Category: Scienza
LHC di nuovo fermo a fine 2011
E’ appena ripartita, ma la grande corsa alla scoperta della “particella di Dio” deve affrontare un nuovo stop. Alla fine del 2011, per almeno un anno, il Large Hadron Collider del Cern di Ginevra dovrà sospendere le attività per questioni di sicurezza. Lo ha detto il dottor Teve Myers alla Bbc, spiegando che per una serie di problemi il tunnel dovrà essere revisionato e reso più sicuro. L’LHC ha ripreso i lavori alla fine di febbraio, con l’obiettivo dichiarato di addentrarsi in territori sconosciuti della fisica. L’obiettivo principale è riuscire a catturare la misteriosa e sfuggente “particella di Dio”, ossia il bosone di Higgs grazie al quale la materia esiste.
Popular Science tutto online
Una cosa è certa: non c’è niente di certo. Almeno non per quanto riguarda i giornali e Internet. Proprio mentre il vento sembrava essere cambiato, con le bellicose dichiarazioni di Rupert Murdoch nei confronti di Google e l’annuncio del New York Times di un dolce passaggio verso le news online a pagamento, importanti riviste americane come Popular Science e Spin hanno deciso di seguire la direzione opposta, andando ad arricchire proprio l’immensa e gratuita biblioteca digitale dell’acerrimo nemico, Google Books.
Nel mondo dei giornali scientifici, Popular Science è una voce autorevole e, soprattutto, longeva. Il suo primo numero venne stampato e distribuito nel maggio del 1872, quasi un secolo e mezzo fa, quando la visione umana della scienza era ben diversa da quella attuale. E quando l’industria dei giornali stava per sbocciare in tutto il suo splendore cartaceo. Oggi quello storico numero uno è disponibile integralmente e in libera consultazione, in digitale, assieme all’intero archivio della rivista.
Il progetto nasce in collaborazione con Google, come la stessa Popular Science sottolinea tranquillamente sul suo sito. Le versioni digitalizzate della rivista sono consultabili sia su www.popsci.com/archives che su Google Books, dove giorno dopo giorno si sviluppa e arricchisce uno strano ibrido di edicola e biblioteca.
I ricercatori torinesi in rivolta
Adesso fanno sul serio. Altro che minaccia sbandierata per ottenere condizioni migliori o limitare un precariato fuori controllo. Stavolta non è una provocazione, ma una decisione già presa e messa nero su bianco in una facoltà dell’Università di Torino e che presto potrebbe dilagare in tutte le altre: i ricercatori non vogliono più insegnare. Basta corsi, basta didattica, basta esami. Dal prossimo anno, a Scienze, torneranno a occuparsi solo di quel che prevede la legge: fare ricerca e seguire la didattica complementare, ad esempio le esercitazioni.
«L’abbiamo deciso a malincuore», racconta Alessandro Ferretti, ricercatore al dipartimento di Fisica sperimentale. «Smetteremo di svolgere tutti quei compiti didattici a cui fino a oggi ci siamo dedicati con passione, su basi volontarie, e per il bene degli atenei e dei loro studenti. Da ottobre lavoreremo a tempo pieno al nostro compito istituzionale». Il motivo di questa rivolta è tutto racchiuso nel nuovo disegno di legge sull’Università. «Speriamo che la nostra protesta serva ad attirare l’attenzione sulle condizione disastrose che il ddl Gelmini produrrà dentro gli atenei, soprattutto sul fronte del personale», spiegano.
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La memoria del futuro e gli scienziati piemontesi
La memoria del Futuro è un progetto dell’Assessorato alla Ricerca e all’Università della Regione Piemonte e di Memoro , la Banca della Memoria che rende omaggio alla ricerca scientifica e tecnologica del Piemonte. Una regione che nel passaggio tra Ottocento e Novecento ha prodotto protagonisti di primo piano nel campo della matematica, della fisica, della medicina, dell’antropologia.
Alla scuola di Anatomia Umana di Giuseppe Levi, padre di Natalia Ginzburg, si formano tre premi Nobel: Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco e Salvador Luria. È alla facoltà di Fisica che, in piene leggi razziali, il giovane chimico Primo Levi trova chi gli consente di svolgere le attività sperimentali necessarie al conseguimento della laurea in Chimica.
La memoria del Futuro intende porre l’attenzione su una regione ancora oggi ricca di sapere scientifico, un territorio in cui la connessione tra ricerca e applicazione è significativa per una serie di settori produttivi che vanno dall’auto all’aeronautica, dal design all’editoria, passando per il cinema, la radio, la televisione e la telefonia.
Forza Rita
Rita Levi Montalcini è stata ricoverata per una frattura al femore.
Auguri alla più blasonata scienziata italiana che ha compiuto 100 anni lo scorso aprile
Processo a Galileo a Torino
Lunedì 15 febbraio prossimo, al Teatro Carignano, alle 20,45 ci sarà un evento legato all’anno dell’astronomia appena concluso e non solo: Processo a Galileo, con un cast d’eccezione: Galileo è Marco Travaglio, il Giudice è Giancarlo Caselli, la Pubblica Accusa Ermes Segatti, la Difesa Gianni Vattimo. La regia è di Pietra Selva Nicolicchia, la sceneggiatura è di Laura Salvetti Firpo, responsabile della fondazione Firpo di Torino. Nuova Società l’ha incontrata in vista di questo importante evento.
“Lo spettacolo è già andato in scena a Roma con un enorme successo e vuole essere la ripresa del processo del 1633 a Galileo da parte dell’Inquisizione”, ricorda Laura Salvetti Firpo, “Galileo era già stato messo sotto accusa ed interdetto nel 1616 dal cardinale Bellardino, suo nemico amico, che nel 1633 era già morto. Ma aveva continuato a sostenere il sistema copernicano. Nel 1633 l’Inquisizione lo condannò e dovette abiurare”.
Una testimonianza storica di un momento cruciale per la storia dell’umanità, della scienza e della religione, ma lo spettacolo non è solo questo. “Il processo si attualizza per vari aspetti alla situazione di oggi. Ci sono anche un paio di riferimenti all’oggi e alle sue tematiche, come il testamento biologico, ed è condotto come un dibattimento vero e proprio. Il pubblico è la giuria, ha in mano due palline, con una assolve Galileo, con l’altra lo condanna. A Roma ci sono stati una cinquantina di voti contro Galileo, malgrado i tempi oggi siano ben diversi”.
La giornata del risparmio energetico 2010
Oggi in tutta Italia si festeggia il risparmio energetico

Il problema del “saldo input-output del mercato dei cervelli”
Fernando D’Aniello, segretario nazionale dell’Associazione Italiana Dottorandi e Dottori di ricerca ha confessato di non aver mai pensato di fuggire ma, per crescere professionalmente, ha dovuto viaggiare molto all’estero. Secondo D’Aniello “il pericolo fuga è uno dei rischi del periodo post dottorato, quando il titolo è stato conseguito e occorre trovare spazio per lavorare e crescere”.
Proprio su questo contesto ci si gioca il futuro del sistema universitario italiano. Il numero dei dottori di ricerca prodotti in Italia è ancora molto basso, lontano dagli standard di Germania e Francia per esempio. Nonostante questo, ad oggi produciamo ancora troppi dottori per la capacità ricettiva del sistema educativo italiano. Ogni anno ottengono il dottorato 10 mila ricercatori, di cui solo 2 mila sono poi assorbiti dalla carriera accademica. Il sistema produttivo privato non riesce a valorizzare le persone, e quello pubblico non sta di certo meglio.
Adi ha realizzato in passato un libro e un sito dedicato al fenomeno dei Cervalli in Fuga, ma paradossalmente questo non è il male maggiore. Secondo D’Aniello “parlare di fuga dei cervelli nei tempi della globalizzazione è riduttivo: andare all’estero è un percorso necessario per crescere e, se gli italiani trovano facilmente collocazioni fuori dai confini nazionali, vuol dire che la qualità del nostro sistema formativo è buona. Il problema grave è che il sistema universitario italiano non attrae ricercatori stranieri. All’estero i dottorandi stranieri sono il 30%, in Italia ci attestiamo intorno a un misero 2%. Questi numeri sono in grado di fare la differenza a scapito del Sistema Italia”.
Astronomia in rete
Si chiama Astronomia in Rete il progetto dimostratore dedicato al supporto che le ICT possono offrire alla divulgazione scientifica, sviluppato da CSP con il sostegno di Regione Piemonte e la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica , Osservatorio Astronomico di Torino, e dei gruppi di astrofili che animano le attività di divulgazione degli Osservatori di Alpette e Val Pellice.
13 marzo, 2010

























