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Vittorio Pasteris

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Category: Pensieri

Il movimento dei giornalisti liberi da una scarpata in testa al sindacato dei dipendenti (o pensionati)

* 7 febbraio, 2012 * Diritti, Italia, Media, Pensieri * 0 commenti

Via Stefano Tesi

Al termine di un percorso lungo e variegato di equivoci, buona volontà, malizia, miopia, buona fede, petizioni di principio, ingenuità, sommi scopi e latitanze più o meno strategiche anche in Stampa Romana, la circoscrizione laziale dell’Fnsi, è saltato il tappo della consulta freelance, equivalente regionale della famigerata Commissione lavoro autonomo della Federazione.
A dar fuoco alle polveri, le dimissioni della vicepresidente della Consulta medesima, nonchè membro della Commissione, Maria Giovanna Faiella.
Motivazioni? Le solite: l’organismo “non funziona”, “nonostante la buona volontà di alcuni colleghi illuminati come Paolo Butturini (il segretario della Romana, ndr) il sindacato è ancora oggi il sindacato dei dipendenti oppure dei signorsì che occupano poltrone e dei signori delle tessere” e tratta ancora i colleghi autonomi, freelance e precari “non come dei professionisti alla pari, ma come degli sfigati che non sono riusciti ad avere un contratto”.
Tutto vero, ma non è una grande scoperta: è così da sempre.

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Gli imperdibili: le paperelle di London 2012

* 5 febbraio, 2012 * Ironia, Pensieri, Sport * 0 commenti

Dallo shop delle Olimpiadi London 2012

I problemi del cantante – politico Youssou N’Dour

* 4 febbraio, 2012 * Mondo, Multimedia, Pensieri * 0 commenti

Via il Post

Il Senegal è un’eccezione nell’Africa nordoccidentale. Nei suoi oltre cinquant’anni di indipendenza non c’è mai stato un colpo di stato, ed è considerato uno dei paesi dalle istituzioni democratiche più solide, mentre intorno paesi come Liberia, Costa d’Avorio e Sierra Leone hanno tutti conosciuto lunghe e sanguinose guerre civili e periodi di instabilità politica più o meno prolungati. Ma nel 2012 si terranno nel paese le elezioni presidenziali, e dopo oltre dieci anni di governo dell’anziano presidente Abdoulaye Wade, 85 anni, la situazione sembra incerta e preoccupante.

La Costituzione prevede un limite di due mandati per il presidente, ma venerdì 27 gennaio la Corte costituzionale ha deciso che la norma non si applica a Wade, dato che è stata introdotta quando il suo primo mandato era già in corso. La Corte ha escluso Youssou N’Dour dalla competizione elettorale, dicendo che molte firme raccolte per presentare la sua candidatura erano irregolari.

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Rendere giustizia a coloro che ogni giorno sono umiliati nella loro dignità da oscuri personaggi che sanno di essere impuniti

* 3 febbraio, 2012 * Diritti, Pensieri * 0 commenti

Antonio Di Luca: chapeau, mi ricorda qualcuno …

La Panda è simpaticamente: l’incapacità di gestire le PR online di Fiat

* 31 gennaio, 2012 * Internet, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

I geni della brand reputation ora mandano in avanscoperta gli avvocati che così combinano disastri senza confini sulla Rete. Complimenti ai geni della comunicazione ed agli uffici legali. Via QP

Succede che la “piccola, simpatica, anti-crisi” nuova Panda sia stata costretta a rivolgersi a un avvocato per tutelarsi dalle terribili accuse lanciate contro di lei dal giornalista-blogger de l’Espresso Alessandro Gilioli.”Nasce la nuova Panda: ed è già un po’ str….”, titola mercoledì 25 gennaio Gilioli in un post “dedicato” al Lingotto. Apriti cielo, non fosse mai successo. La Panda si è offesa: piccola e simpatica dev’essere anche – oltre che anti-crisi – molto permalosa, tanto da rivolgersi a un avvocato che a nome di Fiat Group Automobiles Spa scriveal giornalista intimandogli la cancellazione dell’allocuzione:

L’inappropriata espressione in questione è – all’evidenza- inutilmente e grossolanamente volgare e offensiva. In difetto di immediata eliminazione della frase, procederò per via giudiziaria alla tutela della Società mia assistita.

La risposta di Gilioli è arrivata subito dopo, tra l’incredulità e l’ironia:

Gentile avvocato, il titolo era solo una battuta un po’ ironica e mi dispiace che la Panda, unanimemente definita ”simpatica” dai giornali che ne hanno parlato, si sia sentita offesa. Non c’era evidentemente alcun riferimento alla qualità del prodotto.

 

 

 

Un appello al Direttore Generale della RAI, per la dignità delle donne in televisione (e non solo)

* 31 gennaio, 2012 * Italia, Media, Multimedia, Pensieri * 0 commenti

L’Associazione Pulitzer lancia un appello per la tutela della dignità delle donne nei media e in Rai in particolare.

Gentile Direttrice generale della RAI Lorenza Lei, Le scriviamo per il Suo ruolo istituzionale di Direttore generale dalla RAI ma, ancora prima e soprattutto, in qualità di Donna.
Il 25 gennaio 2012 al TG1 delle 20.00 è stato trasmesso un servizio giornalistico offensivo e umiliante nei confronti di tutte le donne italiane e dei cittadini che pagano il canone per ricevere un servizio pubblico. Stiamo parlando del servizio realizzato dal giornalista Vincenzo Mollica dal titolo “La donna dell’Ariston” nel quale Gianni Morandi e Rocco Papaleo presentano Ivana Mrazova, la valletta della prossima edizione del Festival di Sanremo. Nel vederlo – è inserito in calce alla presente – si renderà conto che si tratta non solo di un pessimo esempio di informazione televisiva, ma di un vero e proprio schiaffo alla dignità delle donne.

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Per arrivare a una riforma seria degli ordini professionali compreso quello dei giornalisti

* 30 gennaio, 2012 * Diritti, Italia, Media, Pensieri * 1 commenti

Via Lavoce.info

Il decreto sulle liberalizzazioni contiene interventi significativi che potrebbero modernizzare i servizi professionali in maniera incisiva. Il difetto è che non modificano la struttura istituzionale del settore. Le categorie interessate potrebbero così utilizzare il principio di autoregolamentazione per neutralizzarne gli effetti. Una riforma efficace dovrebbe impedire che l’esame di abilitazione sia gestito dagli stessi professionisti che saranno i diretti concorrenti dei candidati promossi. E allargare la composizione degli organi dirigenziali degli ordini. Il decreto sulle liberalizzazioni varato sabato dal governo contiene, per la parte che riguarda i servizi professionali, interventi molto significativi che hanno certamente il potenziale di modernizzare il settore in maniera incisiva. Sono interventi che nessun governo era mai riuscito a introdurre in modo così esteso.
Non si può però non rilevare che non si tratta di interventi strutturali, destinati cioè a modificare la struttura istituzionale del settore. Di conseguenza, esiste il rischio non troppo remoto che le categorie interessate possano reagire a queste riforme utilizzando le molte leve offerte loro dal principio di autoregolamentazione riuscendo a neutralizzarne gli effetti.

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A noi Schettino a voi Auschwitz

* 27 gennaio, 2012 * Media, Pensieri * 0 commenti

Per celebrare il giorno della memoria il Giornale si esibisce in una prima pagina terrificante

In Piemonte si sono persi il sito dell’Ordine dei Giornalisti

* 23 gennaio, 2012 * Media, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Via Testo Libero

Questa mattina capita che per pagare l’annuale quota di iscrizione ci si colleghi con il sito dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte.

Per scoprire che il sito è sparito dalla rete

Evidentemente in Piemonte non sono così votati all’innovazione da aver dimenticato di rinnovare il nome di dominio …

L’imperdibile creatività della comunicazione del PD

* 23 gennaio, 2012 * Pensieri, Piemonte * 0 commenti

diciamogli di smettere

L’altra faccia delle crociere, quella degli sfruttati. La vita sotto il ponte, il video

* 20 gennaio, 2012 * Diritti, Italia, Mondo, Pensieri * 0 commenti

In serata Servizio Pubblico ha messo in onda degli sprazzi di un docufilm realizzato dalla filmaker brasiliana Melissa Monteiro dal titolo Life Below Deck (in francese: La face cachée des croisières de luxe. In tedesco: Kreuzfahrt Undercover)

Il docufilm racconta l’altra faccia della rutilante vita nelle crociere: quella degli sfruttati dell’equipaggio fatto da lavoratori che arrivano dai paesi poveri del mondo. Dalla scheda del documentario giornalistico

You might imagine that life aboard a luxury liner is paradise. While this may be the case for paying guests, the reality for the workers below deck is far less idyllic. Filmmaker Melissa Monteiro worked undercover as a cruise ship waitress and experienced first-hand the hellish conditions endured by the onboard team – including cell-like shared rooms, exploitative pay and punishing shifts. After five months of sailing all over the world, she was forced to terminate her contract in Rio de Janiero due to health reasons. Treated like second-class citizens, constantly monitored for misbehaviour and generally maltreated, the journalist and her hidden camera expose not only the strictly regimented lives of cruise workers but also the tricks and techniques they use to stay sane while stranded at sea.

“Casualmente” nessuna catena televisiva italiana ha trasmesso il documentario ad oggi. Canal+ lo aveva trasmesso in Francia il recente 31 gennaio

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Gli indignati italiani con i forconi

* 19 gennaio, 2012 * Diritti, Italia, Pensieri * 0 commenti

Via Linkiesta

La premessa è d’obbligo. Professori, benpensanti, intellettuali, giornalisti, assennati o chiunque siate: se cercate una motivazione alla base della cosiddetta rivolta dei forconi che sta paralizzando la Sicilia, rassegnatevi: non la troverete. Volendosi strettamente attenere all’evolversi degli eventi, la protesta è oggi guidata dagli autotrasportatori siciliani contro l’ennesimo aumento del gasolio nella regione dove si raffina il 40% della benzina italiana. Hanno così indetto cinque giorni di stop che stanno paralizzando la Sicilia. In orgini peraltro, come l’evocazione dei “forconi” certifica, le prime proteste sono state organizzate da agricoltori e pastori, denuncianti un generico “disinteresse delle istituzioni”. Alcuni rivendicano addirittura una data fondativa, una protesta contro il Ministro dell’ultimo Governo Berlusconi Saverio Romano nella sua isola.

Ma la motivazione e le origini torneranno buona per gli storici. Di fatto, a quella originaria se ne sono aggiunte già tante altre. Ve ne forniamo qualcuna, così, in ordine sparso. Mariano Ferro, leader della rivolta, dichiara sul sito informarexresistere.fr: «Siamo qui perché questa terra potrebbe essere ricca e invece continuiamo tutti a soffrire. Abbiamo chiesto al governo, a tutti i governi, di ascoltarci: nulla. Adesso speriamo che con questa protesta abbiano un pizzico di attenzione nei nostri confronti». E ancora, Onofrio Carruba Toscano, del Movimento dei Forconi, presidente dell’Aiase (Accademia italiana alta scuola equestre), protagonista di una protesta a cavallo, rivela al sito infomessina.it: «È un’esplosione di gioia e di libertà al grido di: Basta! Dalla Sicilia è partita una grande rivoluzione di coscienze e di anime. Non sono iscritto a nessun partito politico. Ho aderito al movimento spontaneamente perché ci ho sempre creduto. Oggi siamo molto stanchi, ma gioiosi. Peccato che la stampa nazionale si stia comportando in maniera indegna».

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