Quattro ragazzi provenienti dalle scuole di giornalismo (due da Urbino e due da Salerno) vengono inviati a Roma, al quotidiano diretto da Concita de Gregorio, dovranno stare lì per due mesi. Carichi di speranza, i primi giorni trascorrono sull’onda dell’entusiasmo, con l’occasionale gratifica di qualche articolo firmato. Ne ammazza più la penna che la spada, diceva qualcuno, figuriamoci se quella penna, nelle mani di un giovane e inesperto scudiero, si azzarda financo a firmare i propri delitti. Il cdr insorge contro il nemico : “un giornale in crisi – tuona – non può prendere stagisti, e la deroga dell’Ordine, in questo senso, a niente vale”. Niente firma e tutto risolto dunque? Nient’affatto, il cdr pensa bene di precisare che i giovani non possono nemmeno accedere al programma informatico di produzione del giornale. Da qui inizia una sorta di romanzo kafkiano per i giovani scudieri della penna: redattori che li accusano di essere entrati abusivamente, continue “ronde” di controllo da parte del cdr (non sia mai che venissero meno all’obbligo di nullafacenza).
NTV inizierà ufficialmente il servizio commerciale a settembre 2011 con un’offerta che raggiungerà 9 città italiane e 12 stazioni, (Torino: Porta Susa; Milano: Porta Garibaldi/Rogoredo; Bologna: Staz. Centrale; Firenze: Santa Maria Novella; Roma: Tiburtina/Ostiense; Napoli: Staz. Centrale ; Salerno: Staz. Centrale; Venezia: Santa Lucia/Mestre; Padova: Staz. Centrale) tra cui tutte quelle dedicate all’Alta Velocità.
In ogni stazione NTV sarà presente con una Casa Italo, un vero e proprio centro servizi in cui i viaggiatori, assistiti da personale NTV, potranno acquistare i biglietti e informarsi sui servizi Italo. Le aree dedicate alle Case Italo sono state già individuate con i gestori delle principali stazioni, Grandi Stazioni e Cento Stazioni, e a breve avranno inizio i lavori per la loro realizzazione.
Oggi IlPost ha sofferto per la prima volta problemi “tecnici”
Alcuni avevano proposto di brindare: il primo crash di servizio dopo un mese di vita è comunque un evento, e la spiegazione più immediata di solito è l’eccessivo accumulo di visite e accessi. Poi però è circolata la voce che la colpa fosse piuttosto di qualche guaio tecnico risalente al blog di Gad Lerner, residente sui server della stessa società. Ma non faremo di Lerner il nostro capro espiatorio.
Fatto sta che il Post oggi è stato irraggiungibile per alcune ore e all’inizio del pomeriggio alcune sue parti devono ancora tornare online. Ce ne scusiamo, naturalmente: e stiamo lavorando a una pagina di comunicazione disservizio più dignitosa.
E giustamente con la massima trasparenza hanno deciso di discuterne allegramente su Friendfeed . Il nuovo avanza davvero …
UPDATE: un primo bilancio da Luca Sofri del lavoro svolto
Testo comune concordato dai direttori delle maggiori testate italiane nel corso dell’incontro promosso dalla Fnsi
I direttori e le redazioni dei giornali italiani, con la Federazione Nazionale della Stampa, denunciano il pericolo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche per la libera e completa informazione. Questo testo penalizza e vanifica il diritto di cronaca, impedendo a giornali e notiziari (new media compresi) di dare notizie delle inchieste giudiziarie – anche quelle che riguardano la grande criminalità – fino all’udienza preliminare, cioè per un periodo che in Italia va dai 3 ai 6 anni e, per alcuni casi, fino a 10. Le norme proposte violano il diritto fondamentale dei cittadini a conoscere e sapere, cioè ad essere informati.
E’ un diritto vitale irrinunciabile, da cui dipende il corretto funzionamento del circuito democratico e a cui corrisponde – molto semplicemente – il dovere dei giornali di informare. La disciplina all’esame del Senato vulnera i principi fondamentali in base ai quali la libertà di informazione è garantita e la giustizia è amministrata in nome del popolo.
I giornalisti esercitano una funzione, un dovere non comprimibile da atti di censura.
A questo dovere non verremo meno, indipendentemente da multe, arresti e sanzioni. Ma intanto fermiamo questa legge, perché la democrazia e l’informazione in Italia non tollerano alcun bavaglio.
Today, at TechCrunch Disrupt, we’re announcing the launch of Publish2 News Exchange, a platform aimed at disrupting the Associated Press monopoly over content distribution to newspapers. With Publish2 News Exchange, newspapers can replace the AP’s obsolete cooperative with direct content sharing and replace the AP’s commodity content with both free, high-quality content from the Web and content from any paid source.
With Publish2 News Exchange, we’ve created what the AP should have become, but can’t because of a classic Innovator’s Dilemma. The New AP is an open, efficient, scalable news distribution platform. We’re enabling newspapers to benefit for the first time from the disruptive power of the Web, and from the efficiency of content production on the Web.
Publish2 News Exchange solves the problems that have prevented newspapers from creating an efficient, scalable alternative to the AP. We bridge the gap between print publishing and Web publishing by connecting natively to outdated newspaper print publishing systems. We support the standard formats used by the AP and the technologies that newspapers already use to move content between print and Web systems. Our self-serve permissioning system enables newspapers and other publishers to distribute content to whomever they choose on whatever terms they choose.
With every revolution in production, there is a corresponding revolution in distribution. We’ve had the revolution of the blogosphere’s content production, and the corresponding revolution with search. Recently, we’ve had the revolution of demand-driven content production, e.g. Demand Media, Associated Content, Aol’s Seed, aimed at maximizing the efficient production of high quality content.
Un’alleanza ‘strategica globale’ su e-mail, servizi di instant messaging e di navigazione: e’ quanto hanno annunciato Yahoo! e Nokia. Obiettivo rafforzarsi nei settori chiave per ambedue le societa’. Nell’ambito dell’alleanza Nokia sara’ il provider globale ed esclusivo i Yahoo! map e dei servizi di navigazione e Yahoo! diverra’ provider unico dei servizi Ovi Mail e OviChat di Nokia. Yahoo! e Nokia offriranno prodotti con ambedue i marchi a partire dalla seconda meta’ del 2010.
Resto convinto che in uno Stato di diritto e in una democrazia sana spetti alla magistratura la valutazione degli indizi e delle prove e che debbano essere i tribunali e non i giornali a emettere le sentenze. L’idea di una giustizia sommaria somministrata sull’onda delle emozioni e dell’indignazione è qualcosa che mi ha sempre fatto paura e che in passato ha fatto danni che non si dimenticano. Sarebbe il tempo di aprire una discussione vera e approfondita sul rispetto della privacy, dei diritti degli inquisiti e sulla tutela che andrebbe garantita a chi finisce suo malgrado in un’inchiesta senza averne colpa.
Si potrebbe allora dire che la legge in discussione al Senato arriva al momento opportuno. Purtroppo non è così, anzi accade il contrario: il disegno di legge sulle intercettazioni è così palesemente sproporzionato e ha un sapore talmente vendicativo da risultare inaccettabile e da soffocare ogni possibilità di riflessione. Nei mesi in cui riemergono prepotentemente la corruzione e gli intrecci tra la politica e gli affari e in cui la nostra classe dirigente mostra il suo volto più arrogante e spregiudicato, la nuova legge suona come l’estremo rimedio per coprire l’illegalità e garantire impunità.
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