Vi coinvolgeranno per il prossimo autunno, con premi molto appetitosi… Non mi resta che dirvi ‘stay tuned’ !</p></blockquote>

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		<title>Obituary: Francesco Arrigoni</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 17:40:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Muore un sobrio giornalista enogastronomico molto diverso dai molti buffoni facitori di marchette del settore È scomparso improvvisamente, all&#8217;età di 52 anni, Francesco Arrigoni, giornalista e scrittore, grande esperto di vini e ristoranti, che dal 2005 collaborava con il Corriere della Sera. Arrigoni, bergamasco, lascia la moglie e due figli. Domenica si era sentito male [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2011/08/03/obituary-francesco-arrigoni/' addthis:title='Obituary: Francesco Arrigoni '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_03/addio-a-francesco-arrigoni_dc7606a0-bdd4-11e0-99fd-c37f66002d24.shtml">Muore un sobrio giornalista enogastronomico</a> molto diverso dai molti buffoni facitori di marchette del settore</p>
<blockquote><p>È scomparso improvvisamente, all&#8217;età di 52 anni, Francesco Arrigoni, giornalista e scrittore, grande esperto di vini e ristoranti, che dal 2005 collaborava con il Corriere della Sera. Arrigoni, bergamasco, lascia la moglie e due figli. Domenica si era sentito male durante una passeggiata a Villa d&#8217;Adda: un aneurisma lo ha colpito mentre camminava; lo hanno trovato troppo tardi. Inutili la disperata corsa e il ricovero in ospedale. La salma sarà esposta giovedì per l&#8217;omaggio nella chiesa di San Bernardino di Villa d&#8217;Adda. Venerdì i funerali nella chiesa parrocchiale del paese bergamasco. Alla famiglia vanno le condoglianze della Direzione e di tutti i colleghi del Corriere.</p>
<p>Appassionato conoscitore del mondo vinicolo, sostenitore dei produttori accorti e onesti, fustigatore &#8211; a volte &#8211; dei difetti del mondo dell&#8217;agricoltura, Arrigoni curava sulle colonne di Corriere.it il seguitissimo blog WebWineFood. La sua vetrina online era il punto d&#8217;approdo di una lunga carriera iniziata nei giornali locali e decollata con la rivista Gambero Rosso negli anni 90, ma soprattutto con la collaborazione stretta con Luigi Veronelli.</p></blockquote>

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		<title>L&#8217;europarlamentare con il cetriolo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 21:23:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Francisco Sosa Wagner difende i cetrioli spagnoli rivendicando &#8220;l&#8217;onor del pepino&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2011/06/07/leuroparlamentare-con-il-cetriolo/' addthis:title='L&#8217;europarlamentare con il cetriolo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Francisco Sosa Wagner difende i cetrioli spagnoli rivendicando &#8220;l&#8217;onor del pepino&#8221;</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CdsLWf9cTW4?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/CdsLWf9cTW4?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>Farmville in mucche e prato</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 12:52:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Italic FarmVille è il gioco online che tramite Facebook permette (già a 62 milioni di utenti!) di gestire una fattoria con tanto di mucche, galline, campi di grano e mulini. Ora, in Inghilterra, sarà possibile partecipare, sempre in rete, alla gestione di una vera fattoria. Il U.K. National Trust ha scelto una tenuta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2011/05/05/farmville-in-mucche-e-prato/' addthis:title='Farmville in mucche e prato '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.italicnews.it/2011/05/05/giocare-a-farmville-ma-nella-vita-reale/">Via Italic</a></p>
<blockquote><p>FarmVille è il gioco online che tramite Facebook permette (già a 62 milioni di utenti!) di gestire una fattoria con tanto di mucche, galline, campi di grano e mulini. Ora, in Inghilterra, sarà possibile partecipare, sempre in rete, alla gestione di una vera fattoria.</p>
<p>Il U.K. National Trust ha scelto una tenuta di circa dieci chilometri quadrati (un migliaio di ettari) da mettere a disposizione per questo esperimento. Si tratta di capire se gli allevatori virtuali vorranno diventare “reali” investendo 48 sterline per iscriversi.</p>
<p> Il responsabile del progetto sottoporrà agli utenti tutte le decisioni per mandare avanti la fattoria: dalla scelta del grano da coltivare, al tipo di investimeti da fare, a come gestire mucche e altri animali. Resta da vedere quanto sopravviveranno.</p>
<p> Spostiamoci in provincia di Vercelli, a Cascina Pozzolo, dove un progetto ancora più interessante ha compiuto il secondo anno di età: si chiama Le verdure del mio orto, e grazie all’idea e la fantasia dei fratelli Ferraris permette ai clienti di costruirsi online il proprio appezzamento coltivato e ricevere direttamente a casa le verdure appena colte.</p></blockquote>

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		<title>M** Bun in Turin</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 11:55:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Succulento e Light Hamburger a tutto andare! Il centro di Torino sarà presto luogo di spietata concorrenza: dopo Eataly, che ha aperto da poco in piazza Solferino La Granda in mezzo al pane, ecco che pochi passi più in là arriva Mac Bun, ops! volevo dire M**Bun, come si fa chiamare adesso causa rogne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2011/04/13/m-bun-in-turin/' addthis:title='M** Bun in Turin '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://succulento.typepad.com/ricette/2011/04/mac-bun-anzi-m-bun-apre-una-nuova-agriamburgheria-in-centro-a-torino.html" target="_blank">Via Succulento e Light</a></p>
<blockquote><p><a href="http://succulento.typepad.com/.a/6a00d83460d8b853ef0147e4093359970b-pi"><img class="alignright" title="Mac_bun_torino" src="http://succulento.typepad.com/.a/6a00d83460d8b853ef0147e4093359970b-800wi" border="0" alt="Mac_bun_torino" width="138" height="175" /></a> Hamburger a tutto andare! Il centro di Torino sarà presto luogo di spietata concorrenza: <a title="La Granda in mezzo al pane" href="http://succulento.typepad.com/ricette/2011/03/la-granda-in-mezzo-al-pane-eataly-apre-una-paninoteca-in-centro.html" target="_self">dopo Eataly</a>, che ha aperto da poco in piazza Solferino <a title="La granda in mezzo al pane" href="http://succulento.typepad.com/ricette/2011/03/la-granda-in-mezzo-al-pane-eataly-apre-una-paninoteca-in-centro.html" target="_self">La Granda in mezzo al pane</a>, ecco che pochi passi più in là arriva Mac Bun, ops! volevo dire M**Bun, come si fa chiamare adesso causa rogne legali con un altro Mac. No, non quello informatico&#8230; :-)</p>
<p>Insomma, sbarca a Torino, in corso Siccardi 8/A (angolo via Cernaia), l&#8217;agrihamburgheria che tanto successo ha già avuto in provincia. Il mix proposto: ingredienti del territorio con filiera corta,  materiali riciclabili o completamente biodegradabili, rispetto per le  persone e per l’ambiente.  L&#8217;inaugurazione &#8211; al grido di &#8220;Suma arivà! &#8211; è prevista per martedì</p></blockquote>

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		<title>Dove c&#8217;era la vite ora c&#8217;è l&#8217;eolico</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 19:18:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Agricult]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2010/12/15/dove-cera-la-vite-ora-ce-leolico/' addthis:title='Dove c&#8217;era la vite ora c&#8217;è l&#8217;eolico '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.agrycult.com/2010/12/i-nostri-pomodori-quelli-cinesi-leolico-w-litalia-2/">Via Agricult</a></p>
<blockquote><p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gn-vIYcTxdo?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/gn-vIYcTxdo?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p></blockquote>

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		<title>La casa di Barilla a Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 11:13:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Casa Barilla sarà nel prossimo weekend a Torino, in  Piazza d’Armi con prestigiosa gara di cucina Casa Barilla, in cui occorrerà realizzare al meglio le ricette proposte dagli chef Academia Barilla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2010/10/14/la-casa-di-barilla-a-torino/' addthis:title='La casa di Barilla a Torino '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://it.barilla.com/casabarilla/">Casa Barilla</a> sarà n<a href="http://it.barilla.com/casabarilla/indexcitta_torino.jsp">el prossimo weekend a Torino</a>, in  Piazza d’Armi con prestigiosa gara di cucina Casa                                      Barilla, in cui occorrerà realizzare al meglio le ricette proposte dagli chef Academia Barilla.</p>
<p><img class="alignnone" title="casa barilla" src="http://it.barilla.com/export/sites/it.barilla/images/casabarilla/evento/imagescentereventoit.jpg" alt="" width="500" height="226" /></p>

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		<title>Il Salone del Gusto  discrimina i giornalisti online</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 21:32:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal blog di Anso L’informazione online non è un’informazione di serie B. È sconcertante quello che si legge sul sito internet del Salone del Gusto 2010 di Torino (http://www.salonedelgusto.it/pagine/ita/ufficio_stampa/richiesta_accredito.lasso): alle testate online, a differenza delle altre testate, è concesso un solo accredito. A priori. È opportuno ricordare che gli accrediti stampa non sono un privilegio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2010/09/30/il-salone-del-gusto-discrimina-i-giornalisti-online/' addthis:title='Il Salone del Gusto  discrimina i giornalisti online '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://blog.anso.it/2010/09/22/salone-internazionale-del-gusto-ancora-deve-iniziare-ma-lascia-gia-lamaro-in-bocca/">Dal blog di Anso</a></p>
<blockquote><p>L’informazione online non è un’informazione di serie B. È sconcertante quello che si legge sul sito internet del Salone del Gusto 2010 di Torino (<a href="http://www.salonedelgusto.it/pagine/ita/ufficio_stampa/richiesta_accredito.lasso">http://www.salonedelgusto.it/pagine/ita/ufficio_stampa/richiesta_accredito.lasso</a>): alle testate online, a differenza delle altre testate, è concesso un solo accredito. A priori.<br />
È  opportuno ricordare che gli accrediti stampa non sono un privilegio   della categoria, ma uno strumento indispensabile perché i giornalisti   possano svolgere il lavoro di informare i propri lettori nella maniera   migliore.</p>
<p>La  scelta di SlowFood è grave perché evidenzia un preconcetto nei   confronti della stampa online, considerata ad un livello più basso   rispetto a quella cartacea, radiofonica o televisiva. Eppure non è così.   Gli italiani che scelgono di informarsi online sono sempre più   numerosi, attratti dall’immediatezza e dalla velocità delle notizie,   dalla flessibilità e dalla pluralità degli strumenti a disposizione,   dalla gratuità dell’offerta e, ne siamo certi, anche dalla qualità che   caratterizza tante testate online.</p></blockquote>

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		<title>A Barolo il Wine Museum</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 13:42:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il WIMU Wine Museum del castello di Barolo si inaugura domenica 12 settembre 2010 alle 18. Nel cortile del Castello l’allestimento della fiaba musicale Pierino e il Lupo di Sergej Prokof’ev in una rilettura jazz elettronica affidata alla voce di Franco Branciaroli e alla performance dal vivo di alcuni fra i maggiori musicisti della scena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2010/09/12/a-barolo-il-wine-museum/' addthis:title='A Barolo il Wine Museum '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignright" title="Wine Museum" src="http://www.wimubarolo.it/images/template/logo.jpg" alt="" width="145" height="188" />Il <a href="http://www.wimubarolo.it">WIMU Wine Museum del castello di Barolo</a> si inaugura domenica 12 settembre 2010 alle 18. Nel cortile del Castello l’allestimento della fiaba musicale Pierino e il Lupo di Sergej Prokof’ev in una rilettura jazz elettronica affidata alla voce di Franco Branciaroli e alla performance dal vivo di alcuni fra i maggiori musicisti della scena italiana diretti da Enrico Blatti: Mario Arcari, oboe; Stefano Cabrera, violoncello; Davide “Boosta” Dileo, piano e electronics; Roberto Izzo, violino; Salvatore Majore, contrabbasso; Gabriele Mirabassi, clarinetto; Alessio Pisani, fagotto; Francesca Rapetti, flauto; Raffaele Rebaudengo, viola.</p>

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		<title>Il biologico: una scelta di vita</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 14:52:04 +0000</pubDate>
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		<title>Contadini di città: un modesto manifesto</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 05:52:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Agricult Sono nato in città, ma sono cresciuto affettivamente e umanamente per la maggior parte in campagna. Della campagna amo l’operosità, la frugalità, l’ essenzialità, la sincerità, il vivere di cose vere, l’imprenditorialità fatta di concretezza e non di immagine. La campagna, il “contadinismo” non sono solo uno stile di vita, sono un modo [...]]]></description>
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<blockquote><p><a href="http://www.pasteris.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/agricult.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-20902" title="agricult" src="http://www.pasteris.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/agricult-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sono nato in città, ma sono cresciuto affettivamente e umanamente per la maggior parte in campagna. Della campagna amo l’operosità, la frugalità, l’ essenzialità, la  sincerità, il vivere di cose vere, l’imprenditorialità fatta di  concretezza e non di immagine. La campagna, il “contadinismo” non sono solo uno stile di vita, sono  un modo di pensare e di esser filosoficamente che mi ha dato il coraggio  e l’anticonformismo che mi ha permesso di vivere una vita da uomo  libero e ragionevolmente appagato.</p>
<p>Il pensare in fondo da contadino anche se inurbato e digitalmente  tecnologizzato mi ha dato la capacità di rispettare sempre e comunque  gli altri, di cercare di vivere le cose in modo conservativo. La   campagna mi fa pensare ai tempi ragionevolmente lunghi del coltivare e  dell’allevare, diversi dal consumo ossesivo e compulsivo della città  dalla rivoluzione industriale ad oggi.</p>
<p>La radice contadina ha poi con il tempo portato dei mutamenti  comportamentali importanti per un cittadino importato. Da un lato una  ricerca, antesignana rispetto ai successivi ecologismi di massa, di un  rispetto amoroso dell’ambiente nei modi di essere e di muoversi. Una non  comune passione per lo spostamento cittadino con il classico mezzo  ciclistico e una lenta, ma decisiva, passione per gli animali e le cose  vegetali.</p>
<p><span id="more-20901"></span></p>
<p>E’ nata così un amore, condiviso dalla moglie per le piante in casa e  sui terrazzi casalinghi. Piante e fiori che oramai sfiorano la  dimensione della selva fornendo ossigeno, piacevolezza, ma anche un  discreto impegno. Poi è nata una “attività” nel giardino nella casa campagnola e in  consulenza non retribuita ad amici e parenti. Poi ancora l’impegno  dell’orto e l’apprendimento lento e inesoraile dei trucchi per  coltivarlo.</p>
<p>Casualmente poi interessandosi delle cose del cibo mi sono imbattuto  in stroaridnaire comunità in rete di appassionati coltivatori del monso  con cui ci siamo raccontati e continueremo  a farlo. Piano piano il mio destino verde si è sempre più manifestato, e  oramai potrebbe diventare anche un possibile futuro professionale.</p>
<p>Per tutte queste ragioni con gli straordinari amici di Agrycult.com  abbiamo deciso di aprire questo spazio dedicato alle avventure di un  contadino di città. Uno spazio che verrà probabilmente aggiornato in  maniera discontinua, ma che piano piano speriamo crescerà nella  partcipazione dei visitatori.</p></blockquote>

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		<title>La fenomenologia del raviolo cinese</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 04:51:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Vittorio Bertola Il problema principe viene insieme al piatto principe: il raviolo. Qui tutti mangiano ravioli: è il cibo più normale e frequente. E sono buonissimi: la pasta è sottile, appiccicosa (spesso bisogna tirare per staccarla dal piatto o dalla carta che mettono sotto), elastica e resistente, ma consistente quando la mordi; il ripieno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2010/07/30/la-fenomelogia-del-raviolo-cinese/' addthis:title='La fenomenologia del raviolo cinese '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://bertola.eu/nearatree/?p=1908">Via Vittorio Bertola</a></p>
<blockquote><p>Il problema principe viene insieme al  piatto principe: il raviolo. Qui tutti mangiano ravioli: è il cibo più  normale e frequente. E sono buonissimi: la pasta è sottile, appiccicosa  (spesso bisogna tirare per staccarla dal piatto o dalla carta che  mettono sotto), elastica e resistente, ma consistente quando la mordi;  il ripieno varia dalla semplice palletta di carne (ma decisamente più  grossa che nei nostri ravioli) a misture varie, ad esempio granchio e  maiale, oppure verdure, oppure tutto quello che volete, accompagnato dal  suo brodo. In più, dopo essere stati cotti al vapore nelle  caratteristiche scatole tonde di legno, spesso vengono “fritti” ovvero  passati alla piastra su un fondo di grasso non meglio precisato,  ottenendo su un lato una crosta più dura e croccante.</p>
<p>Nel centro commerciale qui vicino, all’interno del <em>“palazzo del cibo”</em> &#8211; quattro piani in cui ai livelli più bassi vendono il cibo, ai livelli  intermedi te lo danno da mangiare al volo e ai livelli più alti ci sono  dei ristoranti – c’è un bugigattolo che dà ravioli fritti preparandoli  al momento. La catena del lavoro è la seguente: c’è una gigantesca palla  di ripieno, grande come un bambino, in mezzo a un tavolo, attorno al  quale ci sono una dozzina di inservienti gomito a gomito che ne prendono  una manciata alla volta e lo mettono nel tondino di pasta, quindi con  gesti frenetici chiudono il raviolo e lo mettono in una grossa teglia  rotonda. La teglia viene cotta e passata sulla piastra, fino ad arrivare  al capo cameriere che fa le porzioni e le mette nelle vaschette,  servendo il primo della fila. Il tutto si svolge a una velocità da  capogiro che nel nostro immaginario assomiglia molto all’idea dei  bambini pakistani che cuciono palloni, ma che qui è considerata normale e  anzi segno onorevole di un meritevole duro lavoro da parte dei  dipendenti del posto.</p>
<p><span id="more-20581"></span></p>
<p>Si fa presto, però, a pensare di mangiare  un raviolo; la realtà purtroppo è diversa. Il primo livello è riuscire a  prenderlo con le bacchette; generalmente ciò è reso semplice dalla  flessibilità e appiccicosità della pasta, ma le cose diventano difficili  se per caso comincia a colare del sugo, in quanto si verificherà il  fenomeno già citato dell’unzione della pasta e della bacchetta, che  trasformerà il raviolo in una saponetta.</p>
<p>Potreste poi essere tentati di prendere  il raviolo e darci un morso per mangiarne metà alla volta: anche questo è  un errore mortale. Infatti, non solo la pasta non è così facile da  tagliare e spesso vi troverete la pasta attaccata ai denti che viene via  per intero e il ripieno che cade di sotto, ma l’apertura inconsulta del  raviolo provocherà la fuoriuscita di un lago di brodo a temperatura  ustionante; il brodo si trova spesso ad alta pressione e dunque partirà  uno schizzo che colpirà la vostra maglietta, la maglietta del vicino, il  vostro naso, la borsa del tizio di fronte o altri oggetti vicini a  piacimento.</p>
<p>La seconda strategia che viene naturale,  imparando dai propri errori, è dunque quella di mangiare il raviolo  tutto intero. Siete già sulla buona strada, ma occhio: dopo averlo preso  con le bacchette e inserito in bocca, evitate di darci un bel morso,  perché a quel punto lo schizzo di brodo a ventottomila gradi vi colpirà  il palato e la lingua e ve li porterà via; avrete poco da piangere e da  strapparvi i capelli, il vostro senso del gusto sarà volato via per  sempre o perlomeno per un paio di giorni. Inoltre, se il raviolo è un  po’ grosso, vi occuperà tutta la bocca e la gola, e dopo dieci secondi  vi troverete nella spiacevole situazione di non poterlo masticare perché  la temperatura è ancora ustionante, non poterlo rigirare perché non c’è  lo spazio per farlo, e di non riuscire più a respirare perché la gola è  bloccata dal raviolo: rischierete il soffocamento.</p>
<p>Alla fine abbiamo elaborato una terza  strategia: sollevare il raviolo con le bacchette, e darci un piccolo  morso in un angolo, prendendo soltanto la pasta, per aprirvi un buco.  Quindi soffiare dentro per raffreddarlo, e nel contempo succhiare il  brodo dal buco un po’ alla volta fino a depotenziare l’arma letale del  raviolo. A quel punto è possibile morderlo con più tranquillità e  masticarlo un po’ alla volta. Così, più o meno, funziona: sempre che  qualcosa non vada storto, e ad esempio il brodo non cominci a colare  generando l’effetto saponetta, oppure il raviolo vi cada dalle bacchette  a buco aperto e si rovesci cominciando a sputare fuori brodo su tutta  la vaschetta.</p>
<p>Però, nonostante questo, ne vale davvero la pena: perché qui i ravioli sono davvero buonissimi.</p></blockquote>

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		<title>Troppo cibo nella spazzatura in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 09:47:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Repubblica «Il cibo si butta perché se non si coglie la differenza tra obiettivo e scopo: l&#8217; obiettivo può essere una cena con gli amici, ma il cibo resta un dono, serve a nutrire. Dall&#8217; agricoltura fino al frigorifero si possono fare delle scelte per ridurre gli sprechi». Marco Lucchini, direttore della fondazione Banco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2010/07/13/troppo-cibo-nella-spazzatura-in-italia/' addthis:title='Troppo cibo nella spazzatura in Italia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/12/succo-di-frutta-invece-del-macero-cosi.html">Via Repubblica</a></p>
<blockquote><p>«Il cibo si butta perché se non si coglie la   differenza tra obiettivo e  scopo: l&#8217; obiettivo può essere   una cena con gli amici, ma il cibo  resta un dono, serve a   nutrire. Dall&#8217; agricoltura fino al frigorifero  si possono fare   delle scelte per ridurre gli sprechi». Marco Lucchini,    direttore della fondazione Banco Alimentare, che da oltre 20 anni    recupera gli scarti perché siano ridistribuiti, ricorda   che «gli  avanzi non esauriscono il ciclo vitale del   cibo». Cosa può fare il  singolo per evitare gli   sprechi? «Trasformare le materie primeè un  segno di   innovazione, anche con mezzo pomodoro o del pane secco può    inventare nuove ricette. Una strada ben nota alla tradizione   italiana  che oggi va proseguita e arricchita. I prodotti   ortofrutticoli possono  essere tagliati, cotti, surgelati, per   evitare che finiscano nel  cestino. E come scusa non bisogna   accampare il fattore tempo,  piuttosto diffondere queste buone   pratiche, tornare alle materie prime  per la preparazione dei   piatti invece di comprare quelli già pronti».  Come   agire su vasta scala? «Riutilizzando le eccedenze, evitando    che l&#8217; unica alternativa sia la distruzione del cibo: così   già  aiutiamo un milione e 400mila consumatori in Italia.   Nel 2009 abbiamo  recuperato più di 70mila tonnellate di   alimenti, 14mila dalle  industrie, centinaia di migliaia di pasti   dalle mense, oltre 1500  tonnellate dalla grande distribuzione,   dove è ormai una scelta di  impresa.</p></blockquote>

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		<title>Dal produttore al consumatore a Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 12:24:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I consumatori chiedono prodotti di qualità, genuini, freschi e al giusto prezzo. I produttori aderenti a Confagricoltura sono pronti a rispondere a queste richieste: l’obiettivo è sviluppare e consolidare un rapporto commerciale continuativo di reciproca soddisfazione. Confagricoltura Torino, con il sostegno economico della Camera di Commercio  di Torino, ha realizzato il progetto Dal produttore al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2010/07/05/dal-produttore-al-consumatore-a-torino/' addthis:title='Dal produttore al consumatore a Torino '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignright" title="dal produttore al consumatore" src="http://www.dalproduttorealconsumatore.eu/media/k2/items/cache/64cf547a8aac0c429c1de171c29426f0_S.jpg" alt="" width="200" height="134" />I consumatori chiedono  prodotti di qualità, genuini, freschi e al giusto prezzo. I produttori  aderenti a Confagricoltura sono pronti a rispondere a queste richieste:  l’obiettivo è sviluppare e consolidare un rapporto commerciale  continuativo di reciproca soddisfazione. Confagricoltura Torino,  con il sostegno economico della Camera di Commercio  di Torino, ha realizzato il progetto <a href="http://www.dalproduttorealconsumatore.eu/">Dal produttore al  consumatore</a>.</p>

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