Qui la diretta della puntata torinese del Giro d’Italia 4×4 di Giovanni Floris. Dal Circolo della Stampa il faccia a faccia fra Mercedes Bresso e Roberto Cota. La registrazione su www.repubblica.it , www.fnsi.it, www.lastampa.it.
Irremovibile l’ingegner Francesco Chiaro nel pretendere il cinque per cento. Forte del fatto di poter fare “cosa c… o voleva”, come ha detto, senza tanti giri di parole, a Federica Tedino, rappresentante legale dell’omonima ditta che chiedeva spiegazioni sulla decisione di affidare ad un’unica impresa la manutenzione di tutte le autoclavi, comprese quelle fornite dalla sua azienda.
È raccolta in venticinque pagine di ordinanza la trama di quello che il giudice non esita a definire un “disegno criminoso” messo in atto da Francesco Chiaro e Carlalberto Massia “con più azioni esecutive”. E, per capire di che tipo fossero le “azioni esecutive” dei due piccoli tiranni dell’ufficio tecnico delle Molinette, basta scorrere gli interrogatori di Silvano Bonani, amministratore unico della Gruppo Sae srl, e di Cristiano Mangolini, dirigente della parte impiantistica della stessa azienda, dapprima sentiti dalla Finanza come testi e poi indagati.
Il 13 novembre 2009 Silvano Bonani racconta agli investigatori: “Ho avuto richieste di denaro da parte del perito Masia, dipendente delle Molinette, nonché responsabile della manutenzione impianti elettrici, il quale dopo che noi abbiamo vinto per il lotto 3 la gara di appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria presso l’ospedale Molinette nell’anno 2006, mi disse che Chiaro si aspettava il 5 per cento. Per poter lavorare e per poter essere pagati in tempi ragionevoli dovevamo per forza accettare la loro richiesta”. A Masia spetta d’altronde il lavoro sporco. Quando Bonani si lamenta del fatto che, pur avendo vinto l’appalto, la sua impresa non ha ancora avuto incarichi e a sorpresa gli arriva un lavoro per 150 mila euro che nulla a che fare con la sua specializzazione, è Masia a spiegare il mistero: “Gli chiesi perché mai fino a quel momento non lavoravamo – ricorda Bonani – e mi fu detto da lui che si poteva lavorare di più, sempre a fronte di un cinque per cento che sarebbe andato all’ingegner Chiaro”.
Le buste di soldi passavano di mano al bar, in auto, o in posti più curiosi. Spiega ancora Bonani: “Consegnavo il denaro a Masia in contanti dentro delle buste di colore arancione o bianco per un totale di 52 mila euro in varie tranches dal 2007 al novembre 2008. Davo il denaro al bar davanti all’ufficio tecnico, oppure in auto, oppure dentro le cabine elettriche delle Molinette…”. Da quel momento nessuno controllava più il lavoro della ditta che aveva pagato. “Sicuramente da quando pagavo non ho mai subito un controllo, una contestazione o una penalità – sottolinea Bonani – Intendo dire che Mangolini mi riferiva che, in accordo con Masia e Chiaro, se per esempio invece di mettere un tubo da 40 metri ne mettevo una da 30, nessuno controllava. Mentre io richiedevo il pagamento per il tubo da 40 con il placet dell’ufficio tecnico nonostante ne avessi messo uno da 30…”.
Lettera aperta dei tutor del Master di giornalismo di Torino
Le giornaliste e i giornalisti in questi anni impegnati come tutor nel master di giornalismo dell’Universita’ di Torino esprimono la loro preoccupazione sul futuro della scuola al centro di una vicenda che ha visto il Tribunale Amministrativo Regionale contestare le procedure di selezione per l’accesso al biennio 2008-2010 e che tuttora non sta trovando una soluzione positiva.Nel ribadire totale solidarieta’ e fiducia ai colleghi che hanno fatto parte della commissione esaminatrice e alla direzione della scuola ritengono che il Piemonte debba tutelare e promuovere quello che si e’ affermato quale centro formativo d’eccellenza dimostrando, in sei anni di attivita’, di inserire nel mercato del lavoro giovani professionisti preparati.
Torino sarà la prima città italiana a sfruttare la tecnologia Microsoft Tag per fornire informazioni sui propri monumenti ai turisti. Questi saranno dotati di un tag colorato che, inquadrato con la videocamera dello smartphone e interpretato dal software scaricabile , fornirà descrizioni, storia e informazioni utili sul monumento o palazzo inquadrato.
Parte dal Piemonte la ricerca sul litio da utilizzare per la produzione delle batterie elettriche. La Regione infatti, ieri mattina, ha firmato un accordo con la Rockwood Italia Spa in cui si impegna a sostenere per due anni, con stanziamenti definiti «seri» dall´assessore alle attività produttive Andrea Bairati, «la ricerca su un innovativo materiale a base di litio» che sarebbe appunto la base per le batterie per l´auto elettrica. L´accordo prevede però che, tra 18 mesi, se saranno confermati i risultati positivi ottenuti nelle prime sperimentazioni, Rockwood Italia si impegni a far nascere in Piemonte «una nuova importante realtà industriale di livello internazionale, dedicata alla produzione di materiali a base di litio per batterie». Il braccio operativo dell´operazione sarà la finanziaria regionale Finpiemonte Partecipazioni.
Ma resta il fatto che, nonostante i ripetuti impegni di Letta e le manifestazioni a Roma (l’ultima due giorni fa), la situazione degli ex dipendenti di Eutelia non sembra destinata a sbloccarsi a breve. Riassunto delle puntate precedenti: nel’estate 2009 Eutelia, che è una società di telecomunicazioni quotata in Borsa, sposta 2000 dipendenti (un “ramo d’azienda”) in un’altra società del gruppo, Agile, che poi viene subito venduta per una cifra simbolica al gruppo Omega, di cui si sa molto poco ma che sembra specializzato nell’assorbire aziende in crisi. Agile non lo è, almeno non in quel momento. Ma diventa subito chiaro, sostengono i lavoratori, che l’operazione è soprattutto un modo per liberarsi di dipendenti non più graditi e scaricare altrove i costi dei trattamenti di fine rapporto, invece di licenziarli direttamente.
Da settembre i 2000 lavoratori “ceduti” non vengono più pagati, 1200 di loro ricevono soltanto una lettera di licenziamento. Sulla vicenda indagano anche due procure, quella di Milano e quella di Arezzo. Dopo una grande manifestazione a dicembre, Letta si impegna a ottenere il commissariamento e a risolvere la situazione. Non è successo. L’unica novità di questi ultimi mesi è stata l’estromissione di Samuele Landi, l’ex amministratore delegato, dal consiglio di amministrazione di Eutelia.
Lunedì 15 marzo alle ore 12.00 alla Fnsi, C.so Vittorio Emanuele 349 – Roma (Sala Tobagi), avrà luogo la conferenza stampa di Giovanni Floris che presenterà il suo “Giro d’Italia”. Interverranno il Presidente della Fnsi Roberto Natale e il Segretario generale Franco Siddi. Il talk-show itinerante organizzato durante la sospensione della messa in onda dei programmi d’informazione della Rai nel periodo che precede le elezioni regionali.
In polemica con il noto provvedimento assunto dall’Agcom, Giovanni Floris porta a Torino il caravanserraglio di Ballarò. Mercoledì prossimo, 17 marzo, alle ore 11 al Circolo della Stampa di corso Stati Uniti 27, il giornalista Rai condurrà una versione fuori video del suo talk show sulle elezioni regionali in Piemonte con tanto di faccia a faccia tra gli sfidanti Mercedes Bresso e Roberto Cota.
Sotto l’egida della Federazione nazionale della stampa, l’iniziativa è esclusivamente riservata ai giornalisti e agli operatori dell’informazione che, a quanto risulta, hanno garantito la massima copertura. Vi sono ancora riserve, invece, da parte della Rai se concedere o meno il diritto d’immagine a un professionista legato da un contratto in esclusiva con il servizio pubblico.
UPDATE: le altre tappe del Giro d’Italia di Floris
Le quattro tappe saranno “Torino per il confronto Bresso-Cota, L’Aquila per parlare di ricostruzione, Roma per discutere di liberta’ di informazione con Eugenio Scalfari e Pierluigi Battista, Cosenza per discutere del futuro del Mezzogiorno.
Si e’ spenta oggi a Torino, all’eta’ di 98 anni, la giornalista Anna Rosa Gallesio Girola. Era nata nel capoluogo piemontese l’8 gennaio 1912. Dal padre antifascista, che per non aver giurato fedelta’ al Duce aveva perso il lavoro di ferroviere, eredita la forte avversione contro ogni forma di dittatura e viene educata col fondamentale valore della liberta’ di espressione. Per ragioni economiche lavora sin da giovane in uno stabilimento di montaggio cinematografico e, dato il ruolo centrale della religione nella sua vita e, piu’ in generale, nella famiglia Gallesio, decide di iscriversi all’Azione Cattolica diventando propagandista della Gioventu’ femminile fino a dopo la Liberazione.
Tra le prime donne italiane a cimentarsi nel giornalismo e non da semplice ”collaboratrice”, durante l’occupazione tedesca lavora per il giornale cattolico ”L’Italia di Milano”, per poi passare, dopo la liberazione, a ”Il Popolo Nuovo”. In quella sede, nei primi giorni in cui i tedeschi vanno via da Torino, realizza interviste ai comandanti partigiani. Ultimo incarico redazionale, sempre in cronaca, a ”La Stampa”, dove resta per 15 anni.
Sono una persona normale che non ha mai fatto politica fino all’anno scorso, ma che ha un curriculum di risultati di eccellenza assoluta anche al di fuori dei confini italiani. Se non mi conosci, clicca qui per leggere una mia breve biografia.
Mi propongo per fare il dipendente a tempo determinato dei cittadini, in base alle mie capacità, e poi tornare a fare la mia vita esaurito il mandato. Se vuoi, controlla anche il mio certificato penale.
Questo ho costruito negli anni, aiutato da tante persone e guidato dalle istituzioni locali: ricordo l’impegno di molti politici, a partire da Aldo Viglione che volle la nascita del Consorzio, fino a Enzo Ghigo che lo ha fatto crescere alle dimensioni attuali. Avrei voluto completare la riorganizzazione avviata negli ultimi tempi, ma non mi è stato concesso, nonostante i risultati della nostra storia. Così, devo salutare oggi, con affetto e riconoscenza, tutti voi, pazienti lettori. Perché forse, come disse un grande rivoluzionario più di due secoli fa, “non è giunto ancora il tempo in cui gli uomini onesti possano servire la patria impunemente”.