Mentre rimbalza la notizia che i 19 paesi industrializzati membri del Club di Parigi, tra cui l’Italia, hanno deciso di annullare la totalità del debito dell’Afghanistan per un totale di 1.026 miliardi di dollari, si è aperto a Roma l’Italian Afghan Media Forum, inaugurato ieri ufficialmente dalla Farnesina.
E’ dedicato interamente a un gruppo di giornalisti afghani, che sono stati invitati dal nostro Ministero “per far conoscere loro in modo approfondito la presenza dell’Italia in Afghanistan [...]. L’iniziativa [...] è volta alla valorizzazione dei contributi nazionali e ad avvicinare le popolazioni afgane alla missione internazionale in Afghanistan”.
La missione si chiama Enduring Freedom e il forum illustra ai giornalisti le meraviglie della democrazia. Strano che la lezione venga dall’Italia dove secondo il rapporto della Freedom House
C’è un giorno ogni anno in cui il bloggante titolare vive una giornata di contrasti. Si tratta dell’annuale partita del Sei Nazioni di rugby fra Francia e Italia. L’amattissima Francia contro la natia Italia. Il rugby champagne contro il rugby tignoso degli italiani.
Quest’anno i francesi in odore di grande slam al Sei Nazioni, stanno giocando un rugby di alta scuola e hanno dominato 46-20 contro gli azzurri.
Imedi Tv, una emittente privata della Georgia es Unione Sovietica, ha interrotto le trasmissioni per annunciare, che i carri armati russi avevano invaso di nuovo il paese. Era uno scherzo che ha ovviamente creato panico fino a quando il conduttore ha ammesso che si trattava di una riedizione moderna della Guerra dei Mondi di Orson Welles.
Per liberare la mente da tante, troppe parole utili e inutili su libertà di rete e diritti degli individui un bell’esempio di collaorazione attraverso la rete. Lisa Lavie cantante e vlogger, ha fatto cantare We are the world insieme da 57 artisti della comunità musicale di Youtube.
l’Asia meridionale ha degli squilibri enormi. Da una parte, dal 1980 ad oggi – quindi facendo una media con gli anni prima della liberalizzazione in India degli anni Novanta, che ha segnato l’inizio del boom economico – ha visto una crescita del PIL del 6% medio annuo.
Dall’altra questo enorme sviluppo e l’innovazione che ne consegue, come dicevo, ha toccato quasi esclusivamente le classi urbane e certi ceti sociali, quindi una piccola percentuale del pianeta India e dell’Asia meridionale.
Gli analisti della World Bank si sono anche accorti che questa parte del mondo è sede di conflitti – i Naxaliti indiani, i maoisti e gli ex maoisti nepalesi, per non parlare della situazione politica in Pakistan e Afghanistan -, e che lo sviluppo a doppia velocità e i conflitti regionali impediscono una vera integrazione della regione nella politica e nell’economia internazionale.
La finanza creativa di Wall Street, e in particolare due grandi banche come Goldman Sachs e JP Morgan Chase, utilizzando ingegneria finanziaria simile a quella dei subprime negli Stati Uniti e cessione di diritti come vendite e non come garanzie su prestiti hanno aiutato la Grecia a mascherare l’entità del suo debito pubblico superiore ai 300 miliardi di euro, mettendo il paese a rischio default.
Lo scrive nell’edizione domenicale con ampio rilievo il New York Times, secondo cui una serie di meccanismi swap messi a punto dalle due banche hanno permesso alla Grecia di ipotecare alcuni settori della propria economia mascherando parte del debito alle autorità comunitarie di Bruxelles, perché le operazioni in questione, perfettamente legali, non appaiono come prestiti bancari ma come vendite con pagamenti differiti. In particolare, la Grecia avrebbe finanziato parte del suo deficit sulla sanità pubblica impegnando i futuri introiti sulle tasse aeroportuali, i pedaggi autostradali e gli incassi legati alle lotterie di stato.
Anche quando la crisi era ormai vicina le banche americane di investimento erano alla ricerca di modi per aiutare la Grecia a procrastinare il giorno della resa dei conti. All’inizio di novembre – tre mesi prima che Atene diventasse l’epicentro del terremoto del debito sovrano nell’Eurozona – un’equipe di banchieri di Goldman Sachs arrivò ad Atene, secondo il New York Times, con una proposta per il nuovo governo che lottava per far fronte ai debiti e al deficit ormai al 12,7% del Pil.
«I soldati rumeni hanno sbagliato rotta: invece di andare ad Haiti, hanno portato gli aiuti a Tahiti». Una notizia incredibile, tanto che un telegiornale colombiano l’ha presa per vera nonostante fosse una bufala.
Tutto è partito dal sito umoristico rumeno”Times” che ha messo in rete il falso scoop, con tanto di commenti al grave errore dell’esercito che aveva scambiato la terra colpita dal sisma il mese scorso con la più popolosa isola della Polinesia francese. Il “fake” era ben architettato, con tanto di data del falso sbarco -il 12 gennaio- e scuse del ministro della Difesa rumeno.
L’emittente sudamericana RT Noticias ha scovato la finta indiscrezione, senza prendersi la briga di verificarne il contenuto: quando la telegiornalista di turno si è trovata a dover leggere la news non ha nascosto l’imbarazzo.
Dopo la gran brutta figura i giornalisti non si sono potuti sottrarre agli sfottò professionali che ha riservato loro Times Romania per essere caduti nel tranello.
Un curioso gioco di ombre sulla foto di un pensoso Berlusconi durante il suo viaggio in Israele fa comparire alle sue spalle una sagoma che assomiglia al Presidente della Camera Gianfranco Fini. I casi della vita.