La presentazione del nuovo organigramma digitale della Stampa con slang made in Usa, che ratifica un de facto da anni, sta creando commenti curiosi … Nel frattempo si attende il bilancio aziendale 2011 e di capire se qualcuno ha pensato a due parametri: la qualità e l’imparzialità dell’informazione.
Sarà tutta “amerikana” – con scenografie da sfondo televisivo e open space totale – la versione Elkann-Chrysler di via Lugaro della Stampa, figlia forse un po’ scapestrata dell’edizione Fiat-Agnelli del glorioso quotidiano di famiglia, sopravvissuto per oltre 40 anni in riva al Po, ma più che dimezzato nelle copie. Lo hanno inteso domenica scorsa redattori e Cdr convocati in un salone del Bit, in corso Unità d’Italia, dai vertici del giornale. Scopo del mega raduno illustrare i piani di direzione ed editore alla vigilia del trasferimento, previsto per fine giugno, da via Marenco al palazzo ex Sanpaolo oggi di proprietà di Beni Stabili (il cui azionista di riferimento è la francese Foncière des Régions)
Al Circolo dei Lettori arriva “Qualcosa di bello da leggere”. Il mensile si presenta con un sito tutto nuovo. I giornali di carta non li legge più nessuno? La pubblicità va tutta alla televisione? Eppure anche nel 2012 può esistere un giornale di qualità. Al Circolo dei Lettori vi raccontiamo come. L’appuntamento è per giovedì 9 febbraio, alle 21. L’incontro dibattito con la redazione di ITALIC è aperto al pubblico. Parteciperanno: Luca Ballarini (editore e direttore), Federico Confalonieri (vicedirettore), Luigi Gariglio (Photoeditor), Tommaso Basilio (collaboratore mode e creatività), Gianluigi Ricuperati (scrittore e rubricante). Otre che il bloggante direttore ir-responsabile.
Questa organizzazione risponde all’esigenza di integrare in modo veloce e efficace carta e digitale, per decidere se una notizia deve essere subito pubblicata sul sito web o va riservata solo alla carta, per coordinare il lavoro di giornalisti che sono chiamati a misurarsi non più soltanto con la parola scritta ma anche con le fotografie, gli audio e i video.
Ecco perché a coordinare tutta l’attività digitale della redazione, nella sua nuova veste di «Digital Editor», ci sarà Marco Bardazzi. Il «Web Editor» sarà Dario Corradino, cui farà capo il sito lastampa.it, che ha triplicato i suoi lettori negli ultimi 30 mesi e che proprio da questa settimana comincia ad arricchirsi anche delle edizioni provinciali: Cuneo è la prima, le altre seguiranno nelle prossime settimane.
I geni della brand reputation ora mandano in avanscoperta gli avvocati che così combinano disastri senza confini sulla Rete. Complimenti ai geni della comunicazione ed agli uffici legali. Via QP
Succede che la “piccola, simpatica, anti-crisi” nuova Panda sia stata costretta a rivolgersi a un avvocato per tutelarsi dalle terribili accuse lanciate contro di lei dal giornalista-blogger de l’Espresso Alessandro Gilioli.”Nasce la nuova Panda: ed è già un po’ str….”, titola mercoledì 25 gennaio Gilioli in un post “dedicato” al Lingotto. Apriti cielo, non fosse mai successo. La Panda si è offesa: piccola e simpatica dev’essere anche – oltre che anti-crisi – molto permalosa, tanto da rivolgersi a un avvocato che a nome di Fiat Group Automobiles Spa scriveal giornalista intimandogli la cancellazione dell’allocuzione:
L’inappropriata espressione in questione è – all’evidenza- inutilmente e grossolanamente volgare e offensiva. In difetto di immediata eliminazione della frase, procederò per via giudiziaria alla tutela della Società mia assistita.
La risposta di Gilioli è arrivata subito dopo, tra l’incredulità e l’ironia:
Gentile avvocato, il titolo era solo una battuta un po’ ironica e mi dispiace che la Panda, unanimemente definita ”simpatica” dai giornali che ne hanno parlato, si sia sentita offesa. Non c’era evidentemente alcun riferimento alla qualità del prodotto.
Il complesso dell’informazione locale è insidiato da una gran massa di informazione online: internet, social network. Un’informazione che non da reddito, che diventa sostituiva, che molto spesso devo dirlo è un’informazione fatta da dilettanti di basso profilo anche, di qualità professionale assente
Che pero da l’impressione al pubblico di restare comunque informato anche se non accede ai tradizionali mezzi di informazione. Questa massa di informazione gratuita ovviamente mette in crisi le aziende che invece devono retribuire i loro dipendenti
Per chi credesse che tutto ciò sia impossibile: ecco a voi il filmato (andate al minuto 20)
Officine Arduino è il nome che Massimo Banzi ,co-fondatore del progetto Arduino, e Davide Gomba hanno voluto dare a un’azienda che avrà come mission la promozione e la vendita di Arduino in Italia, la creazione di un centro di ricerca e sviluppo per i prodotti Arduino a Torino, città alla quale il progetto è molto legato, e la realizzazione di vari progetti sul territorio italiano per la divulgazione della prototipazione digitale e dell’hardware open source. All’interno della nuova entità con sede a Torino muoverà i primi passi il rinato Fablab di Torino. La struttura apre le porte in via Egeo 16, negli edifici ex-industriali di Toolbox Coworking,
Csi: ora si cambia. Per forza. Il consorzio informatico pubblico dovrà mutare la propria natura giuridica, per conformarsi alle nuove normative e rendere maggiormente competitiva ed efficace la sua presenza nel mercato dell’Ict. A sollecitare, ancora una volta, la revisione della società di corso Unione Sovietica è il consigliere regionale Massimiliano Motta (Pdl), già primo firmatario lo scorso luglio di un ordine del giorno approvato dall’aula di Palazzo Lascaris in cui si impegna la giunta «alla trasformazione della natura giuridica del consorzio ad una forma giuridica nuova, idonea ai tempi attuali, di proprietà pubblica e nell’ambito del quale i soci pubblici abbiano un peso ed una rappresentanza rispetto al volume d’affari conferito al nuovo soggetto».
A imporre un’accelerazione a questo processo sono le misure adottate dal governo Monti che, in particolare nel decreto “Cresci Italia”, ha imposto nuovi vincoli alle società in house. Infatti, il provvedimento varato lo scorso 20 gennaio ha ridotto drasticamente l’importo del tetto massimo entro cui è consentito l’affidamento diretto del servizio a società interamente pubbliche – da 900 mila euro a 200 mila euro – e stabilisce la durata massima della gestione in cinque anni (a decorrere dal 31 dicembre 2012, data entro la quale dovranno cessare gli affidamenti diretti di valore superiori ai 200 mila euro). Per questo occorre intervenire rapidamente, intervenendo già in fase di discussione del bilancio regionale.