Piccoli sogni realizzati: fare sci di fondo alla Tesoriera a Torino
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Il segretario dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Paolo Girola esprime nel 2012 queste alte espressioni sul tema del giornalismo digitale:
Il complesso dell’informazione locale è insidiato da una gran massa di informazione online: internet, social network. Un’informazione che non da reddito, che diventa sostituiva, che molto spesso devo dirlo è un’informazione fatta da dilettanti di basso profilo anche, di qualità professionale assente
Che pero da l’impressione al pubblico di restare comunque informato anche se non accede ai tradizionali mezzi di informazione. Questa massa di informazione gratuita ovviamente mette in crisi le aziende che invece devono retribuire i loro dipendenti
Per chi credesse che tutto ciò sia impossibile: ecco a voi il filmato (andate al minuto 20)
In alcune aree di Torino il wi-fi libero è già una realtà: con la tessera Torinofacile è possibile usare gratuitamente internet ai Giardini Reali, in piazzale Valdo Fusi, in piazza Carignano, in piazza della Repubblica, alle Porte Palatine e in altri spazi urbani. Ma presto gli “hot spot” per la connessione si moltiplicheranno. Già a novembre la giunta comunale ha approvato il piano E-gov, un documento che dovrebbe garantire maggiori possibilità di accesso alla rete e servizi on-line gratuiti. I nuovi punti wi-fi saranno scelti consultando i cittadini.
Sta per partire un sondaggio in rete: entro il mese di marzo tutti potranno segnalare e votare piazze, strade, giardini, luoghi pubblici. Poi il Comune valuterà le proposte, anche in base alle disponibilità economiche, e stilerà una graduatoria. L’obiettivo è arrivare a una buona copertura della città, con punti di accesso distribuiti capillarmente in tutti i quartieri (non più solo in centro). L’accesso sarà gratuito con un limite giornaliero, mentre non ci sarà alcun limite per l’accesso ai siti istituzionali locali e di interesse turistico.
Anche quest’anno al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia si terrà la terza edizione del Journalism Lab: un contenitore fisico e concettuale di persone, eventi ed incontri legati al mondo del giornalismo digitale, dei nuovi media, delle scuole di giornalismo, del citizen journalism, dei giornali universitari, delle webradio, delle webtv, di internet e del web 2.0. In pratica di tutto quello che si muove di innovativo e in corso d’opera nel giornalismo. In questi anni abbiamo toccato molti temi, incontrato molti amici ed oramai costruito una piccola comunità che auto alimenta con idee e proposte la progettazione del Journalism Lab successivo .Il piccolo tentativo dai fare un laboratorio di idee e di persone sta riuscendo a realizzare il suo obiettivo dato che nel Lab sono nati progetti che stanno funzionando.
Quest’anno sarà LSDI a occuparsi dell’organizzazione degli eventi, con il tradizionale coordinamento di Vittorio Pasteris. L’obiettivo è di realizzare degli incontri, workshop, approfondimenti più agili, con maggiore spazio per il contributo del pubblico, con tentativi di approfondire praticamente i temi per fornire strumenti operativi.
Dato che il Festival si svolgerà a fine aprile, per essere precisi dal 25 al 29 aprile 2012, stiamo iniziando a tirare le somme di proposte ed idee per realizzare il programma 2012. Se avete delle proposte da fornirci potete annotarle nel Wiki dedicato. In ogni caso annotatevi le date del Festival per incontrarci a Perugia.
Oggi glorioso meeting di LSDI a Firenze per progettare molte cose e fare il punto della nostra attività oltre ad incontrare un sacco di amici e festeggiare il nuovo sito ancora in beta.
Come le mode ricorrenti anche la passione per i blog sembra ricrescere. Dopo l’infatuazione per i social network e dintorni pare che in molti stiano apprezzando il ritorno al blog come principale strumento di espressione in rete.
Ben venga… da tempo coltivavamo senza freni il blog, che resta un punto di riferimento e di pensiero nel mare magnum (incasinato) della rete.
Il blog non morirà mai, alla faccia dei social network !
Il nuovo libro di Don Luigi Ciotti. L’introduzione del libro è una summa da portare appresso
Finché c’è vita c’è speranza. Il detto è molto antico ma vero solo per metà. Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla. Non c’è speranza, senza speranza di giustizia. In un mondo d’ingiustizie sempre più intollerabili, la speranza rischia di diventare un bene alla portata di pochi. Vogliamo dire no a questa “falsa” speranza,esclusiva, fondata sulla disperazione degli esclusi. Ma soprattutto vogliamo esortare a costruire la speranza vera, la speranza di tutti. È un compito che richiede molto impegno. Non è sufficiente indignarsi, riempire le piazze, esibire mani pulite, un profilo morale trasparente. L’etica individualeè la base di tutto, la premessa per non perdere la stima di sé. Ma per fermare il mercato delle “false” speranze bisogna trasformare la denuncia dell’ingiustizia in impegno per costruire giustizia. Quarantacinque anni di faccia a faccia con le persone mi hanno insegnato che la strada dell’impegno è scandita da tre parole: corresponsabilità, continuità, condivisione.
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Buon Natale di cuore con un classico di 5 anni fa per ridersi addosso