After a bit 'of weeks at home with the decoder of My Sky HD, Liquid gently delivered through the house Pasteris, Sky TV has invaded the prestigiously big home. We are now well-established use of staggered shifts by age and tastes. The owners of the remote control in the hours preserali Peter and Paola are the puppets who enjoy the unrestrained planning cartoons and programs dedicated to them.
His wife Barbara tries to slip in his daily work of the mother and advertising opportunities, better on weekends, of being quietly proposed by Sky Movies in the schedule of cinema. Father Vittorio is dedicated mainly to sports (football, e rugby basketball Nba) addition to the programs of study. In recent days began moving to enjoy the entertainment programs trying to find time to devote himself to the wonderful programs of Discovery Channel and his brothers: just to understand those worlds and cultures of the section.
Un blog dedicato al diritto comparato sui media in Europa. Lo ha aperto Oreste Pollicino, docente alla Bocconi, chiamandolo Medialaws. Si tratta di un blog multilingue che ospita contributi di accademici, professionisti e studenti. Con un’ottica precisa: quella della comparazione internazionale.
Il sito, che contiene già una cinquantina di commenti, news e articoli di approfondimento, redatti non solo in italiano ma anche in inglese, spagnolo e francese, nasce con un duplice obiettivo, spiega ViaSarfatti25.it, il giornale online della Bocconi. Innanzitutto, di essere uno spazio per le analisi tecniche dei giuristi, degli economisti del settore, ma anche di esperti della rete o di professionisti dell’informazione. In secondo luogo, presentare una prospettiva comparata del diritto dei media, elemento che secondo Pollicino manca negli altri portali dedicati a questi temi.
Siffredi, who crossed paths with Mahroug on a talk show on Tuesday, said he suspected that Berlusconi would not worry too much about a girl’s real age if she looked over 20. He described Berlusconi as a sex addict. “I have sex one half of a half of a half of the times he does,” he said in a Facebook video. By mixing power with sex, he added, “by doing to whoever you want what you want”, Berlusconi was living out his own fantasies.
That approach, he added, would not lose him votes in Italy. “Just as my appeal is based on being a family man off the set, Berlusconi understands that being a family man is important, as is staying on the right side of the church,” he said. “Berlusconi and I have a lot in common,” Siffredi added. “I have been reliably informed that he once said ‘Siffredi and I both have the same problem: priapism’.”
A quanto ammontano i tagli all’università previsti dalla riforma Gelmini? Uno studio della Federazione lavoratori della conoscenza Cgil ha calcolato le cifre esatte, sintetizzate nella tabella. Le fonti di finanziamento si possono ricondurre grossomodo a due capitoli.
Il primo è il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO). Questo rappresenta la principale entrata con la quale gli atenei provvedono alle spese per il funzionamento del sistema accademico. Ebbene, confrontando le somme stanziate nel 2008 con quelle di quest’anno, è evidente che si è passati da 7.41 miliardi di euro a 6.57 (-11.31%), per calare ancora nel 2012 a 6.49 (-12.40) e arrivare nel 2013 con 6,45 miliardi (-12.95).
Come se non bastasse nel triennio 2008-2010 i trasferimenti effettivi, ovvero le risorse realmente assegnate, sono state inferiori rispetto a quanto stabilito e rispettivamente dell’1,75%, del 2,89% e del 2,97%. Di conseguenza le stime fatte dalla Flc Cgil sono da considerarsi al ribasso.
Alla faccia di chi dice che lanciare un nuovo giornale non può anche essere un buon sogno imprenditoriale.
Occorre fare un buon giornale ed essere giornalisti e non servi degli editori. Via PolisBlog
Il Fatto quotidiano, il giornale diretto di Padellaro, Travaglio e Gomez (a cui va aggiunta una bella e agguerrita squadra di giornalisti), nel 2010 ha macinato numeri e lettori, riuscendo a portarsi a casa un utile di ben 10 milioni di euro. Solo che, pensate che idiozia, invece di regalare una Maserati a Travaglio e una Bentley a Gomez, questi pazzi hanno deciso di suddividere il malloppo tra tutti i dipendenti del giornale, regalando 8 mila euro a testa a tutti quanti.
Questi giustizialisti comunisti si sono inventati la suddivisione degli utili: ha proprio ragione Silvio a dire che sono dei criminali, pensate che disastro se anche i dipendenti delle altre aziende pretendessero un simile beneficio, come verrebbe acquistato il nuovo yacht dell’amministratore delegato??
Il Fatto quotidiano si conferma quindi una creatura anomala e bizzarra nel panorama informativo italiano e non soddisfatto degli obiettivi già raggiunti si prepara a rilanciare. Tra un mese uscirà un nuovo inserto dedicato alla cultura, altra dimostrazione di follia sinistreggiante, mentre il sito internet necessita di continui interventi a causa dell’elevato numero di visitatori: più di 330.000 utenti unici al giorno, con punte che hanno superato i 360mila.
Debutta una nuova voce di satira politica in Italia, quella che i governo Berlusconi avrebbe voluto far sparire. Sky lancerà lunedì prossimo 24 gennaio il nuovo programma di satira intitolato Gli Sgommati che andrà in onda su Sky Uno a partire dalle 21. Dal 29 gennaio, tutti i sabati, andrà inoltre in onda sempre su SkyUno una puntata speciale con il meglio della settimana precedente.
Si tratta di una ripresa dei pupazzi di politici che tanto hanno avuto successo in Francia con lo show Les Guignols de l’info, striscia serale in onda su Canal+, diventata un appuntamento fisso per milioni di francesi.
L’Idea è intelligente: sarà interessante capire come reagiranno i giornalisti del Corriere, che è comunque un giornale con una redazione seria e a molte voci. Sarebbe bello vedere che reazione avrebbe una proposta del genere in redazioni mono tone comandate da ras e da principini che si sentono immortali e che non amano la trasparenza. Peccato che De Bortoli sostenga che “a questi giovani debbano essere offerti contratti meno vantaggiosi dei vostri. Ma non arbitrariamente. Applicando semplicemente il contratto nazionale”. (dal discorso di De Bortoli alla redazione via Il Post)
Chi parla poi del tentativo di trasformare la redazione in una redazione low cost è in assoluta malafede. Se non cambieremo, diventeremo rapidamente obsoleti e inutili. Oggi abbiamo ancora la possibilità di governare questo processo, fra qualche anno dubito molto. Vogliamo assumere giovani talenti. Lo vogliamo fare con concorsi sulla Rete. Ne vogliamo assumere uno al mese. Certo, pensiamo che a questi giovani debbano essere offerti contratti meno vantaggiosi dei vostri. Ma non arbitrariamente. Applicando semplicemente il contratto nazionale. Con i costi redazionali previsti dalla normativa nazionale possiamo investire in nuove iniziative; con i costi quasi doppi del Corriere no. Con i costi del Corriere le edizioni locali non starebbero in piedi. Non si sarebbero mai fatte.
Lo Scarparo Della Valle è andato a trovare Carlo De Benedetti nel suo ufficio di via Ciovassino a Milano. Hanno parlato di un possibile passaggio a ”Repubblica” di Flebuccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera? Ah saperlo… (attivare Mariopio Calabresi, caro ad Elkann; alla Stampa, duello Gramellini-Cazzullo)
Al Corriere della Sera il direttore Ferruccio de Bortoli reagisce alle pressioni dei suoi azionisti, Fiat in testa, e denuncia “assai seri fatti accaduti recentemente, in casa nostra”. Ai giornalisti che ascoltavano la comunicazione del direttore in un incontro che si è tenuto ieri in via Solferino (con la redazione romana in collegamento) è parso evidente il riferimento alla lettera di protesta partita da John Elkann (casus belli gli articoli critici di Massimo Mucchetti), presidente di Fiat e secondo azionista della Rcs, che due giorni fa è anche andato di persona nella sede del giornale.
De Bortoli se la prende con un “establishment economico e finanziario [che] mostra di gradire poco le voci libere e le critiche: preferisce gli amici e i maggiordomi”. E nel consiglio di amministrazione della Rcs Quotidiani, che edita il Corriere, i membri dell’establishment ci sono tutti: da Cesare Geronzi a Giovanni Bazoli a Diego Della Valle e Marco Tronchetti Provera. Il direttore, tornato a guidare il giornale nel 2009 grazie soprattutto all’accordo tra Bazoli e Geronzi, sceglie di legare i suoi due problemi principali: i rapporti con la proprietà e la riorganizzazione del giornale, che è ancora in stato di crisi, chiedendo ai giornalisti di votare in un referendum “sul piano editoriale, sul piano di mediazione e sulla fiducia al direttore”. Se vince, sarà più forte davanti alla proprietà e potrà attuare il piano di riordino del Corriere, se perde lascia. Una prova di forza che, stando alle parole del direttore, sembra indispensabile. Ma che a molti redattori ricorda il “ricatto” denunciato dalla Fiom a Mirafiori, nel referendum chiesto da Sergio Marchionne.