Il progetto totalmente ecosostenibile viene presentato oggi a Torino all’Environment Park ed è unico nel suo genere grazie a tecnologie innovative legate ad un motore elettrico a idrogeno, utilizzato per l’alimentazione delle celle a combustibile, che garantisce un impatto ambientale vicino allo zero.
SkySpark sarà un aereo ompatto e ultra leggero, che avrà un peso massimo di 600 chili con un’autonomia di due ore senza rifornimento rendendolo in grado di percorrere 500 chilometri ad una velocità vicina ai 300 km/h.
SkySpark vuole battere il record mondiale di velocità e durata per un aereo elettrico destinato al trasporto di persone, impiegando esclusivamente idrogeno come combustibile.
Gli Usa ci hanno abituato ultimamente a grandi esempi di democrazia e di partecipazione collettiva nei confronti della politica. In particolare sul web circolano molte applicazioni, siti e progetti che riguardano la politica americana e il suo attuale protagonista Barack Obama.
The Obamater è un progetto realizzato da PolitFact che ha raccolto le 500 promesse del neo presidente durante la campagna elettorale e in grado di monitorare e verificare se queste saranno mantenute.
Ogni promessa può essere etichettata in 6 modi diversi:
No Action – L’inizio di ogni promessa rimane invariata finchè il presidente non presenta una proposta formale o azioni esecutive.
In the Works – Categoria che indica se la promessa è stata proposta o è in corso di esame.
Stalled – Promessa in fase di stallo a causa di limitazioni di denaro o opposizione da parte del Congresso americano.
Promise Broken – Quando il Congresso respinge la promessa.
Compromise – Quando la promessa è approvata ma differente da come era stata posta in campagna elettorale.
Papa Ratzinger doveva sistemare la situazione di quattro vescovi ex Lefebriani, ma poteva accorgersi che uno di questi era Richard Williamson, a capo della Fraternità San Pio X, che in una intervista televisiva dichiarava
Io credo che le camere a gas non siano mai esistite
Il minimo che poteva capitare, a maggior ragione nel Giorno della memoria, era che gli Ebrei e con loro tutto il mondo delle persone civili, siamo molto arrabbiati …
La Rete dei Redattori Precari è una libera associazione di redattori e altri lavoratori dell’industria
editoriale assunti con contratti atipici che si propone di:
- far conoscere il ruolo centrale che redattori precari e affini rivestono all’interno della filiera editoriale;
- denunciare il precariato che dilaga in questo settore e che molto spesso viene sottaciuto in nome di
una visione edulcorata e mistificata di tutto ciò che concerne l’universo dei libri e della produzione culturale;
- avanzare rivendicazioni giuridiche ed economiche in un contesto, quello dell’editoria, in cui il mercato del lavoro è totalmente deregolamentato e spesso caratterizzato da situazioni di vera e propria illegalità;
- promuovere iniziative di collaborazione e scambio di esperienze con altri gruppi di lavoratori atipici organizzati al fine di creare e diffondere una coscienza condivisa sulla piaga del precariato.
In ogni caso oggi è il Giorno della Memoria una ricorrenza istituita dal Parlamento italiano che ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
Negli ultimi decenni a ogni segnale di crisi l’ Uomo di Davos reagiva cooptando i suoi rivali. Più veloce del G-8 o del Fondo monetario internazionale, il World Economic Forum è stato il primo summit ad aprirsi ai no-global. Ha integrato il Social Forum. Ha fatto ponti d’ oro a tutti i leader delle potenze emergente, dall’ Asia all’ America latina. Ha offerto un palcoscenico mondiale ad Al Gore e agli scienziati del cambiamento climatico. Quel modello sembra avere esaurito le ultime energie. Per cooptare gli outsider deve esserci un establishment che ha un capitale di prestigio da elargire. Oggi è l’ idea di establishment ad aver perso ogni consistenza. Il dibattito sul “Codice etico dei banchieri”, che figura in bella evidenza nel programma di questo summit 2009, si presta solo al sarcasmo.
Giornalista 1.0: “Fra un po’ inizia la conferenza stampa di Debenedetti, usciranno un sacco di agenzie prepariamoci. Eccole eccole, c’è anche la scheda delle aziende in cui è presente …”
Giornalista 2.0: si mette le cuffie e cerca la diretta in rete o in tv. Segue la diretta e se la appunta direttamente scrivendo la notizia. Eventualmente si prepara la registrazione della conferenza stampa per renderla disponibile ai lettori.
Il vice-questore in aspettativa Genchi, 49 anni, va su tutte le furie quando si parla di lui come di “un personaggio misterioso”. Anche se cede al narcisismo quando lo si incontra nel sotterraneo di 500 metri quadrati, ipertecnologico, di piazza Principe di Camporeale, a Palermo (è un tormento riuscire a incontrarlo). A Genchi piace mostrarsi seduto al suo scrittoio, tra gli schermi di cinque grandi computer. Non è parco di parole. Il suo è un flusso verbale ininterrotto impastato di allusioni, suggerimenti, accenni, avvertimenti che risultano per lo più oscuri, indecifrabili. Si compiace del mistero che sollecita. Gli piace apparire un uomo che sa troppo cose indicibili, ma dicibilissime, se gli si sta troppo addosso.
Se stimolato, Genchi racconta, ricorda, precisa a gola piena. Spiega di come sia stato lui il primo, nella polizia, “nonostante la forte vocazione umanistica”, a darsi da fare con l’informatica, l’elettronica, la topografia applicata e i primi “teodoliti al laser”, che solo Dio sa che cosa sono. E’ un fatto che Vincenzo Parisi (capo della polizia) nel 1988 gli affida la Direzione della Zona Telecomunicazioni del ministero dell’Interno per la Sicilia occidentale. E’ il suo trampolino di lancio, l’inizio di una parabola che lo porterà ad essere, prima con la divisa addosso poi da libero professionista, il ricercatissimo consulente delle procure, capace di “mappare” l’intera rete di relazioni telefoniche di un indagato. Controlla, per dire, quasi due miliardi di tracce telefoniche nell’indagine di via D’Amelio.
Il processo dal-web-alla-carta registra un nuovo esperimento: da martedì comincerà ad uscire a Chicago e San Francisco The Printed blog, un quotidiano realizzato col meglio degli articoli dei blogger locali.
Mentre i vecchi media si affannano per recuperare il ritardo con il web e cercano di capire come monetizzare sull’ online i contenuti del cartaceo, immaginando addirittura una sorta di iTunes dell’ informazione, un’ altra pubblicazione ha imboccato un approccio completamente diverso: dal web alla stampa.
E’ The Printed Blog, una startup californiana fondata e finanziata da un ex imprenditore nel settore del software, Joshua Karp, che sta per lanciare (martedì 27 gennaio usciranno i primi numeri) un quotidiano gratuito realizzato attraverso l’ aggregazione di post dei blog della sua zona di diffusione.