30 April, 2011
Italy
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Republic Street
Le frenate e le accelerazioni di Umberto Bossi sulla missione italiana fanno fibrillare la maggioranza. Il leader della Lega ha alzato i toni sin dal mattino con un avvertimento a Berlusconi e la richiesta della fine dei raid in Libia. Avvertimento esplicitato in serata, con l’annuncio della presentazione della mozione della Lega in Parlamento nella quale si pone una data precisa per la cessazione delle ostilità. Un anncio al quale Berlsuconi ha risposto con una nota nella quale ribadisce che “il governo non corre rischi” e si stanno superando le difficoltà.
Bossi attacca. “Se Silvio non cambia posizione sulla Libia allora può capitare di tutto”. Dura solo poche ore la frenata di Bossi 1 sulle divisioni con il premier a proposito della crisi libica. Il Senatur aveva detto che non avrebbe fatto saltare il governo a causa della guerra e, pur non risparmiando frecciate e critiche al presidente del Consiglio soprattutto quando ha detto “meno male che c’è Tremonti”, il ministro delle Riforme aveva lasciato capire che la crisi sarebbe stata superata. It, se fossero rimasti dubbi, l’affondo in serata durante una iniziativa elettorale a sostegno della Moratti: “Oggi abbiamo presentato una mozione, la potete leggere domattina sulla Padania, in cui tra le altre cose si chiede di stabilire la data in cui si terminano le ostilità in Libia”.
30 aprile, 2011
Sport
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30 aprile, 2011
Italia, Pensieri
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Dalla lettera di Celentano al Fatto Quotidiano
Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.
Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.
29 aprile, 2011
Italia
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29 aprile, 2011
Internet, Italia, Pensieri
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Oggi i media italiani ed europei in preda a una sindrome da gossip mai sopita hanno dedicato le loro home page al royal wedding inglese, mentre in Italia il governo fatica nuovamente a stare in piedi. Ecco il traffico internet in Europa a mezzogiorno secondo Akamai.

29 aprile, 2011
Diritti, Italia, Media
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Via IlPost
Ieri l’assemblea della Consap, la società Concessionaria dei Servizi Assicurativi Pubblici, ha nominato amministratore delegato Mauro Masi, oggi direttore generale della RAI. Masi era direttore generale dal 2 aprile del 2009 ed è stato probabilmente il peggior direttore generale che l’azienda abbia mai avuto. Non solo per la scelta dei gessati e delle fidanzate legate professionalmente all’azienda pubblica che dirigeva. Ma per la comprovata subalternità alle persone che lo avevano messo lì e ai loro capricci, per l’incapacità di riconoscere e valorizzare buoni programmi e buone idee – che anzi ha ostacolato – per la generale inadeguatezza a ricoprire un ruolo che avrebbe bisogno di competenza, capacità di muoversi nel presente e immaginare il futuro, per l’inesistente visione di servizio pubblico, per le logiche clientelari con cui ha costruito palinsesti e arruolato conduttori. Quello che si è continuato a fare di buono in Rai in questi due anni lo si è fatto malgrado Masi. Il giudizio nei suoi confronti ebbe una dimostrazione esemplare nella famosa telefonata che decise di fare qualche mese fa all’inizio di una puntata di Annozero. C’è tutto: la subalternità alla politica, l’equivoco sul proprio ruolo, la mediocrità e l’improvvisazione, la sconfitta pubblica e plateale di un’iniziativa maldestra. Per il mezzo di informazione tuttora più importante per l’Italia e gli italiani non potrà andare peggio.
29 aprile, 2011
Media, Pensieri
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Via LSDI
Il dibattito si sta animando su LSDI dopo l’incontro svoltosi al festival del Giornalismo di Perugia. E’ cosa positiva che finalmente si affronti “a cielo aperto” le tematiche del precariato e della legalità del giornalismo italiano. Per quanto non personalmente non possa condividere diversi aspetti dell’intervento del presidente ODG Iacopino occorre riconoscere che rispetto al recente passato si è fatto un salto quantico in avanti.
Nella precedente gestione non avremmo mai pensato di trovare un Presidente che prima si rende disponibile ad un incontro sapendo che si sarebbe trovato di fronte persone arrabbiate, insoddisfatte, stuprate intellettualmente, moralmente ed economicamente.
Un Presidente che poi discute animatamente in rete, accettando la sfida dell’ Internet e della discussione. Forse questo non risolve molto nel concreto, ma è già un enorme passo avanti nel tentativo di avvicinare il mondo del giornalismo italiano a un necessario e traumatico cambiamento per lo status quo pregresso. La sfida non ha alternative: cambiare o morire con agonia veloce e molto dolorosa.
In attesa di un intervento più articolato sui temi del precariato e della legalità nel giornalismo, del rapporto fra giornalisti, editori e altri giornalisti, fra i giornalisti e la società civile, rilancio la discussione citando il corpo di un articolo pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano il giorno dopo le manifestazioni dei precari in Italia.
29 aprile, 2011
Internet, Italia
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Per i lettori che non lo sapessero questo blog è sparito dalla Rete dalle prime ore di questo mattino a causa di un principio di incendio che ha mandato fuori servizio la server farm di Aruba. La vicenda è stata seguita da
Cose digitali e nomadi in attesa che questo blog ritornasse in rete.
La crescita del tag Aruba su Twitter
Brusco risveglio per il gestore di questo blog e per mezza italia che ha servizi in Internet: la server farm di Aruba, uno dei più utlizzati servizi di hosting italiano è sparita dalla rete.
Il diaro vissuto in presa diretta. E’ mattina: tento di collegarmi al mio blog per aggiornarlo, ma non succede nulla. Sarà un problemino paseggero: Aruba ogni tanto ne combina una delle sue. Mi accorgo che però molti altri siti in cui navigo abitualmente sono giù, lo stesso sito di Aruba è “morto”. Penso sia un problema di dns, un problema “mio”, ma la situazione non cambia modificando i dati con diversi server dns.
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28 aprile, 2011
Diritti, Piemonte
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Via QP
Nella sede torinese della Fiom-Cgil si è svolta ieri una riunione degli iscritti delle Officine automobilistiche Grugliasco (ex-Bertone), a cui hanno partecipato oltre 200 lavoratrici e lavoratori. La Fiom denuncia che, con l’approssimarsi del referendum di lunedì tra i lavoratori ex-Bertone, la Fiat, come già a Pomigliano e Mirafiori, sta intervenendo direttamente nei confronti dei lavoratori, convocandoli a gruppi, per ‘informarli’ e ‘orientarli’.
Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, dichiara: “Anche questa volta la Fiat non si accontenta della pressione esercitata quotidianamente attraverso i media: è curioso che questa campagna elettorale, improntata alla libera scelta del ‘se vuoi lavorare vota sì’, venga lanciata proprio alla vigilia dell’assemblea e del referendum”.
28 aprile, 2011
Economia, Internet
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Dal blog di Delicious
Today, we’re pleased to announce that Delicious has been acquired by the founders of YouTube, Chad Hurley and Steve Chen. As creators of the largest online video platform, they have firsthand experience enabling millions of users to share their experiences with the world. They are committed to running and improving Delicious going forward.
Providing a seamless transition for users is incredibly important for both companies. Yahoo! will continue to operate Delicious until approximately July 2011. When the transition period is complete, your information will be moved over to Delicious’ new owner.
Starting today, we will ask you to login to Delicious again and agree to let Yahoo! transfer your bookmarks to the new owner. That way, you’ll enjoy uninterrupted use of the service and will keep your account and all of your bookmarks when we make the transition. For more information on the Delicious transition, please refer to this FAQ.
28 aprile, 2011
Economia, Internet, Multimedia
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Via Gigaom
What will be the name of Apple’s cloud-based music service? No one knows. However, a tipster of mine says that it might be iCloud. Why? Because the Cupertino-based computing giant is rumored to be a likely buyer of the domain iCloud.com.
Until recently, iCloud.com was a domain name and a storage-as-a-cloud service owned by Linkoping, Sweden-based desktop-as-a-service company, Xcerion. Xcerion’s iCloud service has just been rebranded to CloudMe, and the company acquired the CloudMe.com domain on April 5, 2011.
My source, who is familiar with the company, says that Xcerion has sold the domain to Apple for about $4.5 million. Xcerion hasn’t responded to my queries as yet. At the time of writing, the Whois database showed Xcerion as the owner of iCloud.
28 aprile, 2011
Diritti, Mondo
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Leggete e diffondete
Ai Weiwei è un artista e attivista cinese molto conosciuto nel mondo per le sue performance artistiche, che fra l’altro è stato architetto e consulente nella progettazione del National Stadium di Pechino per le olimpiadi del 2008.
È un artista che ha sostenuto con le sue opere, in tutto il mondo, un’idea irrinunciabile di anticonformismo e libertà. Ai Weiwei è perciò un personaggio di rilievo e un punto di riferimento ormai imprescindibile per tutta la cultura internazionale, non solo per quella cinese.
Ai Weiwei è stato arrestato a Pechino il 3 aprile scorso, e da allora non se ne hanno più notizie. È per questo che il Tate Modern Museum di Londra ha esposto sulla facciata del suo edificio la scritta a caratteri cubitali “Release Ai Weiwei” e che i direttori di alcuni delle principali istituzioni museali mondiali hanno espresso in un proprio appello la richiesta di liberazione per l’artista. In Italia questo appello non ha avuto sinora seguito nel mondo artistico e culturale, e ha ottenuto scarsa attenzione da parte dei media.
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