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Vittorio Pasteris

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Mese: Janvier, 2009

Super Gigi è tornato

* 15 Janvier, 2009 * Piémont, Sport * 0 commentaires

Giornali in trincea

* 14 gennaio, 2009 * Internet, Media * 0 commenti

Via Giuseppe Granieri

Sull’Atlantic, Michael Hischorn racconta le traversie del New York Times, in grave crisi finanziaria (End Times). Michael Wolff, sull’Huffington Post, sintetizza: «Il Times sarà out of business a Maggio.» (The Times dies)

E Steven Waldman, sempre sull’Huffington Post, contraddice la convinzione (ormai) popolare secondo cui «il modello Huffington Post è il nuovo New York Times»: Why the Huffington Post Can’t Replace The New York Times. Con la conclusione, saggia e ovvia, che «L’informazione ha bisogno dell’Huffington Post e del New York Times, non solo di uno dei due».

A Repubblica non l’hanno presa benissimo

* 14 gennaio, 2009 * Diritti, Economia, Internet * 0 commenti

Il cdr di Repubblica non ha preso molto bene il fatto che l’azienda non l’abbia informato dell’accordo con Rcs che concettualmente sembra interessante e a cui pare lavorerà anche l’ex Google  Giuseppe D’Antonio

Il Comitato di redazione apprende da una notizia di agenzia che il Gruppo Espresso-La Repubblica e la Rcs-Corriere della Sera hanno fondato un Consorzio per offrire agli inserzionisti posizionamenti pubblicitari particolari sui siti internet d’informazione dei rispettivi gruppi.

Il Comitato di redazione, denunciando la violazione compiuta dall’azienda che ha omesso di comunicare preventivamente al sindacato l’avvenuto accordo – così come stabilisce il vigente contratto nazionale di lavoro – pone all’attenzione i rischi di confusione tra contenuti giornalistici e pubblicità e il possibile tentativo da parte degli inserzionisti di condizionare l’autonomia e l’indipendenza della testata.

Il Comitato di redazione avverte l’editore che non saranno tollerate derive  in tal senso e chiede un immediato confronto sui contenuti dell’accordo, ricordando che esistono regole, nel rispetto del prodotto giornalistico e del lettore, che in nessuna circostanza e per alcun motivo possono essere vanificate

Forse c’è qualcosa che non va per la telecrazia

* 14 gennaio, 2009 * Multimedia, Pensieri, Personale * 2 commenti

Se un paese impazzisce per una ragazza di 21 anni chiamata  Cristina Del Basso che  non ha nulla di meglio ce che “farsi” una sesta di seno disponendo già di una quarta.
Stranamente condividiamo il pensiero di Alessandra Mussolini.

Il blog di Dmitry Medvedev

* 14 gennaio, 2009 * Blog, Mondo * 0 commenti

Il presidente russo, sua gassosità Dmitry Medvedev, ha aperto un suo blog con indirizzo perstigioso: blog.kremlin.ru

Lidl Can

* 14 gennaio, 2009 * Ironia, Multimedia * 1 commenti

Lidl ha imparato il marketing da Obama

Dodici giorni in coda

* 14 gennaio, 2009 * Piemonte, Tecnologia * 0 commenti

La situazione “difficile” dei sistemi informativi dell’università di Torino

Vista da Stefano Cafasso, studente di Fisica al dodicesimo giorno di coda per compilare un carico didattico, l’Università di Torino somiglia a un pachiderma incagliato nella burocrazia elettronica.

Dopo venti minuti d’attesa, al suo dodicesimo tentativo, ha macinato la bellezza di due metri in una fila lunga più di cinquanta, in mezzo ad almeno trecento persone imbufalite come lui. Colpa del nuovo cervellone informatico costato 700 mila euro (più 200 mila l’anno per la manutenzione) e già in funzione in 43 atenei. Dovrebbe permettere agli studenti di vedersela con la burocrazia dal computer di casa anziché con gli addetti delle segreterie. Altrove non ha creato troppi grattacapi. A Torino sì. Un disastro. Impossibile fare il carico didattico (l’elenco degli esami da sostenere) e stampare gli statini (i moduli per registrare gli esami). Risultato: università paralizzata e studenti in coda da giorni. Avrebbe dovuto debuttare a inizio dicembre. L’hanno avviato l’8 gennaio.

Continua a fare le bizze. Stefano Cafasso ci ha perso dodici giorni. C’è sempre qualcosa che va storto: «Mi metto in fila, aspetto anche tre o quattro ore. Continuo a lottare contro il cervellone. Non trovo gli esami: per il sistema non esistono, o non sono attivi».
Il guaio è che Stefano, come tutta questa moltitudine immobile e rancorosa ferma nell’atrio di Palazzo Nuovo in attesa di un computer libero, anziché stare ferma a smoccolare, farebbe bene a restare a casa e studiare. La sessione di esami è cominciata. Ma senza carico didattico e statini non si potrebbero sostenere.

Il tempo che non fa per Baccini

* 14 gennaio, 2009 * Pensieri * 1 commenti

Andrea Scanzi intervista Baccini su Lastampa.it

«Evidentemente sono troppo libero per piacere a Fabio Fazio». Francesco Baccini sperava di essere chiamato alla serata tributo di RaiTre su Fabrizio De André. «E invece ho suonato in una tivù vera, quella svizzera. Sempre ricordando Faber. Fazio non l’ho visto né registrato. E’ stato pure scorretto con la tivù svizzera, cancellando il collegamento previsto».

Davvero non l’ha cercata nessuno? «Ho incrociato Fazio solo a Quelli che il calcio, poi il nulla. Mai litigato con lui, sono pieno di gente che mi odia senza motivo. Con Faber eravamo amici, come fai a non chiamarmi? Hanno ignorato la sua genovesità. Paolo Villaggio, Beppe Grillo, Gino Paoli, i New Trolls: mancavano tutti. A ricordare Alberto Sordi c’era Monica Vitti, mica Scamarcio. Da Fazio c’erano troppi Scamarcio».

Tipo? «Faber non era Sinatra, non faceva duetti con tutti. Con me sì. Invece chiamano Dalla, Pelù, Ferro, Bocelli. Che c’entrano? E non credo siano scelte di Dori, con lei ho sempre avuto ottimi rapporti».

Magari non le perdonano «Music Farm». «Sono troppo reale e poco radical chic per i Fazio e i Serra. Anche la loro è una casta, pericolosa e vendicativa: o fai parte della Chiesa o ti isolano. Ho un alto senso della giustizia e soffro nel vedere Faber ricordato dal simbolo dell’autocensura, dalla pecora nel gregge, dal giornalista del “sennò poi”. Il re della casta di sinistra con Serena Dandini».

Una donna ai vertici di Yahoo

* 14 gennaio, 2009 * Economia, Internet * 0 commenti

Via Techcrunch

After being silent all day about the selection of Carol Bartz as its new CEO, Yahoo finally got around to confirming the reports. It also announced that president Sue Decker, who was also vying for the top spot, will resign.

So at least there will be some management transition, with Jerry Yang going back to his founder’s role. For Decker, getting the CEO job was a long shot. She was already basically running Yahoo, and that obviously wasn’t working.

Now we will see whether Bartz can articulate a different strategy for the company, or at least negotiate a better deal with Microsoft (or AOL).

Via del Camp

* 14 gennaio, 2009 * Eventi, Personale * 0 commenti


Una gita comunitaria a Genova, aperta a tutti. Una iniziativa conviviale che si svolgerà avvalendosi della rete non come oggetto della discussione autorefenziale stessa ma come mero strumento di comunicazione e aggregazione al puro fine di svago e/o cultura.

Scopo dell’iniziativa è la visita sociale ma in modalità partecipata e condivisa (“alla barcamp”) a uno dei più estesi centri storici d’Italia, cioè quello di Genova. L’evento sarà quindi itinerante e si snoderà in corteo per le vie e i vicoli. Ogni partecipante, se desidera, potrà spiegare un monumento (una via, un palazzo, qualsiasi cosa ritenga interessante) in una simpatica condivisione col resto della comitiva. Dovrà solo documentarsi, prenotare qui il suo intervento per poi raccontarlo sul posto.

Blogbar è l’ora della privacy

* 13 gennaio, 2009 * Diritti, Eventi, Piemonte, Tecnologia * 0 commenti

Via Blogbar

Siamo arrivati al primo Blogbar Classic del 2009 dedicato alla privacy.

L’ incontro si svolge il 14 gennaio alla Fnac di torino con come ospiti in videoconferenza i ragazzi di Ippolita, autori di Luci e ombre di Google ed un paio di ospiti a sorpresa insieme a Vittorio Pasteris

Le peggiori password di sempre

* 13 gennaio, 2009 * Computer, Ironia * 1 commenti

Via Sos Computer

BoingBoing famosissimo sito di “varia umanità” americano ha rilanciato un articolo di What’s My pass che raccoglie le 500 più utilizzate password.

Si tratta di una raccolta di molte parole di uso comune della lingua inglese e di serie spesso banali di numeri. Leggete con attenzione la lista che può servire per individuare quale password non utilizzare. Se ne trovate una che avete utilizzato voi, vi conviene cambiarla velocemente.

Molti software automatici che vengono utilizzati per trovare password lavorano con liste di parole del genere andando per tentativi successivi per trovare la password utile per entrare in sistemi o servizi.

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