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	<title>Vittorio Pasteris &#187; Diritti</title>
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		<title>Sta per arrivare Uribu la nuova piattaforma di denuncia online</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:07:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fra un paio di giorni esce Uribu, Per ora su twitter e Facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/02/07/sta-per-arrivare-uribu-la-nuova-piattaforma-di-denuncia-online/' addthis:title='Sta per arrivare Uribu la nuova piattaforma di denuncia online '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Fra un paio di giorni esce <a href="http://www.uribu.com/">Uribu</a>, Per ora <a href="https://twitter.com/#!/uribuofficial">su twitter</a> e <a href="http://www.facebook.com/uribuofficial?sk=wall" target="_blank">Facebook</a></p>
<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/uribu.jpg"><img class="wp-image-28327 alignnone" title="uribu" src="http://www.pasteris.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/uribu.jpg" alt="" width="501" height="255" /></a></p>

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		<title>Il movimento dei giornalisti liberi da una scarpata in testa al sindacato dei dipendenti (o pensionati)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 08:11:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Stefano Tesi Al termine di un percorso lungo e variegato di equivoci, buona volontà, malizia, miopia, buona fede, petizioni di principio, ingenuità, sommi scopi e latitanze più o meno strategiche anche in Stampa Romana, la circoscrizione laziale dell’Fnsi, è saltato il tappo della consulta freelance, equivalente regionale della famigerata Commissione lavoro autonomo della Federazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/02/07/il-movimento-dei-giornalisti-liberi-da-una-scarpata-in-testa-al-sindacato-dei-dipendenti-o-pensionati/' addthis:title='Il movimento dei giornalisti liberi da una scarpata in testa al sindacato dei dipendenti (o pensionati) '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://blog.stefanotesi.it/?p=1386" target="_blank">Via Stefano Tesi</a></p>
<blockquote><p>Al termine di un percorso lungo e variegato di equivoci, buona volontà, malizia, miopia, buona fede, petizioni di principio, ingenuità, sommi scopi e latitanze più o meno strategiche anche in Stampa Romana, la circoscrizione laziale dell’Fnsi, è saltato il tappo della consulta freelance, equivalente regionale della famigerata Commissione lavoro autonomo della Federazione.<br />
A dar fuoco alle polveri, le dimissioni della vicepresidente della Consulta medesima, nonchè membro della Commissione, Maria Giovanna Faiella.<br />
Motivazioni? Le solite: l’organismo “non funziona”, “nonostante la buona volontà di alcuni colleghi illuminati come Paolo Butturini (il segretario della Romana, ndr) il sindacato è ancora oggi il sindacato dei dipendenti oppure dei signorsì che occupano poltrone e dei signori delle tessere” e tratta ancora i colleghi autonomi, freelance e precari “non come dei professionisti alla pari, ma come degli sfigati che non sono riusciti ad avere un contratto”.<br />
Tutto vero, ma non è una grande scoperta: è così da sempre.<span id="more-28320"></span><br />
Seguono velenose polemiche e accesi contraddittori, che non sto qui a riportare perchè facilmente recuperabili sulla pagina Facebook di SR.<br />
E’ ovvio che, non facendo parte del sindacato (nè romano, nè nazionale), non sono nemmeno conoscenza dei dettagli di ciò che accade in quelle segrete stanze.<br />
Ma quello che si vede da fuori basta ed avanza a rendere un’idea chiara dello stato delle cose. Un’idea che è il motivo fondamentale della mia ormai annosa presa di distanza dall’Fnsi. E che sta apparendo sempre di più, in tutta la sua evidenza, a un numero ogni giorno maggiore di colleghi, tanto autonomi quanto contrattualizzati.<br />
Pesco a caso uno dei commenti: “Ma mi chiedo – scrive una giornalista – come può il sindacato farsi davvero portavoce di questa enormità di colleghi freelance, cococo, precari che ormai sono la maggioranza nel ns lavoro, quando poi non ci sono gli strumenti per farlo sul serio? Ovvero come fa un sindacato ad avere la forza di fare sentire la loro voce se i loro diritti non sono rivendicabili attraverso il CNLG? E come si fa a fare sindacato per loro quando non possono essere eletti o eleggibili nemmeno nei CDR? L’altra mattina ho sentito parlare di CUMULO DELLE PENSIONI fino a 20mila euro: per carità è giusto che tutti possano continuare a lavorare in questo difficile momento, più si guadagna più stiamo meglio tutti, ma mentre sentivo discuterne mi chiedevo quanti cococo e freelance che si sbattono ogni giorno riescono ad arrivare a quella cifra a fine anno. Ho sentito parlare anche di ex fissa da alcuni: è giusto, giustissimo riceverla. Ma ormai nemmeno più i ‘marziani‘ ne hanno memoria… Un altro collega ha detto che ‘dovremmo fare lobby noi giornalisti’ in un momento così difficile… E’ vero, ma ci rendiamo conto che ci stiamo spaccando in due fronti: freelance, cococo, precari da una parte e contrattualizzati dall’altra? Pur facendo lo stesso lavoro? Lavoro che all’editore costa un’infinità di meno se assegnato a un freelance/cococo… E allora come facciamo a mantenere la forza contrattuale del ns lavoro se c’è un esercito di gente fuori le redazioni che lavora senza contratto? Le elezioni nei Cdr, nel sindacato, negli istituti sono le prime a dividere: pubblicisti/professionisti, inpg1/inpgi2… Siamo o non siamo tutti uguali?“.<br />
Ineccepibile.</p></blockquote>

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		<title>Rendere giustizia a coloro che ogni giorno sono umiliati nella loro dignità da oscuri personaggi che sanno di essere impuniti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:14:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Antonio Di Luca: chapeau, mi ricorda qualcuno &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/02/03/rendere-giustizia-a-coloro-che-ogni-giorno-sono-umiliati-nella-loro-dignita-da-oscuri-personaggi-che-sanno-di-essere-impuniti/' addthis:title='Rendere giustizia a coloro che ogni giorno sono umiliati nella loro dignità da oscuri personaggi che sanno di essere impuniti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Antonio Di Luca: chapeau, mi ricorda qualcuno &#8230;</p>
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		<title>La semplificazione amministrativa di Google</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:47:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Google ha deciso di fare un po&#8217; di ordine fra policy e disclaimer di una sessantina di servizi Stiamo eliminando oltre 60 diverse norme sulla privacy in tutti i servizi Google per sostituirle con una normativa unica, più breve e di più facile comprensione. Le nuove norme riguardano più prodotti e funzioni, poiché è nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/30/la-semplificazione-amministrativa-di-google/' addthis:title='La semplificazione amministrativa di Google '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.google.com/policies/" target="_blank">Google ha deciso di fare un po&#8217; di ordine</a> fra policy e disclaimer di una sessantina di servizi</p>
<blockquote><p>Stiamo eliminando oltre 60 diverse norme sulla privacy in tutti i servizi Google per sostituirle con una normativa unica, più breve e di più facile comprensione. Le nuove norme riguardano più prodotti e funzioni, poiché è nostro desiderio creare un’esperienza d’uso che sia meravigliosamente semplice e intuitiva per tutti i serivizi Google.</p>
<p>Questi contenuti sono importanti, quindi ti invitiamo a leggere le <a href="http://www.google.com/policies/privacy/preview/">Norme sulla privacy</a> e i <a href="http://www.google.com/policies/terms/">Termini di servizio</a> aggiornati. Le modifiche diventeranno effettive a partire dal 1° marzo 2012.</p></blockquote>

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		<title>Per arrivare a una riforma seria degli ordini professionali compreso quello dei giornalisti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:30:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Lavoce.info Il decreto sulle liberalizzazioni contiene interventi significativi che potrebbero modernizzare i servizi professionali in maniera incisiva. Il difetto è che non modificano la struttura istituzionale del settore. Le categorie interessate potrebbero così utilizzare il principio di autoregolamentazione per neutralizzarne gli effetti. Una riforma efficace dovrebbe impedire che l&#8217;esame di abilitazione sia gestito dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/30/per-arrivare-a-una-riforma-seria-degli-ordini-professionali-compreso-quello-dei-giornalisti/' addthis:title='Per arrivare a una riforma seria degli ordini professionali compreso quello dei giornalisti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002810-351.html" target="_blank">Via Lavoce.info</a></p>
<blockquote><p>Il decreto sulle liberalizzazioni contiene interventi significativi che potrebbero modernizzare i servizi professionali in maniera incisiva. Il difetto è che non modificano la struttura istituzionale del settore. Le categorie interessate potrebbero così utilizzare il principio di autoregolamentazione per neutralizzarne gli effetti. Una riforma efficace dovrebbe impedire che l&#8217;esame di abilitazione sia gestito dagli stessi professionisti che saranno i diretti concorrenti dei candidati promossi. E allargare la composizione degli organi dirigenziali degli ordini. Il decreto sulle liberalizzazioni varato sabato dal governo contiene, per la parte che riguarda i servizi professionali, interventi molto significativi che hanno certamente il potenziale di modernizzare il settore in maniera incisiva. Sono interventi che nessun governo era mai riuscito a introdurre in modo così esteso.<br />
Non si può però non rilevare che non si tratta di interventi strutturali, destinati cioè a modificare la struttura istituzionale del settore. Di conseguenza, esiste il rischio non troppo remoto che le categorie interessate possano reagire a queste riforme utilizzando le molte leve offerte loro dal principio di autoregolamentazione riuscendo a neutralizzarne gli effetti.<br />
<span id="more-28244"></span><br />
Il sistema ordinistico attuale si fonda sul principio generale che ogni categoria professionale si occupa di regolamentare sia l&#8217;accesso alla professione, attraverso la gestione dell&#8217;esame di abilitazione, sia il controllo sulla pratica professionale, attraverso l&#8217;attività sanzionatoria.<br />
Sono tanti gli studi scientifici e innumerevoli i resoconti giornalistici che documentano ormai in modo molto evidente il fallimento di tale principio ed è lì che si dovrebbe intervenire radicalmente: dal famoso <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/10/avvocati.shtml" target="_blank">scandalo degli scritti</a> per l&#8217;esame di avvocato a Catanzaro, rivelatisi quasi tutti identici tra loro, al più recente <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-10-31/caso-notai-decidera-alfano-064035.shtml?uuid=AYPr2yfC%20" target="_blank">esame di notariato</a> che ricalcava l&#8217;esercitazione svolta in una scuola di notariato. Fino al fatto, documentato <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001982-351.html" target="_blank">su questo sito</a>, che il superamento dell&#8217;esame dipenda dalle connessioni familiari o dal livello della domanda. E agli elevatissimi <a href="http://www.frdb.org/language/ita/topic/highlights/scheda/ordini-professionali-italia" target="_blank">tassi di familismo</a> in questi mercati.<br />
Si dovrebbe quindi intervenire strutturalmente su due fronti. Da un lato, sarebbe necessario evitare che l&#8217;esame di abilitazione sia gestito dagli stessi professionisti che saranno anche i diretti concorrenti dei candidati promossi. Lo si può fare anche in quelle professioni in cui le competenze per la valutazione dei candidati sono concentrate esclusivamente nella professione stessa prevedendo che i commissari non operino nella medesima area geografica dei candidati. Il meccanismo di accoppiamento casuale delle sedi d&#8217;esame introdotto nel 2004 dall&#8217;allora ministro della Giustizia Castelli per gli avvocati va proprio in questa direzione e ha prodotto risultati notevoli. Dovrebbe essere esteso anche agli esami orali e ad altre categorie.<br />
Il secondo intervento riguarda invece la composizione degli organi dirigenziali degli ordini, che oggi sono esclusivamente in mano ai professionisti stessi, proprio in virtù del principio di autoregolamentazione. Come avviene <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001401-351.html" target="_blank">in altri paesi</a>, sarebbe necessario che la gestione degli ordini e della loro attività sanzionatoria e di controllo fosse condivisa anche con rappresentanti istituzionali, magari provenienti dall&#8217;Autority per la concorrenza, e con quelli dei consumatori, privati e imprese, e dei potenziali nuovi professionisti, gli studenti di più alto grado delle materie collegate.</p></blockquote>

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		<title>L&#8217;Italia al posto numero 61 nella classifica della libertà di stampa</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:48:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlare sempre di Berlusconi non è un alibi per nascondere altri mali profondi del sistema dell&#8217;informazione italiano Via RaiNews 24 Il 2011 è stato un anno grigio per la libertà di stampa e per il lavoro dei giornalisti nei 179 Paesi del mondo, secondo l&#8217;ultimo rapporto di Reporter senza Frontiere, reso noto oggi. Il rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/26/litalia-al-posto-numero-61-nella-classifica-della-liberta-di-stampa/' addthis:title='L&#8217;Italia al posto numero 61 nella classifica della libertà di stampa '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Parlare sempre di Berlusconi non è un alibi per nascondere altri mali profondi del sistema dell&#8217;informazione italiano</p>
<p><a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=161005" target="_blank">Via RaiNews 24</a></p>
<blockquote><p>Il 2011 è stato un anno grigio per la libertà di stampa e per il lavoro dei giornalisti nei 179 Paesi del mondo, secondo l&#8217;ultimo <a href="http://en.rsf.org/press-freedom-index-2011-2012,1043.html" target="_blank">rapporto di Reporter senza Frontiere,</a> reso noto oggi.<br />
Il rapporto segnala che, nell&#8217;ultimo decennio, la situazione è peggiorata soprattutto nelle grandi democrazie, come negli Stati Uniti, che dal 20/o posto della classifica 2010 precipitano al 47/o nel 2011. L&#8217;Italia è 61/a, la Francia è al 38/o posto.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;Italia &#8221;che ha ancora circa una dozzina di giornalisti sotto protezione &#8211; si legge nel rapporto -, con le dimissioni di Silvio Berlusconi si è da poco voltato la pagina del conflitto di interesse. Cio nonostante il basso posizionamento in classifica porta ancora i segni del vecchio governo, soprattutto per il nuovo tentativo di introdurre una legge bavaglio e per l&#8217;intenzione di filtrare arbitrariamente i contenuti della Rete&#8221;.</p></blockquote>

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		<title>Tenere sotto controllo i dati personali: un video dell&#8217;Unione Europea</title>
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		<description><![CDATA[Via Luca Tremolada Every time you go online you share information about yourself. And the more you do online the more important it is that you and your personal data are protected. The EU is proposing changes that will strengthen your protection online. The new EU laws are designed to put you in control of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/26/tenere-sotto-controllo-i-dati-personali-un-video-dellunione-europea/' addthis:title='Tenere sotto controllo i dati personali: un video dell&#8217;Unione Europea '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://lucatremolada.nova100.ilsole24ore.com/2012/01/take-control-of-your-personal-data-lo-spot-di-viviane-reding.html?utm_source=twitterfeed&#038;utm_medium=twitter&#038;utm_campaign=Feed%3A+Nova100+%28Nova100%29" target="_blank">Via Luca Tremolada</a></p>
<p>Every time you go online you share information about yourself. And the more you do online the more important it is that you and your personal data are protected. The EU is proposing changes that will strengthen your protection online. The new EU laws are designed to put you in control of your own information and safeguard your right to personal data protection.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/5ByVaZ0rg8U?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>

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		<title>L&#8217;altra faccia delle crociere, quella degli sfruttati. La vita sotto il ponte, il video</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 23:01:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/20/laltra-faccia-delle-crociere-quella-degli-sfruttati-la-vita-sotto-il-ponte-il-video/' addthis:title='L&#8217;altra faccia delle crociere, quella degli sfruttati. La vita sotto il ponte, il video '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>In serata Servizio Pubblico ha messo in onda degli sprazzi di un docufilm realizzato dalla filmaker brasiliana <a href="http://www.meltingpot-presse.com/melting/equipe/melissa/" target="_blank">Melissa Monteiro</a> dal titolo <a href="http://www.javafilms.fr/spip.php?article530" target="_blank">Life Below Deck</a> (in francese: La face cachée des croisières de luxe. In tedesco: Kreuzfahrt Undercover)</p>
<p>Il docufilm racconta l&#8217;altra faccia della rutilante vita nelle crociere: quella degli sfruttati dell&#8217;equipaggio fatto da lavoratori che arrivano dai paesi poveri del mondo. Dalla scheda del documentario giornalistico</p>
<blockquote><p>You might imagine that life aboard a luxury liner is paradise. While this may be the case for paying guests, the reality for the workers below deck is far less idyllic. Filmmaker Melissa Monteiro worked undercover as a cruise ship waitress and experienced first-hand the hellish conditions endured by the onboard team – including cell-like shared rooms, exploitative pay and punishing shifts. After five months of sailing all over the world, she was forced to terminate her contract in Rio de Janiero due to health reasons. Treated like second-class citizens, constantly monitored for misbehaviour and generally maltreated, the journalist and her hidden camera expose not only the strictly regimented lives of cruise workers but also the tricks and techniques they use to stay sane while stranded at sea.</p></blockquote>
<p>&#8220;Casualmente&#8221; nessuna catena televisiva italiana ha trasmesso il documentario ad oggi. <a href="http://tvnews.over-blog.com/article-sur-canal-la-face-cachee-des-croisieres-de-luxe-64831567.html" target="_blank">Canal+ lo aveva trasmesso in Francia il recente 31 gennaio</a> <span id="more-28144"></span></p>
<p>In rete su Youtube si trova solo la versione tedesca. Speriamo che se ne trovino anche in inglese, francese e se capita italiano. Solo per capire che succede sotto il dorato ponte della nave da crociera.</p>
<p>Prima parte</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/urx6j57CsjU?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p>Seconda parte</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/O4hRCZefaEs?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>

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		<title>Gli indignati italiani con i forconi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 06:39:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Linkiesta La premessa è d’obbligo. Professori, benpensanti, intellettuali, giornalisti, assennati o chiunque siate: se cercate una motivazione alla base della cosiddetta rivolta dei forconi che sta paralizzando la Sicilia, rassegnatevi: non la troverete. Volendosi strettamente attenere all’evolversi degli eventi, la protesta è oggi guidata dagli autotrasportatori siciliani contro l’ennesimo aumento del gasolio nella regione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/19/gli-indignati-italiani-con-i-forconi/' addthis:title='Gli indignati italiani con i forconi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.linkiesta.it/forconi-indignados" target="_blank">Via Linkiesta</a></p>
<div id="content">
<div>
<blockquote>
<div>La premessa è d’obbligo. Professori, benpensanti, intellettuali, giornalisti, assennati o chiunque siate: se cercate una motivazione alla base della cosiddetta rivolta dei forconi che sta paralizzando la Sicilia, rassegnatevi: non la troverete. Volendosi strettamente attenere all’evolversi degli eventi, la protesta è oggi guidata dagli autotrasportatori siciliani contro l’ennesimo aumento del gasolio nella regione dove si raffina il 40% della benzina italiana. Hanno così indetto cinque giorni di stop che stanno paralizzando la Sicilia. In orgini peraltro, come l’evocazione dei “forconi” certifica, le prime proteste sono state organizzate da agricoltori e pastori, denuncianti un generico “disinteresse delle istituzioni”. Alcuni rivendicano addirittura una data fondativa, una protesta contro il Ministro dell’ultimo Governo Berlusconi Saverio Romano nella sua isola.</div>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/wASI6RXFSDw?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<div>
<p>Ma la motivazione e le origini torneranno buona per gli storici. Di fatto, a quella originaria se ne sono aggiunte già tante altre. Ve ne forniamo qualcuna, così, in ordine sparso. Mariano Ferro, leader della rivolta, dichiara sul sito informarexresistere.fr: «Siamo qui perché questa terra potrebbe essere ricca e invece continuiamo tutti a soffrire. Abbiamo chiesto al governo, a tutti i governi, di ascoltarci: nulla. Adesso speriamo che con questa protesta abbiano un pizzico di attenzione nei nostri confronti». E ancora, Onofrio Carruba Toscano, del Movimento dei Forconi, presidente dell’Aiase (Accademia italiana alta scuola equestre), protagonista di una protesta a cavallo, rivela al sito infomessina.it: «È un’esplosione di gioia e di libertà al grido di: Basta! Dalla Sicilia è partita una grande rivoluzione di coscienze e di anime. Non sono iscritto a nessun partito politico. Ho aderito al movimento spontaneamente perché ci ho sempre creduto. Oggi siamo molto stanchi, ma gioiosi. Peccato che la stampa nazionale si stia comportando in maniera indegna».</p>
<p>&#8230;<span id="more-28133"></span></p>
<p>Al momento la situazione in Sicilia è la seguente: la benzina è quasi esaurita, lunghe code alle poche pompe che ancora ne hanno, i tir sono fermi, le provviste alimentari cominciano a scarseggiare, ai dipendenti delle raffinerie viene impedito di raggiungere il posto di lavoro. E sui social network si festeggiano le prime code di camion in Calabria. E sì, perché ormai del prezzo del gasolio quasi non si parla più. Alle responsabilità del governatore Lombardo si sommano quelle del presidente del Consiglio Mario Monti, senza ovviamente trascurare un Parlamento che evita l’arresto a Nicola Cosentino, né il nodo scorsoio che Equitalia sta mettendo al collo di imprese e cittadini. E tanto, tanto ancora.</p>
</div>
</blockquote>
<div>
<blockquote><p>Insomma, c’è tutto e non c’è niente in questa protesta che sembra essere la versione italiana degli indignados. In Spagna occuparono una piazza e vi dormirono per oltre un mese. Da noi, a questo punto, l’obiettivo diventerà provare a paralizzare il Paese. Una piattaforma politica non c’è, questo è sicuro. Il qualuquismo spadroneggia. Si dichiarano apolitici anche se hanno il sostegno di Forza Nuova. Persino la Lega strizza loro l’occhio. Si paragonano ai Vespri siciliani, ma stavolta quelli da scacciare non sono i francesi. Martino Morsello, leader del movimento dei forconi, va sul sicuro: «Questa classe politica deve andare a casa, tutta senza distinzioni». Parlano di effetto domino: «Stavolta faremo davvero la rivoluzione».</p></blockquote>
</div>
</div>
</div>

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		<title>Vedere nero sulla rete</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:27:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Many websites are blacked out today to protest proposed U.S. legislation that threatens internet freedom: the Stop Internet Piracy Act (SOPA) and the Protect IP Act (PIPA). From personal blogs to Wikipedia, sites all over the web — including this one — are asking you to help stop this dangerous legislation from being passed. Please [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/18/vedere-nero-sulla-rete/' addthis:title='Vedere nero sulla rete '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignright" title="wikipedia nero" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6a/WP_SOPA_banner_full.png/200px-WP_SOPA_banner_full.png" alt="" width="105" height="96" /><a href="http://americancensorship.org/" target="_blank">Many websites are blacked out today to protest proposed U.S. legislation that threatens internet freedom: the Stop Internet Piracy Act (SOPA) and the Protect IP Act (PIPA)</a>. From personal blogs to Wikipedia, sites all over the web — including this one — are asking you to help stop this dangerous legislation from being passed. Please watch the video below to learn how this legislation will affect internet freedom, then scroll down to take action.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/31100268?byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/31100268">PROTECT IP / SOPA Breaks The Internet</a> from <a href="http://vimeo.com/fightforthefuture">Fight for the Future</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>

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		<title>Martin Schulz è il nuovo presidente del Parlamento europeo</title>
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		<description><![CDATA[Via Rainews24 Il socialdemocratico tedesco Martin Schulz è, come previsto, il nuovo presidente del Parlamento europeo: è stato eletto questa mattina a maggioranza a Strasburgo, dove è in corso la riunione plenaria dell&#8217;assemblea. Succede al polacco Jerzy Buzek, che ha guidato l&#8217;Europarlamento nella prima metà della legislatura in corso. Ma chi è Martin Schulz ? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/17/martin-schulz-e-il-nuovo-presidente-del-parlamento-europeo/' addthis:title='Martin Schulz è il nuovo presidente del Parlamento europeo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=160738">Via Rainews24</a></p>
<blockquote><p>Il socialdemocratico tedesco Martin Schulz è, come previsto, il nuovo presidente del Parlamento europeo: è stato eletto questa mattina a maggioranza a Strasburgo, dove è in corso la riunione plenaria dell&#8217;assemblea. Succede al polacco Jerzy Buzek, che ha guidato l&#8217;Europarlamento nella prima metà della legislatura in corso.</p></blockquote>
<p>Ma chi è Martin Schulz ? In Italia lo ricordiamo per essere stato oggetto di una delle più vergognose figure di Berlusconi !</p>
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		<title>I giornalisti dovrebbero fare domande, se non le fanno tocca ai comici: la Litizzetto chiede alla Bonino sul caso Cosentino</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:42:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Luciana Litizzetto chiede a Emma Bonino sul voto a favore di Cosentino Delizioso il &#8220;scusami se faccio la tua parte Calabresi &#8230;&#8221; della Litizzetto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/17/i-giornalisti-dovrebbero-fare-domande-se-non-le-fanno-tocca-ai-comici-la-litizzetto-chiede-alla-bonino-sul-caso-cosentino/' addthis:title='I giornalisti dovrebbero fare domande, se non le fanno tocca ai comici: la Litizzetto chiede alla Bonino sul caso Cosentino '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Luciana Litizzetto chiede a Emma Bonino sul voto a favore di Cosentino<br />
Delizioso il &#8220;scusami se faccio la tua parte Calabresi &#8230;&#8221; della Litizzetto<br />
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		<title>Che si sono detti il ministro Severino e i rappresentanti degli ordini (dei giornalisti)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 06:30:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro Paola Severino  ha convocato e ricevuto i venti ordini professionali che sono sotto la sua vigilanza. Un resoconto dell&#8217;incontro di Antonello Antonelli Si è da poco concluso l’incontro dei rappresentanti di tutti gli Ordini professionali interessati dalla riforma dei cosiddetti decreti di Ferragosto e “Salva Italia”, convocati ieri quasi improvvisamente dal ministro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/17/che-si-sono-detti-il-ministro-severino-e-i-rappresentanti-degli-ordini-dei-giornalisti/' addthis:title='Che si sono detti il ministro Severino e i rappresentanti degli ordini (dei giornalisti) '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Il ministro Paola Severino  ha convocato e ricevuto i venti ordini professionali che sono sotto la sua vigilanza. <a href="http://www.antonelloantonelli.com/2012/01/16/riconosciuto-il-ruolo-particolare-dellordine-dei-giornalisti-lincontro-con-il-ministro-severino-e-stato-positivo/" target="_blank">Un resoconto dell&#8217;incontro di Antonello Antonelli</a></p>
<blockquote><p>Si è da poco concluso l’incontro dei rappresentanti di tutti gli Ordini professionali interessati dalla riforma dei cosiddetti decreti di Ferragosto e “Salva Italia”, convocati ieri quasi improvvisamente dal ministro della Giustizia, Paola Severino. Da quanto sinteticamente ci hanno informato i nostri rappresentanti al tavolo nazionale, la riunione ha riconosciuto il ruolo del tutto particolare dell’Ordine dei Giornalisti ed ha confermato che il 90% delle riforme introdotte toccano solo marginalmente la nostra professione.</p>
<p>Tuttavia il restante 10% è foriero di importanti novità.<br />
Si possono riassumere in quattro macrotemi i pilastri della riforma per i giornalisti:<br />
1) Esercizio della professione consentito solo dopo il superamento dell’esame di Stato;<br />
2) Deontologia professionale vigilata dai “consigli di disciplina” ancora tutti da definire (specie nei costi e chi li dovrà sostenere);<br />
3) Assicurazione professionale obbligatoria;<br />
4) Formazione continua obbligatoria.<span id="more-28103"></span></p>
<p>Per quanto riguarda il punto 1) la proposta dell’Ordine dei Giornalisti, anticipata questa mattina sull’intervento di Enzo Iacopino sul Corriere della Sera (vedi in fondo n.d.b), pare chiara; mancano solo i dettagli della normativa transitoria che il Consiglio nazionale dovrà stabilire: chi potrà, in sostanza, avvalersi subito del passaggio dai pubblicisti al registro dei praticanti e a quali condizioni. Quanto all’accesso dopo la riforma (che scatta, il ministro lo ha confermato, il 13 agosto prossimo in qualsiasi caso, anche se il Governo non ha posto mano alla regolamentazione, che comunque verrà fatta in accordo con l’Ordine), la proposta messa in campo punta essenzialmente a tutelare i pubblicisti che sono finora iscritti, che continueranno la loro attività professionale (quindi senza grosse rivoluzioni), mentre da settembre chi vorrà intraprendere la professione, sia da pubblicista, sia da professionista, dovrà affrontare un iter formativo molto intenso che si concluderà con l’esame di Stato. Salvati dunque (ed aumentati) gli introiti degli esami a Roma.</p>
<p>Per quanto riguarda il punto 2) il problema non è “ontologico” (vanno bene pure i consigli di disciplina con magistrati e giornalisti svincolati dalla funzione dei Consigli regionali dell’Ordine), ma è “pecuniario”: si tratta, in sostanza, di uno sdoppiamento degli attuali organismi regionali. Chi paga il nuovo “consiglio di disciplina”? Gli stessi Ordini regionali, cioè i giornalisti stessi con le loro quote (che ovviamente dovranno per forza di cosa aumentare)?</p>
<p>Il punto 3) è ancora più sensibile sul fronte dei costi: se l’assicurazione è obbligatoria per tutti coloro che svolgono la professione, a qualsiasi titolo, in qualsiasi contesto, con qualsiasi retribuzione, quindi diventa una sorta di “Rc Auto” del giornalista, essa non si traduce forse in un nuovo balzello per i colleghi, specie i precari e i meno tutelati, già vessati da compensi da fame? Oppure l’Ordine potrebbe stipulare un’assicurazione nazionale, gravando solo di qualche euro sul costo dell’iscrizione annuale (come facciamo in Azione Cattolica, per esempio, aggiungendo 2 euro ciascuno al costo della tessera annuale)?</p>
<p>Quanto al punto 4), sebbene io sia del tutto entusiasta dell’introduzione del principio, occorre secondo me vigilare su chi farà questa formazione permanente, per evitare che diventi un modo facile di arricchirsi per qualcuno offrendo un prodotto qualitativamente basso. Sarebbe opportuno che il Consiglio nazionale “certificasse” e preparasse direttamente i futuri formatori, così da non svendere una necessità così impellente come quella della formazione continua di una classe giornalistica che non ha proprio voglia di aggiornarsi (e si vede con quali risultati deontologici, in particolare).</p></blockquote>
<p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/16/giornalisti_non_sono_privilegi_difendere_co_8_120116018.shtml" target="_blank">La proposta Iacopino (via Corriere)</a></p>
<blockquote><p>È il momento della responsabilità e del coraggio. Le professioni hanno, senza dubbio, il dovere di dare risposte alle necessità di cambiamento del Paese. Ma è anche il momento della verità. Non per rivendicare sterili diversità o per arroccarsi a difesa di quel che esiste e che lascia insoddisfatti, per primi, proprio noi. Per questo l&#8217; Ordine dei giornalisti offrirà, oggi, al ministro della Giustizia punti fermi di una proposta di riforma, che sarà perfezionata mercoledì dal Consiglio nazionale. La verità impone di affermare che l&#8217; informazione non è merce come altre, anche se qualcuno la tratta così: è un diritto primario dei cittadini, sancito dalla Costituzione ed esplicitamente richiamato assieme a quelli alla salute e alla difesa. I giornalisti non hanno privilegi da conservare. Quanti, per uscire dal vago, sono a conoscenza che alcune migliaia di loro non riescono a mettere insieme più di 5.000 euro l&#8217; anno e che la soglia dei 10.000 euro viene vissuta come una conquista da un gruppo altrettanto numeroso? Quanti sono consapevoli che si può rischiare la vita, minacciati da una delle molte organizzazione criminali, mossi solo dalla voglia di servire i cittadini? E&#8217; accaduto pochi giorni fa, ultimo di un insopportabile elenco, a Giovanni Tizian, a Modena. Vive sotto scorta per una retribuzione oraria pari al 20% di quella di una colf. Non è un errore: il 20%! Il presidente del Consiglio, Mario Monti, lo sa. Così molti ministri. C&#8217; è, nel nostro mestiere, un&#8217; area nella quale sono rinchiusi migliaia di sognatori &#8211; professionisti e pubblicisti &#8211; che vengono trattati come i raccoglitori di pomodori o di olive. Un «caporale» che li arruola, troppi altri che guardano dall&#8217; altra parte mentre vengono sfruttati. Certo, li trattano con dolcezza: li chiamano precari. Una vergogna che si aggiunge alle altre vergogne. Il dolore che tutto questo provoca dà coraggio. Così nascono le linee di una riforma indifferibile. L&#8217; Ordine dei giornalisti, sia pure con consigli di disciplina autonomi, dovrà far rispettare la deontologia e dovrà creare condizioni per una formazione permanente. A tutela dei cittadini dovrà esserci un garante del lettore (il Corriere è stato, credo, il primo a istituirlo) e c&#8217; è, evidente, la necessità che chi si occupa di materia tanto delicata non completi i suoi studi con l&#8217; esame di Stato, esame che dovrà affrontare chiunque vorrà dirsi giornalista, sia che voglia esserlo in maniera esclusiva, da professionista, sia che scelga, da pubblicista, di affiancare altra professione. Noi vogliamo regole che innanzitutto tutelino i diritti dei cittadini. Chiarendo, subito, che tra i giornalisti non c&#8217; è il numero chiuso e che per diventare professionisti è necessario un tirocinio proprio di 18 mesi che può essere fatto anche attraverso master riconosciuti e attività svolta nelle redazioni. La riforma che vogliamo prevede un albo unico, con i due elenchi (professionisti e pubblicisti) che si formeranno con una opzione da esercitare dopo l&#8217; esame di Stato. E prevede anche una scelta di grande valore morale, che non consiste tanto nella doverosa tutela di quanti oggi sono iscritti nell&#8217; elenco dei pubblicisti, ma punta ad offrire alle migliaia tra di loro, che in questi anni hanno subito mortificazioni non solo economiche, la possibilità di accedere all&#8217; esame di Stato. Ci vuole coraggio, per fare scelte come queste in un momento di difficoltà del settore. Noi lo abbiamo avuto. Occorrerà vedere se il governo Monti saprà averlo o non si rifugerà nella strada più comoda del ragionar per mucchi. Enzo Iacopino Presidente del Consiglio nazionale dell&#8217; Ordine dei giornalisti </p></blockquote>

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		<title>Symantec accusata di procurato allarme</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 22:53:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via ZeusNews Symantec, uno dei maggiori produttori globali di antivirus e prodotti per la sicurezza informatica, è stata denunciata. L&#8217;accusa, avanzata negli Stati Uniti, è di spingere gli utenti all&#8217;acquisto dei propri software diffondendo falsi allarmi circa la presenza di minacce nei PC dei clienti. La causa, che potrebbe diventare un class action, è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.pasteris.it/blog/2012/01/13/symantec-accusa-di-procurato-allarme/' addthis:title='Symantec accusata di procurato allarme '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=16670#axzz1jJgmZEX6">Via ZeusNews</a></p>
<div id="bodyArt">
<blockquote><p>Symantec, uno dei maggiori produttori globali di antivirus e prodotti per la sicurezza informatica, è stata denunciata. L&#8217;accusa, avanzata negli Stati Uniti, è di spingere gli utenti all&#8217;acquisto dei propri software diffondendo falsi allarmi circa la presenza di minacce nei PC dei clienti. La causa, che potrebbe diventare un class action, è stata promossa da James Gross, di Washington, presso la Corte distrettuale di San José in California.</p>
<p>Secondo Gross, Symantec avrebbe utilizzato una tattica appositamente concepita per spaventare gli utenti dei prodotti di sicurezza quali come Norton Utilities, PC Tools Registry Mechanic e PC Tools Performance Toolkit. Secondo l&#8217;accusa, i report dei software di Symantec darebbe sempre risultati sbagliati e dannosi, indipendentemente dall&#8217;esistenza di rischi reali.<span id="more-28064"></span></p>
<p>«Il software» &#8211; si legge nella documentazione depositata presso il tribunale &#8211; «dà informazioni falsamente allarmanti ai consumatori, ventilando rischi elevate di errore, lanciando falsi allarmi sui rischi per la sicurezza e la privacy del sistema». Gross continua: «Lo scareware &#8211; cioè il &#8220;software della paura&#8221; &#8211; non effettua alcuna valutazione sul sistema dell&#8217;utente, e nemmeno sui presunti errori scoperti».</p>
<p>A smontare le speranza di Gross pensa però Andy Kellett, senior analyst di Ovum, il quale sostiene che l&#8217;accusa è difficile da provare: «È un&#8217;accusa curiosa, e contiene molte incognite: come si fa a dimostrare che Symantec è nel torto?».</p></blockquote>
</div>

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		<title>La casta salva Cosentino</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:48:29 +0000</pubDate>
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<blockquote><p>Con 309 voti contrari e 298 favorevoli su 607 votanti, la Camera a scrutinio segreto ha respinto la richiesta di autorizzazione all&#8217;arresto nei confronti del deputato del Pdl ed ex sottosegretario all&#8217;Economia Nicola Cosentino. Così il deputato classe 1959, nato a Casal di Principe e secondo il boss pentito Carmine Schiavone punto di riferimento politico dei Casalesi continuerà ad essere il coordinatore Pdl per la Campania, anche se lo stesso Cosentino ha annunciato le sue intenzioni a dimettersi, purchè siano i vertici di partito a deciderlo. Insomma le cose non cambiano o comunque non si vogliono cambiare, tant&#8217;è che ben 22 deputati non hanno neppure partecipato al voto, quattro dei quali erano in missione, mentre i sei radicali si sono opposti all&#8217;arresto pronunciando il loro &#8220;no&#8221;.</p>
<p>Ancora una volta la giustizia, i magistrati napoletani che hanno indagato escono sconfitti da un epilogo per tanti versi scontato. La Casta Politica salva ancora il &#8220;collega&#8221; di turno per il quale non si potrà procedere penalmente, almeno finchè ricoprirà il suo ruolo istituzionale. Eppure le accuse rivolte a Cosentino non sono proprio all&#8217;acqua di rose; partono dal 2008, anno in cui sempre Schiavone parlò di un patto elettorale tra camorra e l&#8217;esponente politico, che una volta eletto avrebbe svolto un ruolo decisivo per la &#8220;famiglia&#8221;.<span id="more-28053"></span><br />
E non finisce qui, perchè Cosentino sempre nello stesso periodo è accusato anche di riciclaggio dei rifiuti tossici nella sua regione. L&#8217;anno successivo, esattamente nel novembre del 2009, i Pm chiedono per la prima volta alla Camera l&#8217;autorizzazione a procedere con la custodia cautelare nei confronti del deputato campano. La richiesta è però respinta al mittente.<br />
Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Il nome di Cosentino, infatti, spunta nuovamente nel 2010 nell&#8217;inchiesta sulla nuova P2, la cricca di faccendieri e politici che lo avrebbero favorito per governare la regione Campania. Ragion per cui il tribunale chiede ancora una volta alla Giunta a procedere l&#8217;arresto dell&#8217;uomo che potrebbe svolgere il ruolo di referente politico per il clan dei casalesi. La richiesta questa volta è accettata, ma la Camera oggi si è espressa contrariamente.</p></blockquote>

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