9 febbraio, 2010
Economia, Media
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Via Marco Formento
Mi piace pensare che esista una terza via che non considera il prodotto/device/piattaforma digitale e la relativa esperienza utente come la raccolta delle sue features. Che riesca ad esprimere insomma il punto di vista del non specialista/nerd/geek, ovvero la prospettva che conta davvero se ci si appassiona non solo ai mercati digitali, ma alle società che tali mercati incontrano. Se così non fosse, l’iPod non sarebbe che un player mp3 peggiorato dal DRM; l’iPhone un HTC con meno megapixel; l’iMac un pc senza floppy.
Su questa via ‘terza’ possiamo allora provare a collocare, e riportare, alcuni ragionamenti:
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9 febbraio, 2010
Eventi, Media
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- Gli ebook reader e i tablet allungheranno la vita dei giornali ? mercoledi 21 aprile mattino
- L’ho letto sul telefonino: il futuro prossimo dell’informazione mobile; mercoledi 21 aprile pomeriggio
- Problemi digitali: la difficile vita di chi fa informazione on-line; giovedi 22 aprile mattino
- L’informazione che ti gira intorno: il radioso domani dell’informazione locale e ultralocale; giovedi 22 aprile pomeriggio
- I giornalismi universitari: il nuovo media al galoppo; venerdi 23 aprile mattino
- Voglio essere come Robin Good: le persone reinventano l’informazione; venerdì 23 aprile pomeriggio
- Masterizzati e poi ? Il problema del lavoro per i nuovi giornalisti; sabato 24 aprile mattino
- Io pago, tu paghi, egli paga: il futuro dei modelli di business delle news: sabato 24 aprile pomeriggio
- Mediacamp: barcamp ; venerdi 25 aprile tutto il giorno
- Lo scienziato in redazione: giornalismo ambientale e scientifico, un fenomeno in crescita: domenica 25 aprile mattino
- La Lunga marcia per il cambiamento, il punto sulla situazione; domenica 25 aprile pomeriggio
6 febbraio, 2010
Economia, Internet, Media
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Via Massimo Cavazzini
a Milano si è tenuto un incontro, organizzato da The Ruling Companies, sul futuro dell’informazione. “I giornali di carta e l’informazione su Internet: confronto e prospettive” il titolo, relatori Marco Tosi di Icon Medialab, Giuseppe Minoia di Eurisko, Claudio Giua Gruppo Espresso, Paolo Panerai di Class Editori, Luca De Biase de Il Sole 24 Ore e Marco Pratellesi di Corriere della Sera. In sintesi questi gli interventi a beneficio di chi non c’era :)
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5 febbraio, 2010
Media
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Una azzeccata fotografia del futuro gornalista.
Qualcuno mandi i lucidi a ordine dei giornalisti e sindacato dei giornalisti.
5 febbraio, 2010
Economia, Media
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Via Vittorio Zambardino
Ora io ritengo molto seria e degna di attenzione questa stringa di eventi. Perché di tutte le cose che si son dette dello iPad, quelle giuste sono nella considerazione che senza contenuti il “super iPhone” è come un treno senza passeggeri. E l’operazione è piuttosto semplice da intravvedere: rendere l’iPad il veicolo di un nuovo modo di distribuire contenuti, ripetendo con l’informazione (e altre aree dell’intrattenimento) il successo dell’iPhone con la musica.
Convergono con la giustezza del ragionamento anche le considerazioni che qualche giorno fa ha fatto Hal Varian, chief economist di Google e da sempre studioso dell’economia del contenuto, a proposito di cosa funziona e cosa no nel modello dei giornali a pagamento. Funzionano, dice l’autore di Information Rules, i dispositivi dedicati, che racchiudono e custodiscono il valore dentro un dispositivo. Non funzionano i “pay wall”, traduciamolo con “pacchetti a pagamento”, ma nell’accezione americana è qualcosa di più ed ha a che fare col “tassametro” cui pensa il NYT. Sono troppo aggirabili e non danno niente in più rispetto al web ormai consolidato.
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5 febbraio, 2010
Economia, Media
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Marco Castoro su Italia Oggi
Con l’avvento del digitale terrestre le tv locali hanno cominciato un’agonia che rischia di decretarne la chiusura delle trasmissioni. Ci sono 5 problemi che le emittenti regionali non riescono a risolvere:
1) il deprezzamento drastico del valore della frequenza a disposizione che si è avuto col dtt;
2) l’offerta televisiva, che seppure sia aumentata nel numero dei canali a disposizione per ogni frequenza, è diventata di bassissima qualità;
3) il crollo della pubblicità e del prezzo degli spot, generato dalla troppa confusione nel far west delle frequenze del digitale terrestre;
4) i limiti tecnologici delle antenne e dei telespettatori, alle prese con un vero e proprio analfabetismo tecnologico;
5) la disperazione degli imprenditori, soprattutto i più piccoli, che potrebbe provocare l’abbattimento di posti di lavoro.
Inoltre, le beghe interne, tra i proprietari delle emittenti fa sì che non si trovi nessun accordo per avere una collocazione numerica più omogenea e che favorisca l’ordine dei canali (e il telespettatore).
4 febbraio, 2010
Economia, Media
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Via LSDI
La diffusione di giornali gratuiti è triplicata fra il 2003 e il 2008, passando da 14 a 42 milioni di copie. Nel 2008 però la tendenza si è fermata e la diffusione è rimasta allo stesso livello del 2007. E nel 2009 invece la diffusione dei quotidiani free ha cominciato a declinare, in maniera rapida. Da 42 milioni del 2008 è scesa a 37 milioni alla fine del 2009 (-12%).
Sono i dati diffusi nell’ ultima Newsletter da Piet Bakker, il maggiore esperto mondiale di free press, che al settore dedica il sito newspaperinnovation.com. Soprattutto in Europa, dove vengono distribuiti il 60% dei quotidiani free, il calo è sostanzioso. La diffusione è scesa del 5% nel 2008 e del 18% nel 2009. Asia e Americhe (soprattutto Usa) hanno mostrato per la prima volta segni di calo (meno 3% in entrambe le regioni).
3 febbraio, 2010
Internet, Media
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Franco Abruzzo riporta una intervista al Carlo Malinconico presidente Fieg
Come si stanno preparando i giornali per sbarcare sull’iPad?
L’arma più efficace che abbiamo è senza dubbio la qualità. Proprio leggendo in questi giorni, su vari quotidiani, il livello degli approfondimenti e delle inchieste sul lancio del nuovo computer di Apple, uno su tutti l’intervento su l’Unità firmato Serge Latouche, mi sono convinto che questa sfida si può vincere.
Si vince anche lasciando le notizie gratuite sul web?
No, in qualche modo, quella qualità, quel livello di ricerca e accuratezza che si richiede ai giornali deve essere remunerato.
Come?
Magari proprio con le modalità dell’Apple Store con cui tanti produttori di musica stanno vincendo la battaglia contro la pirateria, oppure con una tesserina prepagata a scalare che riunisca i servizi di tutti i principali siti internet di notizie.
La pubblicità ancora non basta?
Ancora no, per ora è una prospettiva, interessante, ma ancora non pienamente sviluppata.
Ma un giorno si rinuncerà alla carta?
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2 febbraio, 2010
Eventi, Internet, Media
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Go!WebDesign è il primo Workshop Italiano dedicato al WebDesign 2.0, organizzato dal geniale e multiforme JuliusDesign.
Durante l’evento è possibile approfondire le proprie nozioni e la propria figura professionale nel campo del design.
Il Programma del workshop
La prima edizione di Go!WebDesign fa parte del programma ufficiale del WebDesign International Festival.