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Vittorio Pasteris

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Mese: February, 2010

Obama e il Dalai Lama: finally

* 18 February, 2010 * World * 0 comments

I furbetti della trasparenza e la manipolazione dei motori di ricerca

* 18 febbraio, 2010 * Diritti, Internet, Italia * 39 commenti

Raccomandare la trasparenza, ma evitare che qualsiasi informazione che deriva dalla sua attuazione sia indicizzata dai motori di ricerca. Questa è la morale – immorale della storia che state per leggere.

Di trasparenza se ne parla da tempo e il buon Brunetta ne ha fatto un suo cavallo di battaglia chiedendo che siano resi pubblici i dati relativi a  curriculum, stipendi, tassi di assenteismo dei dirigenti pubblici e molte altre cose. Una splendida ventata di civiltà per il nostro paese.

In particolare si cita

La legge n. 69 del 18 giugno 2009 (“Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”) impone, all’art. 21, comma 1, che tutte le pubbliche amministrazioni debbano rendere note, attraverso i propri siti internet, alcune informazioni relative ai dirigenti (curriculum vitae, retribuzione, recapiti istituzionali) e i tassi di assenza e di presenza del personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale.

Ma c’è qualcosa che non quadra. Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una segnalazione da un amico espertissimo di cose di rete che ci consigliava di dare una occhiata  al file robots.txt di molti siti di importanti enti pubblici. Come spiega bene Wikipedia robots.txt è un file creato dai gestori di un sito per imporre ai motori di ricerca, compreso ovviamente Google, delle restrizioni nella indicizzazione delle pagine del proprio sito.  Non è difficile capire la sua sintassi: se per esempio troviamo in robots.txt la direttiva

User-agent: *
Disallow: /pippo/

vuol dire che il gestore del sito comunica a tutti gli spider dei motori di ricerca di non leggere la cartella che si chiama pippo ed i suoi contenuti. Tutto chiaro ? Speriamo di sì, perchè ora dobbiamo vedere degli interessanti casi concreti.

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La grande guerra informatica

* 18 febbraio, 2010 * Computer, Internet * 0 commenti

Via Repubblica

Oltre 75 mila tra computer e server di circa 2.500 aziende, violati in 196 paesi: è il bilancio del più grande e sofisticato attacco hacker mai registrato fino a ggi. Lo rivelano oggi alcuni quotidiani statunitensi. L’operazione di pirateria è stata scoperta – il mese scorso – da una ditta della Virginia, la Netwitness, ed è iniziata alla fine del 2008. Sono state prese di mira email, dati aziendali, carte di credito, le credenziali di accesso dei dipendenti delle aziende della sanità e della tecnologia. Tra i paesi più colpiti da una rete di hacker ci sono gli Usa, il Messico, l’Arabia Saudita, l’Egitto e la Turchia.

L’intrusione è stata scoperta il 26 gennaio scorso da Alex Cox, un ingegnere di NetWitness: l’esperto ha individuato il cosiddetto Kneber bot, un sistema interlacciato di almeno 20 server e computer gestito da un gruppo di hacker localizzati nell’Est Europa, che avevano creato un centro di controllo in Germania. Secondo gli esperti, i pirati sono riusciti a far scaricare a ignari dipendenti di molte aziende dei software da siti da loro stessi controllati, oppure hanno inviato mail infette che hanno aperto loro le porte dei sistemi informatici di migliaia di aziende.

Per l’intrusione è stato utilizzato uno tra gli spyware più insidiosi, denominato ZeuS. Secondo il Wall Street Journal, l’attacco ha colpito anche dieci agenzie governative statunitensi. In almeno un caso, ha scoperto NetWitness, gli hacker sono riusciti ad entrare in possesso dei dati di accesso email di un soldato. Un portavoce del Pentagono sentito dal quotidiano Usa ha detto che i militari non sono usi commentare specifiche minacce o intrusioni. Tra le aziende colpite, i giganti farmaceutici Merck & Co. e Cardinal Health Inc., che hanno confermato l’attacco, e altri colossi come la Paramount Pictures – che ha rifiutato di commentare l’episodio.

Concita, la gelatina di ordinaria corruzione e i superman istituzionali

* 18 febbraio, 2010 * Diritti, Italia * 1 commenti

La rete di Letta

* 18 febbraio, 2010 * Italia * 0 commenti

UPDATE: Berlusconi propone la candidatura Letta per la Presidenza della Repubblica
Via Repubblica

Il sottosegretario Gianni Letta è l’uomo del governo che ha scelto Guido Bertolaso alla Protezione civile. Oggi lo difende. Fino a ieri, rivelano le intercettazioni dei Ros di Firenze, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio decideva con il sottosegretario Bertolaso le strategie per non rendere pubblica un’infrazione dell’Unione europea sui cantieri alla Maddalena. Quelli per il G8. Di più, Letta in piena bagarre Mondiali di nuoto – la procura di Roma apre l’inchiesta sulle piscine private abusive – prende in mano la situazione per gestirla con Angelo Balducci, oggi in carcere per corruzione.

Letta è al centro di una rete di relazioni decisiva per il governo e per l’attività edilizia della Protezione civile macina-appalti. La mattina del 7 marzo 2009 il consigliere del premier chiama Bertolaso e gli racconta, con la consueta cortesia, che Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, lo ha chiamato: “Ha saputo che Dimas apre una procedura di infrazione sulla Maddalena e che la renderà pubblica mercoledì o giovedì. Mi ricordo male o tu eri amico di Dimas?”. Stavros Dimas è il commissario europeo per l’Ambiente, e che ci sia un’istruttoria europea si sa dal giugno 2008. Ora si rischia l’infrazione. Bertolaso spiega a Letta che sono due le questioni: “Una per quello che riguarda gli aspetti ambientali e l’altra per quello che riguarda la procedura di gara… La procedura di gara l’hanno poi chiusa in senso positivo nostro”. Letta chiede: “Gli vuoi fare una telefonata tu o debbo attivare l’Ambiente che evidentemente non ha saputo difenderti a dovere”. Bertolaso: “L’ambiente non ci difende mai… E poi in ambasciata purtroppo c’è ancora la gente che c’ha messo Pecoraro e che la Prestigiacomo ancora non è riuscita a togliere…”. Chiude Letta: “Mi dici se devo fare qualcosa…”.

Una nuova notte di scontri in Valsusa

* 18 febbraio, 2010 * Piemonte * 0 commenti

Toro dimesso

* 18 febbraio, 2010 * Personale * 0 commenti

Via La Nazione

Il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, indagato nell’inchiesta avviata a Firenze sugli appalti, si è dimesso dalla magistratura. Lo ha fatto inviando una lettera al procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara che domani la inoltrerà al ministro Guardasigilli e al ministero di Grazia e Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura.

Dando le dimissioni irrevocabili dopo 40 anni di servizio, Achille Toro evita di essere sottoposto al procedimento disciplinare che stava per essere avviato come richiesto dalla Procura generale della Cassazione, alla quale spetta appunto la via dei procedimenti di natura disciplinare riguardanti i magistrati.

Toro, indagato per violazione del segreto d’ufficio, ha motivato la decisione di dimettersi per “essere libero di difendere – è detto nell’atto – l’onorabilità mia e di mio figlio (a sua volta indagato) e, nel contempo desiderando eliminare ogni ragione di imbarazzo per l’ambiente di lavoro, con grande rammarico, ma con animo sereno, dichiaro la mia volontà di dimettermi con effetto immediato dall’ordine giudiziario”.

Una parola per il futuro

* 17 febbraio, 2010 * Pensieri * 0 commenti

Dignità

Diffusioni in crollo e linee editoriali dei quotidiani

* 17 febbraio, 2010 * Italia, Media * 1 commenti

Da ItaliaOggi Via Dagospia

In gennaio il 20% delle copie del “Corriere della Sera” e del “Sole-24Ore” è evaporato. D’un botto, via Solferino si è ritrovata 116 mila copie in meno rispetto alle diffusioni del gennaio 2009, e il quotidiano di Confindustria ne ha perse, invece, 64 mila.

Uno sproposito, insomma, mentre “il Giornale” di Vittorio Feltri continua nel suo trend positivo (+6,7%) che, al netto delle promozioni che sostenevano i vecchi dati del 2009, risulta essere ancor più spumeggiante in edicola, a +26% con 30 mila copie in più.

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Italia, paese di poeti, santi, navigatori, corruttori e concussori

* 17 febbraio, 2010 * Italia * 1 commenti

Via Repubblica

La corruzione “è diventata un fenomeno di costume”, una “patologia grave” e che nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla guardia di finanza del 229% rispetto all’anno precedente, cui si aggiunge un incremento del 153% per fatti di concussione. Rispetto a queste condotte illecite individuali, le pubbliche amministrazioni “troppo spesso” non attivano i necessari “anticorpi interni”. “Il Codice penale – sottolinea Lazzaro – non basta più, la denuncia non basta più. Ci vuole un ritorno all’etica da parte di tutti. Che io, purtroppo, non vedo”. E’ la denuncia del procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario.

Dalla relazione del pg, inoltre, emerge che è la Toscana – dove in sede penale la procura di Firenze sta indagando sugli appalti del G8 – in testa alla classifica delle regioni in cui la Corte dei Conti ha emesso il maggior numero di citazioni in giudizio per danno erariale: sono 21 (su un totale nazionale di 92), mentre a seguire ci sono Lombardia (18), Puglia (11) Sicilia (10), Umbria (7), Piemonte (7), Trento (5), Calabria (4), Lazio (3) Abruzzo (2) Emilia Romagna (2) Friuli Venezia Giulia (1), Liguria (1).

L’ultima notizia e l’era del vetro

* 17 febbraio, 2010 * Diritti, Internet, Media * 2 commenti

E’ uscito L’ ultima notizia, dalla crisi degli imperi di carta al paradosso dell’era di vetro scritto per Rizzoli da Marco Bardazzi e Massimo Gaggi

Dal libro:

  • le 3C introdotte dal web: condivisione, comunità, conversazione
  • le 3C classiche del giornalismo: contenuti, credibilità, creatività

Ovunque le redazioni chiudono, i corrispondenti esteri fanno fagotto e tornano a casa. In tutto il mondo, quotidiani con secoli di storia alle spalle ormai vivono alla giornata. E se fino a qualche tempo fa il web, potente vetrina promozionale, sembrava un utile alleato, oggi infuria una guerra senza quartiere tra chi vuol mettere ogni notizia a portata di click e chi cerca di proteggere contenuti di qualità faticosamente prodotti. Nelle battaglie tra i giovani leoni dell’informatica e le vecchie volpi dell’editoria, sono queste ad avere la peggio, mentre monta l’onda del giornalismo “dal basso”, con lettori che chiedono di partecipare in maniera sempre più attiva al flusso delle notizie: un cinguettio di Twitter, un link condiviso su Facebook, l’inchiesta fai da te di un blogger, le news di un aggregatore sono ormai più fruibili del classico quotidiano.

Prove del magazine del futuro

* 17 febbraio, 2010 * Internet, Media, Mobile * 2 commenti